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(Adnkronos) - Donald Trump vuole la Groenlandia. Gli Stati Uniti, però, non vogliono l'isola. Tre quarti dei cittadini statunitensi si dichiarano contrari al tentativo Usa di assumere il controllo del territorio autonomo controllato dalla Danimarca, "indicando che la spinta del presidente Donald Trump per espandere l'America incontra forti resistenze nell'opinione pubblica". Sono i risultati di un nuovo sondaggio dell'emittente statunitense Cnn, secondo cui solo il 25% dei cittadini è favorevole a prendere il controllo del territorio danese. "Persino i sostenitori del presidente sono quasi equamente divisi, con il 50% dei repubblicani e degli indipendenti di area repubblicana che dichiara di sostenerlo e il 50% che si oppone", mentre democratici e indipendenti di area democratica "sono profondamente contrari alla mossa, con il 94% di contrari complessivi, compreso l'80% che afferma di opporsi con forza". L'idea non convince nemmeno gli indipendenti che non esprimono preferenze per nessuno dei due partiti: circa 8 su 10 sono contrari. Il sondaggio rileva anche uno scarso interesse per una politica di espansionismo statunitense più ampia, in un momento in cui Trump festeggia la cattura dell'ex presidente venezuelano Nicolas Máduro e minaccia di intervenire contro l'Iran per la violenta repressione delle proteste di piazza. "Quasi sei americani su dieci temono che Trump si sia spinto troppo oltre nel cercare di espandere il potere dell'America su altri Paesi. Solo un terzo pensa che i suoi sforzi in tal senso siano stati adeguati. E la maggior parte (55%) afferma che il presidente si è già spinto troppo oltre nell'usare l'esercito statunitense per raggiungere i suoi obiettivi", con una quota crescente (57% ora contro il 53% la scorsa estate) che sostiene che le decisioni di politica estera di Trump in questo mandato abbiano danneggiato la posizione degli Usa nel mondo. Il sondaggio Cnn registra divisioni in merito all'intervento militare Usa in Venezuela: il 52% si oppone alla decisione di intraprenderlo, mentre il 48% è favorevole. "È emersa una diffusa preoccupazione per la stabilità del governo venezuelano e la sensazione che l'esercito statunitense sarà coinvolto per molto tempo", rileva l'emittente, sottolineando che si registra una più ampia opposizione (58%) al tentativo statunitense di controllare le azioni del governo in Venezuela ora che Maduro è stato rimosso. "Su tale questione, la forte opposizione supera il forte sostegno: 31% contro 13%". Secondo l'indagine, la maggioranza degli intervistati non è fiduciosa riguardo al fatto che l'azione Usa possa tradursi in un governo stabile in quel Paese tra un anno, e due terzi ritengono probabile che un dispiegamento a lungo termine di truppe statunitensi sul posto sia una conseguenza probabile. "Le opinioni di parte sull'azione militare iniziale in Venezuela sono speculari: l'80% dei democratici e degli indipendenti di area democratica si oppone all'azione, mentre l'80% dei repubblicani e degli indipendenti di area repubblicana la sostiene. Tuttavia, i democratici sono più fermamente contrari agli sforzi degli Usa per controllare il governo del Venezuela dopo la rimozione di Maduro e più allineati nella loro visione sull'uso dei militari da parte di Trump e sui tentativi di espandere il potere americano su altri Paesi. La maggioranza degli americani di area democratica (58%) si oppone con forza agli sforzi per controllare il governo venezuelano, mentre solo il 28% degli americani di area repubblicana si sente fortemente a favore". I risultati suggeriscono anche che la maggior parte degli statunitensi vede l'accesso di Washington al petrolio venezuelano e una dimostrazione della potenza militare Usa come fattori chiave nella decisione di agire in Venezuela, mentre meno persone considerano fattori determinanti alcune delle ragioni dichiarate dal governo per l'azione, come portare Maduro a processo negli Usa o ridurre il traffico di droga verso il Paese. Infine, riporta la Cnn, solo il 26% crede che migliorare la vita del popolo venezuelano sia stato un fattore principale nella decisione degli Usa.
