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(Adnkronos) - Negli Stati Uniti ''vogliamo un'Europa forte'', perché Europa e Stati Uniti ''sono una cosa sola''. Così il Segretario di Stato americano Marco Rubio intervenendo alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco. ''Non vogliamo che gli alleati siano deboli perché questo rende noi più deboli'', ha aggiunto Rubio. ''Gli S tati Uniti non vogliono separarsi dall'Europa'', ma al contrario vogliono ''rivitalizzare l'alleanza'' con gli europei, le parole del Segretario di Stato. ''Saremo sempre figli dell'Europa, la nostra storia è iniziata con gli esploratori italiani'' e ''tra noi ci sono legami indistruttibili'', ha aggiunto Rubio. ''Sia la nostra storia sia i nostri destini saranno sempre legati tra loro", ha proseguito, che facendo riferimento alle truppe Nato impegnate nelle missioni all'estero ha detto che ''abbiamo sanguinato e siamo morti fianco a fianco". Gli Stati Uniti, ha detto, stanno ''tracciando la strada per un nuovo secolo di prosperità'', ma vogliono farlo con l’Europa. Gli Usa, ha affermato ancora il Segretario di Stato, "si assumeranno ancora una volta il compito della restaurazione e della rinascita, guidati da una visione del futuro tanto fiera quanto sovrana, e vitale quanto il passato della nostra civiltà". "Sebbene siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, la nostra preferenza - ed è anche la nostra speranza - è farlo insieme a voi, i nostri amici qui in Europa", ha aggiunto. Le Nazioni Unite e le principali organizzazioni internazionali devono essere "ricostruite e riformate" per affrontare le nuove sfide, ha detto ancora Rubio a Monaco, dove ha sottolineato che non è necessario smantellarle ma renderle efficaci. Secondo Rubio, l'Onu ha un "potenziale enorme", ma si è dimostrata più volte "impotente", non riuscendo a risolvere le crisi a Gaza e in Ucraina. "In un mondo perfetto questi problemi verrebbero risolti da diplomatici e risoluzioni", ha detto Rubio, ammettendo tuttavia che "non viviamo in un mondo perfetto" e che non si può continuare a permettere a chi minaccia apertamente la sicurezza globale di nascondersi dietro astrazioni del diritto internazionale che viola regolarmente. Le migrazioni di massa, ha poi spiegato, rappresentano una minaccia per l'Europa. ''La migrazione di massa non è, non è stata, una preoccupazione marginale dalle piccole conseguenze'', poiché sta ''trasformando e destabilizzando le società in tutto l’Occidente'', ha detto Rubio. Sottolineando la necessità di ''ottenere il controllo dei nostri confini nazionali'', Rubio ha affermato che ''questa non è un'espressione di xenofobia. Non è odio. Si tratta di un atto fondamentale di sovranità nazionale, e non farlo non è solo un'abdicazione a uno dei nostri doveri più basilari nei confronti del nostro popolo''. Secondo Rubio quella rappresentata dalle migrazioni di massa è ''una minaccia urgente al tessuto delle nostre società e alla sopravvivenza della nostra stessa civiltà". Gli Stati Uniti "non hanno alcun interesse a essere i custodi cortesi e ordinati del declino gestito dell’Occidente" e puntano invece a "rivitalizzare una vecchia amicizia", ha dichiarato ancora. "Non vogliamo alleati deboli, perché questo rende più deboli anche noi. Vogliamo alleati che sappiano difendersi, così che nessun avversario sia mai tentato di mettere alla prova la nostra forza collettiva - ha detto, aggiungendo - Non vogliamo alleati incatenati da colpa e vergogna, ma alleati orgogliosi della propria cultura e del proprio patrimonio, disposti e capaci di difendere insieme a noi la nostra civiltà". Rubio ha respinto l’idea di un "declino inevitabile", sostenendo che "il declino è una scelta" e che oggi, come nel dopoguerra, vada rifiutata. "Non vogliamo alleati che razionalizzino la rottura dello status quo invece di affrontare ciò che è necessario per aggiustarlo", ha insistito, parlando di un’alleanza da "rinvigorire" contro "la sindrome di sfiducia e compiacenza". Poi un messaggio agli europei: "Non cerchiamo di separarci, ma di rivitalizzare un’antica amicizia", ricordando come le truppe della Nato "hanno combattuto, sanguinato e sono morte fianco a fianco". "Stiamo tracciando la rotta per un nuovo secolo di prosperità - ha concluso - e vogliamo farlo insieme".
