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(Adnkronos) - Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 continua oggi con la sua quarantaquattresima giornata. La tappa parte da Nogara toccando poi Legnago, Rovigo, Monselice, Este e si conclude a Vicenza, dove dalle 17 si terrà la City Celebration in Piazza dei Signori – Piazza delle Biade un evento aperto al pubblico che accoglierà l’arrivo della Fiamma con musica, intrattenimento e attività dedicate all’intera comunità. Coca-Cola, si legge in una ota, è orgogliosa di accompagnare la Fiamma Olimpica in Veneto, una regione in cui è presente con lo stabilimento Coca-Cola HBC Italia di Nogara (VR). Un legame profondo con il territorio che si traduce in un impatto economico e occupazionale concreto: nel 2024 Coca-Cola ha attivato complessivamente 3.269 posti di lavoro, di cui 429 dipendenti diretti. Il sito di Nogara svolge, inoltre, un ruolo chiave in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026: lo stabilimento veneto fungerà da hub produttivo per il rifornimento di bevande destinato ai villaggi olimpici, alle aree atleti e agli spazi per il pubblico. E oggi la Fiamma Olimpica illuminerà lo stabilimento alla presenza dei dipendenti: un’immagine di unità e condivisione che intreccia la storia del brand, lo spirito olimpico e le comunità in cui l’azienda opera. In qualità di Presenting Partner del Viaggio della Fiamma Olimpica, Coca-Cola continua a portare nelle città italiane un programma ricco di contenuti che unisce sport, musica e condivisione, trasformando l’attesa dei Giochi Olimpici in un’esperienza collettiva. “Il Viaggio della Fiamma Olimpica di Milano Cortina 2026 è un percorso che parla di connessione reale: unisce storie, territori e persone, trasformando l’attesa dei Giochi Olimpici in un’esperienza che appartiene a tutti. Uno straordinario viaggio per far vivere all’intero Paese i valori Olimpici, - ha dichiarato Luca Santandrea, General Manager Olympic and Paralympic Winter Games Milano Cortina 2026 di Coca-Cola - Anche grazie agli appuntamenti che animeranno l’Italia in queste settimane, e ai tedofori che abbiamo contribuito a scegliere, vogliamo renderlo un momento di partecipazione attiva, vicino alle persone, alle città e alle loro comunità. Dal 1928 al fianco del Movimento Olimpico, Coca-Cola continua a credere nel potere dello sport come linguaggio universale capace di avvicinare le comunità e ispirare le nuove generazioni. Vogliamo che ogni tappa sia un’occasione per celebrare l’Italia nella sua autenticità, portando energia, positività e un senso collettivo di appartenenza”. Giangiacomo Pierini, Corporate Affairs & Sustainability Director Coca Cola HBC Italia, afferma ha detto che "Siamo orgogliosi di accompagnare la Fiamma Olimpica in Veneto, una regione che per noi ha un significato speciale. A Nogara, in provincia di Verona, sorge infatti uno stabilimento che dal 1975 rappresenta un’eccellenza per tutta Coca-Cola: è il luogo dove è nata la prima lattina di Coca-Cola prodotta in Italia e che oggi è un polo all’avanguardia per tecnologia e sostenibilità e fonte di benessere per il territorio. Nel 2024 abbiamo generato un impatto di circa 117 milioni di euro e attivato oltre 3.000 posti di lavoro, confermando il ruolo di Coca-Cola come motore sociale ed economico. In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Nogara sarà il cuore produttivo per rifornire i Villaggi Olimpici". Flavio Massimo