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(Adnkronos) - E' stata annunciata il 26 gennaio, nel corso di un incontro tenutosi presso l'università degli Studi di Bari Aldo Moro - Dipartimento di Farmacia - Scienze del farmaco, la conclusione del progetto di sviluppo sperimentale finalizzato all'introduzione di una nuova tecnologia nel sito Merck di Modugno-Bari: la nuova linea di produzione di farmaci iniettabili in siringhe, dotata di una tecnologia 'in isolatore' di ultima generazione. L'evento, dal titolo 'A lezione di impianti. Progetto di sviluppo sperimentale New syringe line, Merck, Sito di Modugno-Bari', è stato l'occasione per condividere i risultati ottenuti con il mondo accademico, industriale e istituzionale, confermando il ruolo strategico del sito pugliese di Merck come polo di innovazione tecnologica al servizio della produzione farmaceutica e della salute dei pazienti. Il progetto di sviluppo - riporta una nota - si inserisce in un più ampio piano di investimenti, avviato dal 2015, che ha previsto l'allocazione complessiva di 228 milioni di euro per il completo rinnovamento del sito produttivo attraverso l'introduzione di soluzioni tecnologiche più avanzate. Nell'ambito di questo piano, che si è avvalso anche di un co-finanziamento della Regione Puglia, circa 10 milioni di euro sono stati destinati a progetti di digitalizzazione, mentre un investimento specifico di circa 56 milioni di euro è stato dedicato al progetto per la nuova linea di siringhe, attualmente in fase di realizzazione. Il piano, finalizzato al rinnovamento delle linee produttive esistenti attraverso l'introduzione di soluzioni tecnologicamente avanzate, ha adottato un approccio basato sul concetto di 'Quality by Design', in cui la qualità del prodotto finito ha guidato sin dalle prime fasi la progettazione dei processi e delle macchine. Il progetto di sviluppo ha visto l'implementazione di nuovi processi produttivi sotto isolatore: un'unità produttiva completamente chiusa, in grado di assicurare il mantenimento delle condizioni di sterilità più rigorose per la preparazione di medicinali iniettabili in siringhe. Il sito di Modugno-Bari è stato fra i primi stabilimenti di Merck ad essere equipaggiato con la tecnologia produttiva in isolatore già nel 2021, quando veniva iniziata l'implementazione di una nuova linea produttiva per farmaci iniettabili in cartucce, anticipando le indicazioni e rispondendo alle richieste degli enti regolatori in materia di rafforzamento dei requisiti di sicurezza e controllo dei processi per la produzione di farmaci iniettabili. L'esperienza maturata negli ultimi 5 anni con l'installazione delle nuove attrezzature e la definizione dei processi produttivi - prosegue la nota - ha rappresentato quindi un passaggio strategico per il sito pugliese, facendone un modello di eccellenza per il riempimento in asepsi di medicinali iniettabili con i più elevati standard di qualità del prodotto e sicurezza per l'operatore. Il progetto di sviluppo sperimentale che ha accompagnato la realizzazione delle nuove linee produttive al fine di supportare la transizione verso la nuova tecnologia, limitandone l'impatto sull'efficienza produttiva e assicurando al contempo il massimo livello qualitativo dei prodotti, è frutto del lavoro di un team di ricerca multidisciplinare. Come già nel 2021, anche per la nuova linea di siringhe Merck ha infatti operato in stretta sinergia con Biofordrug, spin-off dell'università degli Studi di Bari Aldo Moro, rinnovando un modello virtuoso di collaborazione pubblico-privato nel settore farmaceutico. La consulenza di Biofordrug ha contribuito in modo significativo al raggiungimento degli obiettivi scientifici e industriali del progetto. "Il progetto di sviluppo sperimentale appena concluso ha rappresentato un'occasione importante per lanciare e consolidare un nuovo modello di partenariato pubblico-privato in ambito farmaceutico - ha affermato Nicola Colabufo, presidente Biofordrug - La consulenza di Biofordrug