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(Adnkronos) - L'europarlamentare Roberto Vannacci, uscito dalla Lega dopo aver fondato 'Futuro Nazionale', non è più membro del gruppo dei Patrioti per l'Europa (PfE) al Parlamento europeo dallo scorso 4 febbraio, e siede ora tra i rappresentanti del gruppo Misto. Ad annunciarlo è stata la presidente dell'Eurocamera, Roberta Metsola, aprendo la sessione plenaria. Tra le polemiche, la nuova creatura politica dell'ex generale sarebbe nel frattempo nata formalmente il 6 febbraio scorso, in Toscana, davanti a un notaio. Si sarebbero presentati in cinque a firmare l'atto costitutivo: oltre allo stesso Vannacci, il suo 'luogotenente' e fedelissimo della prima ora, Massimiliano Simoni (unico eletto in Consiglio regionale in Toscana), i due deputati Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, e Cristiano Romani, uno dei fondatori del 'Mondo Contrario'. A quanto si apprende da ambienti vicini a Futuro nazionale, Vannacci sarà il presidente della neonata associazione e Simoni dovrebbe essere il coordinatore del movimento (non sarebbe prevista la figura del segretario). Intanto, alla Camera, come previsto i deputati Sasso e Ziello, che venerdì scorso hanno lasciato anche loro la Lega per aderire alla formazione 'Futuro nazionale' del generale Vannacci, sono passati al gruppo misto, ha annunciato in aula il presidente di turno della Camera Fabio Rampelli. “Questione di fiducia al Dl Ucraina? Prima vittoria di Futuro Nazionale con Vannacci. Salvini ha paura del voto e scappa dalle proprie responsabilità, chiedendo di far porre la fiducia al decreto con il solo fine di impedire la votazione del nostro emendamento che contiene la soppressione dell’autorizzazione all’invio di altre armi a favore di Zelensky", le parole di Ziello in atteso del voto. "Pensa di aver effettuato una grande mossa strategica, ma si dimostra peggio di Pirro perché non potrà evitare i nostri tre ordini del giorno che contengono lo stesso impegno dell’emendamento e il voto finale del decreto stesso. Le regole dell’aula vanno conosciute prima di provare ad usare qualche tatticuccia che, in questo caso, si rivela fallimentare. Domani si assumerà la responsabilità politica, di fronte alla nazione, di aver impedito la votazione di un emendamento che contiene ciò che vuole la maggioranza degli italiani ovvero la cessazione di ulteriori armamenti a favore dell’Ucraina", conclude l'ex leghista. "Come molti altri, il ministro Foti critica i cosiddetti cambi di casacca, ma quando c'è da accogliere nel proprio gruppo chi proviene da altrove non storce il naso, anzi, si dimostra di bocca buona" scrive intanto sui social il leader di Futuro Nazionale, replicando alle parole del ministro per gli affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr, Tommaso Foti che a Rai Radio 1 ha detto che "chi non si riconosce più all'interno di un partito non dovrebbe cambiare il gruppo parlamentare, ma dovrebbe semplicemente dimettersi dimostrando così una coerenza nei fatti rispetto alle proprie idee". Vannacci quindi fa l'elenco di chi ha lasciato il proprio schieramento per andare con Fratelli d'Italia. XIX legislatura: (2022 - oggi) - Mara Carfagna: da "Azione" aderisce a FdI alla Camera il 24 settembre 2024 (proveniente da Azione), salvo poi lasciarlo poco dopo, il 30 ottobre 2024, per unirsi a Noi Moderati. XVIII legislatura: (2018 - 2022) - Galeazzo Bignami: da FI transita a FdI; - Salvatore Caiata: da M5S a FdI (con passaggio nel gruppo misto); - Davide Galantino: da M5S a FdI; - Massimiliano de Toma: da M5S a FdI (con passaggio nel gruppo misto); - Rachele Silvestri: da M5S a FdI (con passaggio nel gruppo misto); - Stefano Bertacco: da FI a FdI; - Tiziana Drago: da M5S a FdI; - Giovanna Petrengo: da FI a FdI. Eppure l'onorevole Foti non si è mai lamentato e non ha mai proposto di non accettare nel gruppo FdI questi esimi parlamentari che, secondo quanto afferma oggi, avrebbero dovuto dimettersi. Inoltre, sicuramente il ministro Foti (e gli altri che si lamentano dei cosiddetti cambi di casacca) dovrebbe conoscere le sentenze della Corte Costituzionale n. 14 del 1964 e successive (tra cui la sentenza n. 207 del 2021) , che affermano che: i) il libero mandato garantisce il parlamentare sia nell'aderire agli indirizzi del gruppo sia nel sottrarvisi; ii) il parlamentare rappresenta l'intera nazione e non il partito, quindi la sua appartenenza ad un gruppo parlamentare è solo funzionale all'organizzazione del lavoro parlamentare, ma non vincolante per la permanenza nel partito". "Un buon lunedì sera al Ministro Foti", conclude l'ex capo della Folgore.
