ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - C'è l'accordo sul licenziamento collettivo avviato da Vueling per 84 lavoratori, tutti assistenti di volo impiegati presso la base di Roma Fiumicino, che scatterà dal 1 marzo. L'accordo è stato siglato oggi al ministero del Lavoro da Vueling Airlines Sa e dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Anpac, Rsa. I licenziamenti, a quanto apprende l'AdnKronos che ha potuto visionare il verbale di accordo, saranno effettuati applicando il "criterio della non opposizione", ovvero: ai lavoratori che non si opporranno al licenziamento, sottoscrivendo un apposito verbale, verrà riconosciuto un "incentivo economico" pari a 22 mensilità della retribuzione annua lorda e potranno scegliere poi se chiedere l’assunzione ex novo presso la sede spagnola, a Barcellona. Chi non firma la non opposizione al licenziamento, invece, può chiedere il trasferimento presso la sede di Firenze, con decorrenza dal 1 marzo 2026 e fino ad un limite massimo di 15 posizioni, godendo di un trattamento economico aggiuntivo una tantum pari ad 4.800 euro lordi e un imborso spese fino ad un massimo di 1.800 euro lordi. Altrimenti rientrerà tra i licenziati, senza incentivi, e accedere poi alla Naspi. I sindacati. "In data odierna è stato siglato al ministero l’accordo che chiude la procedura di licenziamento per 84 esuberi sulla base di Roma. L’accordo ha migliorato le condizioni economiche e diverse opzioni per gestire gli esuberi il loro ricollocamento", comunicano Fit Cisl, Filt Cgil, Uiltrasporti e Anpac che oggi hanno siglato con Vueling Airlines l'accordo sul licenziamento collettivo che interessa gli assistenti di volo impiegati presso la base di Roma Fiumicino. Ecco i punti principali elencati dalle sigle, il primo dei quali riguarda l'incentivo all'esodo. "Per chi sceglie di non opporsi al licenziamento è previsto un pacchetto di sostegno molto consistente e superiore ad altri del passato", fanno sapere i sindacati: 22 mensilità (base + indennità volo minima + 13esima); Naspi garantita con integrazione del Fondo di Solidarietà (Fsta) in accordo al decreto ministeriale in corso di emanazione; assunzione in Spagna (chi vuole può richiedere di essere riassunto nella sede spagnola con un percorso che porta al contratto a tempo indeterminato). In alternativa, ovvero per chi decida di non aderire all'incentivo all'esodo previsto per chi non si opponga al licenziamento, si apre l'opzione del trasferimento a Firenze per 15 posti full time equivalent, con un bonus una tantum di 4.800 euro lordi, fino a 1.800 euro di rimborso per spese di trasloco e viaggio, 15 notti in hotel pagate (oppure altri 1.500 euro lordi extra se non si usa l'hotel. Per chi non accetterà l’incentivo all’esodo o il trasferimento residuale si applicheranno le previsioni di legge. "Massima tutela per chi è in maternità - aggiungono i sindacati - ci sono 30 giorni di tempo dalla fine del periodo protetto per aderire alle stesse condizioni degli altri". "Una trattativa lunga e difficile". Quella che ha portato all'accordo siglato oggi, tra sindacati e Vueling, sul licenziamento collettivo che interessa 84 assistenti di volo dipendenti della compagnia, impiegati presso la base di Roma Fiumicino, è stata "una trattativa lunga e difficile nella quale abbiamo perseguito l’obiettivo di non lasciare nessuno indietro, nonostante alcune rigidità gestionali emerse nel corso del confronto che auspichiamo siano definitivamente superate". Lo dichiara all'AdnKronos Ivan Viglietti, segretario nazionale di Uiltrasporti, nel giorno della firma dell'accordo al ministero del Lavoro. "Ora vigileremo con molta attenzione - assicura Viglietti - sul rispetto degli accordi sottoscritti e sulla tutela di tutti i lavoratori di Vueling basati in Italia".
(Adnkronos) - Il Consorzio di Tutela fa il suo esordio alla Bit di Milano, dove racconterà la mozzarella di bufala campana non solo nella sua attualità di eccellenza mondiale ma valorizzandone le radici storiche. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della direzione generale Archivi del ministero della Cultura, lo stand del Consorzio (Padiglione 11 - H45) farà immergere i visitatori nell’epoca borbonica. Lo spazio, infatti, è stato allestito con la riproduzione di documenti storici e pannelli espositivi provenienti dalla mostra 'La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone', in corso fino al 28 febbraio all’Archivio di Stato nella Reggia di Caserta e realizzata con il contributo del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop. Fu proprio nel Settecento che ebbe impulso la commercializzazione della mozzarella di bufala. E attraverso manoscritti e registri contabili emergono tante curiosità, dalla cura per le bufale alle tecniche di trasformazione del latte e perfino un disciplinare ante-litteram. Fulcro dell’allevamento era la Reggia di Carditello, in provincia di Caserta. La ricostruzione storica è abbinata a una gallery che mette in mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche dell’area di produzione della mozzarella Dop, che, oltre a gran parte della Campania, si estende fino al basso Lazio e parte della provincia di Foggia. L’obiettivo del Consorzio è incentivare il turismo Dop: “Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura”, sottolinea il presidente dell’ente, Domenico Raimondo. “L’enogastronomia è sempre più motivo prioritario per mettersi in viaggio e decidere le mete. I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro. La presenza alla Bit è il segnale dell’impegno del Consorzio in questa direzione”, commenta il direttore Pier Maria Saccani. “La collaborazione tra l’Archivio di Stato di Caserta, custode e promotore della memoria storica del territorio, e il Consorzio, ha dimostrato che la ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze”, auspica la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi.
(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale che ha previsto un focus specifico sulla presenza di materiali in bioplastica dispersi nell’ambiente. Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%), un materiale - spiega Legambiente - ancora non contemplato nei protocolli di monitoraggio ufficiali e che non fa parte della lista che viene utilizzata a livello europeo. “Con questo studio - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di 'riutilizzabile' nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento". Sul fronte bioplastiche, "la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, vogliamo ricordare che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato”.