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(Adnkronos) - I riflettori di Report si sono accesi su Esperia, canale media dedicato alla politica e all'attualità, molto attivo nella campagna per il Sì in vista del referendum sulla riforma della giustizia. Il progetto editoriale, cresciuto rapidamente sui social con oltre 1,5 milioni di like su TikTok e 130mila follower su Instagram in meno di un anno, è finito sotto la lente del programma di Rai3 per interrogativi legati alla proprietà e all'origine dei finanziamenti. A intervenire è ora Pietro Francesco Dettori, che ha scelto di parlare con l'Adnkronos per chiarire l'assetto societario di Esperia. Dettori, già̀ braccio destro di Gianroberto Casaleggio ed ex factotum della comunicazione del Movimento 5 Stelle a Palazzo Chigi, è oggi amministratore unico delle società che controllano Esperia e rivendica la trasparenza dell'operazione. Dettori ricostruisce la filiera del controllo e l'origine dei capitali, respingendo l'ipotesi di finanziatori esterni o occulti. "La società Eto Srl, di cui sono amministratore unico, detiene il 100% delle quote di Dors Media Srl, la società che gestisce il progetto Esperia Italia. Anche di Dors Media sono amministratore unico. Questo significa che il capitale sociale di Dors Media, pari a 50.000 euro, è stato interamente versato da Eto Srl, che ne è l'unica socia", spiega l'ex M5S. "Eto ha effettuato tale versamento utilizzando risorse proprie provenienti da finanziamenti e prestiti soci, cioè fondi messi a disposizione esclusivamente dai soci di Eto. In sintesi: gli unici soggetti che hanno investito sia in Eto sia in Dors Media sono i soci di Eto. In data 27 gennaio è stato stipulato l'atto di reintestazione di tutte le quote della società dalla fiduciaria al legittimo proprietario Eto Srl". A supporto di queste affermazioni, Dettori fornisce all'Adnkronos due documenti. In particolare, l'agenzia ha potuto visionare sia il mandato fiduciario sia la dichiarazione della società fiduciaria, elementi centrali per comprendere una fase dell'assetto societario che aveva alimentato interrogativi. Dors Media Srl, la società operativa con sede a Cagliari, risultava infatti inizialmente intestata a Fiditalia Srl Società Fiduciaria per conto della holding Eto Srl. L'atto di reintestazione firmato il 27 gennaio 2026 davanti alla dott.ssa Claudia Anna Catalano, anch'esso tra la documentazione esaminata, specifica che il trasferimento delle quote da Fiditalia a Eto è avvenuto senza corrispettivo, trattandosi di un mero cambio di intestazione a favore dello stesso beneficiario economico. Secondo la ricostruzione fornita, non vi sarebbe stato, quindi, alcun passaggio di proprietà̀ verso soggetti terzi né l'ingresso di nuovi investitori. In questo documento, Matteo Cassa figura come soggetto tecnico-giuridico che, per conto della fiduciaria, ha firmato l'atto per trasferire formalmente le quote dallo schermo fiduciario alla holding di Dettori e soci. La visura camerale della holding Eto Srl, con sede a Milano in Viale Tunisia, indica tre soci: lo stesso Dettori, Xhino (Gino) Zavalani - direttore editoriale di Esperia, già intervenuto sul palco di Fenix, la manifestazione dei giovani di Fratelli d'Italia - e Lara Fanti. Sono loro, sempre secondo quanto dichiarato, ad aver finanziato il progetto attraverso prestiti soci. Sul caso è intervenuto anche il M5S, chiedendo chiarezza e ponendo l'accento sulla "presenza in Rai, in particolare nelle trasmissioni di Massimo Giletti e Salvo Sottile, di Gino Zavalani di Esperia" definita "una rete di condizionamento dell'opinione pubblica riconducibile a una società di proprietà della compagna di uno dei più stretti collaboratori di Meloni, Tommaso Longobardi". Nel frattempo, Esperia ha reagito pubblicamente all'inchiesta di Report con un post sui propri canali social. "Grazie alla straordinaria pubblicità su Report di ieri in prima serata su Rai3, Esperia ha raddoppiato in meno di 24 ore le sue membership e stiamo registrando un aumento incredibile di follower su tutti i nostri canali", si legge nel messaggio pubblicato su Instagram. Il canale annuncia inoltre di aver deciso di regalare a Sigfrido Ranucci una membership onoraria: "Adesso potrà̀ ufficialmente fregiarsi del titolo di 'Ambasciatore Esperia', la nostra membership più esclusiva. Da oggi alla domanda 'Da dove vengono i vostri soldi?' potremo rispondere orgogliosamente: 'Da Report!'". Nel post, Esperia ringrazia infine "Ranucci e tutti i cittadini italiani che, pagando il canone, hanno sovvenzionato questa meravigliosa, e inaspettata, campagna pubblicitaria per Esperia". (di Antonio Atte)