Pasini, Sindaco di Nogara, ha dichiarato: "È un momento di profondo orgoglio e grande emozione accogliere il passaggio della Fiamma Olimpica a Nogara. Questo evento non è solo un omaggio allo spirito sportivo: è un forte momento di condivisione per tutta la comunità e rappresenta una vetrina internazionale straordinaria per il nostro territorio. Ringrazio Coca-Cola HBC Italia per essere parte di questa sinergia: vedere un’eccellenza produttiva così radicata a Nogara farsi protagonista di un evento di portata globale dà lustro all'intera comunità veronese. È un passaggio storico che resterà impresso nella memoria della nostra provincia". Anche per questa tappa Coca-Cola ha selezionato dei tedofori capaci di portare al Viaggio i valori di impatto sociale, energia e passione. Protagonista della giornata: Susi Vezzaro che si è candidata come tedofora ed è stata selezionata da Coca Cola per la sua capacità di incarnare lo spirito olimpico, grazie a una passione per lo sport che la accompagna da sempre. Ha partecipato come volontaria alle Olimpiadi di Torino 2006, un’esperienza che le ha permesso di vivere momenti di condivisione, collaborazione e spirito di squadra in un contesto internazionale. Fa parte della Federazione Italiana Escursionismo, dove coordina per il Veneto un circuito invernale di gare amatoriali di sci che coinvolge partecipanti dai bambini di 6 anni fino agli over 80, promuovendo valori di condivisione, uguaglianza e partecipazione. Il Truck Coca-Cola è tra gli elementi più iconici del Viaggio della Fiamma Olimpica: un’esperienza itinerante di luce, suono e movimento che accompagnerà i tedofori lungo il percorso, accendendo l’entusiasmo del pubblico e trasformando ogni tappa in un momento di festa condivisa. Ispirato al design delle auto italiane vintage, unisce stile, eleganza e artigianalità. Schermi Led dinamici, installazioni luminose e un sistema audio di grande impatto trasformeranno ogni arrivo della Fiamma in una celebrazione collettiva, animata da oltre 80 persone tra Brand Ambassador, DJ e MC. Il Coca-Cola Village - apertura al pubblico dalle ore 17.00 alle ore 19.30 in Piazza dei Signori – Pizza delle Biade con l’arrivo dell’ultimo tedoforo della giornata - è l’epicentro dinamico del racconto: uno spazio aperto e inclusivo, dove musica e cibo convergeranno per dare vita a una celebrazione coinvolgente. Ogni sera, in ogni città, prenderà forma un vero spettacolo creato per celebrare l’arrivo della Fiamma. Durante il Viaggio e all’interno del Village, saranno distribuite mini-lattine in alluminio di Coca-Cola Original e Coca-Cola Zero Zuccheri. La raccolta sarà gestita in collaborazione con CiAl – Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio, grazie a un mezzo dedicato nel convoglio e presidi specifici nelle città ospitanti. Proseguirà anche la collaborazione con Banco Alimentare: durante le City Celebration sarà possibile gustare pizza accompagnata da Coca-Cola e sostenere le attività dell’organizzazione con una donazione. Parte delle donazioni raccolte nei Villaggi Coca-Cola durante il Viaggio verrà destinata alla raccolta e distribuzione delle eccedenze alimentari durante i Giochi Olimpici e Paralimpici. Inoltre, all’interno del Villaggio Coca-Cola i visitatori potranno vivere un’esperienza davvero speciale: realizzare e portare a casa, gratuitamente, una lattina di Coca-Cola personalizzata con il proprio volto, il proprio nome, la data e la città della tappa.
