ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Cala l'Mdma (ma non a Milano dove l'utilizzo resta costante), aumentano significativamente la cocaina e ketamina. Sono gli ultimi trend dello sballo in Europa. Una fotografia che arriva dalle reti fognarie di 115 città. L'analisi di campioni di acque reflue può raccontare molto della vita nelle metropoli e nei centri urbani del Vecchio Continente e dei consumi pericolosi di chi le abita. Ed è l'obiettivo a cui punta il più ampio progetto europeo che monitora attraverso questo strumento l'andamento delle sostanze illecite. I risultati sono stati pubblicati oggi nel rapporto 'Wastewater analysis and drugs - a European multi-city study', realizzato dal gruppo europeo Sewage Analysis Core Group Europe (Score) in collaborazione con l'European Union Drugs Agency (Euda). A livello italiano, le rilevazioni relative alla città di Milano sono state svolte dall'Istituto Mario Negri grazie al finanziamento del Dipartimento per le politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le 115 città messe sotto la lente si trovano in 25 Paesi (23 Stati membri dell'Ue, oltre a Norvegia e Turchia). Lo studio ha esaminato campioni giornalieri di acque reflue provenienti dai bacini di raccolta degli impianti di trattamento per un periodo di una settimana tra marzo e maggio 2025. I campioni, riferiti a una popolazione complessiva di circa 72 milioni di persone, sono stati analizzati per individuare tracce di 5 droghe stimolanti (anfetamina, cocaina, metanfetamina, Mdma e ketamina), oltre alla cannabis. I risultati mostrano andamenti divergenti per cannabis, anfetamina e metanfetamina. Nonostante differenze talvolta significative tra le diverse località analizzate, tutte e 6 le sostanze studiate sono state rilevate in quasi tutte le città partecipanti. I risultati del progetto evidenziano inoltre profili geografici e temporali distinti di consumo di droghe nelle città europee. Nel complesso, all'interno dei singoli Paesi si osservano differenze relativamente limitate tra le città più grandi e quelle di dimensioni minori. Il gruppo Score conduce campagne annuali di monitoraggio delle acque reflue dal 2011. Nell'ultima edizione dello studio sono stati inclusi anche dati internazionali provenienti da Brasile, Canada, Cile, Islanda, Nuova Zelanda, Corea del Sud, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti, consentendo confronti con le città europee analizzate. Ecco dunque i comportamenti di consumo di droghe delle popolazioni urbane europee: per quanto concerne l'Mdma: il carico complessivo nelle acque reflue è diminuito del 16% tra il 2024 e il 2025 nelle città che hanno fornito dati per entrambi gli anni. Tra le 78 città con informazioni comparabili, il 62% (48) ha registrato una diminuzione delle rilevazioni di Mdma, il 15% (12) una situazione stabile e il 23% (18) un aumento. Il calo è stato particolarmente evidente nelle città di Germania, Austria e Slovenia, risultando più marcato rispetto a quello osservato nel 2020, quando quasi la metà delle città aveva registrato diminuzioni durante le chiusure dei locali notturni dovute alla pandemia di Covid. Nel 2025 i carichi più elevati di Mdma sono stati rilevati in città di Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Slovenia. La sostanza è stata individuata in tutte le città europee tranne una, Nova Gorica in Slovenia. Tra le località extraeuropee, solo le città della Nuova Zelanda hanno registrato livelli comparabili a quelli delle città europee con i carichi più elevati. C'è poi la ketamina che vive una fase di ascesa: il carico complessivo nelle acque reflue è aumentato di quasi il 41% tra il 2024 e il 2025 nelle città con dati disponibili per entrambi gli anni. Su un totale di 66, il 61% (40) ha registrato un aumento dei residui di ketamina, il 21% (14) livelli stabili e il 18% (12) una diminuzione. Nel 2025 i carichi più elevati sono stati rilevati in città di Belgio, Germania e Paesi Bassi. Nove città (in Belgio, Cipro, Lituania, Ungheria e