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(Adnkronos) - Il caso Deutsche Bank, finita nel mirino degli investigatori per non aver segnalato operazioni legate all'oligarca russo Roman Abramovich, ha riportato in primo piano le normative antiriciclaggio. Funzionano in tutta Europa e in Italia sono in capo all'Uif, l'Unità di Informazione Finanziaria per l'Italia istituita presso la Banca d'Italia. La segnalazione di operazioni sospette, che la banca tedesca avrebbe omesso proprio in riferimento ai rapporti con il magnate, ex presidente del Chelsea e sanzionato dall'Unione europea dal marzo 2022 in relazione alla guerra della Russia contro l'Ucraina, rappresenta il pilastro su cui la normativa antiriciclaggio ha da sempre fondato le proprie basi, al fine di conseguire gli obiettivi di prevenzione e contrasto di attività criminose. Le banche e gli altri intermediari finanziari, in sostanza, devono rilevare, nelle operazioni poste in essere dai propri clienti, eventuali anomalie che possano palesare rischi connessi al compimento di reati di riciclaggio e/o di finanziamento del terrorismo, segnalando alle autorità competenti, in Germania la Fiu della BaFin e in Italia la Uif della Banca d'Italia, le situazioni sospette. La normativa italiana prevede che siano portate a conoscenza della UIF, mediante l'invio di una segnalazione di operazioni sospette, le operazioni per le quali le banche "sanno, sospettano o hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso o che siano state compiute o tentate operazioni di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo o che comunque i fondi, indipendentemente dalla loro entità, provengano da attività criminosa". Lo scambio di informazioni avviene attraverso comunicazioni periodiche o segnalazioni specifiche in base all'importo e alla natura del bonifico. E questo vale non solo per le operazioni milionarie di un oligarca russo ma anche per i singoli bonifici che facciamo tutti abitualmente. In particolare, sopra i 5000 euro di importo le banche devono comunicare periodicamente all'Agenzia delle Entrate i dati relativi ai bonifici da o verso l'estero che superano questa soglia; sopra i 10.000 euro scatta una segnalazione automatica al sistema antiriciclaggio della UIF (Unità di Informazione Finanziaria) della Banca d'Italia. Questo limite si applica anche se la cifra viene raggiunta tramite più operazioni frazionate effettuate nell'arco di un mese; oltre i 15.000 euro per i trasferimenti da/verso l'estero, scatta l'obbligo per il contribuente di compilare il quadro RW nella dichiarazione dei redditi. L'enormità del caso Deutsche Bank sta proprio nelle proporzioni. Se quasi tutte le operazioni che facciamo passano in qualche modo sotto la lente dell'antiriciclaggio, è evidente che assume una rilevanza maggiore il presunto comportamento di responsabili e dipendenti della banca tedesca. In particolare, secondo il quotidiano Sueddeutsche Zeitung, Deutsche Bank avrebbe segnalato con ritardo alle autorità uno o più casi di sospetto riciclaggio di denaro riguardanti società dell'oligarca. Operazioni che per i legami con Abramovich avrebbero dovuto essere segnalate ancora prima di essere eseguite. Come succede anche nell'operatività quotidiana in molti casi e come prevedono tutte le norme fondamentali dell'antiriciclaggio. (di Fabio Insenga)
(Adnkronos) - “Il protocollo con Cdp rappresenta una scelta strategica per sostenere investimenti, sviluppo industriale e coesione sociale. E l’abitare sostenibile è una condizione essenziale per il futuro delle imprese e del Paese. Proprio per questo costituisce anche uno dei pilastri dell’accordo siglato con Cdp. L’emergenza abitativa, infatti, è oggi un fattore critico non solo a livello sociale, ma anche economico e industriale: senza alloggi a costi sostenibili le imprese non trovano lavoratori e il Paese perde competitività”. A sottolinearlo Angelo Camilli, vicepresidente di Confindustria per Credito, Finanza e Fisco, intervenendo alla tappa torinese del road show ‘Insieme per il futuro delle imprese’ promosso da Confindustria e Cassa Depositi e Prestiti. “Il Piano Casa Italia lanciato dal Governo va nella direzione giusta. L’annuncio sui 100mila alloggi a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni è molto importante, ora però serve una rapida e concreta attuazione, con il pieno coinvolgimento degli operatori economici e delle imprese del settore”, ha aggiunto Camilli che ha proseguito: “la carenza di abitazioni accessibili ostacola la mobilità territoriale, accentua il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e frena la crescita, in un Paese che già soffre un forte declino demografico e una grave difficoltà di reperimento del personale”. “Accanto alle risorse pubbliche e al coinvolgimento degli investitori – ha osservato ancora – servono misure di garanzia, interventi fiscali di favore e soprattutto semplificazioni urbanistiche per accelerare il recupero e il cambio di destinazione d’uso degli immobili destinati a lavoratori, giovani e studenti. Senza queste leve – ha concluso – il Piano rischia di non avere la velocità necessaria”.