(Adnkronos) - A Roma il 'Palazzo del freddo' è sinonimo di gelato, quello buono, da gustare in uno dei quartieri di popolari della capitale: l'Esquilino. Il Palazzo del freddo è un quartier generale di 700 metri quadrati con laboratorio a vista fondato da Giovanni Fassi nel 1928 (in seguito a vari cambi di sede seguiti all’apertura della prima bottega in via IV Novembre nel 1880) e gestito insieme alla madre e alla moglie entrambe di nome Giuseppina, cui poi dedicherà due prodotti ancora oggi in produzione e anche la costruzione di una sala esterna. Negli anni '60 il figlio Leonida eredita la passione del padre, rivestendo cariche di prestigio nella Federazione italiana pubblici esercizi e trasmettendo lo stesso entusiasmo ai figli Giovanni, Daniela e Fabrizio. Oggi alla guida del Palazzo del Freddo siede Andrea Fassi, che appartiene alla quinta generazione e porta con sé il desiderio di espandere il marchio familiare: ai prodotti storici, ormai marchi registrati, si aggiungono le nuove creazioni dei maestri artigiani perché in via Principe Eugenio è estate tutto l’anno. E Adnkronos/Labitalia lo ha intervistato in occasione del Sigep World-The world expo for foodservice excellence che sarà il palcoscenico internazionale per il lancio ufficiale del countdown verso la XIV edizione della Giornata europea del gelato artigianale. "Manteniamo - spiega - l'artigianalità nella produzione del gelato, magari anche imperfetta perché non può essere uguale tutti i giorni, anche se è più buona della produzione industriale che comunque ha sempre cercato di surclassarci". "La produzione industriale - sottolinea - è sempre uguale con un sapore che non cambia mai per questo i romani e non solo preferiscono l'artigianalità perché è più buona. Noi possiamo cambiare e innovare a patto però di mantenere la qualità intatta. Per questo non concordo con l'eccessiva contaminazione del gelato dei gourmet, una raffinatezza che mi ha sempre spaventato perché noi parliamo al popolo. Il gelato Fassi, infatti, non diventa mai elitario". Nel ripercorrere la storia, saldamente ancorata alle radici artigianali, Andrea Fassi non può non fare cenno a quando "nel ’44 arrivano a Roma le truppe americane, la Croce Rossa americana requisì il Palazzo del freddo pagando l'affitto e l’assistenza da parte dei Fassi. Viene ripristinato l'impianto elettrico e anche gli americani si dedicano alla produzione di gelato con il loro metodo tipico, ovvero quello industriale, realizzando infatti gelati più spumosi e gonfi d'aria grazie anche all’unica macchina esistente sul mercato italiano idonea alla lavorazione industriale". "Nel 1946 - continua - gli americani lasciano il Palazzo del freddo e accade un evento che avrebbe potuto cambiare il corso della nostra storia. Giovanni Fassi vende al responsabile amministrativo della 'Red Cross' il macchinario per la produzione industriale, che nel '47 apre un laboratorio invitando Giovanni Fassi ad entrare in società insieme. Giovanni però rifiutò perché voleva preservare l’artigianalità del suo gelato e non piegarsi alla produzione industriale, senza sapere che l'azienda che è stata fondata è l'Algida". Diverse le iniziative per diffondere il valore del gelato made in Italy. Tutti i sabati e le domeniche, ad esempio, vengono organizzati i 'Tour degustazione'. "Visite guidate al museo dei macchinari antichi e al laboratorio - dice - dove da oltre 140 anni produciamo il nostro gelato: i maestri gelatieri faranno scoprire il processo di lavorazione che distingue un gelato artigianale da quello industriale e si potrà assaggiare il prodotto appena fatto". E il Palazzo del freddo di Fassi è il nuovo ritrovo per aspiranti scrittori. "Il Palazzo del freddo - racconta - era troppo freddo e così all'interno della Sala Giuseppina, con Paolo Restuccia, scrittore e regista de 'Il ruggito del coniglio' e altri scrittori editor ho aperto 'Genius', una scuola di scrittura creativa. Io stesso lo scorso anno ho pubblicato un romanzo di Andrea Fassi, 'Papille' con nuova casa editrice, Coda di volpe, creata da Danilo Bultrini e Luca Verduchi. Organizziamo, inoltre, cene gelato a tema letterario". Dolce preferito? "Non può che essere - rimarca - il 'Sanpietrino', semifreddo glassato al cioccolato fondente e ripieno di mandorla, crema, zabaione, caffè, cioccolato e nocciolato".
(Adnkronos) - "Fermiamo i botti di Capodanno, causa di shock e morte tra la fauna selvatica e di stress e panico tra cani e gatti domestici. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci". Questa la richiesta del Wwf Italia in vista dei festeggiamenti di fine anno. I botti, spiega il Wwf, "provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali, ma anche effetti a lungo termine, come alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Causano panico, ansia e stress negli animali domestici. I botti in città possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati". Da qui l'appello ai Comuni affinché "vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come Roma e altri Comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini". “Ogni inizio anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti - dice Eva Alessi, responsabile Sostenibilità Wwf Italia - Le sofferenze degli animali difficilmente verranno raccontate ma sono ormai documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come Wwf chiediamo ai Comuni di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo”. Si stima - ricorda il Wwf - che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.