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(Adnkronos) - Numero di passi e velocità. Sono i due fattori che incidono sull'efficacia dell'attività fisica più elementare, camminare. I benefici del movimento sulla salute, in linea generale, sono noti. Gli studi si concentrano su dettagli e variazioni sul tema, con indicazioni sempre più puntuali. Come quelle fornite dalla Società europea di cardiologia (Esc), che fissa parametri sulla base di ricerche e dati. Compiere più passi, anche al di sotto del limite dei 10mila, e camminare più velocemente riduce in maniera sensibile il rischio di problemi al cuore e di patologie cardiovascolari nei soggetti alle prese con la pressione alta. Il quadro è ricavato dall'analisi dei dati su 32.192 persone, caratterizzate da pressione alta, in uno studio pubblicato dall'European Journal of Preventive Cardiology. Ai soggetti coinvolti è stata diagnosticata l'ipertensione. Gli individui avevano un'età media di 64 anni e sono stati seguiti per quasi otto anni. Durante questo periodo si sono verificati 1.935 casi di problemi cardiaci o ictus. Il professor Emmanuel Stamatakis, direttore del Mackenzie Wearables Research Hub presso l'Università di Sydney, in Australia, ha supervisionato lo studio. "E' uno dei primi lavori a dimostrare una relazione tra il numero quotidiano di passi e i principali problemi cardiaci e vascolari. In sintesi, abbiamo scoperto che, se si soffre di pressione alta, più si cammina con maggiore intensità, minore è il rischio di futuri eventi cardiovascolari gravi", le parole dello scienziato. La ricerca considera un livello base di 2300 passi quotidiani e osserva che 1000 passi in più hanno un effetto evidente. In particolare, con il surplus quotidiano - fino ad arrivare alla soglia dei 10mila - il rischio complessivo si riduce del 17%. Nel dettaglio, i 1000 passi in più sono collegati ad un calo del rischio del 22% se si parla di insufficienza cardiaca, del 9% in relazione all'infarto e del 24% per l'ictus. Il rischio connesso all'ictus è l'unico che continua a scendere anche quando si prosegue oltre il limite di 10mila passi. Elemento non trascurabile: camminare per 30 minuti con un'andatura di circa 80 passi al minuto è stato associato ad una riduzione del 30% di problemi cardiovascolari in genere. I ricercatori hanno ottenuto risultati simili esaminando 37.350 persone con pressione regolare. Ogni aumento di 1.000 passi nel conteggio giornaliero dei passi ha portato a una riduzione media del rischio di problemi cardiovascolari, insufficienza cardiaca, infarto del miocardio e ictus rispettivamente del 20,2%, 23,2%, 17,9% e 24,6%. I dati sono rilevanti se si considera che circa 1,28 miliardi di persone in tutto il mondo soffrono di ipertensione, che aumenta il rischio di malattie cardiache (49%), ictus (62%) e insufficienza cardiaca (aumento del 77-89%). Lo studio in questione stabilisce parametri relativi all'attività fisica necessaria per vedere una riduzione del rischio di tali patologie. "I risultati - afferma Stamatakis - sostengono l'affermazione secondo cui ogni livello di attività fisica produce benefici, anche al di sotto del target di 10mila passi".
(Adnkronos) - Giurarsi amore eterno davanti a un piatto stellato? Perché no. Per festeggiare San Valentino al top, e incantare la 'dolce metà', la scelta migliore è sicuramente quella di concedersi una cena in uno dei migliori ristoranti. Ma quanto si arriva a spendere e cosa aspettarsi dalle cucine più blasonate? Ecco qualche esempio, su e giù per lo Stivale, per farsi un'idea e, soprattutto, per capire se il cuore val bene una cena. Volendo puntare ai massimi livelli, ci sono gli chef tristellati, spesso considerati inarrivabili, anche perché eternamente pieni, soprattutto per le serate speciali come questa. L'Atelier Moessmer di Norbert Niederkofler, a Brunico (Bz), offre un’esperienza pensata per celebrare l’amore in tutte le sue forme: un menu speciale accompagna gli ospiti in un percorso di gusto da vivere con lentezza, tra intimità e calore, dove ogni dettaglio è pensato per rendere questo giorno davvero unico. Nel menù, a 95 euro, Verza al forno ripiena, Risotto con blu di bufala e tartufo nero, e poi doppio secondo con Trota al caviale e zabaione salato e Vitello al pepe nero e barbabietole. Per assaporare la cucina dello chef Massimiliano Alajmo (3 stelle a Le Calandre di Rubano, Padova), si può optare per un altro dei suoi locali, Le Cementine di Roncade (Treviso), per un menù completo di San Valentino a 100 euro. Inutile, invece, lanciarsi nell'intero weekend da sogno proposto (con prezzo anch'esso da sogno) a Villa Crespi, con lo chef Antonino Cannavacciuolo, dove, oltre alla