ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Prende corpo la struttura del partito di Roberto Vannacci. Carte alla mano, sono 4 i 'soci fondatori', ovvero i firmatari dell'atto costitutivo di 'Futuro nazionale', che si sono presentati davanti al notaio Marzio Villari a Querceta in provincia di Lucca per formalizzare la nascita della nuova formazione politica dell'ex capo della Folgore. Secondo lo statuto i 'soci costituenti', oltre a Vannacci, sono: i due deputati Rossano Sasso ed Edoardo Ziello che la scorsa settimana hanno lasciato la Lega e Massimiliano Simoni, luogotenente dell'ex generale eurodeputato, ora consigliere regionale in Toscana. Vannacci è il presidente, Simoni il coordinatore, Sasso aiuterà l'ex generale della Folgore al Sud mentre Ziello oltre ad occuparsi dell'organizzazione del neo movimento assume anche l'incarico di tesoriere. Annamaria Frigo è la responsabile nazionale del tesseramento. ''Chiamateci futuristi... Non vi piace Marinetti?''. Ai deputati Edoardo Ziello e Rossano Sasso non piace intanto l'etichetta di 'vannacciani'. Preferiscono essere accomunati a Filippo Tommaso Marinetti, fondatore e leader del 'Futurismo', la prima avanguardia storica del Novecento italiano. ''Chiamateci futuristi, ma siamo diversi da Fli'', precisa Sasso davanti tv e taccuini in una conferenza stampa on the road in piazza Montecitorio, quando i cronisti gli ricordano che la stampa chiamava futuristi pure i 'seguaci' di Gianfranco Fini quando lanciò Futuro e Libertà per l'Italia (Fli) dopo la scissione con il Pdl di Silvio Berlusconi nel 2010. Ziello e Sasso assicurano che presto Vannacci verrà a Roma (''presto sarà qui'') a metterci la faccia, ribadiscono che resteranno nell'orbita del centrodestra (''Noi siamo interlocutori del centrodestra e faremo di tutto per non far vincere Schlein, Fratoianni e Conte") ma non si sbilanciano sul voto di domani in Aula alla Camera sul dl Ucraina anche se sembra scontato il 'no' all'invio di armi a Kiev: ''Sarà sostanzialmente Vannacci, in capo del nostro partito, a darci una indicazione prima di sottoporci alla chiama nominale''. Ziello non ha dubbi: "Noi ci consideriamo interlocutori naturali del centrodestra", "siamo convintamente alternativi alla sinistra" e "nelle prossime elezioni in Aula lo dimostreremo".
(Adnkronos) - Iziwork, sulla scia della nuova leadership, iniziata con la nomina di Domenico Di Gravina a managing director group Italy e del preannunciato progetto di crescita, inaugurerà un nuovo hub a Treviso nel mese di marzo. L’apertura a Treviso consentirà all’azienda di essere più presente su tutto il territorio e vicina ai clienti presenti nella provincia, così da poter instaurare nuove relazioni e consolidare quelle già esistenti. Le ricerche in corso riguardano soprattutto i settori della logistica, tessile, materie plastiche e alimentari. A seguire i profili più ricercati divisi per settori. Logistica: magazzinieri con uso di muletto, responsabili di magazzino, addetti al carico e scarico merci. Tessile: operai controllo qualità, responsabile di prodotto; back office commerciale. Materie plastiche: ingegneri; progettisti; operatori addetti alle macchine a stampaggio; manutentori meccanici ed elettrici. Alimentare: responsabile qualità, food and beverage manager; operai specializzati; addetti al confezionamento alimentare. Per la nuova apertura Iziwork ricerca anche personale interno: 1 branch manager che seguirà relazioni con il territorio, 2 recruiter che si occuperanno delle selezioni delle ricerche. Per le candidature visitare il sito www.iziwork.com.
(Adnkronos) - L’olio minerale usato è un rifiuto pericoloso che se smaltito in modo scorretto può essere altamente inquinante: versato nel terreno avvelena la falda acquifera, disperso in acqua forma una pellicola impermeabile che impedisce lo scambio di ossigeno con danni alla vita acquatica, se bruciato in modo improprio rilascia inquinanti. In Italia viene, però, raccolto al 100%, riportato a nuova vita e trasformato, principalmente, in nuove basi lubrificanti grazie ad un modello di economia circolare che funziona e che rappresenta un’eccellenza globale osservata anche all’estero per la sua efficacia. A raccontare la filiera del riciclo degli oli esausti è all’Adnkronos Riccardo Piunti, presidente del Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. “Il ciclo degli oli minerali usati in Italia è il più virtuoso che ci sia nel mondo: è un'eccellenza sia a livello europeo sia rispetto ad altri Paesi occidentali come gli Stati Uniti. In Italia raccogliamo la totalità degli oli minerali usati (190mila tonnellate all’anno) e li rigeneriamo per il 98%. I dati complessivi di altri Paesi non sono altrettanto brillanti: in Europa la raccolta copre l'80% del raccoglibile, il che significa che c'è un 20% che non si sa bene che fine faccia, e di questo 80% ne viene rigenerato solo il 60%. Negli Stati Uniti, l'olio raccolto arriva a circa l'80%, di questo solo il 50% viene rigenerato”, rimarca Piunti. Un risultato ottenuto grazie ad una filiera che funziona. Qualche dato dall’ultimo report di Sostenibilità: il Consorzio, nel 2024 ha recuperato 188mila tonnellate di oli usati con circa 6907 conferimenti (operazioni) con autobotte, risultato delle attività di raccolta dei 58 Concessionari che hanno ritirato il rifiuto presso circa 103mila produttori e siti in tutto il Paese. Queste 188mila tonnellate sono state poi cedute in maggior parte alle tre raffinerie di rigenerazione; solo una parte (2.400) è stata destinata a termovalorizzazione mentre un quantitativo minimo di circa 200 tonnellate è stato avviato a termodistruzione a un inceneritore autorizzato. Un ciclo che funziona, con vantaggi di natura sia economica che ambientale. “Noi recuperiamo da un rifiuto pericoloso circa 120 milioni di euro l'anno di prodotti nobili, cioè di basi lubrificanti riutilizzabili, di bitumi e di gasoli - sottolinea Piunti - Dal punto di vista ambientale risparmiamo emissioni per oltre il 40% della CO2 (90mila tonnellate di CO2 equivalente evitate) e il 90% di tutti gli altri inquinanti, mediamente, che altrimenti produrremo lavorando con la materia prima vergine”. Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema Conou ha, poi, generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone.