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(Adnkronos) - Mario Adinolfi 'usa' il calcio per attaccare il mondo musulmano. Il giornalista e fondatore del 'Popolo della Famiglia' ha commentato, a modo suo, i tanti episodi, piuttosto insoliti, per usare un eufemismo, andati in scena durante la finale di Coppa d'Africa tra Marocco e Senegal. Dalle proteste per il rigore di Brahim Diaz, con il Senegal che ha abbandonato momentaneamente il campo in segno di dissenso, gesto che la federazione marocchina, dal canto suo, ha usato come pretesto per presentare ricorso. E poi c'è l'asciugamano 'voodoo' di Mendy, che alcuni tifosi hanno provato a sottrarre all'ex portiere del Chelsea. Tutta legna al fuoco, insomma, per Adinolfi: "Si può affermare che le sceneggiate da sottosviluppati a cui abbiamo dovuto assistere nel corso della finale Marocco-Senegal comprovano l’inferiorità civile e culturale del mondo islamico", ha scritto sulla propria pagina Facebook, "continuo a rafforzarmi nel pensiero che la predicazione maomettana sia stata e sia un crimine verso la dignità della persona umana". Ma non solo: "PS. Ovviamente prova ulteriore sono anche le carceri egiziane, ciò che hanno fatto a Regeni, il regime talebano, le bande libiche, i tagliagole di Hamas che dominano Gaza, i folli ayatollah che sparano in mezzo agli occhi dei manifestanti e impiccano quelli che arrestano, gli affiliati all’Isis che comandano in Siria, gli animali di Boko Haram che rapiscono e uccidono i cristiani in Nigeria, i pakistani che li perseguitano e li condannano a morte per blasfemia, i tunisini e gli algerini che spacciano e stuprano. Però con le immagini dalla finale di Coppa d’Africa quanto sia l’Islam il male del mondo lo avete capito persino voi".
(Adnkronos) - “Il comparto dell'oreficeria, soprattutto per il distretto di Vicenza, ha dimostrato di avere dei numeri molto importanti, anche in controtendenza rispetto ad altre realtà nazionali. Pertanto, siamo orgogliosi di poterne far parte oggi e di incontrare chi tutti i giorni vive questa realtà. Sono qui anche per ascoltare le loro richieste e le loro prospettive. Si tratta di un settore capace di internazionalizzare ed è un fiore all'occhiello per il nostro territorio veneto”. Lo ha detto Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, all’inaugurazione di Vicenzaoro January 2026, la fiera dedicata all’eccellenza della filiera del settore orafo, gioielliero e orologiero in svolgimento fino al 20 gennaio nel polo fieristico della città veneta. In questo momento, il settore dell’oro vive alcune difficoltà che, secondo il presidente di Regione Veneto "sono da affrontare in sinergia. Proprio per questo motivo abbiamo aperto in Regione dei tavoli di confronto con il mondo dell'impresa - spiega - Il 26 gennaio sarà il primo giorno del primo tavolo sulla sburocratizzazione, ma ce ne saranno anche molti altri che verranno realizzati già nei primi giorni del prossimo mese”. “Vi è la necessità di guardare alle emergenze che hanno le imprese: tra le principali, si annovera la manodopera qualificata: entro il 2030, infatti, mancheranno in Veneto 280mila lavoratori qualificati. Per risolvere questa grande emergenza c'è la necessità di integrare sempre di più gli istituti di formazione professionale e gli istituti di formazione tecnica con il mondo delle imprese del nostro territorio - dichiara Stefani - Non è necessario laurearsi per forza nella vita: credo che un giovane possa essere valorizzato e possa sentirsi realizzato anche se fa parte di un percorso professionale e, soprattutto, grazie ad un percorso professionale o tecnico nella sua fase di studi superiore possa essere integrato nel mondo dell'impresa”. “Oggi, un giovane che entra all'interno del mondo dell'impresa contribuisce al benessere del proprio territorio e al progresso imprenditoriale di questo straordinario territorio. Pertanto, questa forma di integrazione, su cui già stiamo lavorando, è importante - continua - Oltre a questo stiamo accompagnando un percorso con i rettori delle università per lanciare un progetto di trattenimento dei talenti nel nostro territorio. Recentemente abbiamo aperto, infatti, un tavolo proprio con i rettori e continueremo questo lavoro nei prossimi giorni e nel corso del tempo lanceremo un programma di iniziative”.
