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(Adnkronos) - "La posizione ideale è quinto. Così non sono appena fuori dal podio, che è triste, ma sono top five e non ho tutti i problemi del podio. Quarto è quasi podio. Quinto è perfetto". Con la sua consueta ironia, Fulminacci fissa l'obiettivo per la sua partecipazione alla 76esima edizione del Festival di Sanremo, dove è in gara con il brano 'Stupida sfortuna'. E nel caso di podio, il cantautore ha già pronta una contromisura: "Mi sono ripromesso di manifestare tristezza e delusione, e non gioia per il vincitore, nel caso in cui dovessi perdere, perché penso sia una reazione più onesta". Fulminacci torna all'Ariston con uno spirito completamente diverso rispetto all'esordio del 2021. "L'ho fatto in una versione Covid, con i palloncini al posto del pubblico, che tra l'altro sono la mia più grande paura. È stato tremendo", racconta il cantautore. "Ora ci vado con uno spirito molto più allegro, per divertirmi". E il Premio della Critica? "Non me lo danno, secondo me. Lo danno a qualcuno con i testi seri. La mia è una canzone che parla di sentimenti, e i sentimenti non meritano critica", scherza. Poi, sulle polemiche relative alle proteste legate all'Eurovision, dichiara: "Non mi sto ponendo la questione, lo farò nel caso in cui dovessi vincere il Festival. Ma non credo che arriverò primo". Al direttore artistico Carlo Conti - rivela - aveva presentato due canzoni: "Una era questa, l'altra poteva essere più da Premio della Critica e la troverete nel disco. Ero fiducioso di entrambe, ho lasciato a loro la scelta". Per la serata delle cover, la sua scelta è ricaduta su un'accoppiata sorprendente: la giornalista Francesca Fagnani per reinterpretare "Parole parole" di Mina. "Volevo accanto a me una figura che stimassi del panorama italiano e che non fosse un cantante. Lei è una figura di grande dignità, austera e allo stesso tempo materna, ti mette a tuo agio. È anche una psicologa a modo suo. Mi piace l'idea di usare il mezzo televisivo guardando al passato, rievocando l'atmosfera della tv di altissimo livello degli anni '60 e '70". La partecipazione al Festival è il primo tassello di un mosaico più grande che si svelerà il 13 marzo con l'uscita del suo nuovo album, 'Calcinacci' (Maciste Dischi/Warner Music Italy). Un titolo che nasce da un momento di svolta personale: "Ho concluso una relazione molto importante e mi trovo in mezzo alle macerie. I calcinacci sono dove si è distrutto e dove si ricostruisce sono i cantieri. Questo disco è proprio questo: sono io che ricostruisco, che guardo cosa è successo, con tutti i sassi per terra, e cerco di ricostruire”, spiega l'artista. Il disco, prodotto da Golden Years (che lo dirigerà anche a Sanremo), si preannuncia "più minimale, con meno chitarra acustica e una scrittura diversa", frutto anche di nuovi ascolti, su tutti Franco Battiato. "L'ho scoperto tardi, ma in questo disco ho in qualche modo rubato la sua furba ingenuità". All'interno di'"Calcinacci' troveranno spazio due collaborazioni nate dall'amicizia, con Franco126 e Tutti Fenomeni. "Sono tutte cose nate in modo naturale", sottolinea Fulminacci, che per Tutti Fenomeni spende parole di grande stima: "È un artista che adoro alla follia, credo sia un intellettuale del nostro tempo e va ascoltato con attenzione". Ma la creatività di Fulminacci non si ferma alla musica: ad accompagnare l'album ci sarà anche un vero e proprio cortometraggio al quale ha partecipato anche Pietro Sermonti. "Sono un po' annoiato dai videoclip, così abbiamo pensato: facciamo un film. Ho girato un corto di 20 minuti, di stampo cinematografico, in cui sono il protagonista. Racconta più o meno quello che succede dentro al disco. È una delle cose che mi divertono di più di questo progetto". Questo approccio graduale e riflessivo è la cifra stilistica della sua carriera, premiata già agli esordi con la Targa Tenco 2019. "Il mio obiettivo è crescere senza vivere dei picchi eccessivi. Non voglio una vita folle". E aggiunge: "Faccio questo lavoro perché mi piace scrivere canzoni e farle ascoltare a chi mi segue". Un percorso che ad aprile 2026 lo porterà per la prima volta nei palasport con il "Palazzacci Tour 2026" che partirà il 9 aprile da Roma (Palazzo dello Sport), per poi toccare Napoli (11 aprile, Palapartenope), Milano (15 aprile, Unipol Forum) e Firenze (18 aprile, Nelson Mandela Forum). Ma che rapporto ha con la "Stupida sfortuna" del suo brano? "Non trovo mai parcheggio, le piccole sfighe ce le ho tutte. Ho comprato la macchina e il giorno dopo l'ho trovata graffiata". Insomma, le disavventure quotidiane non mancano ma il quadro generale è più che positivo: "Faccio il lavoro più bello del mondo e sono pieno di persone che mi vogliono bene, quindi in realtà sono felicissimo e super fortunato". (di Loredana Errico)
(Adnkronos) - Iziwork, sulla scia della nuova leadership, iniziata con la nomina di Domenico Di Gravina a managing director group Italy e del preannunciato progetto di crescita, inaugurerà un nuovo hub a Treviso nel mese di marzo. L’apertura a Treviso consentirà all’azienda di essere più presente su tutto il territorio e vicina ai clienti presenti nella provincia, così da poter instaurare nuove relazioni e consolidare quelle già esistenti. Le ricerche in corso riguardano soprattutto i settori della logistica, tessile, materie plastiche e alimentari. A seguire i profili più ricercati divisi per settori. Logistica: magazzinieri con uso di muletto, responsabili di magazzino, addetti al carico e scarico merci. Tessile: operai controllo qualità, responsabile di prodotto; back office commerciale. Materie plastiche: ingegneri; progettisti; operatori addetti alle macchine a stampaggio; manutentori meccanici ed elettrici. Alimentare: responsabile qualità, food and beverage manager; operai specializzati; addetti al confezionamento alimentare. Per la nuova apertura Iziwork ricerca anche personale interno: 1 branch manager che seguirà relazioni con il territorio, 2 recruiter che si occuperanno delle selezioni delle ricerche. Per le candidature visitare il sito www.iziwork.com.
