ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha approvato la rimborsabilità per serplulimab, il primo anti-Pd-1 autorizzato in Europa per i pazienti naïve con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso. L'aggiunta dell'immunoterapico alla chemioterapia ha dimostrato un beneficio clinico significativo e duraturo, con miglioramenti in termini di sopravvivenza globale e progressione libera da malattia mantenuti fino a 4 anni di follow-up. L'approvazione da parte di Aifa della terapia di Accord - informa una nota - fa seguito ai risultati dello studio di fase III Astrum 005, randomizzato, in doppio cieco, multicentrico, controllato con placebo, in combinazione con chemioterapia, che ha reclutato 585 pazienti precedentemente non trattati. A 4 anni la sopravvivenza dei pazienti trattati con serplulimab è stata del 21,9%. Lo studio ha poi dimostrato una riduzione del rischio di morte del 40%, prolungando la sopravvivenza di 4,7 mesi. La riduzione del rischio di progressione della malattia è stata invece del 53%. Viene anche evidenziato un significativo miglioramento della sopravvivenza libera da progressione (5,8 mesi vs e 4,3 mesi del placebo). "Il carcinoma polmonare in Italia ogni anno fa registrare più di 44.800 nuove diagnosi - spiega Federico Cappuzzo, direttore Oncologia medica 2 dell'Istituto nazionale tumori Regina Elena di Roma - Quello a piccole cellule viene anche denominato microcitoma ed è una patologia poco frequente, che rappresenta il 15% del totale dei casi. E' però molto aggressiva e presenta una prognosi severa. Tra i diversi sottotipi di tumore toracico è senza dubbio il più legato al fumo, che rappresenta il principale fattore di rischio. Si calcola che il 70%-80% circa dei pazienti abbia già una malattia estesa al momento della diagnosi. Le opzioni di trattamento disponibili, per molti decenni, sono state limitate a pochi farmaci chemioterapici somministrati insieme ai derivati del platino. Anche il ricorso alla chirurgia è poco indicato, proprio per la natura molto aggressiva della neoplasia. Negli ultimi anni l'introduzione dell'immunoterapia ha però cambiato e migliorato la pratica clinica". "Grazie ai risultati ottenuti in termini di efficacia e al profilo di sicurezza favorevole, serplulimab può essere una valida opzione terapeutica di prima linea - aggiunge Silvia Novello, professore ordinario di Oncologia medica all'università degli Studi di Torino - In particolare, il farmaco, grazie al suo meccanismo d'azione, si caratterizza per un'attivazione immunitaria più completa dovuta all'inibizione della doppia via Pd-L1 e Pd-L2. Serplulimab si lega alla superficie dei linfociti T attivati che esprimono Pd-1 e blocca il legame con i ligandi Pd-L1 e Pd-L2. Riesce così a potenziare le risposte delle cellule, comprese quelle antitumorali. Inoltre, il trattamento è risultato essere ben tollerato da parte della maggioranza dei pazienti". Oltre allo studio registrativo - si ricorda nella nota - metanalisi indipendenti condotte su oltre 3mila pazienti hanno fornito ulteriori evidenze a supporto dell'efficacia e sicurezza di serplulimab in aggiunta alla chemioterapia. I risultati confermano quelli dello studio Astrum 005 e sottolineano le maggiori probabilità di ridurre efficacemente il rischio di morte e la progressione della malattia. La nuova terapia, rispetto ad altre già approvate in Europa, ha mostrato i migliori risultati in termini di sopravvivenza. "Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti - commenta Nicola Mazzanti, Commercial Director Italy Accord - Nel confronto indiretto con gli altri immunoterapici, serplulimab ha dimostrato le maggiori probabilità di raggiungere i benefici clinici. Negli ultimi anni in ambito oncologico si sono registrati importanti progressi, tuttavia per i pazienti permangono molti bisogni insoddisfatti". Conclude Massimiliano Rocchi, Associate VP Italy-Greece-Switzerland Accord: "Serplulimab rappresenta la prima soluzione terapeutica innovativa" per l'azienda. "Il nostro impegno è ora quello di garantire un accesso rapido, tempestivo e omogeneo alla terapia su tutto il territorio nazionale. L'obiettivo è contribuire in modo concreto al miglioramento del percorso di cura dei pazienti con microcitoma".
