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(Adnkronos) - Venti le tesi su tematiche di genere premiate questa mattina presso la Facoltà di Economia dell’università di Roma Tor Vergata, alla presenza di Gino Cecchettin, nel corso della terza edizione 'Premio Giulia Cecchettin' che l’università di Roma Tor Vergata ha istituito nel 2024 per promuovere la riflessione e la ricerca sulla parità di genere e le pari opportunità. E per onorare la studentessa di Ingegneria Biomedica dell'Università di Padova, vittima di femminicidio nel novembre 2023. L’evento, introdotto dalla professoressa Barbara Martini Delegata alle Pari Opportunità e all'Inclusione, si è aperto ricordando con un minuto di silenzio Federica Torzullo, recente vittima di femminicidio e ex studentessa a Roma Tor Vergata nel corso di laurea in Ingegneria Gestionale. “Profonda partecipazione per questo evento che premia le migliori tesi di laurea sul tema della violenza di genere. Questo si colloca nel cuore della nostra missione formativa e civile”, il rettore dell’università di Roma Tor Vergata, professor Nathan Levialdi Ghiron, ha salutato l’assemblea e gli ospiti. “Rivolgo un saluto e un ringraziamento particolare a Gino Cecchettin per essere qui con noi oggi, per la sua testimonianza e per l’impegno con il quale anche attraverso la Fondazione continua a trasformare il dolore in responsabilità e in speranza. La violenza di genere non è un fenomeno astratto ma è una realtà che interpella direttamente anche le comunità universitarie. L’università ha un compito preciso di fronte a queste complessità: formare prima ancora che informare. Formare coscienze critiche, educare al rispetto, offrire strumenti culturali capaci di decostruire stereotipi, linguaggi e modelli di relazione fondati sulla sopraffazione”. Il rettore è quindi entrato nel merito dell’evento: “Le tesi che premiamo oggi provenienti da quattro facoltà testimoniano come i temi di genere attraversano i saperi e richiedono approcci plurali e interdisciplinari. Il sapere non è solo conoscenza ma strumento concreto di cambiamento e responsabilità. Il nostro ateneo ha scelto di affiancare anche azioni concrete di sostegno, come il progetto Mariposas, promosso dal Comitato Unico di Garanzia e dalla Delegata alle Pari Opportunità e all’Inclusione, con l’esenzione totale dai contributi universitari per le studentesse vittime di violenza di genere, per tutelare concretamente il diritto allo studio e rimuovere gli ostacoli economici favorendo autonomia personale e professionale”. “Oggi premiamo il merito ma soprattutto rinnoviamo l’impegno fare dell’università un luogo sicuro aperto e giusto” ha sottolineato il rettore. Dopo gli interventi della direttrice generale, Silvia Quattrociocche e dell’on. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio, che ha inviato i propri saluti letti dalla professoressa Martini, sono intervenute Luisa Regimenti, assessora della Regione Lazio per l’università e Michela Cicculli, presidente Commissione capitolina Pari Opportunità. Ma l’attenzione di tutti è stata catalizzata dall’intervento di Gino Cecchettin, presidente della Fondazione Giulia Cecchettin: “Sono qui con tanta felicità. Qui oggi io voglio celebrare la vita”, queste le sue prime parole di fronte a un’assemblea commossa a cui è seguita la sua testimonianza di uomo, marito, padre, raccontando le domande che si pone ora come uomo nei confronti della vita e dell’amore, cresciuto con gli stereotipi a tutti noti dell’uomo di successo. Una testimonianza per una vita fatta di tempi perduti e non più recuperabili. “Ma dobbiamo indicare anche una strada giusta, quella dove dare tutti i sentimenti che abbiamo, senza paura, perché tutti i sentimenti servono”. “E raccontare di Giulia, per vivere ancora con