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(Adnkronos) - Sandro Tonali potrebbe aver segnato, in un mercoledì di inizio aprile, il gol dell'anno. Del centrocampista del Newcastle, rientrato in Inghilterra dopo la convocazione con l'Italia, in questi giorni si sta parlando soprattutto in chiave mercato. Il Milan, alle prese con una delle stagioni più negative del suo passato recente, lo rimpiange, mentre la Juventus, che in estate farà partire una nuova rifondazione dopo il naufragio del progetto Motta, lo ha messo nel mirino. Ma prima di pensare al futuro, Tonali gioca e segna con i Magpies. Nella 30esima giornata di Premier League, il centrocampista ha tirato fuori un gol capolavoro. Defilato sulla sinistra, quasi all'altezza del calcio d'angolo, Tonali ha ricevuto palla e calciato direttamente verso la porta, infilando il portiere del Brentford Flekken e firmando ildefinitivo 2-1 con cui il Newcastle ha battuto le Bees. Sebbene nel post partita Sandro abbia ammesso che "era più un cross che un tiro", la bellezza della rete ha incendiato St James Park, che ancora una volta ha intonato un coro tutto per lui. Il futuro di Sandro Tonali, in ogni caso, è tutto da scrivere. Il Newcastle, dopo averlo pagato circa 60 milioni e non averlo avuto per dieci mesi a causa della squalifica per il caso scommesse, non ha alcuna intenzione di cederlo. I Magpies hanno appena vinto la Carabao Cup e rilanciato le proprie ambizioni europee: la squadra di Howe si trova infatti al quinto posto, a -1 dal Manchester City quarto. La qualificazione alla prossima Champions League, anche grazie al posto extra che con ogni probabilità sarà a disposizione della Premier, rilancerebbe il progetto di un club già ricchissimo e che in campo ruota attorno al centrocampista italiano. In caso di offerta dall'Italia però, potrebbe essere Tonali a vacillare. Il Milan lo rimpiange, i tifosi sui social ne invocano il ritorno, ma le cifre dell'operazione rendono tutto molto complesso, specialmente senza gli introiti della Champions League. Diversa potrebbe essere la situazione alla Juventus. Il club bianconero sta pensando a rifondare, ancora una volta, la squadra, a partire dall'attacco ma passando per il centrocampo. Indipendetemente da chi sarà l'allenatore del prossimo anno, se verrà confermato Tudor o si ingaggerà un nuovo allenatore, la società avrebbe individuato in Tonali il rinforzo perfetto. Sebbene i rapporti con il Newcastle, specialmente dopo l'affare Kelly a gennaio, siano ottimi, il club inglese per ora spara alto: 60-70 milioni, troppi per le casse bianconere. La situazione potrebbe cambiare se fosse Sandro a chiedere di partire e nella trattativa potrebbero finire anche contropartite come Douglas Luiz, flop a Torino ma ancora molto stimato in Premier.
(Adnkronos) - "Siamo in mezzo a una guerra internazionale commerciale, ma abbiamo però anche visto che in passato gli Usa hanno sì minacciato e applicato dazi, che poi però hanno modificato, e quindi speriamo che comunque abbia luogo una mediazione politica che consenta di gestire in maniera più sennata la vicenda". Così intervistato da Adnkronos/Labitalia, Mario Emilio Cichetti, direttore del Consorzio del Prosciutto San Daniele Dop, commenta i dazi del 20% annunciati ieri da Trump sui prodotti europei e italiani. Secondo Cichetti "sino fino al 20% è un dazio che sicuramente sarebbe meglio che non ci fosse, ma insomma non dovrebbe creare eccessive difficoltà al nostro prodotto. È gestibile da parte nostra come Consorzio. Questo perché c'è una esclusiva merceologica di prosciutti crudi stagionati italiani negli Stati Uniti. Sicuramente quella tipologia di prodotto è tutta italiana, tra Dop e non Dop, e quindi abbiamo una posizione di mercato che subirà sicuramente qualche ulteriore difficoltà, ma crediamo, e speriamo, che non venga intaccata troppo", conclude.
