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(Adnkronos) - Dietro il successo globale della Ferrero c'era anche il suo sguardo attento e riservato. Maria Franca Fissolo, vedova di Michele Ferrero, si è spenta questa mattina, giovedì 12 febbraio, alle ore 5.30, nella sua abitazione in località Altavilla, sulle colline di Alba in provincia di Cuneo nel cuore delle Langhe. Con la sua scomparsa se ne va una figura discreta ma centrale nella storia dell'azienda dolciaria simbolo del Made in Italy, celebre in tutto il mondo per marchi iconici come Nutella. Pur mantenendo sempre un profilo riservato, Maria Franca Fissolo ha rappresentato un punto di riferimento nella crescita e nello sviluppo della Ferrero, contribuendo a consolidare i valori familiari e imprenditoriali che hanno reso il gruppo una multinazionale leader nel settore dolciario. Era la vedova di Michele Ferrero (1925-2015), l’imprenditore che ha trasformato l’azienda di famiglia in un colosso internazionale, portando prodotti come Nutella sulle tavole di oltre 170 Paesi. Nata a Savigliano (Cuneo) il 21 gennaio 1939 e cresciuta a Levaldigi, dopo il ginnasio e il liceo frequentò la scuola per interpreti. Nel 1961 entrò alla Ferrero come traduttrice e interprete: fu lì che conobbe Michele Ferrero. Un incontro destinato a segnare la sua vita personale e la storia dell'azienda. Nel 1962 il matrimonio, un'unione solida, attraversata anche da dolori profondi. Dal loro matrimonio nacquero Pietro, nel 1963, e Giovanni, nel 1964. Pietro, primogenito, è scomparso nel 2011 a causa di un malore mentre si trovava in Sudafrica. Giovanni è oggi alla guida del gruppo, che conta 36 stabilimenti produttivi nel mondo. Figura riservata, lontana dai riflettori, Maria Franca Fissolo ha accompagnato da vicino la crescita internazionale della Ferrero, custodendone valori e identità. Accanto all'impegno imprenditoriale, forte è stato anche quello nel sociale. Dal 1983 la Fondazione Ferrero rappresenta uno dei pilastri del legame tra azienda e comunità: un'istituzione culturale e assistenziale di cui è stata presidente, interpretando un’idea di impresa capace di coniugare sviluppo economico e responsabilità verso il territorio. Ha sempre rifuggito la mondanità anche se da anni era in cima alla classifica delle persone più ricche d'Italia. Non aveva mai dimenticato le sue radici. A Levaldigi aveva finanziato il completo restauro e recupero funzionale dell'asilo infantile di fronte alla chiesa parrocchiale, partecipando all'inaugurazione nel dicembre 2016. Con la sua scomparsa Alba perde una presenza silenziosa ma determinante; il mondo dell’impresa, una donna che ha condiviso e sostenuto la straordinaria stagione di crescita guidata da Michele Ferrero. Nel 2024 era stata nominata Cavaliere di Gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Maria Franca Fissolo Ferrero lascia il figlio Giovanni, le nuore Paola e Luisa e cinque nipoti. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - "Inps è tutto il welfare in Italia. La sua trasformazione sta andando avanti e per questo sono molto felice. Tutti i nostri dipendenti ci stanno credendo fortemente. Vogliamo restituire al Governo, allo Stato, un istituto che sia sempre più trasparente, efficace, dinamico e fruibile, cioè sempre più al servizio dei nostri cittadini”. Lo ha detto il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, durante la Conferenza nazionale della Dirigenza Inps intitolata "La forza dei valori" che è iniziata oggi a Roma. Punti chiave, spiega Fava sono: “Responsabilità, senso del dovere, senso del sacrificio e soprattutto il benessere dei cittadini. Il loro interesse che corrisponde al nostro lavoro”. Due giorni ricchi di incontri e approfondimenti: “Queste due giornate sono importantissime perché i protagonisti sono le nostre risorse umane, tutti i nostri dipendenti, dal primo all’ultimo. Vogliamo passare con loro questi due giorni per andare incontro al futuro del nostro Istituto e quindi al nuovo modello di servizio che stiamo portando avanti” conclude Fava.
(Adnkronos) - "L’Italia è tra i paesi leader in alcune filiere, può guidare la nuova industrializzazione europea e rivendicare le proprie eccellenze". Lo dice Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, durante la presentazione dei risultati della terza edizione del progetto 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy' a Roma. “Abbiamo un problema su alcune filiere industriali storicamente deindustrializzate, come chimica e siderurgia, la cui crisi parte dagli anni ’90 e non è colpa del Green Deal europeo”, ha aggiunto Ciafani, sottolineando l’urgenza di azioni concrete. “Vogliamo fare in modo che il Clean Industrial Deal europeo possa vedere l’Italia protagonista, contribuendo alla nuova reindustrializzazione del Vecchio Continente”. Legambiente ha così presentato il Libro bianco con 30 proposte, frutto di un percorso di confronto con le imprese più innovative iniziato nel luglio 2025, “per orientare le politiche industriali verso sostenibilità, innovazione e occupazione green. Speriamo che le politiche industriali possano partire anche dalle nostre 30 proposte”.