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(Adnkronos) - Ci sono gesti quotidiani che diamo per scontati e che non dovrebbero mai diventare un ricordo: aprire una porta, stringere una mano, lavorare al computer. Ma quando l'eczema cronico colpisce la pelle delle mani, anche le azioni più semplici possono diventare difficili e dolorose. Ritrovare la normalità non è un'illusione: significa partire dalla consapevolezza e da un'informazione corretta. Con questo obiettivo nasce la campagna di informazione e sensibilizzazione 'Prendi in mano la tua vita', promossa da Leo Pharma con il patrocinio dell'associazione pazienti Andea e delle società scientifiche Sidapa e Sidemast. L'iniziativa punta a diffondere conoscenze aggiornate sulla malattia, favorire il riconoscimento precoce dei segnali, incoraggiare il ricorso tempestivo al medico e ridurre i tempi di accesso alle cure specialistiche, per preservare qualità della vita, relazioni e attività professionale. L'eczema cronico delle mani è un'infiammazione persistente che interessa mani e polsi causando prurito, dolore, arrossamento e lesioni cutanee eterogenee, spiegano gli esperti. Si definisce cronico quando i sintomi durano oltre 3 mesi consecutivi, oppure si ripresentano almeno 2 volte nell'arco di 1 anno. Non è un disturbo passeggero: spesso alterna fasi di riacutizzazione a periodi di relativa remissione. Le cause sono molteplici e possono agire in sinergia nello stesso paziente, soprattutto in presenza di una predisposizione genetica: alterazioni della barriera cutanea, risposta immunitaria iperattiva, contatto prolungato con sostanze irritanti o allergeni e fattori ambientali. I sintomi e i segni variano da persona a persona, ma tra i più comuni ci sono prurito intenso, dolore, secchezza marcata, desquamazione e fissurazioni, cioè tagli dolorosi della pelle. In alcuni casi possono comparire anche gonfiore, vescicole, croste e ispessimento cutaneo. Nelle forme più severe, le erosioni possono compromettere gesti fondamentali come lavarsi le mani, afferrare oggetti o utilizzare dispositivi elettronici. Non si tratta solo di un problema estetico. L'eczema cronico delle mani ha un impatto concreto sulla vita quotidiana di chi ne soffre: fare la spesa, cucinare, lavarsi, scrivere al computer o semplicemente afferrare un oggetto può diventare complicato. Il dolore, il bruciore e il prurito, soprattutto la notte, peggiorano anche la qualità del sonno e aumentano la stanchezza diurna. E accanto ai sintomi fisici esiste un impatto meno visibile, ma altrettanto significativo: quello psicologico. L'eczema cronico delle mani è una patologia che si vede e si sente, ogni giorno. La necessità di controllare costantemente le mani e la paura di peggiorare i sintomi alimentano un forte senso di vergogna e vulnerabilità. "Come associazione, sappiamo quanto l'eczema cronico delle mani possa influire concretamente sulla vita di chi ne soffre, non solo dal punto di vista fisico, ma anche emotivo e sociale - afferma Mario Coccioli, presidente di Andea - Per questo, sosteniamo questa campagna che unisce informazione, sensibilizzazione e strumenti pratici, come la sezione 'Trova il centro', utili a facilitare un accesso precoce alle cure specialistiche". E' fondamentale rivolgersi tempestivamente a un dermatologo quando si riconoscono i segni e i sintomi, raccomandano i promotori dell'iniziativa. La diagnosi si basa sulla valutazione clinica, sull'anamnesi dettagliata e sul riconoscere i fattori scatenanti. Seguire le indicazioni dello specialista permette nella maggior parte dei casi di ridurre le riacutizzazioni e migliorare la qualità di vita. Una corretta informazione e l'identificazione precoce dei segnali rappresentano il punto di partenza per orientarsi verso il supporto clinico più appropriato. Sul sito riscopriletuemani.it è disponibile una sezione dedicata alla ricerca dei centri specialistici, che offre un riferimento utile per individuare strutture qualificate a cui rivolgersi per una valutazione dermatologica accurata.