(Adnkronos) - ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese italiane a inserirsi nel mercato americano, continua nel proprio impegno a supporto delle imprese italiane interessate al mercato statunitense attraverso l'ormai consolidato 'Dipartimento Finanza Agevolata', che da anni lavora a stretto contatto con Simest. La nuova misura, promossa da Simest di concerto con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rappresenta un’opportunità concreta per le aziende italiane che desiderano avviare o consolidare la propria presenza negli Stati Uniti, mercato strategico e ad alto potenziale di crescita per il Made in Italy. "Il percorso - spiega Lucio Miranda, presidente di ExportUsa - è già tracciato e ora è il momento di percorrerlo insieme. Questa nuova misura, con un plafond di 200 milioni di euro, rappresenta un segnale forte e concreto di sostegno alle imprese italiane che vogliono investire negli Stati Uniti. Desidero esprimere un sincero plauso al ministero degli Affari Esteri e a Simest per aver messo a disposizione uno strumento efficace, moderno e realmente in linea con le esigenze delle aziende. Siamo pronti ad accompagnare le imprese passo dopo passo, trasformando questa opportunità in una presenza solida e duratura sul mercato americano". Grazie a questo nuovo prodotto finanziario, le imprese che hanno progetti rivolti agli Usa possono usufruire di condizioni particolarmente favorevoli: un contributo a fondo perduto fino al 10%; la possibilità di ottenere un anticipo fino al 50%, grazie a una prima tranche di erogazione rafforzata; la durata del finanziamento può estendersi fino a 8 anni per i progetti di 'Transizione Digitale o Ecologica' e di 'Inserimento nei mercati esteri'; ad un tasso agevolato pari allo 0,3%. In particolare, il prodotto 'Transizione Digitale o Ecologica', che introduce per la prima volta la possibilità di destinare una quota fino all’80% (90% per le imprese energivore) delle risorse in conto capitale o in finanziamento soci sulla consociata estera, con l’obiettivo di rafforzarne il capitale. In particolare, fino a 1 milione di euro del finanziamento può essere destinato ad aumenti di capitale sociale e/o a finanziamenti soci della controllata statunitense. Il Dipartimento Finanza Agevolata di ExportUsa affianca le imprese in tutte le fasi del percorso: dalla verifica dei requisiti di accesso, alla strutturazione del progetto, fino alla presentazione della domanda e alla gestione del rapporto con Simest. Un supporto che si integra con l’esperienza operativa di ExportUsa negli Stati Uniti, con l’obiettivo di trasformare l’agevolazione finanziaria in un reale progetto di crescita sul mercato americano.
(Adnkronos) - Da rifiuto a risorsa grazie allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero del fosforo da acque reflue e fanghi urbani. Questo l’obiettivo di Neofos, un programma di sperimentazione con un investimento complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, finanziato nell’ambito del bando promosso dal Mase - Materie Prime Critiche e guidato da Gruppo Cap, insieme a MM Spa, Politecnico di Milano (Polimi) e Università di Bologna (Unibo). Il progetto coinvolge tecnologie e strategie innovative per la gestione dei nutrienti e il recupero del fosforo come risorsa strategica, creando un modello di economia circolare unico in Italia per integrazione territoriale. Il fosforo è un elemento essenziale per la produzione di fertilizzanti e per alcune applicazioni industriali, di particolare interesse per il settore dell’automotive, come le batterie litio-ferro-fosfato. A causa del progressivo depauperamento delle riserve minerali globali e della sua designazione come Critical Raw Material, cresce l’interesse per le attività di Urban Mining, che permettono di produrre localmente fosforo e ridurre la dipendenza dai mercati extra Ue. In questo scenario Cap, da sempre impegnata nello sviluppo di progetti di economia circolare, ha ottenuto il ruolo di capofila nel progetto che partirà dall’impianto di Bareggio, dove sarà installato un primo impianto dimostrativo, capitalizzando l’esperienza e il know-how acquisito negli anni nella gestione della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni. Al contempo, con il coinvolgimento di MM, gestore del servizio idrico integrato della città di Milano, il progetto si radica strategicamente sul territorio, consentendo di testare soluzioni innovative direttamente nei grandi impianti di uno dei poli d’eccellenza europei nel trattamento acque. Nel dettaglio, il progetto Neofos mira a sviluppare approcci circolari innovativi per il recupero del fosforo e per la produzione di materie prime seconde di qualità, attraverso tre direttrici integrate. Innanzitutto, si concentrerà sulla rimozione biologica del fosforo dalle acque reflue tramite la tecnologia S2Ebpr (Side-Stream Enhanced Biological Phosphorus Removal). Questo processo sfrutta batteri specifici in grado di catturare e accumulare il fosforo presente nell’acqua, riducendo l’uso di reagenti chimici e il consumo energetico, nel pieno rispetto dei nuovi limiti europei sulle emissioni di nutrienti. La sperimentazione sarà condotta su due impianti pilota, per poi verificare l’efficacia della tecnologia su scala reale. In questa fase, MM mette a disposizione gli impianti di Milano San Rocco e Milano Nosedo come casi studio reali e imprescindibili per la modellazione dei processi di rimozione biologica e per la definizione degli scenari di implementazione tecnologica su scala metropolitana. In parallelo, Neofos prevede il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e dalle ceneri da monoincenerimento. Il materiale estratto sarà trasformato in sali di fosforo (struvite) o in altri composti puri, utilizzabili come fertilizzanti o in processi industriali. Con l’ottimizzazione dei processi sarà possibile ottenere prodotti di alta qualità, minimizzando l’uso di acidi e migliorando la sostenibilità complessiva. Infine, il focus di indagine si sposterà sull’integrazione delle tecnologie e sulla loro scalabilità. Verranno valutati costi, benefici ambientali e possibilità di applicazione su larga scala, definendo strategie per la gestione dei materiali secondo i criteri di End of Waste e massimizzando efficienza e sostenibilità. In questo modo, Neofos punta a creare un modello replicabile di gestione del fosforo che coniughi innovazione, economia e rispetto dell’ambiente.