Giulia e vivere un nuovo modo di essere padre, cercando il bello in ogni persona e in ogni situazione”. Alla presenza di Gino Cecchettin, sono state premiate le 11 tesi triennali e le 9 magistrali, proclamando vincitori e vincitrici i 6 ragazzi e le 14 ragazze, studenti e studentesse di Roma Tor Vergata. I loro lavori di ricerca provengono principalmente da corsi di laurea in Economia (11), seguono quelli di Lettere e Filosofia (6), Giurisprudenza (2) e Ingegneria (1). Ricevono un premio in denaro e la prossima pubblicazione all’interno della nuova collana della Tor Vergata University Press, curata dalla professoressa Roberta Costa e dedicata proprio al Premio Giulia Cecchettin. Le tesi vincitrici sono state scelte dalla Commissione formata da docenti di tutte le facoltà dell’ateneo: Barbara Martini (Presidente) e Carola Gasparri (Segretaria), Mariangela Zoli (Economia), Sabina Visconti (Scienze MM.FF.NN.), Maria Novella Campagnoli (Giurisprudenza), Massimiliano Caramia (Ingegneria), Virginia Tancredi (Medicina e Chirurgia) e Giuliano Lozzi (Lettere e Filosofia).
(Adnkronos) - Giurarsi amore eterno davanti a un piatto stellato? Perché no. Per festeggiare San Valentino al top, e incantare la 'dolce metà', la scelta migliore è sicuramente quella di concedersi una cena in uno dei migliori ristoranti. Ma quanto si arriva a spendere e cosa aspettarsi dalle cucine più blasonate? Ecco qualche esempio, su e giù per lo Stivale, per farsi un'idea e, soprattutto, per capire se il cuore val bene una cena. Volendo puntare ai massimi livelli, ci sono gli chef tristellati, spesso considerati inarrivabili, anche perché eternamente pieni, soprattutto per le serate speciali come questa. L'Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler, a Brunico (Bz), offre un’esperienza pensata per celebrare l’amore in tutte le sue forme: un menu speciale accompagna gli ospiti in un percorso di gusto da vivere con lentezza, tra intimità e calore, dove ogni dettaglio è pensato per rendere questo giorno davvero unico. Nel menù, a 95 euro, Verza al forno ripiena, Risotto con blu di bufala e tartufo nero, e poi doppio secondo con Trota al caviale e zabaione salato e Vitello al pepe nero e barbabietole. Per assaporare la cucina dello chef Massimiliano Alajmo (3 stelle a Le Calandre di Rubano, Padova), si può optare per un altro dei suoi locali, Le Cementine di Roncade (Treviso), per un menù completo di San Valentino a 100 euro. Inutile, invece, lanciarsi nell'intero weekend da sogno proposto (con prezzo anch'esso da sogno) a Villa Crespi, con lo chef Antonino Cannavacciuolo, dove, oltre alla cena tristellata, è previsto anche un massaggio di coppia e un welcome bouquet in camera con Champagne e cioccolatini: è già sold-out. Intramontabile la proposta di Heinz Beck, sempre presente quando si tratta di occasioni speciali da trascorre nella sua Pergola al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel di Roma. Nel menù: fegato grasso d'anatra con carciofi e gel di amaretto, ricciola con sedano marinato ai profumi di rosa turca, melograno e cioccolato ossidato, astice su estratto di liquirizia, cuore di spinaci e fagioli borlotti, solo per citare i primi tre dei sette piatti in degustazione per 750 euro in due. Passando alle due stelle Michelin, l'offerta si allarga e spuntano idee interessanti al Sud. Nel suo ristorante La Madia di Licata (Ag), lo chef Pino Cuttaia non anticipa nulla, ma promette per la sera del 14 febbraio un menu esclusivo, creato appositamente "in occasione della celebrazione dell’amore" (la spesa per una menu degustazione mediamente va dai 150 ai 190 euro a persona). Il George Restaurant, primo due stelle Michelin 2026 di Napoli, presso il Grand Hotel Parker's, l'albergo più antico della città, ha in serbo un menù di quattro