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(Adnkronos) - "Mi sono resa conto di essere davvero forte". Così Carolyn Smith ospite oggi, domenica 1 febbraio, a Verissimo ha tracciato un bilancio degli ultimi 10 anni della sua vita, segnati dalla lotta contro il tumore al seno, diagnosticato nel 2015. La giurata di Ballando con le stelle ha confessato nel salotto di Silvia Toffanin uno dei momenti più drammatici dello scorso anno: "Prima di partire in vacanza avevo fatto una TAC e una PET. Mi hanno richiamato per darmi brutte notizie: si erano riattivati tre punti. Uno l'abbiamo eliminato perché era un'infiammazione, un altro invece si è attaccato alla costola". Smith ha raccontato di aver ricominciato a fare radioterapia per combattere nuovamente il tumore: "Ho iniziato la cura in una nuova struttura medica e ho dovuto ricontrollare tutte le analisi e i referti medici degli ultimi 10 anni. In quel momento mi sono resa conto di essere davvero forte, ho capito per la mia prima volta tutto quello che ho fatto in questi dieci anni". Ricominciare la radioterapia non è stato facile: "È stato devastante, ho dovuto fare 30 sedute, 2 al giorno. Il primo giorno è stato terribile, ho avuto un attacco di panico", ha spiegato Smith che non ha alcuna intenzione di arrendersi: "Il tumore mi ha cambiato la vita, ho imparato davvero tante lezioni".
(Adnkronos) - Con l’arrivo nelle sale italiane il 12 febbraio, l’atteso film di Emerald Fennell, ‘Cime Tempestose’, diventa uno dei pilastri della campagna globale di VisitBritain 'Starring Great Britain', puntando i riflettori sullo Yorkshire e trasformando i luoghi reali che hanno ispirato Emily Brontë in una destinazione imperdibile per il pubblico cinematografico. Da Warner Bros. Pictures e dalla regista premio Oscar Emerald Fennell, arriva una reinterpretazione audace e originale della storia di Cathy (Margot Robbie) e Heathcliff (Jacob Elordi). La loro passione travolgente prende vita tra le brughiere della Gran Bretagna, in un’epica narrazione di desiderio e follia. “Le nostre ricerche mostrano che più di nove turisti potenziali su dieci desiderano visitare i set cinematografici e televisivi reali presenti nelle nostre vivaci destinazioni e nei nostri paesaggi straordinari. 'Cime Tempestose', l’attesissimo film con Margot Robbie e Jacob Elordi, offre opportunità eccezionali per sfruttare il potente richiamo del turismo cinematografico e portare in primo piano l’incredibile offerta turistica dello Yorkshire. Con il ruolo di primo piano che le località delle Yorkshire Dales rivestono nel film, i visitatori saranno ispirati a esplorare di persona questi luoghi spettacolari", ha dichiarato la Ceo di VisitBritain, Patricia Yates. “Attraverso film e serie Tv, la nostra campagna invita le persone a immaginarsi qui e a prenotare subito un viaggio in Gran Bretagna, generando così spesa turistica nelle economie locali. Non vediamo l’ora di stendere il tappeto rosso nel West Yorkshire per i futuri ‘set jetters’ quando Cime Tempestose arriverà nelle sale cinematografiche”, ha aggiunto. VisitBritain ha condiviso i risultati della fase iniziale della sua campagna globale 'Starring Great Britain', che sta utilizzando il potente richiamo del turismo cinematografico per ispirare le visite alle nazioni e alle regioni di oggi. Si stima che la campagna abbia generato 217 milioni di sterline di spesa aggiuntiva da parte dei visitatori internazionali dal suo lancio. Ciò significa che, per ogni sterlina investita nella campagna, i visitatori hanno speso 20 sterline in più in Gran Bretagna. Lanciata in collaborazione con studi cinematografici e televisivi internazionali, la campagna promuove anche le industrie creative britanniche. Il film non è solo una produzione cinematografica, ma un omaggio ai paesaggi selvaggi del Nord dell'Inghilterra. La campagna 'Starring Great Britain' guida i fan alla scoperta delle location chiave dello Yorkshire che hanno fatto da sfondo alle riprese, sia legate alla vita delle sorelle Brontë. A cominciare da Haworth e il Brontë Parsonage Museum: il borgo di Haworth, con le sue strade acciottolate, resta il fulcro del mito;il museo, antica dimora della famiglia Brontë, ha offerto ispirazione per la ricostruzione scenografica degli interni curata dalla candidata all’Oscar Suzie Davies. Ancora, Thornton