ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Si è tenuto oggi a Bologna il convegno dedicato al tema 'Donne e Mobilità: Politiche per la parità, le professioni e l’innovazione'. Durante l’evento promosso da Roma Servizi per la Mobilità, Isfort, Trt, Associazione Sipotra, Associazione FederMobilità, Asstra, Tper Spa è stato presentato il Position Paper “Elementi per una Carta della Mobilità delle Donne” propedeutico al confronto per disegnare un sistema di trasporto più inclusivo, flessibile e sicuro e per valorizzare le professioni delle donne nella mobilità. Nato dalle esperienze in corso e dai percorsi per la certificazione Parità di Genere Uni PdR 125/2022, hanno assicurato la propria adesione all’evento anche una ventina di aziende, associazioni e realtà che lavorano quotidianamente sulla mobilità e le professioni delle donne. Le relatrici ed i relatori hanno preso parte alle sessioni di dibattito sui temi proposti dal position paper, analizzando i dati relativi al gender gap, che caratterizza la domanda di mobilità, la percezione della sicurezza e il mercato del lavoro nel settore dei trasporti. Lo studio evidenzia come la domanda di mobilità femminile in Italia sia caratterizzata da una maggiore erraticità e flessibilità rispetto a quella maschile, che segue modelli di "pendolarismo" più rigidi legati alla maggiore presenza degli uomini nel mercato del lavoro nazionale. I dati dell’Osservatorio “Audimob” di Isfort rivelano che il 34,4% degli spostamenti delle donne è legato alla gestione familiare, contro il 27,1% di quelli degli uomini; le donne mostrano una maggiore propensione alla mobilità sostenibile (34,5%), ricorrendo più spesso al trasporto pubblico (8,5%) e agli spostamenti a piedi (23%) rispetto agli uomini; resta però marcato il divario nell’accesso al lavoro: solo il 23,1% degli spostamenti femminili è motivato da ragioni professionali, contro il 31% di quelli maschili. Secondo i dati Istat 2024 sulla incidentalità sulle strade italiane, sono morti 3.030 persone di cui 80,1% sono uomini ed il 19,9% sono donne. Sicurezza e spazio pubblico: superare il 'Gender Data Gap'. Uno dei temi centrali del documento è la sicurezza percepita. Secondo i dati Istat, le donne hanno una probabilità doppia rispetto agli uomini di sentirsi insicure quando escono da sole la sera (16,4% contro 7,4%). Questa percezione incide profondamente sulle scelte di mobilità, spingendo molte donne ad abbandonare il trasporto pubblico nelle ore notturne a favore dell’auto privata, spesso ritenuta — a torto — l’unica alternativa sicura. Il Position Paper evidenzia come, per decenni, la pianificazione urbana sia stata improntata a una presunta “neutralità al maschile”, trascurando esigenze fondamentali per le donne in termini di illuminazione, visibilità e accessibilità. Il mercato del lavoro: una sfida per le professioni Stem. Il settore dei trasporti e della logistica rimane fortemente a trazione maschile, con una presenza femminile che si attesta solo al 22% e cala drasticamente nei ruoli apicali e operativi, come la guida dei mezzi. Tuttavia, esperienze come quelle del Gruppo Fs (con il progetto Women in Motion) e di Tper (con la rete Capo D) dimostrano che investire in politiche di welfare, certificazione di genere e orientamento verso le carriere Stem può colmare il divario e favorire l'innovazione. Verso una Carta della Mobilità delle Donne. Il convegno punta, pertanto, a promuovere un pacchetto di azioni concrete per una mobilità più equa, con una serie di proposte ed azioni rivolte ad istituzioni, aziende, politiche tra cui: Rafforzare la disponibilità di dati disaggregati per genere, per comprendere in modo più accurato i reali modelli di spostamento; Definire criteri guida per lo spazio pubblico ispirati ai principi della natural surveillance (vedere ed essere viste) e all’eliminazione delle barriere architettoniche, a beneficio di passeggini, persone con carichi e utenti fragili; Sviluppare servizi innovativi, più flessibili e tariffe dinamiche, come i sistemi pay as you go o le fermate a richiesta nelle ore notturne; Prevedere incentivi per le aziende che conseguono la certificazione per la parità di genere. per la valorizzazione del lavoro delle donne nella mobilità. La mobilità non può più essere considerata un servizio neutro, ma deve essere riconosciuta come uno strumento di democrazia e di parità. Progettare una città che funzioni per le donne significa, infatti, progettare una città più sicura e accessibile per tutti: bambini, anziani e per l’intera comunità.
