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(Adnkronos) - Gli elettori portoghesi tornano alle urne oggi domenica 8 febbraio per l'ultimo turno delle elezioni presidenziali, offuscate dalle tempeste che hanno colpito il Portogallo negli ultimi giorni, lasciando città allagate, distruzione e vittime. L'estrema destra portoghese aveva chiesto il rinvio del secondo turno delle elezioni a causa delle tempeste. Il candidato moderato di sinistra António José Seguro ha vinto il primo turno, tenutosi il 18 gennaio, ottenendo il 31,1% dei voti. André Ventura, leader del partito di estrema destra Chega - ora secondo partito in Parlamento - ha ottenuto il 23,5% dei voti, mentre João Cotrim de Figueiredo, del partito conservatore pro-imprenditorialità Iniziativa Liberale, è al terzo posto tra gli 11 candidati, con circa il 16% dei voti. Luis Marques Mendes, candidato del Partito Socialdemocratico (PSD) al governo in Portogallo, si è classificato quinto con l'11,3% dei voti. Prima che la campagna elettorale fosse praticamente interrotta ufficialmente da due tempeste mortali e distruttive, alcune figure conservatrici del Paese avevano dato prova di unità, dichiarando il loro sostegno a Seguro nel tentativo di scongiurare la possibilità di una presidenza di estrema destra. Altri, tra cui il primo ministro portoghese di centro-destra, Luís Montenegro, si sono rifiutati di schierarsi a favore del socialista. I sondaggi d'opinione suggeriscono che anche gli elettori si stanno schierando a favore di Seguro. Secondo un rilevamento condotto dai sondaggisti dell'Università Cattolica e pubblicato martedì sera, il candidato socialista è al 67%, contro il 33% di Ventura. Se i sondaggi dovessero rivelarsi esatti, Seguro otterrebbe il risultato più alto per un candidato alla presidenza al suo primo mandato nei cinquant'anni trascorsi da quando il Portogallo ha rovesciato il suo regime autoritario. Ma se Ventura dovesse ottenere più del 32% dei voti, Chega avrebbe una quota di voti maggiore rispetto a quella ottenuta dal PSD al governo alle ultime elezioni generali. Gli analisti affermano che questo di per sé potrebbe segnare un altro spartiacque politico. "Il problema attuale è la percentuale di André Ventura e la sua capacità di mobilitare l'elettorato di destra", ha affermato António Costa Pinto, politologo presso l'Istituto di Scienze Sociali dell'Università di Lisbona.
(Adnkronos) - Un comparto in crescita, strategico per l’economia nazionale e con un forte radicamento territoriale nel Lazio. È in questo contesto che, da domani al 9 febbraio, Fiera Roma organizza la 18ª edizione di 'Roma International Estetica', uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo della bellezza professionale, del benessere e delle medical aesthetics, capace di mettere in relazione imprese, operatori, ricerca e formazione. Secondo l’ultimo Rapporto annuale di Cosmetica Italia, l’industria cosmetica italiana ha chiuso il 2024 con un valore di produzione pari a 16,5 miliardi di euro, in crescita del 9,1%, con un’incidenza sul Pil nazionale prossima al 2%. Un risultato trainato soprattutto dall’export, che rappresenta ormai quasi il 48% della produzione complessiva e ha superato i 7,9 miliardi di euro (+12%), portando la bilancia commerciale a 4,7 miliardi di euro. Solida anche la domanda interna, con i consumi che hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro (+6,9%). Nel complesso, il sistema economico della cosmetica, che include produzione, filiera a monte e distribuzione, genera un fatturato pari a 41,2 miliardi di euro e un valore aggiunto di 30,8 miliardi, equivalente al 2,6% del valore aggiunto manifatturiero nazionale. Rilevante anche l’impatto occupazionale: l’intera filiera cosmetica in Italia coinvolge circa 440.000 addetti, confermandosi come uno dei comparti più dinamici in termini di occupazione. In questo scenario, il Lazio riveste un ruolo di primo piano, posizionandosi al secondo posto in Italia per quota di fatturato del settore, con il 7,6% del totale nazionale, e al sesto posto per numero di imprese cosmetiche, con una quota del 5,5%. A livello locale, i dati della Camera di Commercio di Roma indicano circa 12.000 operatori della bellezza attivi sul territorio di Roma e provincia, di cui il 60% acconciatori e il 40% estetiste, a conferma del peso economico e occupazionale del comparto nella Capitale. È proprio da questa base che nasce e si sviluppa 'Roma International Estetica', evento B2B che intreccia esposizione commerciale, innovazione tecnologica, formazione certificata e divulgazione scientifica. L’edizione 2026 pone al centro l’evoluzione dell’estetica professionale verso un approccio sempre più scientifico, medical-oriented e consapevole, con un’ampia presenza di tecnologie avanzate per la cura di viso e corpo, presentate attraverso dimostrazioni e trattamenti dal vivo. Cuore culturale della manifestazione è il programma formativo articolato nelle tre aree 'RIEHello', 'RIEOlos' e 'RIEAcademy', che affrontano temi legati a salute, prevenzione, benessere psicofisico, sicurezza e responsabilità professionale, con il contributo di medici, ricercatori e formatori di alto profilo. Accanto all’offerta espositiva e formativa, Roma International Estetica rinnova anche il suo impegno sul fronte della prevenzione, offrendo al pubblico screening gratuiti su prenotazione: dall’esame baropodometrico alle consulenze chinesiologiche, nutrizionali e fisioterapiche, fino agli approfondimenti multidisciplinari su pavimento pelvico e lipedema. Le prenotazioni sono disponibili via mail all’indirizzo screening@romainternationalestetica.it. Con il concept 'Identità Futura', Roma International Estetica 2026 si propone come osservatorio privilegiato su un settore in forte trasformazione, capace di coniugare crescita economica, occupazione, innovazione e benessere, rafforzando il ruolo di Roma e del Lazio come hub strategico della bellezza professionale in Italia.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".