è stata individuata sulla base della nostra avanzata esperienza nell'identificazione, isolamento e valutazione tossicologica di degradati produttivi in ambito biotecnologico, elemento cruciale per ottenere qualità e sicurezza". Il lavoro di ricerca ha permesso di creare una nuova linea di produzione più flessibile. Questo è stato possibile anche grazie all'uso di sistemi monouso, che rendono più sicura la gestione di sostanze farmacologiche particolarmente potenti. Allo stesso tempo, è stata migliorata la sicurezza dei prodotti attraverso l'analisi di eventuali sostanze di degradazione che potrebbero formarsi con l'introduzione delle nuove tecnologie. E' stata inoltre posta grande attenzione al controllo dei passaggi più delicati del processo produttivo e alla verifica che le procedure di bio-decontaminazione siano sempre efficaci e ripetibili nel tempo. "I risultati ottenuti da questo progetto di sviluppo sperimentale rivestono un'importanza significativa, poiché ci auiteranno a validare i nuovi processi produttivi in isolatore per la nuova linea di siringhe, garantendo così i più elevati standard di qualità del prodotto e sicurezza per l'operatore - ha concluso Annalisa Calvano, Modugno-Bari Site Head di Merck - Gli esiti positivi di questa collaborazione ci riempiono di orgoglio e ci motivano a proseguire con determinazione lungo il cammino dell'innovazione e della ricerca, con l'obiettivo di fare una reale differenza per i pazienti, caregiver e professionisti della salute".
(Adnkronos) - “Tra il 2022 e il primo semestre 2025 Cassa Depositi e Prestiti ha destinato circa 4,6 mld a sostegno di imprese, infrastrutture ed enti pubblici del Piemonte, raggiungendo circa 7.500 imprese e finanziando complessivamente 320 Comuni. Il nostro piano industriale prevede finanziamenti e interventi complessivi per circa un'ottantina di miliardi, ma se ci sono buoni progetti Cassa è sempre disposta a sostenerli”. A sottolinearlo l’ad di Cdp, Dario Scannapieco, in occasione della tappa torinese del roadshow con Confindustria per illustrare le iniziative a sostegno dello sviluppo delle imprese del territorio. “Il Piemonte - ha aggiunto Scannapieco - è una regione solida e innovativa con un tessuto produttivo di eccellenza e l’incontro di oggi ha l’obiettivo di far conoscere al mondo delle imprese i prodotti che Cassa Depositi e Prestiti può offrire perché le imprese devono crescere e internazionalizzarsi. In un mondo che sta attraversando una fase di trasformazione tecnologica in cui le piccole imprese hanno più difficoltà ad innovare abbiamo bisogno di imprese più grandi, di filiere che lavorino meglio insieme". "Alla sfida dimensionale è collegata la sfida per l'innovazione, che poi significa maggiore produttività e maggiore competitività sui mercati”, ha osservato ancora l’ad di Cdp. “In un contesto in cui il credito bancario si è ristretto rispetto al Pil negli ultimi 10 anni in maniera consistente Cassa Depositi e prestiti vuole dare un segnale e cercare fare la sua parte assistendo anche imprese più piccole rispetto a quelle che ha tradizionalmente supportato”. “Le imprese devono crescere e internazionalizzarsi, oggi abbiamo prodotti che supportano l'acquisition finance per quando un'impresa vuole espandersi e comprare magari un'altra impresa all'estero, abbiamo prodotti per l'internazionalizzazione tramite Simest”, ha osservato l’ad di Cdp. Scannapieco ha ricordato che “gli strumenti finanziari che offre Cassa sono molto vari: noi sosteniamo le imprese da quando nascono tramite i fondi di technology transfer nell'ambito del venture capital a quando si sviluppano, fino a quando devono internazionalizzarsi. Insomma, abbiamo strumenti finanziari che si adattano a qualsiasi momento del ciclo di vita dell'azienda e a qualsiasi tipo di progetto, quindi siamo attivi nel project finance, nel Ppp ( Partenariato pubblico privato) ma anche con prestiti a lunga durata con maggiore presa di rischio rispetto a quelli che tradizionalmente hanno le banche”.