(Adnkronos) - Un comparto in crescita, strategico per l’economia nazionale e con un forte radicamento territoriale nel Lazio. È in questo contesto che, da domani al 9 febbraio, Fiera Roma organizza la 18ª edizione di 'Roma International Estetica', uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo della bellezza professionale, del benessere e delle medical aesthetics, capace di mettere in relazione imprese, operatori, ricerca e formazione. Secondo l’ultimo Rapporto annuale di Cosmetica Italia, l’industria cosmetica italiana ha chiuso il 2024 con un valore di produzione pari a 16,5 miliardi di euro, in crescita del 9,1%, con un’incidenza sul Pil nazionale prossima al 2%. Un risultato trainato soprattutto dall’export, che rappresenta ormai quasi il 48% della produzione complessiva e ha superato i 7,9 miliardi di euro (+12%), portando la bilancia commerciale a 4,7 miliardi di euro. Solida anche la domanda interna, con i consumi che hanno raggiunto i 13,4 miliardi di euro (+6,9%). Nel complesso, il sistema economico della cosmetica, che include produzione, filiera a monte e distribuzione, genera un fatturato pari a 41,2 miliardi di euro e un valore aggiunto di 30,8 miliardi, equivalente al 2,6% del valore aggiunto manifatturiero nazionale. Rilevante anche l’impatto occupazionale: l’intera filiera cosmetica in Italia coinvolge circa 440.000 addetti, confermandosi come uno dei comparti più dinamici in termini di occupazione. In questo scenario, il Lazio riveste un ruolo di primo piano, posizionandosi al secondo posto in Italia per quota di fatturato del settore, con il 7,6% del totale nazionale, e al sesto posto per numero di imprese cosmetiche, con una quota del 5,5%. A livello locale, i dati della Camera di Commercio di Roma indicano circa 12.000 operatori della bellezza attivi sul territorio di Roma e provincia, di cui il 60% acconciatori e il 40% estetiste, a conferma del peso economico e occupazionale del comparto nella Capitale. È proprio da questa base che nasce e si sviluppa 'Roma International Estetica', evento B2B che intreccia esposizione commerciale, innovazione tecnologica, formazione certificata e divulgazione scientifica. L’edizione 2026 pone al centro l’evoluzione dell’estetica professionale verso un approccio sempre più scientifico, medical-oriented e consapevole, con un’ampia presenza di tecnologie avanzate per la cura di viso e corpo, presentate attraverso dimostrazioni e trattamenti dal vivo. Cuore culturale della manifestazione è il programma formativo articolato nelle tre aree 'RIEHello', 'RIEOlos' e 'RIEAcademy', che affrontano temi legati a salute, prevenzione, benessere psicofisico, sicurezza e responsabilità professionale, con il contributo di medici, ricercatori e formatori di alto profilo. Accanto all’offerta espositiva e formativa, Roma International Estetica rinnova anche il suo impegno sul fronte della prevenzione, offrendo al pubblico screening gratuiti su prenotazione: dall’esame baropodometrico alle consulenze chinesiologiche, nutrizionali e fisioterapiche, fino agli approfondimenti multidisciplinari su pavimento pelvico e lipedema. Le prenotazioni sono disponibili via mail all’indirizzo screening@romainternationalestetica.it. Con il concept 'Identità Futura', Roma International Estetica 2026 si propone come osservatorio privilegiato su un settore in forte trasformazione, capace di coniugare crescita economica, occupazione, innovazione e benessere, rafforzando il ruolo di Roma e del Lazio come hub strategico della bellezza professionale in Italia.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".