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(Adnkronos) - La reazione allergica a un alimento o a un farmaco può essere fatale. Così è stato per una studentessa americana a Roma che avrebbe mangiato un panino in un ristorante in via Giovanni de Agostini, in zona Pigneto, ma, a causa di una reazione allergica, avrebbe iniziato a sentirsi male poco dopo. La ragazza, una studentessa Erasmus di 21 anni, è morta nonostante due dosi di cortisone e il soccorso dei sanitari del 118 che per 30 minuti le hanno praticato il massaggio cardiaco. Ma non è l'unico caso. Tra quelli più recenti c'è il caso di una giovane turista inglese di 14 anni morta a Roma il 24 ottobre scorso, anche lei per uno shock anafilattico dopo che, in vacanza con i genitori, ha mangiato un dessert in un ristorante. La giovane era allergica alle arachidi e il dolce conteneva tracce di frutta secca. A nulla sono valsi i rapidi soccorsi e il trasferimento all’ospedale San Camillo di Roma, dove la ragazza è deceduta per le conseguenze fatali dell’anafilassi. Il 13 novembre 2024 invece è morto a Ferrara un giovane di 29 anni, originario di Lecce. Il ragazzo, che viveva nella città emiliana per motivi di lavoro e di studio, accusava sintomi influenzali da alcuni giorni e dopo aver assunto farmaci da banco è andato a dormire. E' stato ritrovato cianotico dal coinquilino ed è deceduto a causa di una probabile reazione allergica a farmaci. Ancora a Roma, il 5 dicembre 2024, una bambina di 9 anni è morta per una reazione allergica a un piatto di gnocchi. Era allergica al frumento e a nulla sono valsi i tentativi di rianimarla del Policlinico Casilino, prima, e del Gemelli poi.
(Adnkronos) - "Nutrire il futuro è la visione di Cirfood, il nostro modo di fare impresa, significa nutrire lo star bene, il well-being delle centinaia di migliaia di persone che ogni giorno siedono nelle nostre tavole. Solo nella ristorazione aziendale noi cuciniamo 30 milioni di pasti ogni anno, su 100 milioni totali, e sono 100.000 le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno serviamo con cultura e professionalità". Lo ha detto Chiara Nasi, presidente di Cirfood, intervenendo all'evento 'Nutrire il benessere. Il valore della ristorazione aziendale', in corso oggi al Cirfood District.
(Adnkronos) - Una ventina di studenti questa mattina hanno visitato gli impianti di Acea della Fontana di Trevi, a Roma. "Questa visita fa parte del progetto Acea Scuola, che coinvolge a livello nazionale 11mila ragazzi a cui viene fatta una formazione sul ciclo dell’acqua - spiega Claudio Cosentino, presidente di Acea Ato 2 - Poi viene data la possibilità di visitare gli impianti del gruppo come depuratori, sorgenti, acquedotti. In questo caso una delle meraviglie della città, la Fontana di Trevi, di cui Acea si occupa della gestione dell’impianto idrico". "Fondamentale scoprire l’importanza dell’acqua e diffonderne la cultura, perché questo elemento essenziale ha dietro un grande lavoro e impegno industriale per portare l’acqua dalla natura fino alle nostre case e poi restituirla in maniera sicura, in quantità e in qualità. È necessario comprendere lo sforzo che c’è dietro e tutto il lavoro che deve essere fatto per rendere questo sostenibile nel tempo e anche pensando alle generazioni che verranno", aggiunge.