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(Adnkronos) - "Vediamo una fotografia che inizia ad avere contorni più definiti. Ci raccontano di un'Italia in controtendenza, che ha preso consapevolezza della catena del valore e iniziano ad emergere, quelli quantitativi economico finanziari, passando da 24 mld per arrivare oggi a 32 miliardi di valore. Insieme facciamo un lavoro quotidiano costante. Quanto è emerso oggi conferma che siamo sulla buona strada, il 'modello Italia' dello sport cresce e si trasforma in una dimensione di innovazione e rigenerazione che anno dopo anno raggiunge un traguardo che è al contempo una nuova linea di partenza proiettata verso nuovi progetti". Lo ha detto il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, intervenendo alla presentazione del Rapporto Sport 2025 al Foro Italico, curato dall'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e Sport e Salute e giunto alla sua terza edizione. "Siamo qui per lanciare nuove sfide, tipico dell’atleta, ma è la società stessa che ci chiede di essere più presenti. Lo sport -ha aggiunto Abodi- non è più un settore accessorio ma parte integrante, qualificato e quotidiano, dell'impegno del governo per migliorare la qualità della vita e del benessere delle persone e delle comunità". "Il lavoro che stiamo facendo come Governo da oltre tre anni è l'espressione di una visione sul ruolo e sulla funzione dello sport nella società italiana e il contributo che forniamo per l'affermazione del suo valore come descritto nel comma 7 dell'articolo 33 della Costituzione. Il Rapporto Sport è la rappresentazione fedele di questo impegno e gli effetti che si determinano, anno per anno, con una scomposizione e un'articolazione dei dati che consentono di andare sempre più in profondità e di orientare la strategia e la sua attuazione, a livello nazionale e territoriale", ha sottolineato Abodi. "Grazie all’Istituto per il Credito Sportivo e Culturale e alla nostra società Sport e Salute, restituiamo alla comunità e agli attori del sistema una rappresentazione puntuale di una serie di elementi essenziali che permettono di indirizzare le politiche pubbliche dedicate allo sport, ormai non più un settore accessorio, ma parte integrante, qualificato e quotidiano dell'impegno di Governo, finalizzato al miglioramento della qualità della vita e del benessere delle persone e delle comunità. Dal Pil sportivo alla domanda-offerta di sport in Italia, passando per gli investimenti pubblici nel settore e la relativa valutazione d'impatto socioeconomico, sono e saranno a disposizione numeri che ci aiutano a comprendere la realtà, anche nei fattori di forza-debolezza, ai quali quest’anno aggiungiamo il censimento nazionale degli impianti sportivi che ci permette di mappare le infrastrutture esistenti su tutto il territorio nazionale", ha sottolineato il ministro per lo sport e i giovani. "Questo permetterà di alimentare una banca dati capace di guidare le politiche pubbliche, giungendo a un piano regolatore nazionale dell’impiantistica sportiva, che sia in grado di contribuire alla sostenibilità ad ampio spettro dei modelli gestionali degli impianti", ha concluso Abodi.
(Adnkronos) - "Riguardo al Mercosur e agli accordi che si stanno perfezionando, ci auguriamo tutti che si riescano a risolvere le difficoltà di questo momento. Ci rendiamo conto che va ben valutata l'operazione dal punto di vista della nostra agricoltura, ma è altrettanto vero che con l'intesa si aprirebbero dei mercati da centinaia di milioni di compratori, in un momento in cui gli Stati Uniti, per esempio, stanno vivendo una fase complessa". Così Raffaello Napoleone, presidente di IT-EX, l'associazione che rappresenta le fiere italiane a valenza internazionale.
(Adnkronos) - Da rifiuto a risorsa grazie allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero del fosforo da acque reflue e fanghi urbani. Questo l’obiettivo di Neofos, un programma di sperimentazione con un investimento complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, finanziato nell’ambito del bando promosso dal Mase - Materie Prime Critiche e guidato da Gruppo Cap, insieme a MM Spa, Politecnico di Milano (Polimi) e Università di Bologna (Unibo). Il progetto coinvolge tecnologie e strategie innovative per la gestione dei nutrienti e il recupero del fosforo come risorsa strategica, creando un modello di economia circolare unico in Italia per integrazione territoriale. Il fosforo è un elemento essenziale per la produzione di fertilizzanti e per alcune applicazioni industriali, di particolare interesse per il settore dell’automotive, come le batterie litio-ferro-fosfato. A causa del progressivo depauperamento delle riserve minerali globali e della sua designazione come Critical Raw Material, cresce l’interesse per le attività di Urban Mining, che permettono di produrre localmente fosforo e ridurre la dipendenza dai mercati extra Ue. In questo scenario Cap, da sempre impegnata nello sviluppo di progetti di economia circolare, ha ottenuto il ruolo di capofila nel progetto che partirà dall’impianto di Bareggio, dove sarà installato un primo impianto dimostrativo, capitalizzando l’esperienza e il know-how acquisito negli anni nella gestione della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni. Al contempo, con il coinvolgimento di MM, gestore del servizio idrico integrato della città di Milano, il progetto si radica strategicamente sul territorio, consentendo di testare soluzioni innovative direttamente nei grandi impianti di uno dei poli d’eccellenza europei nel trattamento acque. Nel dettaglio, il progetto Neofos mira a sviluppare approcci circolari innovativi per il recupero del fosforo e per la produzione di materie prime seconde di qualità, attraverso tre direttrici integrate. Innanzitutto, si concentrerà sulla rimozione biologica del fosforo dalle acque reflue tramite la tecnologia S2Ebpr (Side-Stream Enhanced Biological Phosphorus Removal). Questo processo sfrutta batteri specifici in grado di catturare e accumulare il fosforo presente nell’acqua, riducendo l’uso di reagenti chimici e il consumo energetico, nel pieno rispetto dei nuovi limiti europei sulle emissioni di nutrienti. La sperimentazione sarà condotta su due impianti pilota, per poi verificare l’efficacia della tecnologia su scala reale. In questa fase, MM mette a disposizione gli impianti di Milano San Rocco e Milano Nosedo come casi studio reali e imprescindibili per la modellazione dei processi di rimozione biologica e per la definizione degli scenari di implementazione tecnologica su scala metropolitana. In parallelo, Neofos prevede il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e dalle ceneri da monoincenerimento. Il materiale estratto sarà trasformato in sali di fosforo (struvite) o in altri composti puri, utilizzabili come fertilizzanti o in processi industriali. Con l’ottimizzazione dei processi sarà possibile ottenere prodotti di alta qualità, minimizzando l’uso di acidi e migliorando la sostenibilità complessiva. Infine, il focus di indagine si sposterà sull’integrazione delle tecnologie e sulla loro scalabilità. Verranno valutati costi, benefici ambientali e possibilità di applicazione su larga scala, definendo strategie per la gestione dei materiali secondo i criteri di End of Waste e massimizzando efficienza e sostenibilità. In questo modo, Neofos punta a creare un modello replicabile di gestione del fosforo che coniughi innovazione, economia e rispetto dell’ambiente.