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(Adnkronos) - La quarta stagione di ‘Bridgerton’ accende i riflettori su Benedict tra un ballo, una maschera d’argento e un amore che sfida le regole dell’alta società. La nuova stagione - divisa in due parti, con i primi quattro episodi su Netflix da oggi, 29 gennaio, e i successivi dal 26 febbraio – segue il bohémien secondogenito Benedict Bridgerton (Luke Thompson), che continua a rifiutare l’idea di sistemarsi nonostante le pressioni della madre, Lady Violet (Ruth Gemmell). Tutto cambia al ballo in maschera organizzato dalla matriarca, dove Benedict rimane folgorato da una misteriosa Dama d’Argento dal volto coperto. Con l’aiuto, seppur riluttante, della sorella Eloise (Claudia Jessie), si mette sulle tracce della giovane donna. Ma la verità è ben diversa: la donna dei suoi sogni non appartiene all’alta società, bensì è Sophie Baek (Yerin Ha), una brillante cameriera al servizio della temibile Araminta Gun (Katie Leung). Quando il destino li fa rincontrare, Benedict si ritrova diviso tra l’affetto per la giovane domestica e la fantasia della Dama d’Argento, ignaro che siano la stessa persona. (di Lucrezia Leombruni)
(Adnkronos) - E' passato poco più di un mese da quando, il 10 dicembre 2025, l'Unesco ha proclamato la cucina italiana Patrimonio culturale immateriale dell'Umanità. Un risultato molto importante, la prima volta in assoluto per un'intera cucina nazionale, salutato da tutti con grande entusiasmo. E già in queste prime settimane se ne cominciano a sentire gli effetti, quanto meno dando una marcia in più a chi quotidianamente di quella cucina è testimone e ambasciatore. Adnkronos/Labitalia ha sondato tre tra i più rinomati chef italiani, da Nord a Sud del Paese, che fanno dell'innovazione nella tradizione la bandiera di un'identità. Enrico e Roberto Cerea (Da Vittorio): "Il riconoscimento Unesco è volano, mantenere alti standard" “L’inserimento della nostra tradizione gastronomica tra i patrimoni immateriali dell’Unesco è la conferma di quanto oggi la cucina sia espressione anche di un modo di vivere e di essere proprio di quella nazione: e per l’Italia vuol dire non solo una narrazione dell’identità del territorio, della qualità della materia prima o della sua tecnica di trattamento, ma anche il racconto di un’attitudine sincera, fatta di gesti e piccole attenzioni, che portano la convivialità e il piacere al centro. Valori che oggi sono sempre più ricercati sia dall’ospite italiano che internazionale nella loro esperienza di degustazione. Il riconoscimento Unesco è certamente un volano di crescita per il business del comparto e il nostro Paese continuerà a beneficiarne se tutti gli attori in gioco sapranno mantenere alti gli standard, offrendo un’esperienza che soddisfi non solo il palato ma anche il cuore”, commentano gli chef Enrico e Roberto Cerea, del Relais & Châteaux Da Vittorio a Brusaporto (Bergamo), ristorante tristellato tra i più rinomati d'Italia, che ha come filo conduttore il claim 'Tradizione lombarda e genio creativo'. Simone Panella (Antica Pesa): "Con il riconoscimento Unesco tradizione più tutelata" "E' molto prestigioso avere questo riconoscimento internazionale. E' ancora presto per valutarne gli effetti, ad appena un mese, e l'inizio dell'anno, dopo le festività, non è sicuramente un periodo di picco di lavoro. Siamo solo agli inizi, bisognerà aspettare un po' di tempo per valutare gli effetti. Ma quanto meno ci si aspetta che da oggi in poi la tradizione italiana culinaria così come la produzione enogastronomica siano molto più tutelate e anche rispettate che nel passato. Ovviamente, è capitato nel nostro locale che qualche straniero abbia intavolato il discorso, se ne è parlato. Noi siamo molto contenti e sicuramente farà da volano non solo per la ristorazione ma anche per tutto l'indotto enogastronomico italiano e anche all'estero, dove a maggior ragione abbiamo bisogno di più tutela per i prodotti italiani rispetto alle 'copie' che circolano. Ma diamo tempo al tempo, ci vuole più di un mese per dare un giudizio non dico definitivo ma comunque basato su fatti reali. Quindi, vediamo più avanti e sempre in alto alla cucina italiana!", sottolinea Simone Panella, che reinterpreta la tradizione in chiave innovativa come executive chef del ristorante gestito dalla sua famiglia da oltre un secolo, l'Antica Pesa a Roma, osservatorio privilegiato insieme al locale che possiede a New York. Pino Cuttaia (La Madia): "Più autorevoli dopo Unesco, cuoco è 'mamma' contemporanea" "Sicuramente già si parla molto, tra i commensali ma anche tra di noi, di questo riconoscimento Unesco della cucina italiana, e in modo orgoglioso. Gli stranieri lo sanno ma magari non ne conoscono il significato più profondo. Ecco allora il ruolo fondamentale del cuoco nell'essere ambasciatore di questo messaggio, oltre che di un territorio. Oggi abbiamo la consapevolezza di poterlo fare in modo più autorevole e, direi, senza vergognarsi di parlare di un piatto che si tramanda di madre in figlio, perché in quel piatto c'è una storia di identità. E se questo gesto 'domestico' si rischia di perderlo, è il cuoco che diventa un po' la 'mamma contemporanea' di quel piatto, colui che custodisce il sapere gastronomico che altrimenti si perderebbe. Quando ci si avvicina a una trattoria piuttosto che a un grande ristorante, l'aspettativa è diversa, ad esempio dal punto di vista del servizio che ci si aspetta. Ma se una zuppa di ceci può essere servita in una terracotta o in una porcellana Ginori, dentro c'è sempre la nostra tradizione e la nostra cultura. Così, oggi, siamo ancora più consapevoli di dare valore alla filiera e dobbiamo esserne fieri, abbiamo più autorevolezza: il cuoco diventa il custode della tradizione", afferma Pino Cuttaia, chef che nel suo ristorante siciliano La Madia, a Licata, due stelle Michelin, celebra il territorio con una cucina contemporanea. (di Alessia Trivelli)
