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(Adnkronos) - Donald Trump riceve Benjamin Netanyahu e continua a scommettere sui negoziati con l'Iran ripresi la settimana scorsa. Il presidente Usa ha incontrato il primo ministro israeliano alla Casa Bianca. Un faccia a faccia a porte chiuse durato quasi tre ore, definito "molto positivo" dal numeri 1 della Casa Bianca che, su Truth, ha sottolineato "le relazioni eccellenti" tra i due Paesi. "Non è stato raggiunto nulla di definitivo, se non che ho insistito affinché i negoziati con l'Iran continuino per vedere se sia possibile o meno concludere un accordo - ha rivelato Trump - Se sarà possibile, ho fatto sapere al primo ministro che questa sarà la soluzione preferibile. Se non sarà possibile, dovremo semplicemente vedere quale sarà l'esito". E ha quindi richiamato alla memoria le azioni militari statunitensi intraprese contro il programma nucleare iraniano. "L'ultima volta l'Iran ha deciso che era meglio non concludere un accordo e sono stati colpiti con l'operazione 'Martello di mezzanotte', che non è andato bene per loro. Speriamo che questa volta siano più ragionevoli e responsabili", ha affermato Trump che avrebbe fatto riferimento a possibili azioni militari statunitensi contro l'Iran, in risposta alla dura repressione dei manifestanti da parte di Teheran. "Con Netanyahu abbiamo discusso degli enormi progressi compiuti a Gaza e nella regione in generale. C'è davvero PACE in Medio Oriente", ha scritto ancora su Truth il presidente degli Stati Uniti, che continua a valutare l'opzione militare. Tre funzionari statunitensi hanno dichiarato al Wall Street Journal che il Pentagono ha dato istruzioni a un altro gruppo d'attacco di portaerei di prepararsi per lo spiegamento in Medio Oriente, nel contesto dei preparativi per una possibile azione. Un primo gruppo d'attacco di portaerei guidato dalla USS Abraham Lincoln è arrivata nella regione alla fine di gennaio. A Teheran, nelle stesse ore, molti funzionari iraniani ritengono che un altro scontro con gli Stati Uniti sia inevitabile e che i colloqui in corso possano solo ritardare l'azione militare americana, secondo il quadro delineato dal Washington Post che citando un funzionario europeo in contatto con la leadership iraniana: "Hanno esaurito tutte le possibilità e lo sanno". Pessimismo trapela anche dalle parole del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, durante le celebrazioni del 47esimo anniversario della Rivoluzione islamica a Teheran. "Lo ribadisco ancora una volta: non cerchiamo armi nucleari. L'abbiamo detto più volte e siamo pronti a qualsiasi tipo di verifica", ha detto. "Tuttavia, un alto muro di sfiducia, creato dagli Stati Uniti e dall'Europa con le loro azioni e parole, impedisce ai colloqui di raggiungere risultati concreti", ha proseguito , sottolineando che "se il mondo vuole davvero la diplomazia, deve mettere fine alle sue azioni provocatorie. L'Iran non si piegherà alle richieste eccessive e non arretrerà di fronte alle ingiustizie". In questo contesto, l'obiettivo di Netanyahu è evitare che un'eventuale intesa tra Iran e Usa penalizzi le strategie di Tel Aviv nella regione. Il primo ministro israeliano nell'incontro con Trump "ha insistito sulle esigenze di sicurezza dello Stato di Israele nel quadro dei negoziati" tra Stati Uniti e Iran: "I due leader hanno concordato di proseguire il coordinamento e gli stretti contatti tra loro", ha dichiarato l'ufficio del leader israeliano in un comunicato. Prima dell'incontro Netanyahu ha firmato per l'ingresso di Israele nel Board of Peace per Gaza, l'organismo internazionale, presieduto da Trump, creato per supervisionare il cessate il fuoco tra Israele e Hamas e la ricostruzione a Gaza.
(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini. "Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano. "Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti. "Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.
(Adnkronos) - Al via la sesta edizione del Premio Demetra, il riconoscimento dedicato alla letteratura ambientale promosso da Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica - in collaborazione con SalernoLetteratura Festival. Il bando è aperto alle opere pubblicate da editori indipendenti tra il 1° gennaio 2023 e il 31 gennaio 2026 (con un periodo più esteso per la graphic novel: dal 1° gennaio 2022 al 31 gennaio 2026). Le candidature possono essere inviate fino al 31 marzo 2026 attraverso la procedura indicata sul sito www.comieco.org. Il Premio si articola in quattro sezioni: saggistica, narrativa, graphic novel (italiana e tradotta) e libri per ragazzi. Il vincitore di ciascuna categoria riceverà un premio in denaro di 1.500 euro. I riconoscimenti per saggistica, narrativa e graphic novel saranno assegnati a giugno nell’ambito di SalernoLetteratura, mentre il premio per la sezione dedicata ai ragazzi verrà consegnato a luglio durante l’Elba Book Festival, confermando la continuità tra i due appuntamenti culturali. Giunto alla sua sesta edizione, il Premio Demetra ha raccolto finora oltre 300 opere candidate e premiato 24 autori, contribuendo alla valorizzazione della letteratura dedicata a ambiente e sostenibilità. Dopo cinque anni, ospitati dall’Elba Book Festival – dove il premio ha consolidato identità e comunità – l’edizione 2026 approda a Salerno, ampliando pubblico e prospettive senza interrompere il legame con le sue origini. L’edizione 2026 si svolge con il supporto di: Seda International Packaging Group (Main Sponsor), Fondazione Symbola, Salerno Pulita, 100% Campania, Boccia Industria Grafica S.p.A. e Banco di Lucca e del Tirreno S.p.A. La giuria del Premio Demetra è composta da: Ermete Realacci (Presidente), Carlo Montalbetti (Comieco), Duccio Bianchi (Responsabile scientifico), Ilaria Catastini (editore, Albeggi Edizioni), Giorgio Rizzoni (Responsabile didattico) e Paolo Barcucci (curatore di mostre).