(Adnkronos) - “Puntiamo a integrare innovazione, tecnologia, affidabilità e attenzione all’ambiente per trasformare l’acqua in un’esperienza sempre più trasparente e migliore per i consumatori. I nuovi prodotti che stiamo lanciando, Purity e Smart Modernity, rappresentano una risposta concreta a questa sfida: soluzioni semplici e intuitive che integrano tecnologia IoT (Internet of Things) avanzata e contribuiscono a creare un vero e proprio ecosistema di acqua connessa”. Lo ha detto oggi a Milano Giulio Giampieri, presidente di Culligan Italia, player di rilievo nei sistemi di trattamento dell’acqua, intervenendo al talk ‘L’acqua del futuro è smart’, nel corso del quale sono state lanciate le due nuove soluzioni smart e presentati, in anteprima nazionale, i risultati di una nuova ricerca Ipsos Doxa realizzata per Culligan, che evidenzia la crescente attenzione degli italiani verso la qualità dell’acqua da bere e il suo impatto sulla sostenibilità. “I consumatori chiedono sempre più trasparenza, affidabilità e responsabilità alle aziende – riprende Giampieri – Culligan si è sempre posta, e continuerà a porsi, come facilitatore del cambiamento, creando cultura dell’acqua e mettendo a disposizione informazioni chiare, supportate da evidenze scientifiche, che aiutino le persone a comprendere meglio l’acqua che bevono e, di conseguenza, a compiere scelte più consapevoli. Le nostre soluzioni promuovono l’idratazione e il benessere delle persone e, allo stesso tempo – aggiunge – consentono di ridurre, o meglio ancora eliminare, l’utilizzo di bottiglie in plastica monouso, facilitando scelte di vita più rispettose dell’ambiente”. “Nel 2025, l’utilizzo delle soluzioni Culligan a livello globale ha consentito di ridurre l’equivalente di 45 miliardi di bottiglie di plastica monouso: un dato che, meglio di qualsiasi parola, racconta il valore che le nostre soluzioni possono portare sul mercato”, sottolinea. Ma in che modo per l’azienda “il futuro dell’acqua è smart”? “La tecnologia serve a migliorare la qualità della vita, a creare efficienza operativa e, soprattutto, a offrire tranquillità e controllo ai nostri clienti – afferma Giampieri – L’innovazione, infatti, non è solo tecnologica, ma riguarda anche i servizi, che sono il cuore della nostra azienda. Crediamo fortemente che ogni interazione con i consumatori sia un’opportunità per costruire valore e fiducia nel tempo”. “Con queste nuove soluzioni – evidenzia – Culligan vuole essere più di una semplice azienda di servizi: aspiriamo a diventare una vera e propria community, con l’obiettivo chiaro e condiviso di portare ogni giorno acqua migliore, ovunque. È così che costruiamo un brand forte, riconoscibile e fondato, prima di tutto, sulla fiducia dei consumatori”. Acqua migliore e a basso impatto. Il presidente sottolinea inoltre l’impegno dell’azienda nel “ridurre il proprio impatto ambientale diretto”. Un esempio concreto è il progetto ‘Swap to Reusable’, che mira a convertire i boccioni monouso in boccioni multiuso, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2028 almeno l’80% della produzione riutilizzabile. “Si tratta di un importante progetto di sostenibilità industriale – sottolinea – che richiede investimenti significativi ma che produrrà risultati concreti e misurabili”. L’impegno di Culligan è misurabile anche attraverso la partecipazione come water partner alla Maratona di Bologna. “Nell’edizione 2025 abbiamo idratato, con acqua filtrata a chilometro zero, oltre 50mila tra atleti e visitatori, consentendo un risparmio di più di 80mila bottiglie di plastica monouso – ricorda Giampieri – Nel 2026 saremo nuovamente partner dell’iniziativa, con l’ambizione di raggiungere risultati ancora più significativi”, conclude.