(Adnkronos) - Un’infrastruttura utilizzata quotidianamente dalla comunità in grado di produrre energia green: con il nuovo impianto fotovoltaico da 789 kWp installato sulle pensiline del parcheggio del Forum di Assago, Cap Evolution ha sviluppato un modello innovativo di produzione di energia rinnovabile integrato nello spazio urbano, senza consumare ulteriore suolo. Un intervento che riduce il ricorso a fonti fossili e valorizza superfici già esistenti trasformandole in un asset energetico, con benefici ambientali e operativi concreti. L'intervento valorizza un asset strategico per la comunità in vista del 2026, anno in cui il Forum di Assago (Milano ice skating arena) diventerà una delle sedi ufficiali della sfida olimpica invernale. L'impianto di Cap Evolution contribuisce così a presentare la struttura all'appuntamento con i massimi standard di sostenibilità. Realizzato all'interno di un progetto di oltre 6 milioni di euro di investimento che prevede una potenza totale di oltre 4.000 kWp sviluppato da Gruppo Cap, gestore del servizio idrico integrato, nell’ambito di un progetto di cooperazione pubblico-pubblico orientato alla decarbonizzazione. Un esempio che rafforza la strategia di decarbonizzazione del Gruppo e ne evidenzia l’approccio all’innovazione: soluzioni integrate che uniscono energia rinnovabile, modernizzazione delle infrastrutture e gestione responsabile delle risorse. "Questo progetto -spiega Alessandro Reginato, direttore generale di Cap Evolution- dimostra come le infrastrutture urbane, se progettate in modo integrato, possano diventare leve concrete della transizione energetica. Con l’impianto fotovoltaico installato sulle pensiline del parcheggio, Cap Evolution ha valorizzato superfici già impermeabilizzate e pienamente inserite nel tessuto cittadino, trasformandole in un asset energetico a supporto della decarbonizzazione. È un esempio di come innovazione, sostenibilità e modernizzazione delle infrastrutture possano convergere in soluzioni replicabili, in grado di generare benefici ambientali, economici e operativi duraturi per il territorio". Il parco fotovoltaico sorge sulle pensiline del parcheggio C del Forum, adiacente al depuratore di Assago, in una soluzione perfettamente integrata nel tessuto urbano che collega direttamente il luogo di produzione dell’energia al sito di consumo, valorizzando gli spazi già esistenti. L'intervento è stato realizzato su superfici asfaltate già impermeabilizzate, senza ulteriore consumo di suolo. Le nuove pensiline fotovoltaiche del parcheggio sono realizzate con una struttura in acciaio e poggiano su supporti di bilanciamento in cemento armato, progettati per garantire stabilità e sicurezza. Ogni modulo copre due posti auto ed è disponibile in due configurazioni, con lunghezze di 61,40 metri e 93 metri, entrambe con una larghezza di 10,60 metri. La copertura è a falda unica (inclinata in un solo verso), una scelta che favorisce il deflusso dell’acqua piovana e rende più semplice la manutenzione. I supporti, posizionati a un interasse di 8,20 metri, assicurano solidità all’insieme senza richiedere interventi invasivi sulla pavimentazione esistente. Da un punto di vista tecnico, l’impianto ha una potenza complessiva di 789,48 kWp ed è composto da 1.548 moduli fotovoltaici in silicio monocristallino, ciascuno con potenza di picco pari a 510 Wp. Il sistema di conversione dell’energia include tre inverter, due da 225 kW e uno da 300 kW lato Ac, progettati per garantire efficienza e affidabilità nel tempo. L’intervento completato da Cap Evolution nel parcheggio del Forum fa parte del master plan fotovoltaico di Gruppo Cap. All’interno dell’area del depuratore di Assago, uno degli impianti principali del gruppo, che consuma ogni anno tra 9 e 10 GWh di energia elettrica, sono già presenti pannelli fotovoltaici per una potenza complessiva di 832,53 kWp, installati sui tetti degli edifici e su superfici a livello del suolo. Con il completamento delle pensiline e degli altri lavori realizzati nel corso del 2025, la capacità totale raggiunge 1.622 kWp, producendo circa 1,9 GWh di energia autoconsumata dal depuratore e contribuendo a ridurre il ricorso a fonti fossili. L'opera comporta inoltre un risparmio annuo superiore a 370.000 euro e una significativa diminuzione delle emissioni climalteranti associate al funzionamento dell’impianto. Il completamento del parco fotovoltaico all’interno del parcheggio del Forum si inserisce in un quadro più ampio di interventi avviati sul territorio di Assago, che comprendono anche la riqualificazione di aree urbane soggette ad allagamenti attraverso soluzioni ispirate alle 'nature based solutions'. Il progetto si inserisce tra gli interventi di miglioramento dell’efficienza energetica e della sostenibilità delle infrastrutture esistenti, generando benefici ambientali, economici e sociali duraturi per la comunità locale.