(Adnkronos) - L’Università degli Studi Guglielmo Marconi ha sottoscritto con Fondazione Doppia Difesa Onlus il protocollo di intesa 'Ricomincio da me', un accordo finalizzato al sostegno delle donne vittime di violenza e alla promozione di iniziative di prevenzione culturale rivolte ai giovani. L’intesa individua nella formazione universitaria uno strumento concreto per favorire autonomia, inclusione e reinserimento sociale. In questo ambito, UniMarconi metterà a disposizione fino a dieci borse di studio per corsi di laurea triennale e master di primo livello, destinate a donne che ricevono o hanno ricevuto assistenza legale e psicologica da Doppia Difesa. L’obiettivo è offrire loro una reale possibilità di ripartenza attraverso l’accesso allo studio, favorendone l’inserimento professionale e accompagnandole verso il raggiungimento dell’indipendenza economica. Accanto al sostegno individuale, l’intesa si muove sul terreno della prevenzione culturale. Sono in programma attività di sensibilizzazione rivolte alla comunità studentesca, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sulle diverse forme di violenza contro le donne, anche tenendo conto del fatto che i dati più recenti rivelano un aumento significativo delle violenze sessuali subite da ragazze molto giovani. Il contesto nazionale conferma la portata del problema. In Italia la violenza di genere si manifesta prevalentemente all’interno delle relazioni affettive e può essere fisica, psicologica ed economica. Proprio la mancanza di autonomia finanziaria rappresenta uno dei principali fattori di vulnerabilità, rendendo più difficile per molte donne uscire da situazioni di abuso. La violenza contro le donne è riconosciuta, anche a livello europeo, come una forma di discriminazione strutturale, legata a disuguaglianze di potere ancora radicate. In questo quadro, la sensibilizzazione ha un ruolo strategico per intervenire sulle cause profonde del fenomeno e favorire un cambiamento culturale duraturo. "Il contrasto alla violenza di genere rappresenta un tema che UniMarconi, quale ente non profit, considera di fondamentale rilevanza, sia in relazione alla storica e significativa presenza femminile all’interno della propria comunità accademica e studentesca, sia per la funzione socioculturale che l’ateneo è chiamato a svolgere come istituzione accreditata", ha dichiarato Alessio Acomanni, presidente dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi. "Con questa iniziativa l’Ateneo, già da anni impegnato nel sociale, offre gratuitamente un contributo serio e strutturato per la formazione universitaria a donne coinvolte in complessi percorsi di recupero dalla violenza, uno strumento quindi concreto ed efficace per la costruzione di percorsi di autonomia e di reinserimento professionale". "Doppia Difesa opera per proteggere le vittime di violenza, ma è molto attiva anche nella prevenzione, con iniziative di vario genere: per aumentare il livello di autonomia ed emancipazione delle donne; per accrescere la consapevolezza della gravità del fenomeno attraverso la sensibilizzazione; per diffondere informazioni sugli strumenti di tutela e per promuovere il superamento di stereotipi di ruolo”, ha spiegato Michelle Hunziker, presidente di Fondazione Doppia Difesa Onlus. “Con questo protocollo vogliamo favorire la ricostruzione dei percorsi di vita delle vittime di violenza, che aiutiamo sul piano legale e/o psicologico, e rinsaldare nelle giovani generazioni la cultura del rispetto, favorendo il superamento di stereotipi che possono ostacolare gli stessi percorsi professionali”.
