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(Adnkronos) - "Il telefono è il terzo incomodo in una coppia". Così Raoul Bova introduce uno dei temi di 'Amici comuni', il nuovo film di Marco Castaldi con Francesca Inaudi, Beatrice Arnera e Luca Vecchi. "Nella camera da letto ci sei tu, l'altra persona e anche i rispettivi telefoni", continua l'attore. "Sicuramente inquina alcune dinamiche, è diventato una componente di spionaggio", aggiunge con ironia Vecchi, volto del collettivo comico The Pills. "Viviamo in un momento storico in cui l’essere umano ha confini sempre più sfumati: la tecnologia, la globalizzazione, le nuove forme di relazione. L’amore si muove di conseguenza. Interrogarsi su come le relazioni si allarghino, si adattino e si trasformino dentro questo nuovo scenario è una delle domande che il film affronta con leggerezza", osserva Inaudi. Al centro del film - dal 13 febbraio su Paramount+, in occasione di San Valentino - ci sono "quattro antieroi, ma non persone cattive: sono umani e devono maneggiare sentimenti che sono la materia più difficile da gestire", spiega Arnera. La storia segue tre amici e due coppie, messi di fronte alla più misteriosa e universale delle domande: che cos’è l’amore? Marco (Bova) e Giulia (Inaudi) sono sposati da anni e ricevono la notizia del matrimonio imminente della loro amica Veronica ("una donna molto sola che ha molto tempo per guardarsi dentro", dice Arnera) con Claudio (Vecchi), conosciuto solo pochi mesi prima. La notizia innesca una spirale emotiva che costringe tutti a confrontarsi con bisogni reali, desideri taciuti e ferite rimaste aperte. Il matrimonio si avvicina come un’inevitabile resa dei conti. 'Amici comuni' parla d’amore, certo, ma soprattutto di ciò che oggi lo incrina: le maschere, le fragilità, i non detti e quel costante obbligo non scritto di performare anche nella coppia. "Il performare crea immagini non vere che diventano gabbie", dice Bova. "Non sempre questa maschera si può portare avanti: a un certo punto escono le verità. Mostrare le nostre vulnerabilità renderebbe tutto più semplice". Mostrarsi per ciò che si è, aggiunge, "è un atto di sincerità, anzi di necessità di comprensione e comunicazione diretta". Ma non è facile. Come sottolinea Inaudi, "guardarsi allo specchio e dire 'io sono questa cosa qui' è un salto nel vuoto". "Raccontiamo una storia universale", dice Arnera, "che indaga sentimenti fragili, irrisolti e a volte buffi. Ognuno può rivedersi in un aspetto di quelle sofferenze o difficoltà". Il film affronta anche il tema della capacità - o l’incapacità - di mettere a fuoco i propri sentimenti. "L’innamoramento è una corsa da centometristi, la maratona è un’altra cosa", riflette Vecchi. "I nostri personaggi sono affezionati alla partenza, alla fase passionale, e forse per questo vivono l’amore in modo performativo: se non c’è stimolo continuo, scatta il panico. È molto contemporaneo questo bisogno di essere sempre 'accesi'". "Le relazioni, da sempre, sono un terreno di prova", aggiunge Inaudi. "Passato l’innamoramento inizia la vera sfida. Oggi siamo bulimici: consumiamo tutto in fretta e appena l’intensità cala pensiamo che sia finita. In realtà quel passaggio si può attraversare, aggirare, affrontare". Per Bova "dipende dai presupposti: c’è chi parte da una base solida e poi perde entusiasmo, chi scopre che la persona amata non è quella che credeva, perché l’innamoramento maschera. A volte l’altro cambia, si trasforma, e allora nasce la ricerca di qualcosa di più sincero, più adatto, più felice". Perché - conclude Vecchi - "non siamo polaroid: evolviamo, invecchiamo, cambiamo esigenze".
(Adnkronos) - "Inps è tutto il welfare in Italia. La sua trasformazione sta andando avanti e per questo sono molto felice. Tutti i nostri dipendenti ci stanno credendo fortemente. Vogliamo restituire al Governo, allo Stato, un istituto che sia sempre più trasparente, efficace, dinamico e fruibile, cioè sempre più al servizio dei nostri cittadini”. Lo ha detto il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, durante la Conferenza nazionale della Dirigenza Inps intitolata "La forza dei valori" che è iniziata oggi a Roma. Punti chiave, spiega Fava sono: “Responsabilità, senso del dovere, senso del sacrificio e soprattutto il benessere dei cittadini. Il loro interesse che corrisponde al nostro lavoro”. Due giorni ricchi di incontri e approfondimenti: “Queste due giornate sono importantissime perché i protagonisti sono le nostre risorse umane, tutti i nostri dipendenti, dal primo all’ultimo. Vogliamo passare con loro questi due giorni per andare incontro al futuro del nostro Istituto e quindi al nuovo modello di servizio che stiamo portando avanti” conclude Fava.
(Adnkronos) - "L’Italia è tra i paesi leader in alcune filiere, può guidare la nuova industrializzazione europea e rivendicare le proprie eccellenze". Lo dice Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente, durante la presentazione dei risultati della terza edizione del progetto 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy' a Roma. “Abbiamo un problema su alcune filiere industriali storicamente deindustrializzate, come chimica e siderurgia, la cui crisi parte dagli anni ’90 e non è colpa del Green Deal europeo”, ha aggiunto Ciafani, sottolineando l’urgenza di azioni concrete. “Vogliamo fare in modo che il Clean Industrial Deal europeo possa vedere l’Italia protagonista, contribuendo alla nuova reindustrializzazione del Vecchio Continente”. Legambiente ha così presentato il Libro bianco con 30 proposte, frutto di un percorso di confronto con le imprese più innovative iniziato nel luglio 2025, “per orientare le politiche industriali verso sostenibilità, innovazione e occupazione green. Speriamo che le politiche industriali possano partire anche dalle nostre 30 proposte”.