Slovenia) non hanno riportato residui rilevabili di ketamina. I livelli segnalati in città di Canada e Regno Unito hanno superato quelli registrati nelle città europee con i carichi più elevati. Per quanto riguarda la cocaina, si rileva un aumento significativo tra il 2024 e il 2025 con i carichi complessivi rilevati nelle acque reflue cresciuti di quasi il 22% nelle città. Tra le 85 che hanno fornito dati per entrambi gli anni, il 57% (48) ha registrato un aumento, il 25% (21) livelli stabili e il 19% (16) una diminuzione. Le concentrazioni più elevate restano nelle città dell'Europa occidentale e meridionale, in particolare Belgio, Spagna e Paesi Bassi, anche se tracce della sostanza sono state rilevate nella maggior parte delle città dell'Europa orientale, dove in alcuni casi si osservano ulteriori aumenti. Livelli pari o superiori a quelli delle città europee con i carichi più elevati sono stati osservati anche in città di Canada, Cile, Svizzera e Regno Unito. Per quanto riguarda l'anfetamina, i livelli rilevati variano notevolmente tra le diverse località dello studio. Le concentrazioni più elevate sono state osservate nelle città dell'Europa settentrionale e centrale - tra cui Belgio, Danimarca, Germania, Paesi Bassi, Svezia e Norvegia - mentre livelli molto più bassi sono stati rilevati nelle città dell'Europa meridionale, ad esempio in Italia, Cipro e Turchia. Tre città in Portogallo e Slovenia non hanno registrato alcuna rilevazione di anfetamina nel 2025. Tra le 82 città con dati per entrambi gli anni, il 44% (36) riporta un aumento, il 33% (27) una diminuzione e il 23% (19) livelli stabili. La metanfetamina, storicamente concentrata nelle città della Repubblica Ceca e della Slovacchia, è ora rilevata anche in città di Germania, Spagna, Cipro, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Turchia. In altre aree i livelli restano bassi, anche se si osservano alcuni aumenti nelle città dell'Europa centrale e settentrionale. Tra le 80 città con dati comparabili tra 2024 e 2025, il 46% (37) ha registrato un aumento, il 35% (28) una diminuzione e il 19% (15) livelli stabili. Livelli superiori a quelli delle città europee con i carichi più elevati sono stati osservati anche in città di Australia, Canada e Stati Uniti. Infine, considerando la cannabis, i dati mostrano andamenti divergenti. Tra le 63 città con dati disponibili per entrambi gli anni, il 33% (21) ha registrato un aumento delle rilevazioni del metabolita della cannabis (Thc-Cooh), il 44% (28) una diminuzione e il 22% (14) livelli stabili. I carichi più elevati sono stati rilevati nelle città dell'Europa occidentale e centrale, in particolare in Germania, Paesi Bassi e Slovenia. Anche in questo caso, le città di Canada e Stati Uniti hanno riportato livelli superiori rispetto alle città europee con i valori più elevati. Nel 2025, la maggior parte dei Paesi con più siti di monitoraggio non ha mostrato differenze rilevanti tra i modelli osservati nelle grandi città e quelli delle località più piccole, con l'eccezione della cocaina e dell'Mdma, che presentano variazioni più marcate. Quando si impenna lo sballo nell'arco della settimana? L'andamento può cambiare a seconda del tipo di sostanza. L'analisi delle acque reflue consente di individuare queste fluttuazioni nel consumo di droghe. In oltre il 75% delle 115 città analizzate sono state rilevate concentrazioni più elevate di cocaina e Mdma durante il fine settimana (tra venerdì e lunedì), mentre quasi la metà delle città ha registrato livelli più alti di ketamina nello stesso periodo. Al contrario, i residui di anfetamina, metanfetamina e cannabis risultano distribuiti in modo più uniforme nel corso della settimana. Stringendo infine l'obiettivo sull'Italia, "le città di Milano (analizzata dall'Istituto Mario Negri) e Bolzano (analizzata dall'università di Innsbruck) sono incluse in questo studio europeo - spiega Sara Castiglioni, responsabile del Laboratorio di Indicatori epidemiologici ambientali del Mario Negri - Per queste città negli ultimi anni si osserva un trend in aumento del consumo di cocaina e a Milano, dove sono disponibili i dati, di ketamina. Nel 2025 il consumo di cannabis a Milano risulta in leggera diminuzione, mentre a Bolzano risulta costante. I consumi di anfetamina e metanfetamina sono pressoché costanti. In relazione all'Mdma in Italia si rileva una lieve diminuzione a Bolzano, ma un consumo costante a Milano".