portate, più amuse bouche e dessert, firmato dallo chef Domenico Candela, a 167 euro a persona. Una serata speciale attende gli innamorati anche al Moma di Roma, una stella Michelin, che per San Valentino propone una serata all’insegna della seduzione giocosa. Lo chef Andrea Pasqualucci ha costruito un menu che si veste di rosso: tra giochi cromatici, note iodate, accenti floreali, carni opulente ammansite da bacche e frutti rossi e materie prime che si trasformano e travestono, il percorso si snoda in una rappresentazione allegorica di un amore che vive di equilibrio tra leggerezza e profondità, dall'Ostrica alla brace, margarita e aneto in apertura fino allo Yogurt di pecora e lamponi che chiude il percorso (costo 200 euro). Per la notte più romantica dell’anno, il Ristorante Serrae Villa Fiesole, 1 stella Michelin, invita gli innamorati a vivere un’esperienza sensoriale unica nella cornice dell'FH55 Hotel Villa Fiesole, sospesa tra alta cucina, panorama mozzafiato e intimità senza tempo. Lo chef Antonello Sardi firma un menù di San Valentino che celebra l’amore attraverso materie prime d’eccellenza, tecnica raffinata e un racconto gastronomico elegante e seducente (279 euro inclusi i vini). A Milano, ci si può regalare una cena da Cracco in Galleria (1 stella Michelin), dove il menu degustazione tradizionale parte dai 350 euro. Ma per San Valentino Carlo Cracco ha pensato di stupire con una serie di edizioni speciali di cioccolatini, fra baci, tavolette, combo, e persino un kit dolce e uno salato, con packaging nei colori dell'amore. E se l'amore si vuole festeggiarlo con dolcezza, in arrivo quattro creazioni firmate dal maestro pasticcere Vincenzo Faiella, di San Marzano sul Sarno (Sa) - semifreddo al rocher, cheesecake ai frutti di bosco, al cappuccino e mousse al tris di cioccolati - disponibili sia in monoporzione sia in formato torta, pensata per trasformare il regalo in un momento di condivisione.
(Adnkronos) - Smog in calo nelle città in Italia. Nel 2025 scendono a 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato i limiti giornalieri di Pm10 (50 microgrammi per metro cubo per un massimo di 35 giorni all'anno), contro i 25 del 2024, i 18 del 2023 e i 29 del 2022. Si tratta di uno dei dati più positivi degli ultimi anni, ma che non deve far abbassare la guardia. Se si guarda al 2030, anno in cui entreranno in vigore dei nuovi e più stringenti limiti europei sulla qualità dell'aria (20 µg/m3 per il Pm10, 20 µg/m3 per l’NO2, 10 µg/m3 per il Pm2.5), l'Italia resta ancora lontana dai parametri richiesti: applicandoli ad oggi, sarebbe oltre i limiti il 53% delle città per il Pm10, il 73% per il Pm2.5 e il 38% per l'NO2. Sono i dati del nuovo rapporto 'Mal'Aria di città 2026' di Legambiente che fa il punto sullo stato della qualità dell'aria nei capoluoghi di provincia italiani. Stando al report, nel 2025 sono 13 i capoluoghi di provincia che hanno superato il limite giornaliero di Pm10, fissato dalla normativa europea a 50 microgrammi per metro cubo e consentito per un massimo di 35 giorni all'anno. La maglia nera quest'anno va a Palermo, con la centralina di Belgio che ha registrato 89 giorni oltre il limite, seguita da Milano (centralina Marche) con 66 sforamenti, Napoli (Ospedale Pellegrini) con 64 e Ragusa (Campo di Atletica) con 61. Sotto le sessanta giornate si collocano Frosinone con 55 sforamenti, Lodi e Monza con 48, Cremona e Verona con 44, Modena con 40, Torino con 39, Rovigo con 37 e Venezia con 36 giorni di superamento. Nel resto dei capoluoghi monitorati non si registrano sforamenti oltre i limiti di legge e, come già avvenuto negli ultimi anni, nessuna città supera i valori annuali previsti dalla normativa vigente per Pm10, Pm2.5 e biossido di azoto. La fotografia - rivela l'analisi di Legambiente - cambia radicalmente quando si guarda ai nuovi limiti che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2030 con la revisione della Direttiva europea sulla qualità dell'aria: il 53% dei capoluoghi italiani (55 città su 103) non rispetta già ora il limite previsto per il Pm10 di 20 microgrammi per metro cubo al 2030. Le situazioni più distanti dall'obiettivo si registrano a Cremona, dove serve una riduzione del 35%, seguita da Lodi con il 32%, Cagliari e Verona con il 31%, Torino e Napoli con il 30%. La situazione è ancora più critica per il Pm2.5, dove 68 città su 93, pari al 73%, hanno una media annuale superiore a 10 microgrammi per metro cubo. I casi più problematici sono Monza, che ha una media annuale attuale di 25 microgrammi per metro cubo e dovrebbe ridurre le concentrazioni del 60%, Cremona con il 55%, Rovigo con il 53%, Milano e Pavia con il 50%, Vicenza sempre con il 50%. Per quanto riguarda il biossido di azoto, 40 città su 105, pari al 38%, non rispettano il nuovo valore di 20 microgrammi per metro cubo, con le situazioni più distanti dall'obiettivo registrate a Napoli dove serve una riduzione del 47%, Torino e Palermo con il 39%, Milano con il 38%, Como e Catania con il 33%. "I miglioramenti registrati nel 2025 sono tra i più positivi degli ultimi anni, ma restano fragili e non sostenuti da scelte coerenti - dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - È irragionevole che, proprio mentre iniziano a emergere segnali concreti, il governo scelga di tagliare le risorse invece di consolidare questi progressi. La scelta di ridurre drasticamente già dal 2026 - e per tutto il prossimo triennio - le risorse destinate al Fondo per il miglioramento della qualità dell'aria nel bacino padano non va nella giusta direzione. Serve invece un cambio di passo: investire con continuità nel trasporto pubblico e nella mobilità sostenibile, accelerare la riqualificazione energetica degli edifici e il superamento delle fonti più inquinanti nel riscaldamento domestico e dal comparto industriale, intervenire in modo strutturale su agricoltura e allevamenti intensivi". Il dato più preoccupante è la lentezza con cui molte città stanno riducendo le concentrazioni di inquinanti anno dopo anno. Questa edizione di Mal'Aria ha analizzato i dati di Pm10 degli ultimi quindici anni (2011-2025), calcolando attraverso una media mobile quinquennale la tendenza in ogni città e stimando i valori che potrebbero essere raggiunti entro il 2030. Delle 89 città analizzate, 49 nel 2025 registrano valori di Pm10 superiori al nuovo limite europeo di 20 microgrammi per metro cubo. Di queste, 33 rischiano concretamente di non raggiungere l'obiettivo mantenendo l'attuale ritmo di riduzione: Cremona potrebbe scendere solo a 27 µg/mc, Lodi a 25, Verona a 27, Cagliari a 26. Situazione critica anche per Napoli, Modena, Milano, Pavia, Torino, Vicenza, Palermo e Ragusa (oggi a 28 µg/mc) che potrebbero rimanere tra i 23 e i 27 µg/mc. Potrebbero invece centrare l'obiettivo città come Bari, Benevento, Bergamo, Bologna, Caserta, Como, Firenze, Foggia, Latina, Lucca, Ravenna, Roma, Salerno, Sondrio, Trento e Vercelli, oggi sopra la soglia dei 20 µg/mc ma sulla traiettoria giusta. La fotografia di Legambiente relativa al Lazio vede Roma ancora nella top ten delle peggiori città per concentrazione di NO2, settima come lo scorso anno, con una media annua di 28 µg/mc (microgrammi per metro cubo di aria) e Frosinone, con 55 giorni oltre i limiti, quinta peggior città italiana per giornate di superamento degli attuali valori massimi consentiti di Pm10 (nel report dello scorso anno era il peggior capoluogo in assoluto). Roma, Frosinone e Latina, poi, sono tra i tanti capoluoghi italiani dove si superano i nuovi limiti europei che scatteranno dal 2030.