cena tristellata, è previsto anche un massaggio di coppia e un welcome bouquet in camera con Champagne e cioccolatini: è già sold-out. Intramontabile la proposta di Heinz Beck, sempre presente quando si tratta di occasioni speciali da trascorre nella sua Pergola al Rome Cavalieri, A Waldorf Astoria Hotel di Roma. Nel menù: fegato grasso d'anatra con carciofi e gel di amaretto, ricciola con sedano marinato ai profumi di rosa turca, melograno e cioccolato ossidato, astice su estratto di liquirizia, cuore di spinaci e fagioli borlotti, solo per citare i primi tre dei sette piatti in degustazione per 750 euro in due. Passando alle due stelle Michelin, l'offerta si allarga e spuntano idee interessanti al Sud. Nel suo ristorante La Madia di Licata (Ag), lo chef Pino Cuttaia non anticipa nulla, ma promette per la sera del 14 febbraio un menu esclusivo, creato appositamente "in occasione della celebrazione dell’amore" (la spesa per una menu degustazione mediamente va dai 150 ai 190 euro a persona). Il George Restaurant, primo due stelle Michelin 2026 di Napoli, presso il Grand Hotel Parker's, l'albergo più antico della città, ha in serbo un menù di quattro portate, più amuse bouche e dessert, firmato dallo chef Domenico Candela, a 167 euro a persona. Una serata speciale attende gli innamorati anche al Moma di Roma, una stella Michelin, che per San Valentino propone una serata all’insegna della seduzione giocosa. Lo chef Andrea Pasqualucci ha costruito un menu che si veste di rosso: tra giochi cromatici, note iodate, accenti floreali, carni opulente ammansite da bacche e frutti rossi e materie prime che si trasformano e travestono, il percorso si snoda in una rappresentazione allegorica di un amore che vive di equilibrio tra leggerezza e profondità, dall'Ostrica alla brace, margarita e aneto in apertura fino allo Yogurt di pecora e lamponi che chiude il percorso (costo 200 euro). Per la notte più romantica dell’anno, il Ristorante Serrae Villa Fiesole, 1 stella Michelin, invita gli innamorati a vivere un’esperienza sensoriale unica nella cornice dell'FH55 Hotel Villa Fiesole, sospesa tra alta cucina, panorama mozzafiato e intimità senza tempo. Lo chef Antonello Sardi firma un menù di San Valentino che celebra l’amore attraverso materie prime d’eccellenza, tecnica raffinata e un racconto gastronomico elegante e seducente (279 euro inclusi i vini). A Milano, ci si può regalare una cena da Cracco in Galleria (1 stella Michelin), dove il menu degustazione tradizionale parte dai 350 euro. Ma per San Valentino Carlo Cracco ha pensato di stupire con una serie di edizioni speciali di cioccolatini, fra baci, tavolette, combo, e persino un kit dolce e uno salato, con packaging nei colori dell'amore. E se l'amore si vuole festeggiarlo con dolcezza, in arrivo quattro creazioni firmate dal maestro pasticcere Vincenzo Faiella, di San Marzano sul Sarno (Sa) - semifreddo al rocher, cheesecake ai frutti di bosco, al cappuccino e mousse al tris di cioccolati - disponibili sia in monoporzione sia in formato torta, pensata per trasformare il regalo in un momento di condivisione.
(Adnkronos) - "Estrarre l’ultima goccia di olio dalle emulsioni oleose è la nostra missione quotidiana. La Bottari si occupa prevalentemente dalla nascita della raccolta e trasporto e lo smaltimento degli oli usati.” Così Davide Bottari, amministratore delegato di Bottari S.r.l, ha descritto a Roma l’attività della sua azienda, intervenendo alla presentazione della terza edizione del progetto di Legambiente “L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy”. L’incontro ha messo in luce le best practice italiane nella transizione ecologica e il ruolo delle imprese nazionali nell’implementazione di un’industria più sostenibile, innovativa e competitiva. “Ogni anno l’azienda raccoglie circa 60.000 tonnellate di emulsioni oleose, miscugli complessi di acqua e olio a bassa concentrazione, dai quali riesce a estrarre circa 7.000 tonnellate di olio, destinato alla rigenerazione industriale. Questo processo consente di evitare lo smaltimento per termodistruzione o altre soluzioni ad alto impatto ambientale.” “Il nostro contributo al Clean Industrial Deal Made in Italy non è solo tecnologico, ma anche culturale”, spiega Bottari. “Partecipiamo ai cantieri della transizione ecologica perché rappresentiamo un esempio concreto di come l’industria possa operare in maniera sostenibile, senza compromettere la competitività. Tutto il nostro processo è rigorosamente Made in Italy, dal macchinario alle procedure operative. L’azienda fa parte del Gruppo Italium, interamente italiano, che coordina diverse attività di raccolta e rigenerazione di materiali industriali complessi.”