(Adnkronos) - Non solo la Marmolada, il ghiacciaio simbolo delle Dolomiti. Nei prossimi decenni potrebbero ridursi, fino a sparire, anche gli altri ghiacciai di queste montagne. A sostenerlo uno studio realizzato dall'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) e dall'Università Ca' Foscari Venezia, appena pubblicato sulla rivista The Cryosphere. Hanno collaborato alla ricerca il Comitato Glaciologico Italiano, la Società Meteorologica Alpino-Adriatica, l'Arpa Veneto, il Servizio geologico di Danimarca e Groenlandia, l'Università tecnica della Danimarca, l'Università Roma Tre e l'Università del Quèbec a Montreal. "Le Dolomiti sono state oggetto di numerosi studi in ambito geologico, geomorfologico e sulla biodiversità. Tuttavia, i ghiacciai di questa regione sono spesso rimasti ai margini dell'esplorazione scientifica, ad eccezione del ghiacciaio della Marmolada, il più esteso della zona - spiega Renato R. Colucci, ricercatore del Cnr-Isp e coautore del paper - Nonostante le informazioni sui ghiacciai delle Dolomiti fornite dalle due edizioni dei catasti dei ghiacciai italiani del 1962 e del 2015, i dati disponibili in merito alla loro evoluzione nel corso del tempo sono stati finora estremamente frammentari, e spesso sono stati solo qualitativi, soprattutto per quanto riguarda le loro variazioni di volume. Il nostro è il primo lavoro a presentare una stima pluridecennale (dagli anni '80 al 2023) della variazione topografica e del bilancio di massa degli attuali ghiacciai montani presenti nelle Dolomiti". Un risultato raggiunto in due step: per il periodo dagli anni '80 al 2010 è stata impiegata la tecnica Structure from Motion (Sfm) applicata ad immagini aeree storiche; dal 2010 al 2023 invece si è fatto uso anche di immagini con droni (Uav) e acquisizioni Light Detection and Ranging (Lidar) da elicottero, che hanno permesso un'elevata risoluzione e accuratezza. Al 2023, ultimo anno preso in esame dallo studio, si contavano 9 ghiacciai, anche se la frammentazione del ghiacciaio della Marmolada in 4 corpi glaciali distinti, porta il numero totale a 12. "L'area totale di questi ultimi 12 ghiacciai è passata da poco più di 4 km quadrati negli anni '80 a poco meno di 2 km quadrati oggi, con una perdita del 56%, di cui il 33% dal 2010 - precisa Andrea Securo, dottorando dell'Università Ca' Foscari Venezia e coautore dello studio - Complessivamente abbiamo riscontrato una diminuzione della superficie topografica media dei ghiacciai di 28,7 metri dal 1980 al 2023, di cui il 33% tra il 2010 e il 2023. Il ghiacciaio che ha subito la riduzione maggiore è quello della Fradusta, che ha visto una diminuzione di spessore medio di 50 metri ed una riduzione areale del 90%". I dati sulle temperature sono stati elaborati per lo studio assieme ad Arpa Veneto che ha quantificato un aumento di +2.0°C, circa +0.5°C per decade negli ultimi 40 anni. Al contempo i dati mostrano anche un certo aumento delle precipitazioni nevose ma solo in alta quota, fenomeno che, avvertono i ricercatori, non è stato sufficiente a colmare la maggiore fusione dovuta a estati sempre più lunghe e più calde. In conclusione, lo studio mette in luce che in tutta l'area, il 66% dell'intera perdita di volume è attribuibile al solo ghiacciaio della Marmolada. "Oggi le aree di accumulo dei ghiacciai delle Dolomiti si trovano al di sotto della linea di equilibrio glaciale alpina, un indicatore del fatto che, nel giro di pochi decenni, questi ghiacciai scompariranno o si frammenteranno in piccoli corpi glaciali senza dinamica. Il loro destino appare purtroppo inevitabile anche assumendo una stabilizzazione del clima sui valori medi degli ultimi 30 anni (1991-2020)", concludono gli autori.