(Adnkronos) - Nel 2025 i disastri naturali hanno causato perdite significative in tutto il mondo: complessivamente, i danni ammontano a circa 224 miliardi di dollari americani, di cui circa 108 miliardi sono stati coperti dagli assicuratori. E' quanto rivela il report di Munich Re, stando al quale il 2025 si aggiunge così alla lista, sempre più lunga, degli anni in cui le perdite assicurate hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari, nonostante le perdite siano state inferiori rispetto all'anno precedente. Nel 2024, le perdite complessive al netto dell'inflazione ammontavano a 368 miliardi di dollari, di cui 147 miliardi erano stati assicurati. Le catastrofi meteorologiche hanno rappresentato il 92% di tutte le perdite del 2025 e il 97% delle perdite assicurate. Circa 17.200 persone hanno perso la vita in disastri naturali in tutto il mondo, un numero significativamente superiore a quello dell'anno precedente (circa 11.000), ma inferiore alla media decennale di 17.800 e alla media trentennale di 41.900. Stando all'analisi, nel 2025, il quadro generale è allarmante per quanto riguarda le inondazioni, le violente tempeste convettive e gli incendi boschivi. Un impatto crescente a lungo termine è attribuito a tali pericoli non di picco, che hanno portato a perdite totali pari a 166 miliardi di dollari lo scorso anno, di cui circa 98 miliardi erano assicurati. La distruzione causata da questi pericoli è stata superiore alle medie corrette per l'inflazione degli ultimi 10 e 30 anni (perdite complessive: 136 miliardi di dollari/90 miliardi di dollari; perdite assicurate: 60 miliardi di dollari/33 miliardi di dollari). "Alla luce di queste perdite estreme, è chiaro che nel 2025 il mondo è stato risparmiato da perdite potenzialmente molto più gravi solo per puro caso. Ciò vale in particolare per il fatto che nessun uragano ha colpito il territorio continentale degli Stati Uniti, sebbene vi si siano verificate forti tempeste", sottolinea lo studio. Gli incendi boschivi che hanno colpito l'area di Los Angeles nel mese di gennaio hanno costituito di gran lunga il disastro naturale più costoso dell'anno. Una combinazione pericolosa di siccità e forti venti invernali ha creato le condizioni ideali per lo sviluppo degli incendi. Le perdite complessive sono state pari a circa 53 miliardi di dollari, comprese le perdite assicurate per circa 40 miliardi di dollari. Si tratta del disastro causato da incendi boschivi più costoso mai registrato. Il secondo disastro naturale più costoso dell'anno in termini di perdite complessive è stato il forte terremoto di magnitudo 7,7 in Myanmar. In termini di danni assicurati, i violenti temporali che hanno colpito per diversi giorni gli Stati centrali e meridionali degli Stati Uniti nel mese di marzo hanno causato il secondo disastro naturale più costoso del 2025. Il 2025 per l'Europa ha visto perdite dovute a catastrofi naturali pari a circa 11 miliardi di dollari americani, di cui circa la metà era assicurata (media decennale: 35 miliardi di dollari/12 miliardi di dollari). Per Tobias Grimm, capo climatologo di Munich Re, "il riscaldamento globale aumenta la probabilità di catastrofi meteorologiche estreme. Dato che il 2025 è stato un altro anno molto caldo, gli ultimi 12 anni sono stati i più caldi mai registrati. I segnali di allarme persistono. Infatti, nelle circostanze attuali, il cambiamento climatico può peggiorare ulteriormente”. “L’anno è iniziato in modo difficile, con perdite molto elevate causate dagli incendi boschivi a Los Angeles. Solo per pura fortuna gli Stati Uniti sono stati risparmiati dagli uragani nel 2025. Tuttavia, il Paese è ancora al primo posto nelle statistiche sui sinistri, a causa della tendenza crescente a danni molto ingenti causati da pericoli non di picco. Dobbiamo essere realistici: adattarsi a questi rischi è essenziale. In linea con la nostra nuova strategia pluriennale Ambition 2030, Munich Re è pronta a mettere in campo la propria competenza e solidità finanziaria per assumersi ancora più rischi legati alle catastrofi naturali e rafforzare la rete di sicurezza assicurativa per l'economia globale", afferma Thomas Blunck, Member of the Board of Management.