e il Brontë Birthplace: il tour sulle tracce del film tocca anche la casa natale delle sorelle Brontë a Thornton, recentemente restaurata, che rappresenta l'inizio del viaggio letterario e cinematografico. Poi, Yorkshire Moors e Yorkshire Dales National Park: le riprese in esterna hanno sfruttato la bellezza cruda e incontaminata delle Yorkshire Moors e le valli spettacolari dello Yorkshire Dales National Park. Questi parchi nazionali, con i loro orizzonti infiniti, sono i veri co-protagonisti del film, catturati dalla fotografia di Linus Sandgren. I protagonisti Margot Robbie e Jacob Elordi guidano un cast stellare che include anche la candidata all’Oscar Hong Chau, Shazad Latif, Alison Oliver, il vincitore del Bafta Martin Clunes e Ewan Mitchell. La produzione, che vede coinvolte Margot Robbie e Josey McNamara per LuckyChap Entertainment, ha collaborato con i partner creativi storici della Fennell, tra cui la costumista Jacqueline Durran e la montatrice Victoria Boydell. La colonna sonora, arricchita dalle canzoni originali di Charli Xcx, amplifica l'energia moderna di questa rilettura classica. Warner Bros. Pictures e Mrc presentano una produzione Lie Still & LuckyChap Entertainment. Distribuito da Warner Bros. Pictures, ‘Cime Tempestose’ è uno dei titoli più attesi del listino 2026 di Warner Bros. Pictures. Su VisitBritain.com sono disponibili itinerari esclusivi che mettono in relazione le scene del film con le location reali, permettendo di scoprire come il patrimonio culturale dello Yorkshire continui a ispirare alcune delle più grandi visioni cinematografiche contemporanee. La sezione propone una serie di itinerari tematici basati sui generi cinematografici (dal Romanticismo al Fantasy, dall’Azione all’Avventura), con l’obiettivo di invitare i visitatori a personalizzare e arricchire il proprio viaggio, esplorando destinazioni regionali meno note e prolungando la durata del loro soggiorno.
(Adnkronos) - L’Italia presenta un significativo divario di copertura dei rischi. E sui nuovi rischi sociali e catastrofali, legati al cambiamento climatico, ha livelli di protezione nettamente inferiori alla media europea e Ocse. È questo il quadro che emerge dal workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', dove la Fondazione Grins - Growing Resilient, INclusive and Sustainable, con le Università di Napoli Federico II e Università Ca’ Foscari Venezia, Ania e Eief, ha presentato studi e approfondimenti sul tema. Sul fronte dei rischi sociali di lungo periodo, come la non autosufficienza, la copertura assicurativa privata è marginale ma soprattutto emerge che meno di 4 italiani su 10 conoscono strumenti assicurativi dedicati e la protezione resta affidata quasi interamente alla famiglia e alla spesa pubblica, che copre solo una parte dei costi effettivi. Per i rischi climatici e naturali, il quadro è ancora più critico, solo una quota minima delle famiglie è assicurata contro alluvioni, terremoti e frane e tra le imprese, solo il 7% risulta coperto contro le calamità naturali, ma quello che più colpisce è che oltre l’80% delle microimprese non dispone di alcuna protezione. E le microimprese sono oltre il 99% delle imprese italiane. L’Italia è uno tra i Paesi più esposti d’Europa a eventi estremi e con una popolazione in rapido invecchiamento, la sottoassicurazione è evidente, con conseguente aumento di costi economici e sociali e della dipendenza da interventi pubblici emergenziali. Nel workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', che ha riunito economisti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, Grins ha presentato nuove evidenze empiriche per comprendere perché la copertura resti così bassa e individuare possibili indicazioni di policy per rafforzare la resilienza del Paese. Al centro dei lavori, tre studi. Il punto di partenza poggia sul modello storicamente centrato sui rischi 'tradizionali' che deve essere innovato in quanto sempre meno adeguato a una società caratterizzata da invecchiamento demografico, cambiamento climatico e maggiore esposizione a shock sistemici. Il primo studio Grins analizza la disponibilità degli individui a pagare per l’assicurazione contro la non autosufficienza (Long-Term Care), utilizzando un esperimento su un campione rappresentativo della popolazione italiana. I