(Adnkronos) - Diagnosi e montaggio della carrozzeria, verniciatura e lattoneria: sono queste le tre discipline in cui si sono cimentati, raggiungendo il podio, Nicola Pasceri, Daniele Mango e Gianluca Giargiana nella Car clinic champions, la prima edizione del contest per premiare i migliori carrozzieri indetto da Car Clinic, network di carrozzerie leader in Italia. Dopo aver affrontato le selezioni nelle eliminatorie che si sono tenute tra gennaio e febbraio nei centri Car clinic di Torino, Pero (MI), Roma e Bologna ed essersi contesi il podio con gli altri finalisti nell’ultima gara tenutasi giovedì 12 marzo nel centro Car Clinic di Milano – Lambrate, Nicola Pasceri, Daniele Mango e Gianluca Giargiana hanno raggiunto l’ambito titolo di migliori carrozzieri Car Clinic d’Italia. Operando su più autovetture in un confronto serrato, ciascuno di loro si è aggiudicato il primo posto per una delle 3 specialità che nella carrozzeria rappresentano le principali attività. Nicola Pasceri, 40 anni da Roma ha raggiunto il primo posto per la fase di stacco, riattacco e diagnostica della carrozzeria, grazie alla capacità di riassemblare, ricalibrare e riconoscerne le diverse problematiche – anche invisibili come può succedere nelle collisioni a bassa velocità - individuando soluzioni per restituire l’auto in condizioni perfette e sicure. Gianluca Giargiana, 43 anni da Milano si è aggiudicato il primo gradino del podio per la fase di verniciatura, dimostrando una grande abilità nella riverniciatura della carrozzeria con accompagnamento in sfumatura dei pannelli adiacenti utilizzando tecniche standardizzate e strumenti tecnologici all’avanguardia. Daniele Mango, 50 anni da Roma si è posizionato al primo posto per la lattoneria, grazie alla sua abilità nel gestire una mansione tra le più antiche del settore con cui la carrozzeria danneggiata viene ripristinata attraverso tecniche di raddrizzatura e battitura, attraverso strumenti e attrezzature innovative disponibili in tutti i centri Car clinic. “Questa prima edizione della Car clinic champions certifica il valore strategico degli investimenti formativi che quotidianamente dedichiamo ai nostri Tecnici Carrozzieri e la loro passione per questa affascinante professione” commenta Simone Brown, hr & organization director di Car clinic “abbiamo potuto vedere da vicino la competenza e la precisione dei nostri collaboratori in un ambiente fortemente dinamico e con tutta la pressione di una competizione, ma il livello è stato altissimo, esattamente come ci aspettavamo. Faccio le mie congratulazioni a Nicola Pasceri, Daniele Mango e Gianluca Giargiana che hanno primeggiato in ogni specifica disciplina e hanno dimostrato una dedizione costante, affrontando l'intera gara — dalle qualifiche alla finale — con estrema professionalità. Esattamente come fanno ogni giorno con le vetture di tutti i nostri clienti”. ”Questa competizione è nata con molteplici obiettivi: da un lato valorizzare la professionalità e l’eccellenza dei nostri tecnici carrozzieri, promuovere la diffusione al pubblico degli elevati standard qualitativi a cui tendiamo quotidianamente, l’adozione costante delle migliori tecnologie sul mercato e in ultimo rafforzare il senso di appartenenza che ci lega come azienda”, commenta Fabrizio Panicco, founder & ceo di Car clinic “Le emozioni e la passione vissute durante questa sfida mi hanno reso orgoglioso del nostro team. Desidero congratularmi con i nuovi campioni Nicola Pasceri, Daniele Mango e Gianluca Giargiana esprimendo loro il mio più sincero apprezzamento per l’impegno e il talento dimostrati”.
