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(Adnkronos) - "L'operazione è conclusa. Il paziente è sopravvissuto e sta guarendo". Donald Trump in versione chirurgo nel primo post sul social Truth dopo il varo dei dazi reciproci nei confronti di tutti i paesi con cui gli Stati Uniti hanno relazioni commerciali. Il presidente, nonostante le turbolenze dei mercati e le reazioni veementi dei partner commerciali, rivendica la validità dell'operazione e scommette su risultati estremamente positivi. "La prognosi è che il paziente sarà molto più forte, più grande, migliore e più resiliente che mai. Rendiamo l'America di nuovo grande", dice Trump. Più articolata la posizione che il vicepresidente JD Vance espone in un'intervista a Fox News. La svolta, dice, "rappresenta un grande cambiamento necessario contro l'economia globalista che ha portato gli Stati Uniti ad accumulare un deficit ingente per acquistare prodotti da altri paesi. Il presidente Trump sta portando questa economia in una direzione differente. L'ha promesso e lo sta facendo. E' un grande cambiamento, era necessario", ribadisce. Vance evidenzia che gli effetti dell'operazione non si concretizzeranno in tempi brevi. "Vorrei che venisse evidenziato che non sistemeremo tutto dal giorno alla notte, non succederà immediatamente", dice il vicepresidente. I dazi provocheranno un aumento dei prezzi? "L'amministrazione sa che le famiglie sono preoccupate e farà di tutto per mantenere i prezzi bassi". Dalla Casa Bianca, intanto, viene inviato un messaggio a Wall Street. "Direi di fidarsi del presidente Trump", dice la portavoce Karoline Leavitt. "Questo presidente sta rafforzando l'approccio economico già utilizzato nel suo primo mandato. E' una policy improntata al buon senso. Se gli altri paesi avessero voluto negoziare e fare ciò che è giusto, avrebbero avuto a disposizione 70 anni. Invece, hanno derubato i lavoratori americani. Il presidente Trump ha espresso in maniera totalmente chiara quale politica avrebbe attuato", prosegue. Indietro non si torna. "Il presidente ha detto chiaramente che non è una negoziazione, questa è un'emergenza nazionale. E' sempre stato disponibile a rispondere alle telefonate, ieri ha spiegato per quale motivo stiamo agendo in questo modo".
(Adnkronos) - In un mercato del lavoro sempre più competitivo, attrarre e trattenere i talenti è una delle sfide principali per le aziende italiane. Ogni dimissione non solo comporta costi di sostituzione e formazione, ma ha anche un impatto negativo sul morale e sulla produttività del team. Secondo uno studio della Society for human resource management (Shrm), ogni volta che un'impresa sostituisce un dipendente, spende in media una somma equivalente a 6-9 mesi di stipendio del lavoratore uscente. Ad esempio, per un manager con uno stipendio annuale di 60.000 dollari, ciò si traduce in costi aggiuntivi compresi tra 30.000 e 40.000 dollari per attività di ricerca e formazione del nuovo personale Come evitarlo? "Grazie a una gestione efficace dei talenti, si incrementa la produttività aziendale, con un impatto diretto sulla redditività dell'impresa. Motivare le persone con un piano di carriera su misura le coinvolge profondamente, aumentando il loro livello di commitment e migliorando così le loro performance", spiegano Giacomo Marchiori, Ismet Balihodzic e Andrea Raimondo, founder di Talentware (https://www.talentware.ai/) piattaforma basata sull'intelligenza artificiale che consente alle organizzazioni di identificare, sviluppare e sfruttare le competenze dei dipendenti. Grazie a un algoritmo avanzato di analisi predittiva, Talentware supporta i team hr in ogni fase del ciclo di vita del talento: dalla selezione all’onboarding, dallo sviluppo professionale alla pianificazione della successione. Un approccio che può contribuire a ridurre il turnover e i relativi costi, migliorando al contempo la produttività e il morale dei dipendenti. La piattaforma di skill-based talent management, prima nel suo genere in Italia, permette di passare da un modello basato sui ruoli a una skill-based organization, dove le competenze effettive delle persone sono al centro di ogni decisione strategica. Grazie a un sistema Ai avanzato, Talentware consente di associare i dipendenti ai ruoli più adatti in base al loro compatibility score, riducendo il turnover e ottimizzando la gestione delle risorse umane. Dell’argomento, i founder ne parlano anche nella loro recente pubblicazione sull’uso dell’ai nel talent management, dove spiegano che “Questo strumento permette alle aziende di fare scelte più mirate nella selezione e nel posizionamento dei talenti, minimizzando il rischio di obsolescenza delle competenze e anticipando le necessità di leadership” spiega Ismet Balihodzic, founder e cpo di Talentware "Le aziende non possono più permettersi di perdere talenti chiave per mancanza di strategie mirate. L’analisi predittiva consente di intercettare i segnali di malcontento prima che si trasformino in dimissioni e di intervenire in modo proattivo", proseguono i tre co-founder. A tal proposito, i founder di Talentware illustrano tre strategie di talent management per ridurre il turnover. Innanzitutto anticiparlo, con l’intelligenza artificiale al servizio della retention aziendale. Quindi individuare i segnali di rischio con l’Ai, prevenendo il turnover prima che accada. L’analisi predittiva può aiutare le aziende a identificare in anticipo i segnali di malcontento o disimpegno nei dipendenti. Monitorando parametri chiave come le performance, i feedback ricevuti, la durata nel ruolo e le candidature a posizioni interne, nonchè la formazione che il dipendente non svolge, è possibile individuare chi potrebbe essere a rischio di lasciare l’azienda. “Queste informazioni - spiegano i referenti di Talentware - consentono ai team hr di intervenire tempestivamente con azioni mirate, come proposte di sviluppo professionale o nuove opportunità interne, per trattenere i talenti chiave e garantire continuità operativa”. Secondo: dare valore alle competenze per aumentare la soddisfazione. Investire nello sviluppo delle persone è una delle leve più efficaci per migliorare l’engagement e ridurre il turnover. L’uso di dati e Ai permette di identificare i gap di competenze, proponendo percorsi formativi su misura che rispondano sia alle esigenze aziendali che alle aspirazioni individuali. “Quando i dipendenti vedono reali opportunità di crescita e acquisiscono nuove competenze in linea con il mercato - proseguono - la loro motivazione e fedeltà all’azienda aumentano, riducendo il rischio di abbandono e migliorando la produttività complessiva”. Migliore matching tra competenze e ruoli, con una gestione più efficiente delle risorse interne. Collocare le persone nei ruoli più adatti alle loro capacità e ambizioni porta benefici sia ai dipendenti che all’azienda. Grazie a un approccio basato sulle competenze, è possibile ottimizzare l’assegnazione delle risorse, migliorando la produttività e il livello di soddisfazione lavorativa. “L’analisi delle skill e delle esperienze professionali aiuta a individuare le opportunità di crescita interna - precisano - riducendo la necessità di nuove assunzioni e favorendo un utilizzo più strategico del capitale umano. Questo approccio non solo migliora la retention, ma rende anche l’organizzazione più agile e competitiva”.
