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(Adnkronos) - La sezione Antiterrorismo della Procura di Milano indaga sul'incendio avvenuto la scorsa notte ad Abbadia Lariana, in provincia di Lecco. Dopo gli accertamenti della Digos e della Polizia ferroviaria di Lecco, ora gli approfondimenti sul posto sono affidati alla Digos di Milano. Si valuta se la scorsa notte sono state usate le medesime tecniche di sabotaggio delle linee ferroviarie che, nei giorni scorsi, hanno colpito le linee ferroviarie di Bologna e Pesaro. Il presunto attentato incendiario potrebbe essere stato realizzato con una molotov che avrebbe incendiato sette cavi di una centralina di scambio (i cavi sono danneggiati per 64 centimetri) della linea ferroviaria che porta fino a Bormio e Livigno, due delle più famose località sciistiche al centro delle gare dei Giochi olimpici di Milano-Cortina 2026. La Digos di Milano guidata da Antonio Marotta sta valutando tutti gli elementi sulla scena del presunto sabotaggio non ancora rivendicato nei blog legati all'area anarchica. La prudenza è la parola più usata in questo momento da chi indaga. Una volta che la relazione sarà completa, la Procura di Milano presieduta da Marcello Viola potrà aprire un fascicolo con le corrette ipotesi di reato sull'episodio. Sono in corso le indagini della polizia anche sui cavi tranciati la sera dell’8 febbraio lungo la linea ferroviaria della cintura di Bologna, che viene percorsa da treni merci senza passare per la stazione centrale. Gli investigatori, che indagano a 360 gradi, stanno cercando di capire se l'episodio sia collegato ai sabotaggi avvenuti sabato scorso, che hanno provocato pesanti disagi alla circolazione ferroviaria. Un caso si è verificato lungo i binari all’altezza di Castel Maggiore (Bologna) dove erano stati posizionati due ordigni incendiari: uno è esploso, mentre l'altro è stato recuperato inesploso. Nella stessa giornata un altro sabotaggio è stato messo in atto a Pesaro. Per quanto accaduto sabato a Castel Maggiore, la Procura di Bologna ha aperto un fascicolo per associazione con finalità di terrorismo e attentato alla sicurezza dei trasporti. Gli accertamenti si sono indirizzati sugli ordigni alla ricerca di tracce che possano dare indizi utili a identificare gli autori, anche tramite il confronto con episodi registrati in passato. Il lavoro di analisi coinvolge anche i testi diffusi dopo i sabotaggi. Nei giorni scorsi sono apparsi prima un messaggio sul sito di area anarchica sottobosko.noblogs e poi la 'Rivendicazione del sabotaggio incendiario della linea ferroviaria contro i Giochi olimpici (Pesaro, 7 febbraio 2026)' sulla pagina web 'La Nemesi'.
(Adnkronos) - "L’approvazione, ieri, da parte del Consiglio dei ministri dello schema del decreto legislativo che recepisce la Direttiva Ue 2023/970 sulla trasparenza retributiva è un passaggio rilevante per il mercato del lavoro italiano che rafforza l’apposito articolo appena introdotto nel rinnovo del Contratto dirigenti terziario”. E' quanto dice Monica Nolo, vicepresidente Manageritalia e capo della delegazione sindacale della Federazione dei manager del terziario. “Una volta approvata la legge, che impone obblighi rigorosi alle imprese per contrastare il gender pay gap e garantisce ai lavoratori il diritto di conoscere i livelli retributivi medi per mansioni di pari valore, il nostro Contratto – continua Nolo – offrirà strumenti determinanti per facilitare e accompagnare questo irrinunciabile cambio culturale” Manageritalia, che rappresenta oltre 47.000 manager del terziario, accoglie così con favore il provvedimento, sottolineando di essere stata con le sue Controparti (Confcommercio, Confetra e Federalberghi) precursore di questa trasformazione. Il recente rinnovo del Ccnl dirigenti terziario (2026-2028), siglato il 5 novembre scorso, ha infatti già anticipato i pilastri della norma europea attraverso un articolo specifico dedicato alla parità di genere e alla trasparenza. In coerenza con il nuovo quadro legislativo, il Ccnl terziario ha istituito l’osservatorio sulla parità di genere, un organismo bilaterale volto a monitorare costantemente le dinamiche salariali e le opportunità di carriera nel settore, fornendo dati certi per abbattere le discriminazioni. Inoltre, il Contratto ha potenziato le tutele per il bilanciamento vita-lavoro e gli strumenti di certificazione della parità di genere. "L’approvazione dello schema del decreto sulla trasparenza salariale è un atto di civiltà, determinante anche per la competitività delle nostre imprese, che allinea l’Italia alle migliori pratiche europee", spiega Nolo, vicepresidente Manageritalia. "Supportato anche da quanto previsto dal Contratto, il management del terziario è pronto a guidare questo cambiamento. L'Osservatorio che abbiamo avviato sarà lo strumento operativo per trasformare la norma in cultura aziendale, garantendo che il merito sia l'unico metro di giudizio, senza distinzioni di genere", conclude.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.