(Adnkronos) - ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese italiane a inserirsi nel mercato americano, continua nel proprio impegno a supporto delle imprese italiane interessate al mercato statunitense attraverso l'ormai consolidato 'Dipartimento Finanza Agevolata', che da anni lavora a stretto contatto con Simest. La nuova misura, promossa da Simest di concerto con il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, rappresenta un’opportunità concreta per le aziende italiane che desiderano avviare o consolidare la propria presenza negli Stati Uniti, mercato strategico e ad alto potenziale di crescita per il Made in Italy. "Il percorso - spiega Lucio Miranda, presidente di ExportUsa - è già tracciato e ora è il momento di percorrerlo insieme. Questa nuova misura, con un plafond di 200 milioni di euro, rappresenta un segnale forte e concreto di sostegno alle imprese italiane che vogliono investire negli Stati Uniti. Desidero esprimere un sincero plauso al ministero degli Affari Esteri e a Simest per aver messo a disposizione uno strumento efficace, moderno e realmente in linea con le esigenze delle aziende. Siamo pronti ad accompagnare le imprese passo dopo passo, trasformando questa opportunità in una presenza solida e duratura sul mercato americano". Grazie a questo nuovo prodotto finanziario, le imprese che hanno progetti rivolti agli Usa possono usufruire di condizioni particolarmente favorevoli: un contributo a fondo perduto fino al 10%; la possibilità di ottenere un anticipo fino al 50%, grazie a una prima tranche di erogazione rafforzata; la durata del finanziamento può estendersi fino a 8 anni per i progetti di 'Transizione Digitale o Ecologica' e di 'Inserimento nei mercati esteri'; ad un tasso agevolato pari allo 0,3%. In particolare, il prodotto 'Transizione Digitale o Ecologica', che introduce per la prima volta la possibilità di destinare una quota fino all’80% (90% per le imprese energivore) delle risorse in conto capitale o in finanziamento soci sulla consociata estera, con l’obiettivo di rafforzarne il capitale. In particolare, fino a 1 milione di euro del finanziamento può essere destinato ad aumenti di capitale sociale e/o a finanziamenti soci della controllata statunitense. Il Dipartimento Finanza Agevolata di ExportUsa affianca le imprese in tutte le fasi del percorso: dalla verifica dei requisiti di accesso, alla strutturazione del progetto, fino alla presentazione della domanda e alla gestione del rapporto con Simest. Un supporto che si integra con l’esperienza operativa di ExportUsa negli Stati Uniti, con l’obiettivo di trasformare l’agevolazione finanziaria in un reale progetto di crescita sul mercato americano.
(Adnkronos) - Per giorni, Milano è stata lo scenario di un’apparizione futuristica e magnetica. Tra i quartieri iconici e i distretti dell’innovazione, un’auto leggendaria ha catturato l’attenzione di passanti e media, alimentando il sospetto che la città fosse stata scelta come set per un grande ritorno cinematografico. Oggi, il mistero si scioglie: nessuna produzione hollywoodiana, bensì un progetto di comunicazione internazionale firmato E.On. L’obiettivo? Raccontare la transizione energetica oltre i tecnicismi, elevandola a elemento cardine della cultura contemporanea e del tessuto urbano, mostrando il futuro della mobilità elettrica attraverso un simbolo che ha segnato l’immaginario di molte persone. E.On ha scelto un’icona assoluta del design e dell’innovazione trasformandola in un manifesto della mobilità elettrica e della flessibilità energetica. Non si tratta di una semplice revisione estetica, ma di un progetto di ingegneria reale: il team tecnico di E.On ha infatti integralmente convertito il veicolo alla trazione elettrica, vestendolo con l’iconico rosso del Gruppo. L’operazione vuole rendere concreta la transizione energetica, trasformandola in un’esperienza tangibile: un’iconica auto rossa brandizzata E.On percorre le strade di Milano, portando il tema fuori dagli ambiti specialistici. Così, l’energia diventa motore di una nuova narrazione collettiva, capace di unire memoria storica e visione del futuro. "Con questo progetto abbiamo