(Adnkronos) - "Il mercato del noleggio a lungo termine in Italia ha registrato una crescita del +33% nel 2024, superando 1,2 milioni di veicoli in circolazione. Quali sono, secondo lei, i principali fattori che hanno spinto questa espansione così significativa? Da quando ho iniziato 7 anni fa il mondo è cambiato e si sta profilando sempre di più una fase di forte incertezza economica, segnata prima dalla pandemia e poi dai conflitti internazionali. Questo ha portato gli acquirenti a forti incertezze sull’acquisto del nuovo anche grazie ad un aumento significativo dei tassi di interesse e dei prezzi delle auto". Così, in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia, Valentina Calastri, consulente specializzata nel noleggio auto a lungo termine per privati, professionisti e aziende. "Oggi - spiega - i consumatori hanno molto insicurezza e manifestano maggiore cautela nelle scelte di acquisto. Aggiungerei anche che le continue modifiche sulle normative relative ad inquinamento ed emissioni fanno sì che le auto si svalutino in tempi brevi non permettendo di stimare il reale valore di un’auto nel medio-lungo periodo e rischiando di rendere un mezzo acquistato in utilizzabile già nel breve periodo. Per queste ragioni il noleggio a lungo termine risulta più vantaggioso a livello psicologico oltre che economico, eliminando le incognite legate al possesso, offrendo un costo mensile fisso e predeterminato, che consente di pianificare la spesa senza i rischi della svalutazione o dell’evoluzione del mercato. Una soluzione quindi che dà stabilità e prevedibilità al consumatore". "Nel medio periodo personale di attività - chiarisce - ho sempre visto un miglioramento del mercato quindi per me è un segnale di continuità, non come un nuovo picco straordinario. Credo che andremo verso una fase più matura, con ritmi di crescita meno esplosivi ma più stabili dati anche dai rinnovi dopo scadenza. Non si tratta di un trend ma di un’affermazione di un servizio che funziona e che agevola il consumatore. Le condizioni che lo hanno spinto a scegliere il noleggio a lungo termine restano tutte presenti: costi del nuovo elevati, incertezza normativa, attenzione alla gestione e prevedibilità della spesa. Difficilmente questi fattori verranno meno nel breve periodo". "Nel lungo periodo - fa notare - posso pensare ad una crescita più graduale, causata da un ampliamento del pubblico. Il servizio nlt (noleggio lungo termine) è sempre più apprezzato dai privati e pmi, non per convenienza occasionale ma per scelta razionale. Al di là dei mezzi, il mercato diventerà più selettivo: conteranno meno i volumi e di più la capacità di offrire consulenza, chiarezza e soluzioni realmente adatte alle esigenze del singolo cliente. Quindi ipotizzo che il noleggio a lungo termine si consoliderà come modello di riferimento, destinato a crescere in modo meno rumoroso, ma decisamente più stabile". Quali sono oggi gli errori più frequenti che privati e aziende commettono quando si avvicinano al noleggio a lungo termine? "Il primo errore, molto diffuso sia tra i privati sia tra le aziende - sottolinea Valentina Calastri - è valutare il noleggio esclusivamente in base al canone mensile, senza analizzare cosa includa realmente il contratto. Franchigie assicurative, scoperti, penali a fine noleggio o servizi esclusi possono fare una grande differenza nel periodo di noleggio". "Un secondo errore - avverte - riguarda la scelta non corretta di durata e chilometraggio. Spesso si sottostimano le percorrenze o si opta per formule poco coerenti con l’uso reale del veicolo, con il rischio di conguagli e costi extra a fine contratto. Un ulteriore errore che spesso riscontro con le aziende, è quello di non inserire il noleggio all’interno di una strategia di mobilità più ampia, limitandosi a sostituire l’acquisto con il noleggio senza una vera analisi fiscale, finanziaria e operativa". "Credo - continua - che la mobilità privata e le pmi saranno i segmenti più dinamici. Categorie che vogliono avere servizi semplici e costi controllabili. Per le aziende strutturate, invece, il focus non sarà tanto sull’aumento dei volumi quanto sull’ottimizzazione e sulla razionalizzazione delle flotte. Sul fronte dei veicoli, continueranno a essere centrali i suv compatti e i crossover, per la loro versatilità e per il buon equilibrio tra costi, spazio e utilizzo quotidiano. Vedo in prospettiva un aumento