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(Adnkronos) - Il nuovo missile balistico a medio raggio dispiegato dai Guardiani della rivoluzione, il Khorramshahr-4, si trova in una base sotterranea, rende noto l'agenzia Fars. È la prima volta che un missile viene dispiegato in profondità. Con un raggio di 2mila chilometri e un carico di più di una tonnellata di esplosivo, il missile è il più avanzato dell'arsenale di Teheran. Nel quartier generale dei Guardiani sarà poi costruito un nuovo polo missilistico sotterraneo. In seguito ai raid di Israele e degli Usa lo scorso giugno, l'Iran ha cambiato la sua dottrina, adottando la postura del primo colpo, in sostituzione alla postura difensiva precedente. Il Khorramshahr-4 è il sistema portante della nuova dottrina. ''Le forze armate iraniane sono in grado di colpire facilmente le basi americane'' nella regione e sono ''completamente pronte a difendere l'Iran con determinazione e serietà''. Lo ha dichiarato il portavoce dell'esercito iraniano Mohammad Akraminia. "È facile per le nostre forze armate raggiungere le basi americane, il che le indebolisce ulteriormente. Il nostro messaggio è chiaro e lo abbiamo ripetuto più volte: siamo pienamente pronti a difendere l'Iran con determinazione e serietà", ha detto Akraminia prima del vertice, previsto domani in Iran, tra il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi e gli inviati americani. ''La situazione è esplosiva'' e ''la Russia non intende imporsi come mediatore'', ma ''sta monitorando'' quanto accade con l'Iran e ''non resterà indifferente'', anzi è ''pronta a contribuire''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov parlando della crisi iraniana in una intervista a Rt. ''L'Iran è un nostro partner stretto e non resteremo a guardare di fronte all'evolversi della situazione nella regione'', ha aggiunto, sottolineando che ''la situazione è esplosiva non solo per l'Iran, ma anche per l'intero Medioriente''. Lavrov ha anche spiegato che ''la Russia è disposta a prendere le riserve di uranio arricchito che Teheran ha in eccesso se e quando verrà raggiunto un accordo tra l'Iran e gli Stati Uniti''.
(Adnkronos) - Direzione Lavoro spa-agenzia per il lavoro annuncia la nomina di Lucio Oliveri a direttore generale. La nuova nomina si inserisce in una fase di forte crescita e consolidamento strutturale dell’azienda che, ha chiuso il 2025 con un fatturato di 90 milioni, una presenza di oltre 25 filiali e circa 100 dipendenti diretti. Il 2026 rappresenterà un anno chiave, con un importante piano di espansione territoriale che prevede l’apertura di un considerevole numero di nuove filiali; la strutturazione di nuovi servizi in ambito hr, a supporto di aziende e lavoratori, la valorizzazione delle linee di business esistenti e l’attivazione di nuove aree ad alto potenziale. Direzione Lavoro intende mantenere la propria identità di azienda a capitale esclusivamente italiano, con una solida struttura finanziaria. Alla base della sua crescita ci sono valori condivisi e profondamente radicati: la centralità della persona, la meritocrazia, la partecipazione attiva delle persone alla vita aziendale e la costruzione di un ambiente di lavoro sereno. Lucio Oliveri, laureato in Giurisprudenza, vanta un’esperienza di 26 anni nel settore delle agenzie per il lavoro, maturata attraverso incarichi di crescente responsabilità e una consolidata attività manageriale nell’ambito dello sviluppo aziendale di settore. Il suo profilo professionale unisce competenze strategiche, organizzative e una profonda conoscenza del mercato del lavoro. "Ho scelto Direzione Lavoro - dichiara il neodirettore generale Lucio Oliveri - perché ho riconosciuto un progetto industriale serio, ambizioso e coerente, fondato su valori autentici che mettono le persone al centro. Accolgo questa sfida con grande senso di responsabilità e con l’obiettivo di contribuire a una crescita strutturata, sostenibile e condivisa". "Siamo certi - sottolinea Massimiliano Aloi, presidente del consiglio di amministrazione - che la lunga esperienza e la visione manageriale di Lucio Olivieri rappresenteranno un elemento chiave nella prossima cruciale fase di sviluppo dell’azienda".
(Adnkronos) - Da rifiuto a risorsa grazie allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero del fosforo da acque reflue e fanghi urbani. Questo l’obiettivo di Neofos, un programma di sperimentazione con un investimento complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, finanziato nell’ambito del bando promosso dal Mase - Materie Prime Critiche e guidato da Gruppo Cap, insieme a MM Spa, Politecnico di Milano (Polimi) e Università di Bologna (Unibo). Il progetto coinvolge tecnologie e strategie innovative per la gestione dei nutrienti e il recupero del fosforo come risorsa strategica, creando un modello di economia circolare unico in Italia per integrazione territoriale. Il fosforo è un elemento essenziale per la produzione di fertilizzanti e per alcune applicazioni industriali, di particolare interesse per il settore dell’automotive, come le batterie litio-ferro-fosfato. A causa del progressivo depauperamento delle riserve minerali globali e della sua designazione come Critical Raw Material, cresce l’interesse per le attività di Urban Mining, che permettono di produrre localmente fosforo e ridurre la dipendenza dai mercati extra Ue. In questo scenario Cap, da sempre impegnata nello sviluppo di progetti di economia circolare, ha ottenuto il ruolo di capofila nel progetto che partirà dall’impianto di Bareggio, dove sarà installato un primo impianto dimostrativo, capitalizzando l’esperienza e il know-how acquisito negli anni nella gestione della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni. Al contempo, con il coinvolgimento di MM, gestore del servizio idrico integrato della città di Milano, il progetto si radica strategicamente sul territorio, consentendo di testare soluzioni innovative direttamente nei grandi impianti di uno dei poli d’eccellenza europei nel trattamento acque. Nel dettaglio, il progetto Neofos mira a sviluppare approcci circolari innovativi per il recupero del fosforo e per la produzione di materie prime seconde di qualità, attraverso tre direttrici integrate. Innanzitutto, si concentrerà sulla rimozione biologica del fosforo dalle acque reflue tramite la tecnologia S2Ebpr (Side-Stream Enhanced Biological Phosphorus Removal). Questo processo sfrutta batteri specifici in grado di catturare e accumulare il fosforo presente nell’acqua, riducendo l’uso di reagenti chimici e il consumo energetico, nel pieno rispetto dei nuovi limiti europei sulle emissioni di nutrienti. La sperimentazione sarà condotta su due impianti pilota, per poi verificare l’efficacia della tecnologia su scala reale. In questa fase, MM mette a disposizione gli impianti di Milano San Rocco e Milano Nosedo come casi studio reali e imprescindibili per la modellazione dei processi di rimozione biologica e per la definizione degli scenari di implementazione tecnologica su scala metropolitana. In parallelo, Neofos prevede il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e dalle ceneri da monoincenerimento. Il materiale estratto sarà trasformato in sali di fosforo (struvite) o in altri composti puri, utilizzabili come fertilizzanti o in processi industriali. Con l’ottimizzazione dei processi sarà possibile ottenere prodotti di alta qualità, minimizzando l’uso di acidi e migliorando la sostenibilità complessiva. Infine, il focus di indagine si sposterà sull’integrazione delle tecnologie e sulla loro scalabilità. Verranno valutati costi, benefici ambientali e possibilità di applicazione su larga scala, definendo strategie per la gestione dei materiali secondo i criteri di End of Waste e massimizzando efficienza e sostenibilità. In questo modo, Neofos punta a creare un modello replicabile di gestione del fosforo che coniughi innovazione, economia e rispetto dell’ambiente.