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(Adnkronos) - Continua la forte ondata di maltempo che sta investendo l'Italia ormai da giorni. E sui territori interessati scatta ancora una volta l'allerta meteo, che per la giornata di oggi è arancione in Sardegna e gialla in 9 regioni, dal Nord al Sud della Penisola. A causare un nuovo peggioramento delle condizioni meteo, una perturbazione di origine atlantica. Colpito in particolare il Sud e, con precipitazioni anche a carattere temporalesco, soprattutto i settori tirrenici. La perturbazione sarà accompagnata da un deciso rinforzo dei venti dai quadranti occidentali. Per questo, sulla base delle previsioni disponibili, il Dipartimento della Protezione Civile d’intesa con le regioni coinvolte, alle quali spetta l’attivazione dei sistemi di protezione civile nei territori interessati, ha emesso un avviso di condizioni meteorologiche avverse. L’avviso prevede dalla giornata di oggi precipitazioni anche a carattere di rovescio o temporale sui settori settentrionali della Sardegna, in estensione alla Calabria e alla Basilicata occidentale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e locale attività elettrica. Attesi quindi venti da forti a burrasca dai quadranti occidentali sulla Sicilia, in estensione dalla tarda mattinata alla Calabria. Forti mareggiate lungo le coste esposte. Sulla base dei fenomeni previsti e in atto è stata quindi valutata per la giornata di oggi allerta arancione su parte di Sardegna e allerta gialla in Calabria, Sardegna e parte di Sicilia, Campania, Basilicata, Lazio, Umbria, Emilia-Romagna e Veneto. Il quadro meteorologico e delle criticità previste sull’Italia è aggiornato quotidianamente in base alle nuove previsioni e all’evolversi dei fenomeni, ed è disponibile sul sito del Dipartimento della Protezione Civile (www.protezionecivile.gov.it), insieme alle norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo. Le informazioni sui livelli di allerta regionali, sulle criticità specifiche che potrebbero riguardare i singoli territori e sulle azioni di prevenzione adottate sono gestite dalle strutture territoriali di protezione civile, in contatto con le quali il Dipartimento seguirà l’evolversi della situazione.
(Adnkronos) - "Il 2026 fin da questo mese di gennaio si presenta come un anno ancora complesso. E altrettanto vero che se si guarda l'andamento delle Borse e l'intrapredenza dei nostri imprenditori, e quindi la loro volontà di reazione, riteniamo che ci siano delle opportunità e delle possibilità, vedi il Mercosur, per poter fare delle interessanti azioni che porteranno nella manifattura ad un aumento dei fatturati e della penetrazione del prodotto made in Italy". Così, in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Raffaello Napoleone, presidente di It-ex, l'associazione che rappresenta le fiere italiane a valenza internazionale.
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.