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(Adnkronos) - Affluenza in calo in Giappone, dove oggi domenica 8 febbraio si vota per rinnovare anticipatamente la Camera bassa. Alle 14 locali, la partecipazione al voto era del 16,05%, con un calo di 3,07 punti rispetto alle ultime elezioni della Camera bassa nel 2024. I sondaggi della vigilia indicano che il Partito Liberal Democratico (LDP) di Sanae Takaichi, prima premier donna del Paese del Sol Levante che punta a consolidare il mandato del suo governo, supererà i 233 seggi necessari per riconquistare la maggioranza nella potente camera bassa composta da 465 membri, e con il partner di coalizione Partito dell'Innovazione Giapponese potrebbe assicurarsi i 310 seggi necessari per una maggioranza dei due terzi. Si tratterebbe del miglior risultato per il LDP dal 2017. Takaichi è forte anche dell'"endorsement completo e totale" del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo il quale ha "già dimostrato di essere una leader forte, potente e saggia". Un Giappone "più prospero, più sicuro" è la promessa. "Premere il pulsante della crescita è il compito del governo Takaichi - ha detto ieri la premier durante un evento a Tokyo al quale hanno partecipato migliaia di persone - Il Giappone diventerà sempre più prospero e sicuro". Takaichi, 64 anni, originaria di Nara, conservatrice convinta, considerata in qualche modo l''erede' di Shinzo Abe, assassinato quattro anni fa, premier da ottobre dopo le dimissioni di Shigeru Ishiba e la vittoria nella corsa per la guida del Partito liberaldemocratico (Ldp), ha deciso il mese scorso per le elezioni anticipate e ha assicurato che si dimetterà in caso di sconfitta, se il suo partito non otterrà la maggioranza. Vuole essere la 'Lady di ferro' del Giappone e, dopo aver accolto Trump in Giappone ad appena una settimana dall'inizio del suo mandato alla guida del governo, è pronta a volare a Washington per il faccia a faccia alla Casa Bianca annunciato dal tycoon - ancor prima dell'apertura dei seggi in Giappone - per il prossimo 19 marzo. Tra le parole di Trump, arrivate poche ore dopo un colloquio telefonico con il leader cinese Xi Jinping, c'è un messaggio per il Dragone. Fra Pechino e Tokyo la tensione è salita alle stelle con lo scontro diplomatico innescato alla fine dello scorso anno da parole di Takaichi. Considerata un falco se si parla di difesa, sicurezza e diplomazia, ha lasciato intendere che il Giappone potrebbe intervenire in caso di attacco militare cinese per la "riunificazione" di Taiwan, isola di fatto indipendente e che rivendica la sua democrazia ma a cui Pechino non rinuncia. Per ora, riflettori puntati sui seggi, e sull'affluenza. Le ultime elezioni per il rinnovo della Camera dei Rappresentanti risalgono ad appena 15 mesi fa. Punta alla miglior vittoria Takaichi, con oltre 2,6 milioni di follower su X, un passato che parla di tv e anche passione per le moto e la batteria, forte di un sostegno che appare diffuso tra i giovani. Secondo un recente sondaggio di Asahi Shimbun, alle elezioni di oggi si prevede una vittoria a valanga per l'Ldp, al potere quasi ininterrottamente da decenni ma che ha vissuto mesi di crisi, e gli alleati del partito 'Ishin', che potrebbero conquistare più di 300 dei 465 seggi della Camera bassa del Parlamento di Tokyo. Ben oltre i 233 necessari per la maggioranza. In corsa ci sono 1.285 candidati per un mandato di quattro anni. In cima alle preoccupazioni degli elettori, ha confermato un sondaggio dei giorni scorsi dell'agenzia Kyodo, resta l'economia (il 53,6% delle persone interpellate ha indicato il carovita prima di welfare e sicurezza). Quelle di oggi non saranno solo le prime elezioni da quando alla guida del governo è arrivata Takaichi, ma anche le prime dalla fine della storica alleanza tra l'Ldp e Komeito. L'opposizione rappresentata dall'Alleanza centrista riformista, che unisce il Partito democratico costituzionale (finora 148 seggi) e Komeito (24), rischierebbe di vedere pochi eletti.
(Adnkronos) - "Il welfare aziendale è stato per anni considerato come un insieme di servizi pensati per migliorare il clima in ufficio. Un’integrazione piacevole, ma non essenziale. Lo scenario economico attuale impone tuttavia un cambio di prospettiva radicale: in un contesto segnato dal costo della vita sempre più elevato, che continua a pesare sulle famiglie, e da rinnovi contrattuali che faticano a coprire l’aumento del costo della vita, il 2026 si conferma l’anno della svolta. Il welfare cessa di essere un semplice 'benefit' per diventare il pilastro portante di una nuova strategia salariale". A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Andrea Guffanti, general manager di Coverflex in Italia. "I dati del Report sulla retribuzione 2025 di Coverflex - spiega - parlano chiaro: mentre gli stipendi base restano sostanzialmente stabili, le necessità dei collaboratori continuano a crescere. In questo scenario di stagnazione retributiva, le aziende non possono più limitarsi a guardare solo alla busta paga tradizionale". "L’evoluzione del rapporto tra azienda e lavoratore - avverte - passa per un modello di compensazione estesa. Non si tratta più di dare 'qualcosa in più', ma di gestire in modo intelligente il valore economico che l'azienda trasferisce ai propri dipendenti. Attraverso il welfare, l’impresa interviene direttamente sulla capacità di spesa quotidiana delle persone, coprendo costi che altrimenti graverebbero interamente sul netto in busta: dalla sanità alla scuola, dai trasporti al tempo libero". "Questa trasformazione - avverte - porta il welfare ad essere una vera e propria politica salariale. Le aziende che scelgono questa strada ottengono un doppio vantaggio: aumentano il valore reale percepito dai dipendenti e ottimizzano i costi legati alla tassazione del lavoro". “Il welfare aziendale ha smesso di essere una voce nel capitolo 'extra' per diventare il cuore pulsante della strategia di retention e remunerazione. Non stiamo più parlando di semplici agevolazioni, ma di uno strumento dinamico che restituisce potere d'acquisto reale in un momento in cui la busta paga tradizionale sembra aver raggiunto il suo limite fisico", aggiunge Andrea Guffanti. "Il passaggio dal vecchio concetto di premio a quello di salario integrativo - sottolinea - è ormai completato. Per le imprese, investire nel welfare oggi non è solo un modo per attrarre talenti, ma una necessità per garantire la sostenibilità economica dei propri collaboratori. In sintesi, il welfare è diventato la seconda gamba della remunerazione: uno strumento concreto, misurabile e indispensabile per proteggere il potere d'acquisto e costruire un legame solido e duraturo tra impresa e lavoratore".
(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale che ha previsto un focus specifico sulla presenza di materiali in bioplastica dispersi nell’ambiente. Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%), un materiale - spiega Legambiente - ancora non contemplato nei protocolli di monitoraggio ufficiali e che non fa parte della lista che viene utilizzata a livello europeo. “Con questo studio - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di 'riutilizzabile' nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento". Sul fronte bioplastiche, "la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, vogliamo ricordare che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato”.