(Adnkronos) - Con la nomina di Domenico Di Gravina a managing director group Italy, l'agenzia per il lavoro Iziwork Italia che fa parte del Proman Group, quarto operatore europeo e decimo a livello mondiale nel mercato dello staffing per dimensioni di fatturato, avvia un progetto di crescita su scala nazionale, con l’obiettivo di posizionarsi tra i primi dieci operatori del settore entro i prossimi quattro anni. Attualmente Iziwork conta circa 110 dipendenti ed è attiva in tutte le Regioni Italiane con le proprie divisioni specializzate nei settori logistica, retail e alimentare, con una presenza di 8 hub nei principali distretti manifatturieri. Nel corso del 2026, l’azienda prevede di estendere la propria offerta ai mercati banking, insurance, pharma-cosmetic e food, con l’apertura, nel primo semestre, di nuove divisioni dedicate e tre nuovi hub a Milano, Treviso e Crema. Per supportare questa espansione, Iziwork sta attualmente ricercando nuovi profili interni. L’obiettivo del Proman Group in Italia, nei prossimi tre anni, è quello di consolidarsi come una agenzia per il lavoro ad alta tecnologia, capace di offrire soluzioni avanzate per la gestione della flessibilità organizzativa e dei modelli di impiego più innovativi, agevolando le competenze e i processi organizzativi dei vari Team. L’attenzione alle persone rimane un pilastro fondamentale per Iziwork Italia. Ne è conferma la partnership con 'Come Stai', piattaforma digitale di Vittoria Assicurazioni e Gruppo De Pasquale , dedicata alla prevenzione della salute, basata su un dispositivo medico digitale certificato CE e supportata da una centrale medica attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7, totalmente gratuita per i candidati. Ma le novità non finiscono qui: Iziwork è infatti la prima in Italia a offrire lo strumento di 'Cash advance', che consente ai lavoratori somministrati, in caso di necessità, di richiedere un anticipo sullo stipendio direttamente dall'applicazione mobile. Nella logica del cambiamento, Iziwork Italia ha inoltre scelto LabLaw – studio legale Rotondi & Partners come partner strategico per le tematiche normative utili a supportare i nostri clienti e la piena compliance aziendale. “E' una sfida importante - dichiara Domenico Di Gravina, managing director group di Iziwork Italia - quella che ci attende. Nuovi mercati da esplorare, nuovi hub da aprire e nuovi servizi da mettere in campo, soprattutto a beneficio dei nostri lavoratori somministrati. Le politiche attive del lavoro e l’orientamento saranno anch’essi al centro del nostro 2026, e introdurremo, entro il primo semestre, i servizi di outsourcing. Un anno che richiederà grande impegno ma che affronteremo con determinazione, fiducia e il sostegno di una squadra solida, con il supporto delle varie funzioni della holding francese, che rappresenta il cuore della nostra crescita e stabilità”.
