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(Adnkronos) - Acqua frizzante e caffè, il binomio perfetto che aiuta a dimagrire. E' il professor Matteo Bassetti, ospite a La volta buona, a spiegare perché il mix può dare una mano a chi cerca di tenere sotto controllo il peso. "L'acqua frizzante dimagrante non è una boutade, alla base c'è uno studio giapponese. L'anidride carbonica utilizzata nella dialisi aumenta il metabolismo nel glucosio e consuma gli zuccheri. E' chiaro che ci vogliono quantità notevoli di CO2 per dimagrire, ma non c'è solo l'acqua frizzante", dice Bassetti. "Se uno beve 2 bicchieri prima di andare ad un pasto, si sente un pochino sazio. L'acqua frizzante è la soluzione migliore per non bere bevande zuccherate, che sono un carico di zuccheri e un veleno per i bambini. Al bar, per un aperitivo, si ordina sempre una bevanda zuccherata. I francesi si bevono un bicchiere di acqua frizzante con una fettina di limone, sono più furbi di noi", aggiunge. E il caffè? "E' un bruciagrassi, aumenta il metabolismo nel glucosio del 25% e dà un senso di sazietà. E' anche diuretico. Ovviamente non bisogna andare sopra una certa soglia, ma fino a 5 caffè al giorno si possono prendere. Chi è iperteso o ha il reflusso, naturalmente, deve essere più moderato", dice Bassetti, con la doverosa precisazione finale. "Tutto rientra in uno stile di vita corretto: non si può pensare certo di dimagrire bevendo acqua frizzante al risveglio e poi 5 caffè, altrimenti lo ricoveriamo...", evidenzia.
(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini. "Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano. "Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti. "Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".