(Adnkronos) - In un contesto internazionale in cui la transizione energetica è diventata una priorità assoluta, il Gruppo Hera si è presentato alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo di Rimini 2026 come un vero e proprio hub di consulenza strategica per imprese e territori. Presso il suo stand di 260 metri quadrati, la multiutility ha messo in campo un ecosistema di soluzioni concrete per accompagnare i partner nella costruzione di modelli di business innovativi. (VIDEO) La partecipazione alla fiera si inserisce in un percorso ben strutturato dall'azienda. “Nel 2024 abbiamo definito una nostra strategia net zero che ci porterà a una riduzione delle emissioni complessive del 90% al 2050 - spiega Cristian Fabbri, presidente esecutivo del gruppo - Abbiamo un parco emissivo che per il 90% è legato alle emissioni dei nostri clienti, per il 10% a quelle del gruppo. Lavoriamo per ridurre le emissioni dei nostri clienti andando a sollecitare le attività di decarbonizzazione e di efficienza energetica in tutti i segmenti. Questa è la sfida che ci poniamo". I risultati di questo impegno sono già tangibili nei numeri presentati a Rimini. "Siamo a buon punto - fa sapere Fabbri - Da quando siamo partiti nel monitoraggio, nel 2019, abbiamo ridotto i consumi del 14%, pur avendo aumentato del 40% la base clienti. Lavoriamo parallelamente anche sull'efficienza energetica dei nostri impianti: abbiamo già conseguito un 10% di riduzione dei consumi energetici e lavoriamo anche per andare a utilizzare il più possibile energia rinnovabile". All'interno dell'esposizione, Hera Servizi Energia presenta i nuovi modelli di decarbonizzazione, mentre Hera Luce mostra l'evoluzione dell'illuminazione pubblica, esemplificata dal lampione circolare progettato con Aliplast per essere totalmente recuperabile. Inoltre, attraverso la sinergia tra Hera Comm, EstEnergy e F.lli Franchini, la multiutility propone un polo integrato che affianca le imprese nel trasformare l’energia in una leva di competitività e sviluppo, combinando strategie di fornitura e soluzioni impiantistiche per ridurre volatilità e consumi, anche valorizzando gli incentivi disponibili. Tra le soluzioni più innovative spiccano i contratti Power Purchase Agreements (Ppa) e i sistemi fotovoltaici ‘chiavi in mano’, progettati per mantenere rendimenti elevati e garantiti per 25 anni. Ad accogliere i visitatori all'ingresso della fiera è Joul 7, il Super Robot dell'energia alto 5,5 metri nato dalla collaborazione con Automobili Lamborghini. Realizzato con scarti di produzione e dotato di un cuore fotovoltaico, il robot sintetizza visivamente l'impegno di Hera verso l'economia circolare. La visione di Hera, volta a favorire la transizione energetica, si concretizza anche con il teleriscaldamento. "Abbiamo un potenziamento di progetti - dice il presidente esecutivo - La città di Ferrara, ad esempio, avrà un terzo dei cittadini alimentati dal teleriscaldamento il cui calore sarà prodotto da fonti rinnovabili non emissive". La strategia del Gruppo mira a unire l'impatto ambientale al beneficio economico. "Lavoriamo da tanto tempo per aiutare le aziende a ridurre il peso della bolletta e contemporaneamente a ridurre le emissioni di CO2 - osserva Fabbri - È una sfida che ormai portiamo avanti da vent'anni. Nell'intersezione fra decarbonizzazione e vantaggio economico lavoriamo per proporre alle imprese soluzioni che siano portatrici di benefici in entrambi gli assi. Lo facciamo con la produzione locale sui centri di consumo di energia rinnovabile del fotovoltaico ma anche con gli impianti di cogenerazione che è vero sì, usano il gas, ma riducono i costi e le emissioni. Lavoriamo con progetti pluriennali per ridurre i consumi di energia complessivi, sia termica che elettrica". In sintesi, conclude Fabbri, "la sfida è stare al fianco degli imprenditori, dei territori, delle imprese e delle pubbliche amministrazioni per giocare insieme la partita dell'efficienza dei costi, dell'efficienza energetica e della decarbonizzazione".