(Adnkronos) - In viale Du Tillot è stato messo a dimora il 100.000° albero del progetto KilometroVerdeParma. Un Ginkgo biloba, specie longeva e straordinariamente resistente, scelto come simbolo di memoria, resilienza e continuità tra generazioni. L’albero segna anche l’avvio di un arboreto urbano, concepito come museo a cielo aperto, che accoglierà 150 specie arboree provenienti da tutto il mondo, offrendo alla città uno spazio di conoscenza, cura e relazione profonda con la natura. La posa simbolica ha coinvolto bambini, soci, istituzioni, partner e cittadini, in un momento di partecipazione condivisa che restituisce il senso più autentico del progetto: prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno. "Il Ginkgo che oggi piantiamo non è solo un albero. È un segno di continuità: ci ricorda che la vita, come il verde, cresce con lentezza e tenacia, e che ogni scelta di cura lascia tracce durature nel tempo e nello spazio", ha dichiarato Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma. Fondato il 6 maggio 2020, il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma ha dato forma a un percorso strutturato di forestazione e rigenerazione ambientale, costruendo nel tempo un modello rigenerativo fondato su visione strategica, metodo scientifico e collaborazione stabile tra aziende socie, organizzazioni non profit, istituzioni e cittadinanza. La forestazione viene così interpretata come infrastruttura verde viva, capace di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e sulla quotidianità delle persone. In cinque anni, il progetto ha portato avanti oltre 60 operazioni di forestazione urbana ed extraurbana, contribuendo alla mitigazione delle temperature estive, al miglioramento della qualità dell’aria, alla gestione delle acque meteoriche e alla creazione di spazi di socialità e benessere diffuso. Parallelamente, 14.000 studenti sono stati coinvolti in percorsi educativi che integrano la conoscenza scientifica con un’educazione più ampia alla cura del territorio, alla responsabilità ambientale e alla relazione tra persone e natura. A questo si aggiungono 100 eventi pubblici, che hanno reso il verde parte integrante della vita culturale e sociale della comunità parmense. Tra le numerose realizzazioni sviluppate sul territorio, l’AgriBosco Barilla rappresenta un esempio di forestazione di ampia scala, con 23 ettari e oltre 4.100 piante, destinati a produrre benefici ambientali duraturi nel tempo. Accanto a questo, il Bosco del Molino di Agugiaro & Figna, con 18.000 alberi su 13 ettari, contribuisce in modo significativo al rafforzamento della biodiversità e al riequilibrio ecologico del territorio. Il KilometroVerdeParma lungo l’autostrada A1, sviluppato grazie al contributo di Chiesi, Davines e Dulevo, conta circa 18.000 alberi e costituisce un ampio progetto di forestazione lineare integrato a un’infrastruttura viaria, con un ruolo rilevante nella riduzione degli impatti ambientali e nella ricucitura del paesaggio. Accanto alle iniziative di maggiore estensione, KilometroVerdeParma ha promosso una partecipazione civica diffusa. Il Bosco Parma Mia, grazie alla sottoscrizione di un patto di collaborazione di cittadinanza attiva con il Comune di Parma e finanziato interamente tramite crowdfunding con il coinvolgimento di 350 donatori, conta oltre 1.000 piante, mentre diverse rotatorie urbane, come quelle di Mutti, Fiere di Parma e Ghirardi - per citarne solo alcune - sono state trasformate in micro-oasi di biodiversità, restituendo valore ecologico e paesaggistico a spazi della quotidianità cittadina. Ogni bosco è certificato Pefc (Programme for endorsement of forest certification schemes) e supportato da solide basi scientifiche. Le ricerche condotte dallo spin-off universitario Vsafe evidenziano come, su un orizzonte di 30 anni, i benefici economici e ambientali dei boschi urbani e periurbani del Consorzio superino ampiamente l’investimento iniziale, grazie ai servizi ecosistemici generati: mitigazione del clima urbano, regolazione delle acque meteoriche, riduzione degli inquinanti atmosferici e valore ricreativo. In questo quadro si inserisce anche il progetto educativo WeTree, che dal 2020 ha coinvolto 613 classi e organizzato 243 uscite ed esplorazioni didattiche, contribuendo a costruire una consapevolezza ambientale solida, concreta e condivisa. KilometroVerdeParma è firmatario del Contratto Climatico della Città di Parma e dell’Alleanza Territoriale Carbon Neutrality, con l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’85% entro il 2030. Ogni albero piantato viene mappato attraverso piattaforme europee come MapMyTree, rafforzando il ruolo di Parma come laboratorio avanzato di adattamento climatico, rigenerazione urbana e benessere collettivo. Il Ginkgo biloba di viale Du Tillot non rappresenta soltanto un traguardo numerico, ma l’inizio di una nuova fase: un luogo in cui natura, conoscenza e memoria si intrecciano, restituendo al verde il suo ruolo più profondo, quello di cura silenziosa, continua e lungimirante della città.