(Adnkronos) - Semplificare e razionalizzare le normative, in modo da recuperare competitività e innovazione, pur rispettando gli obiettivi di sostenibilità. Questo lo scopo di una serie di pacchetti – non solo in materia ambientale – presentati nell’ultimo anno dalla Commissione europea per venire incontro alla richiesta, avanzata da più parti, di alleggerire gli oneri delle imprese. L’organo esecutivo del blocco, che solo qualche anno fa centrava un ambizioso traguardo con il Green Deal, nel 2025 ha presentato dieci pacchetti, alcuni specifici: l’Omnibus I, dedicato a sostenibilità e regole ESG, e Omnibus VIII – Ambiente, che interviene direttamente su emissioni industriali, rifiuti, economia circolare e autorizzazioni. La Dichiarazione di Budapest del novembre 2024 d’altronde lo ha detto chiaramente: serve una “rivoluzione di semplificazione“, perché “non è più possibile mantenere lo status quo”. “Per rafforzare la nostra competitività, occorre sfruttare in modo globale e coerente tutti gli strumenti e le politiche, a livello sia dell’Ue che degli Stati membri”. L’organo guidato da Ursula von der Leyen sta dunque cercando di raggiungere i traguardi ambientali fissati “in modo più efficiente, meno costoso e più intelligente”, e soprattutto senza affossare le imprese. La Commissione prevede che le imprese risparmieranno circa 1 miliardo di euro all’anno, portando i risparmi derivanti dagli Omnibus e da altre iniziative di semplificazione già presentate a quasi 11 miliardi di euro all’anno. L’obiettivo complessivo di 37,5 miliardi di euro di risparmi annuali sui costi amministrativi entro il 2029 sarebbe così più vicino. Vediamo allora di che cosa si tratta e a che punto siamo. Va subito precisato però che non esiste ancora un testo definitivo unico e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Ue, perché molte delle modifiche proposte sono in corso di esame da parte dell’Europarlamento e del Consiglio. Il Pacchetto Omnibus I, presentato dalla Commissione il 26 febbraio 2025, mira a semplificare radicalmente le norme ESG, riducendo gli oneri burocratici con lo scopo di rendere la sostenibilità “più accessibile e più facile da attuare”. Ecco i suoi punti chiave: - semplificazione obblighi CSRD (rendicontazione sulla sostenibilità) e CSDDD (due diligence di sostenibilità): proposta una riduzione di circa l’80% del numero di imprese obbligate; - semplificazione del meccanismo CBAM (che prevede un adeguamento del carbonio alle frontiere); - ‘Stop the Clock’: introduzione di uno slittamento di due anni, al 26 luglio 2027, per l’entrata in vigore degli obblighi di rendicontazione per diverse categorie di imprese; - PMI: introduzione di standard di rendicontazione più semplici e volontari per le piccole e medie imprese; - revisione soglie: innalzamento delle soglie dimensionali (dipendenti, fatturato, attivo di bilancio) per le imprese soggette alla rendicontazione di sostenibilità; - allineamento normativo: coordinare le scadenze degli standard europei (ESRS) per facilitare l’adeguamento delle aziende. Il pacchetto Omnibus VIII – Ambiente, presentato il 10 dicembre 2025, riguarda più ampiamente la normativa ambientale europea. Comprende sei proposte legislative che intervengono su emissioni industriali, economia circolare, valutazioni ambientali, dati geospaziali e gestione delle sostanze pericolose. Per quanto riguarda la direttiva sulle emissioni industriali (IED), che ha l’obiettivo di prevenire e monitorare l’inquinamento provocato dai grandi stabilimenti, l’idea è di semplificare gli obblighi di reportistica, non più per singolo sito ma per azienda, con l’eliminazione di alcuni requisiti di certificazione e una semplificazione del database della direttiva. Ad esempio, si vuole eliminare l’obbligo di includere i piani di trasformazione e concedere più tempo agli operatori per la predisposizione dei Sistemi di Gestione Ambientale (SGA). Gli agricoltori e gli operatori del settore dell’acquacoltura saranno esentati da alcuni obblighi di rendicontazione; inoltre, l’ambito delle attività agricole sarà semplificato e le duplicazioni per le aziende agricole biologiche saranno ridotte. Altro asse centrale del pacchetto è la responsabilità estesa del produttore (EPR), che impone ai produttori