(Adnkronos) - Anche per queste festività, fra dicembre 2025 e gennaio 2026, è previsto un aumento degli imballaggi conferiti in raccolta differenziata dai cittadini italiani. Le prime stime Conai indicano, come per gli anni passati, una crescita dei flussi a fine vita: per plastica e vetro gli incrementi nei conferimenti potrebbero oscillare tra il 4% e il 7%, mentre per la carta l’aumento potrebbe localmente raggiungere punte del 10%. "Le analisi a campione, confrontando i dati degli anni precedenti con le previsioni fornite dai gestori di alcune città italiane, porta a delineare questo scenario - spiega Fabio Costarella, vicedirettore generale Conai - La situazione economica del Paese resta eterogenea e non è semplice prevedere se l’andamento sarà più o meno forte. Ma un aumento dei consumi tra dicembre e gennaio resta fisiologico e rende ragionevole attendersi anche un incremento dei conferimenti in raccolta differenziata. Le previsioni di Confcommercio indicano, ad esempio, che per i soli regali natalizi ogni italiano spenderà in media 211 euro: un incremento dei consumi che porta con sé una maggiore quantità di imballaggi". Come avviene ogni anno, a crescere saranno soprattutto gli imballaggi in carta e cartone, in particolare scatole per spedizioni, confezioni di prodotti natalizi e carta regalo, ma anche quelli in plastica, come film, involucri, vaschette e imballaggi alimentari. Per quanto riguarda il vetro, l’aumento riguarderà soprattutto bottiglie di vino, spumante e liquori, tipiche del periodo delle feste. "In alcuni territori le percentuali potrebbero risultare anche superiori alle nostre stime - prosegue Costarella - Negli ultimi anni l’incertezza economica e i cambiamenti nei consumi hanno reso più complessa l’attività previsionale, ma resta fondamentale che i cittadini conferiscano correttamente gli imballaggi. Il sistema Paese è in grado di gestire senza criticità questi volumi, a condizione che la qualità della raccolta rimanga elevata". Proprio per questo, durante le festività è importante prestare particolare attenzione a come si differenziano i rifiuti. La carta utilizzata per avvolgere i regali è riciclabile e va conferita nella raccolta di carta e cartone, così come le confezioni esterne di pandoro e panettone. Gli scontrini, salvo indicazioni diverse riportate sul retro, devono invece essere gettati nell’indifferenziato perché realizzati in carta chimica. Ma anche carta oleata e carta da forno non sono riciclabili se non espressamente indicato e non vanno conferite con la carta. E ancora: addobbi natalizi, pirofile in vetro borosilicato e ceramiche non devono essere conferiti con gli imballaggi in vetro perché comprometterebbero la qualità della raccolta. Anche i bicchieri di cristallo rotti vanno buttati nell’indifferenziato. "Il cristallo contiene piombo, e pochi frammenti di cristallo compromettono grandi quantità di vetro riciclabile", spiega Fabio Costarella. Le scatole in legno utilizzate per confezionare bottiglie di vino o liquori devono invece essere portate alle isole ecologiche. Infine, per la plastica, giocattoli rotti e oggetti che non sono imballaggi non vanno inseriti nella raccolta differenziata, ma conferiti nel rifiuto indifferenziato o portati nei centri di raccolta. Tutti gli imballaggi in plastica devono essere svuotati prima del conferimento, mentre quelli flessibili è consigliabile schiacciarli per ridurre il volume. "È bene rimuovere le etichette coprenti dai flaconi o dalle bottiglie -aggiunge Costarella - e conferire poi in raccolta differenziata sia l’etichetta sia il flacone o la bottiglia. È un aiuto ai riciclatori, che potranno così gestire meglio gli imballaggi in fase di preparazione per recupero e riciclo". "Con un tasso di riciclo degli imballaggi superiore al 76%, l’Italia si colloca stabilmente tra i Paesi di riferimento in Europa nel campo dell’economia circolare - conclude Fabio Costarella. - Il mantenimento e il rafforzamento di questo risultato richiedono un impegno costante e condiviso, anche nei periodi caratterizzati da un aumento dei consumi. Una corretta raccolta differenziata consente di valorizzare le risorse, sostenere gli obiettivi di sostenibilità e consolidare un modello che il Paese ha progressivamente costruito nel tempo".