(Adnkronos) - Edison investe nel valore dei profili tecnici specialistici e lancia High technological knowledge program (Htk), un programma di formazione, inserimento in azienda e crescita professionale per gli studenti e diplomati degli Its academy. In questo modo Edison punta ad attrarre e sviluppare giovani con profili tecnico-professionali che sono essenziali per l’implementazione del piano di sviluppo strategico dell’azienda, lavorando sul gap quantitativo e qualitativo che sussiste tra le competenze richieste dalla filiera industriale del settore energetico e quelle prodotte dai percorsi scolastici. “Edison ha scelto di investire nelle filiere tecnico-professionali, riconoscendo e promuovendo il valore della formazione tecnica come leva strategica per la crescita del Gruppo. Una scelta che rivaluta le professioni tecniche-operative come asset chiave per la transizione energetica e per l’innovazione del Paese”, ha commentato Giorgio Colombo, executive vice president hr e Ict di Edison. “L’investimento nella formazione tecnico professionale, attraverso i nuovi percorsi Its academy o quelli ordinamentali 4+2 recentemente lanciati con le filiere formative - ha spiegato - offre ai futuri diplomati elevate opportunità di impiego in linea con il percorso di studi e ben retribuite. Per questo abbiamo lanciato un programma specifico rivolto a questi profili che inizia con l’orientamento nelle scuole e si completa con un inserimento a tempo indeterminato ben retribuito e integrato con un robusto programma di welfare. Per il successo del programma, lavoriamo per costruire e consolidare partnership strategiche con il mondo dell’istruzione, creando ecosistemi finalizzati allo sviluppo di filiere formative strettamente connesse al tessuto economico-industriale del territorio. Da anni lavoriamo in questa direzione, a partire dal rilancio dei percorsi di formazione professionale rivolti ai giovani dopo le scuole medie attraverso l’iniziativa Scuola dei mestieri dell’energia; ora, con il nuovo programma, completiamo il nostro investimento per rilanciare la formazione tecnico-professionale”. Il nuovo programma, attivo dal 1° gennaio 2026, si rivolge ai giovani futuri diplomandi e neo-diplomati Its academy e propone un’offerta sistemica e strutturata che mira ad accompagnare i giovani lungo l’intero ciclo professionale, dalla fase di orientamento e formazione fino all’ingresso in azienda ed al successivo sviluppo di carriera. Grazie alle solide partnership attivate con gli Its academy, che coinvolgono i manager Edison, impegnati direttamente nei percorsi di orientamento e formazione, l’azienda offre ai ragazzi gli strumenti per trasformare il loro percorso di studi in un’opportunità di impiego, attraverso stage curricolari retribuiti già integrati nel programma didattico e, una volta conseguito il diploma, un impiego a tempo indeterminato. Per i neoassunti provenienti dagli Its academy Edison ha poi messo a punto uno specifico percorso di sviluppo della durata di 5 anni che si articola in un piano formativo per completare e migliorare ulteriormente le proprie competenze, accompagnato dalla prospettiva di una crescita retributiva che valorizza impegno e risultati raggiunti. Inoltre, l’azienda incoraggia e supporta i giovani lavoratori che intendono riprendere il percorso di studi iscrivendosi all’Università, attraverso orari di lavoro flessibili ed un contributo di 1500 euro per il sostegno agli studi per due anni. Con il programma High technological knowledge Edison ha individuato circa 30 opportunità di profili professionali impiegabili in azienda, in particolare nella filiera delle rinnovabili (per la manutenzione e gestione di impianti industriali eolici, fotovoltaici e idroelettrici), e nella filiera dell’efficienza energetica (per l’installazione, manutenzione e gestione degli strumenti di efficientamento energetico, sia per autoconsumo che per comunità energetiche). Il programma mira ad attrarre giovani per la realizzazione del piano strategico aziendale, che prevede l’inserimento di 300 nuove risorse all’anno, di cui circa il 50% composto da neodiplomati e neolaureati con profili tecnici altamente formati, impiegati nei diversi territori in cui la società sviluppa il proprio piano di investimenti. Un’opportunità concreta, per i giovani che lo desiderano, di trovare impiego negli stessi luoghi in cui abitano e studiano, generando valore economico e sociale anche per le comunità territoriali, a partire dall’indotto delle imprese partner. L’impegno di Edison nella costituzione dei lavori dell’energia si esplica già nelle Scuola dei mestieri dell’energia, in partnership con Aforisma, un progetto formativo dedicato sia ai diplomati delle scuole secondarie di I grado sia a quelli che hanno terminato la scuola secondaria di II grado. Il progetto, avviato in Puglia e in Sicilia, mira a creare opportunità concrete di formazione e lavoro per i giovani che vogliano acquisire una qualifica di formazione professionale riconosciuta e spendibile nel mercato del lavoro dell’energia. L’obiettivo è garantire opportunità di futuro reali, nel Gruppo Edison, nelle aziende partner, nelle imprese locali che partecipano alla formazione professionale dei giovani, dando loro gli strumenti necessari per inserirsi con facilità all’interno del mondo del lavoro. L’High technological knowledge program nasce all’interno di un piano più ampio che vede Edison impegnata in iniziative volte all’attraction, retention e valorizzazione delle nuove generazioni. Ne sono esempi il Company social housing, un supporto abitativo che offre ai giovani neoassunti la possibilità di vivere in una casa propria in prossimità della sede di lavoro, con un affitto calmierato che non supera un terzo della retribuzione netta mensile. O anche la Young community, un percorso di 36 mesi caratterizzato da momenti di formazione trasversali su competenze prevalentemente 'soft' e sui temi dell’energia. L’azienda garantisce inoltre un ampio programma di welfare e people care 'Edison per te' che contribuisce in maniera diretta alla sostenibilità sociale dei comportamenti aziendali.