(Adnkronos) - Nel 2025 su 63 spiagge sono oltre 56mila i rifiuti raccolti e catalogati, una media di 892 rifiuti ogni 100 metri. In vista della Giornata nazionale del mare (11 aprile), Legambiente dà il via alla 35esima edizione di Spiagge e Fondali puliti (4-6 aprile), la storica campagna dell'associazione dedicata al monitoraggio e alla pulizia dei rifiuti abbandonati lungo le coste della Penisola, quest’anno realizzata con il supporto di Sammontana in qualità di partner principale, e presenta la nuova indagine Beach Litter 2025, una delle più grandi campagne di citizen science, condotta su 63 spiagge campionate (quasi il doppio rispetto all’edizione del 2024, in cui erano state 33) in 13 Regioni. Nel 2025, su un’area complessiva di 196.890 mq, sono stati 56.168 i rifiuti raccolti e catalogati. Una media di 892 rifiuti ogni 100 metri lineari. Rispetto all’edizione del 2024, si registra un peggioramento del 'grado di pulizia' delle spiagge, calcolato per il secondo anno utilizzando il Clean Coast Index (Cci), un indicatore utilizzato a livello internazionale che stabilisce il livello di pulizia di una spiaggia sulla base della densità dei rifiuti presenti nelle aree campione monitorate: il 28% delle 63 spiagge monitorate risulta avere un Cci corrispondente ad un giudizio 'spiaggia sporca' o 'molto sporca' (nel 2024 il valore delle due categorie era stato del 6,6%). Diminuiscono rispetto al 2024 le spiagge 'molto pulite', che passano dal 42% al 27%, e le spiagge 'pulite', dal 24,2% al 14%. La plastica rappresenta il 77,9% degli oggetti rinvenuti su tutte e 63 le spiagge campionate (43.776 sui 56.168 totali). Seguono con l’8,3% gli oggetti in vetro/ceramica, il 4,3% carta e cartone, il 3,6% metalli e il 2,4% legno. Tornando alla categoria plastica, tra gli 'osservati speciali' i 10 prodotti in plastica monouso e reti e attrezzi da pesca e acquacoltura che, a tre anni dalla loro messa al bando dalla Direttiva Sup (Single Use Plastics), rappresentano ancora il 40,5% del totale dei rifiuti monitorati. I mozziconi di sigaretta rappresentano il 7,5% del totale dei rifiuti, una media di 7 ogni 10 metri lineari di spiaggia. I cotton fioc in plastica, messi al bando in Italia dal 2019, sono il 5,6% del totale. “Da trentacinque anni Legambiente, grazie ai volontari e alle volontarie dei Circoli e alla collaborazione con associazioni, istituzioni, cittadini e imprese, realizza un importante lavoro di citizen science, raccogliendo, monitorando e classificando i rifiuti dispersi sulle nostre spiagge, un lavoro che ha anticipato e contribuito a far nascere i monitoraggi istituzionali in Italia e nel Mediterraneo - dichiara Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente - Ma il nostro impegno va anche oltre, con tante iniziative di raccolta dei rifiuti per contrastare i loro effetti negativi sull’ecosistema marino costiero e sensibilizzare verso stili di vita più sostenibili e comportamenti responsabili. Particolarmente importante è, in tal senso, che tutti noi facciamo la nostra parte per ridurre l’utilizzo di prodotti usa e getta. Prodotti che, nonostante l’approvazione di una direttiva europea che ha fissato obiettivi ambiziosi per la loro riduzione e messa a bando, nel caso della plastica monouso, di fatto continuano ad essere venduti ed utilizzati a causa della mancata definizione normativa del concetto di riutilizzabile, come denunciato già dalla nostra Indagine del Cliente Misterioso appena pubblicata”. Nell’ambito della campagna Spiagge e Fondali puliti sono oltre 90 le iniziative in tutta Italia (di cui 76 aperte al pubblico) organizzate in 17 regioni (non solo costiere ma dell'entroterra, per la presenza di fiumi e laghi) da Legambiente e 78 dei suoi Circoli e Regionali, che rientrano tra le azioni che contribuiscono alla missione dell’Ue 'Restore our Ocean and Waters' per il 2030. Protagonisti centinaia di volontari e volontarie, tra cittadinanza, scuole, associazioni, aziende e amministrazioni comunali, equipaggiati di pinze raccogli-rifiuti e guanti.