delle motorizzazioni ibride, soprattutto full e plug-in, percepite come la soluzione più 'di transizione' e meno rischiosa rispetto all’elettrico puro che vedo come un’imposizione data dalle normative sempre più restringenti ma poco adattabile alla vita reale data anche la mancanza di infrastrutture adeguate. Il mercato dovrà fare i conti anche con le soluzioni a guida autonoma che ridurranno la necessità di avere un mezzo proprio e che in alcune parti del mondo sono già utilizzate sui veicoli commerciali leggeri per la distribuzione degli acquisti e-commerce". Per Valentina Calastri "la vera esigenza futura di mobilità sarà la flessibilità di contratti e mezzi. I clienti chiederanno contratti più adattabili, possibilità di revisione in corso d’opera e soluzioni che riducano l’esposizione al rischio tecnologico e normativo. La proprietà di un mezzo sarà sconveniente a molti per l’ampia offerta dei servizi e il noleggio a lungo termine non sarà più solo una formula finanziaria, ma uno strumento per la mobilità, sempre più personalizzato e orientato al servizio". In che modo il suo approccio umano e su misura riesce a fare la differenza per il cliente, trasformando il noleggio a lungo termine in un’esperienza semplice e senza stress? "Ho sempre cercato - afferma - di essere quasi una 'psicologa' nell’approccio verso i miei clienti. Sembra una banalità ma molte volte ascoltare il cliente, farlo parlare, capire le sue esigenze instaura un rapporto di fiducia che si traduce anche in una forte riduzione dei costi che andrà a sostenere. Mantenendo un approccio consulenziale, io non propongo soluzioni preconfezionate. Parto sempre da un’analisi puntuale delle reali esigenze di mobilità, dell’utilizzo del veicolo, del contesto fiscale e delle aspettative nel medio periodo. Questo mi permette di strutturare contratti 'tailor made', evitando scelte inefficaci o costi nascosti che spesso emergono solo nel tempo e sono controproducenti per la fiducia verso il servizio". "La vera differenza - assicura - non la fa il prodotto ma come si propone il servizio al cliente. La mia consulenza nasce proprio dall’esigenza di dare ordine e chiarezza a un settore che, per l’utente medio, appare complesso e poco trasparente. Inoltre mi sforzo quotidianamente di essere per i clienti una presenza costante. Li seguo in ogni fase: dalla scelta iniziale alla gestione quotidiana, fino alla riconsegna del veicolo. Questo si traduce per il cliente in decisioni semplici, riduzione dello stress garantendo continuità, soprattutto nei momenti critici. Il cliente non acquista un canone, non noleggia solo un’auto, ma ottiene una gestione della mobilità chiara, consapevole e senza sorprese. Quella tranquillità, costruita su competenza, ascolto e fiducia, che trasforma una consulenza in una relazione stabile".
(Adnkronos) - "Estrarre l’ultima goccia di olio dalle emulsioni oleose è la nostra missione quotidiana. La Bottari si occupa prevalentemente dalla nascita della raccolta e trasporto e lo smaltimento degli oli usati.” Così Davide Bottari, amministratore delegato di Bottari S.r.l, ha descritto a Roma l’attività della sua azienda, intervenendo alla presentazione della terza edizione del progetto di Legambiente “L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy”. L’incontro ha messo in luce le best practice italiane nella transizione ecologica e il ruolo delle imprese nazionali nell’implementazione di un’industria più sostenibile, innovativa e competitiva. “Ogni anno l’azienda raccoglie circa 60.000 tonnellate di emulsioni oleose, miscugli complessi di acqua e olio a bassa concentrazione, dai quali riesce a estrarre circa 7.000 tonnellate di olio, destinato alla rigenerazione industriale. Questo processo consente di evitare lo smaltimento per termodistruzione o altre soluzioni ad alto impatto ambientale.” “Il nostro contributo al Clean Industrial Deal Made in Italy non è solo tecnologico, ma anche culturale”, spiega Bottari. “Partecipiamo ai cantieri della transizione ecologica perché rappresentiamo un esempio concreto di come l’industria possa operare in maniera sostenibile, senza compromettere la competitività. Tutto il nostro processo è rigorosamente Made in Italy, dal macchinario alle procedure operative. L’azienda fa parte del Gruppo Italium, interamente italiano, che coordina diverse attività di raccolta e rigenerazione di materiali industriali complessi.”