risultati hanno scattato la seguente fotografia: la consapevolezza dei costi e dei rischi della non autosufficienza è molto limitata; fornire informazioni corrette su probabilità e costi aumenta la disponibilità a contribuire di circa il 15%, pari a circa 3 euro mensili in più; l’effetto è particolarmente forte tra i soggetti inizialmente meno informati, come donne e individui senza coperture assicurative; su scala nazionale, ne emerge un potenziale di raccolta pari a circa un terzo della spesa pubblica attuale per la long-term care, segnalando ampi margini per un ruolo complementare dell’assicurazione privata. Il secondo lavoro Grins esamina la propensione dei cittadini a sostenere finanziariamente politiche di prevenzione contro i rischi idrogeologici, sempre più frequenti. L’analisi evidenzia che oltre metà degli individui è favorevole, in linea di principio, a contribuire a un fondo pubblico per la prevenzione. La diffusione di informazioni sugli impatti umani ed economici delle catastrofi naturali aumenta di circa 9 punti percentuali la probabilità di adesione. La disponibilità a pagare cresce in media di circa 25-30 euro all’anno per individuo. Tuttavia, la percezione del rischio di 'free riding' e della mancata partecipazione altrui può ridurre il sostegno. Nel complesso, una campagna informativa strutturata potrebbe generare fino a 250-270 milioni di euro aggiuntivi l’anno per la prevenzione, mostrando come informazione e fiducia collettiva siano determinanti cruciali. Il terzo contributo Grins analizza la copertura assicurativa delle imprese italiane contro i rischi catastrofali naturali, combinando dati Ania, informazioni geografiche sui rischi fisici e dati di bilancio. I risultati indicano una copertura particolarmente bassa tra micro e piccole imprese, che sono anche le più vulnerabili; esiste un forte disallineamento tra rischio fisico effettivo e decisione di assicurarsi in quanto l’esposizione a rischi sismici o idraulici aumenta la probabilità di copertura, ma in misura molto limitata. Fattori dimensionali, settoriali e territoriali contano più del rischio oggettivo. L’analisi conferma l’esistenza di un persistente 'protection gap', che rende le imprese italiane esposte a shock potenzialmente sistemici. La legge appena entrata in vigore di obbligo catastrofale per le aziende italiane introdotta nella legge di bilancio 2024 dovrebbe aiutare a ridurre il gap. Dallo studio emerge prepotentemente l’esposizione delle piccole imprese su cui va posto un ombrello protettivo, perché costituiscono la componente largamente prevalente del tessuto imprenditoriale italiano e rappresentano l’ossatura portante di molte realtà più grandi. Nel loro insieme, i lavori presentati mostrano che la sottoassicurazione in Italia non dipende solo da vincoli di reddito o di offerta, ma anche da scarsa consapevolezza dei rischi; aspettative di intervento pubblico ex post, non considerando la potenziale crescita del debito pubblico o l’eventuale richiesta sotto forma di accise o eventuali prelievi per i casi più estremi; problemi di coordinamento e fiducia; limitata cultura assicurativa in tutta la sua interezza. Le evidenze Grins suggeriscono la necessità di rafforzare politiche di informazione e prevenzione; sviluppare schemi assicurativi pubblico-privati ma soprattutto offrono spunti per nuove azioni. “Il workshop conferma il valore della ricerca economica applicata nel supportare scelte di policy basate su evidenze. Il progetto Pnrr Grins ha contribuito al dibattito su come rafforzare la resilienza economica, sociale e finanziaria dell’Italia di fronte ai nuovi rischi offrendo evidenze e spunti di riflessione per nuove policy”, afferma Tullio Jappelli, Università di Napoli Federico II e coordinatore del gruppo di ricerca Grins dedicato alla resilienza delle famiglie. Per Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e coordinatrice del gruppo di ricerca Grins sui temi di finanza sostenibile, "il contributo informativo e di analisi del progetto Grins favorisce la riflessione su come promuovere meccanismi innovativi di gestione dei nuovi rischi, valutando non solo incentivi mirati ma strumenti mutualistici e soprattutto sottolineando la necessità di integrare assicurazione, prevenzione e adattamento climatico in una strategia coerente e comune”.