(Adnkronos) - Da rifiuto a risorsa grazie allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero del fosforo da acque reflue e fanghi urbani. Questo l’obiettivo di Neofos, un programma di sperimentazione con un investimento complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, finanziato nell’ambito del bando promosso dal Mase - Materie Prime Critiche e guidato da Gruppo Cap, insieme a MM Spa, Politecnico di Milano (Polimi) e Università di Bologna (Unibo). Il progetto coinvolge tecnologie e strategie innovative per la gestione dei nutrienti e il recupero del fosforo come risorsa strategica, creando un modello di economia circolare unico in Italia per integrazione territoriale. Il fosforo è un elemento essenziale per la produzione di fertilizzanti e per alcune applicazioni industriali, di particolare interesse per il settore dell’automotive, come le batterie litio-ferro-fosfato. A causa del progressivo depauperamento delle riserve minerali globali e della sua designazione come Critical Raw Material, cresce l’interesse per le attività di Urban Mining, che permettono di produrre localmente fosforo e ridurre la dipendenza dai mercati extra Ue. In questo scenario Cap, da sempre impegnata nello sviluppo di progetti di economia circolare, ha ottenuto il ruolo di capofila nel progetto che partirà dall’impianto di Bareggio, dove sarà installato un primo impianto dimostrativo, capitalizzando l’esperienza e il know-how acquisito negli anni nella gestione della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni. Al contempo, con il coinvolgimento di MM, gestore del servizio idrico integrato della città di Milano, il progetto si radica strategicamente sul territorio, consentendo di testare soluzioni innovative direttamente nei grandi impianti di uno dei poli d’eccellenza europei nel trattamento acque. Nel dettaglio, il progetto Neofos mira a sviluppare approcci circolari innovativi per il recupero del fosforo e per la produzione di materie prime seconde di qualità, attraverso tre direttrici integrate. Innanzitutto, si concentrerà sulla rimozione biologica del fosforo dalle acque reflue tramite la tecnologia S2Ebpr (Side-Stream Enhanced Biological Phosphorus Removal). Questo processo sfrutta batteri specifici in grado di catturare e accumulare il fosforo presente nell’acqua, riducendo l’uso di reagenti chimici e il consumo energetico, nel pieno rispetto dei nuovi limiti europei sulle emissioni di nutrienti. La sperimentazione sarà condotta su due impianti pilota, per poi verificare l’efficacia della tecnologia su scala reale. In questa fase, MM mette a disposizione gli impianti di Milano San Rocco e Milano Nosedo come casi studio reali e imprescindibili per la modellazione dei processi di rimozione biologica e per la definizione degli scenari di implementazione tecnologica su scala metropolitana. In parallelo, Neofos prevede il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e dalle ceneri da monoincenerimento. Il materiale estratto sarà trasformato in sali di fosforo (struvite) o in altri composti puri, utilizzabili come fertilizzanti o in processi industriali. Con l’ottimizzazione dei processi sarà possibile ottenere prodotti di alta qualità, minimizzando l’uso di acidi e migliorando la sostenibilità complessiva. Infine, il focus di indagine si sposterà sull’integrazione delle tecnologie e sulla loro scalabilità. Verranno valutati costi, benefici ambientali e possibilità di applicazione su larga scala, definendo strategie per la gestione dei materiali secondo i criteri di End of Waste e massimizzando efficienza e sostenibilità. In questo modo, Neofos punta a creare un modello replicabile di gestione del fosforo che coniughi innovazione, economia e rispetto dell’ambiente.