di farsi carico anche del fine vita degli articoli che immettono sul mercato. In particolare, il pacchetto prevede la sospensione temporanea – fino al 1° gennaio 2035 – dell’obbligo di nominare un rappresentante autorizzato in ciascuno Stato membro per i produttori europei che vendono prodotti in altri Paesi. I contratti già in essere potranno essere mantenuti, mentre i produttori che non intendono nominare un rappresentante beneficeranno di una riduzione dei costi amministrativi. La Commissione chiarisce però che la riforma strutturale dell’EPR sarà affrontata con un altro atto: il Circular Economy Act, previsto per il 2026. L’Omnibus Ambiente interviene anche sulle autorizzazioni e sulle Valutazioni di Impatto Ambientale (VIA). L’obiettivo è ridurre le duplicazioni burocratiche e accelerare le decisioni, con particolare attenzione a progetti considerati strategici, come reti elettriche, data center ed economia circolare. La Commissione propone: - scadenze più chiare per il rilascio dei permessi; - maggiore ricorso a strumenti digitali; - una presunzione di interesse pubblico per alcune tipologie di progetti. Non è ancora chiaro quali siano, ma la Commissione ha precisato che debbano contribuire “alla resilienza dell’Ue, alla decarbonizzazione o all’efficienza delle risorse”. Per gli imballaggi, la Commissione fa riferimento all’introduzione di linee guida (non di norme nuove) per semplificare l’implementazione del nuovo Regolamento, per facilitare la conformità da parte degli Stati membri. Sul fronte dei dati, Bruxelles punta a superare strumenti ritenuti costosi e poco efficaci. È il caso del database SCIP (Substances of Concern In articles as such or in complex objects (Products)) – al quale attualmente le imprese devono notificare la presenza di sostanze “estremamente preoccupanti” negli articoli che immettono sul mercato – che potrebbe essere abrogato e sostituito da soluzioni digitali più integrate, come il Passaporto digitale dei prodotti. Analogamente, la Commissione considera troppo onerosa la Direttiva INSPIRE del 2007, che impone agli Stati membri di produrre una serie di dati geografici (su acqua, suolo, biodiversità, ecc.) in formato armonizzato, interoperabile e consultabile online, e propone di sostituirla con un portale unico open data, più snello e standardizzato. La Commissione ha poi annunciato che anche la Direttiva quadro sulle acque sarà rivista e modificata nel 2026, e che sono possibili interventi mirati sulla Nature Restoration Law. In entrambi i casi, però, il contenuto specifico è ancora oggetto di confronto politico. I pacchetti dunque sono stati presentati. Ma a che punto si trovano del loro percorso verso l’adozione? Omnibus I ha già visto voti e posizioni negoziali del Parlamento europeo e sta seguendo un iter più avanzato rispetto al pacchetto ambiente. Tuttavia, anche qui la procedura non è ancora conclusa. Il 9 dicembre 2025 intanto è stato trovato l’accordo di Consiglio e Parlamento. Omnibus VIII invece si trova nella fase iniziale dell’iter: è ora all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio. Il 19 gennaio 2026 la commissione parlamentare competente (comitato ENVI) ha avuto uno scambio di vedute con la commissaria europea per l’Ambiente Jessika Roswall — ma non è stata ancora adottata una posizione finale formale. C’è tuttavia un punto da ricordare: come per gli altri pacchetti Omnibus, la Commissione non ha effettuato una valutazione d’impatto nemmeno su quelli green, ritenendola non necessaria. Ma la Ombudswoman Teresa Anjinho ha recentemente contestato la mancanza di analisi e giustificazioni adeguate delle prime misure Omnibus, specificando che “in futuro, sarà necessario trovare un migliore equilibrio tra un’amministrazione agile e il rispetto di standard procedurali minimi per l’elaborazione delle leggi. Alcuni principi di buona normazione non possono essere sacrificati neppure in nome dell’urgenza”. E mentre associazioni e ong criticano la semplificazione perché, afferma il Wwf, “rischiano di demolire decenni di protezione della natura, con effetti immediati su aria, acqua, ecosistemi e salute pubblica”, per Roswall “non c’è contraddizione tra elevati standard ambientali e competitività: sono due facce della stessa medaglia”