(Adnkronos) - Nel corso del 2025, grazie al progetto Buon Fine, l’iniziativa sociale, nata nel 2005, che trasforma le eccedenze di prodotti alimentari in risorse per le comunità locali con l’obiettivo di prevenire lo spreco alimentare e di valorizzare le eccedenze di prodotti ancora perfettamente idonei al consumo, ma non più commercializzabili, Coop Lombardia ha recuperato oltre 858 tonnellate di cibo, contribuendo alla distribuzione di 1.716.180 pasti, per un valore complessivo di 6.579.460 euro. (VIDEO) In occasione della 13esima Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare, giovedì 5 febbraio, Bruno Ceccarelli, Responsabile delle Politiche Sociali e Comunicazione di Coop Lombardia, ha raccontato il tema dello spreco attraverso l’esperienza concreta della cooperazione di consumo: “Il progetto centrale di Coop Lombardia è ‘Buon Fine’, che dal 2005 ad oggi ha fornito milioni di pasti ogni anno - spiega - nell'ultimo anno, infatti, abbiamo raccolto oltre 850 tonnellate di prodotti alimentari, che hanno permesso di distribuire oltre 1,7 milioni di pasti”. Con il progetto ‘Buon Fine’, quindi, Coop si impegna nel recupero di “quei prodotti vicini alla scadenza, ma ancora utilizzabili, oppure di confezioni che possono essere state danneggiate, senza che sia stata intaccata, però, la qualità del prodotto e possono, quindi, essere donate ad associazioni che le trasformano in pasti, cibo e valore per chi si trova in difficoltà”. Tra gli obiettivi della Cooperativa c’è quello di contribuire alla crescita socio-economica delle realtà in cui è presente, favorendo la coesione sociale e la creazione di un benessere diffuso per l’intera comunità: “Coop è impegnata contro lo spreco alimentare lungo tutta la filiera attraverso la formazione dei propri dipendenti, ma anche pensando a iniziative come ‘Mangiami Subito’, che consiste nella vendita di prodotti ancora vendibili, ma che sarebbe utile vendere prima della scadenza - continua Ceccarelli - nonché cercando di prestare attenzione anche ai piccoli dettagli”. Con ‘Buon Fine’, Coop recupera quotidianamente prodotti ancora perfettamente commestibili, ma non più vendibili nei punti vendita - in quanto prossimi alla scadenza o con piccole imperfezioni - e li dona ad associazioni no profit, cooperative sociali, parrocchie ed enti caritatevoli presenti sul territorio, valorizzando il suo modello di solidarietà a km zero, riducendo al minimo le movimentazioni logistiche, limitando l’impatto ambientale legato al trasporto delle merci e favorendo una gestione efficiente e responsabile delle risorse. Queste organizzazioni utilizzano gli alimenti ricevuti per preparare pasti a favore di persone e famiglie in difficoltà, creando, così, una filiera virtuosa di solidarietà locale senza intermediazioni, che potrebbero generare nuovi sprechi: “Collaboriamo, infatti, con associazioni di grande spessore e dimensione come la Caritas, la Croce Rossa o Emergency, ma vi è anche una fitta rete di associazioni sul territorio, che raccolgono i prodotti recandosi direttamente al supermercato più vicino, riuscendo, pertanto, a portare solidarietà a chilometro zero in tutti i territori dove Coop Lombardia è presente”, conclude.