voluto dimostrare che la transizione energetica non è un tema astratto o riservato agli addetti ai lavori, ma qualcosa che può entrare nell’immaginario collettivo e nelle strade delle nostre città. Trasformare un’icona del passato in un simbolo del futuro significa rendere il cambiamento e l'innovazione visibili, comprensibili e vicini alle persone", ha commentato Luca Conti, Ceo di E.ON Italia. "È lo stesso approccio con cui in E.On accompagniamo ogni giorno clienti, città e imprese verso un modello energetico più partecipativo, in cui ciascuno può diventare protagonista di un futuro elettrico, flessibile e già in movimento, integrando la mobilità elettrica come esperienza a 360 gradi: con ricarica pubblica e domestica e soluzioni smart che permettono ai clienti di ottimizzare consumi e risparmiare". Con una batteria capace di ricaricarsi rapidamente e un sistema ottimizzato per preservarne la durata, l’auto non è solo un mezzo di trasporto: grazie alla tecnologia Vehicle-to-Load (V2L), può alimentare dispositivi esterni fino a 1,5 kW. Questo la trasforma in un accumulatore decentralizzato, aprendo la strada a scenari evoluti come il Vehicle-to-Home e il Vehicle-to-Grid, in cui i veicoli elettrici possono restituire energia alle abitazioni o alla rete, contribuendo alla stabilità del sistema elettrico. Il progetto racconta in modo concreto l’evoluzione del sistema energetico: da un modello centralizzato a uno decentralizzato, digitale e partecipativo, in cui i clienti diventano parte attiva della transizione. Se oggi i veicoli elettrici rappresentano prevalentemente una domanda per la rete, domani saranno in grado di modulare i consumi e restituire energia nei momenti di maggiore domanda, contribuendo alla creazione di un sistema energetico davvero flessibile. In questo scenario, la mobilità elettrica non è solo una questione di trasporti, ma una leva strategica per accompagnare la crescita delle fonti rinnovabili e rendere il sistema più efficiente e resiliente. E.On opera già in questa direzione attraverso soluzioni di smart charging, gestione intelligente dei consumi e piattaforme digitali che orchestrano abitazioni, veicoli e sistemi di accumulo. In Italia, il Gruppo è stato il primo a integrare la ricarica intelligente direttamente nella fornitura di energia elettrica. Con l’offerta E.On Luce Drive Smarty, i clienti possono programmare la ricarica dell’auto elettrica nelle fasce orarie più convenienti e gestire consumi domestici e mobilità da un’unica piattaforma digitale (maggiori informazioni disponibili a questo link). La transizione verso veicoli elettrici non riguarda solo la gestione domestica dei consumi: rappresenta un’opportunità per modulare la domanda e supportare la rete in modo intelligente, contribuendo alla creazione di un sistema energetico più efficiente e resiliente. In questo contesto, attraverso la sua controllata E.On Drive Infrastructure, E.On sta sviluppando una rete di hub di ricarica ultra-fast lungo i principali corridoi autostradali italiani, con l’obiettivo di raggiungere 18 aree di servizio e circa 104 punti di ricarica entro il 2026. Gli hub sono collocati in posizioni strategiche, studiati per garantire una customer experience ottimale e una ricarica rapida e semplice. Il progetto ha trovato il suo culmine il 2 febbraio a Milano, nella cornice delle Officine del Volo. La scelta della location non è stata casuale: in questo spazio di rigenerazione urbana, dove il passato industriale incontra il design contemporaneo, l’auto iconica ha svelato la sua nuova anima elettrica, dimostrando che il futuro della mobilità e dell’energia è già qui, the future is now. L’evento ha trasformato la suggestione dei giorni scorsi in una realtà tangibile, dimostrando che la transizione energetica non è una promessa lontana, ma una tecnologia già capace di alimentare il presente. Attraverso questo connubio tra memoria storica e avanguardia tecnica, E.On lancia un messaggio inequivocabile: il cambiamento del sistema energetico è un processo culturale già in atto, pronto a integrarsi nel quotidiano attraverso nuovi linguaggi che uniscono innovazione, emozione e visione urbana.