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(Adnkronos) - "Il bisogno principale dei pazienti affetti da broncopneumopatia cronica ostruttiva è avere un accesso facile e agevolato al medico o allo pneumologo" da poter contattare "quando sentono che la loro salute sta cominciando a venir meno, temendo riacutizzazioni, la paura più grande". Così Simona Barbaglia, presidente Respiriamo insieme Aps e caregiver di una persona con Bpco, all'evento organizzato a Milano da Sanofi, dedicato a un nuovo farmaco biologico, dupilumab, presto disponibile in Italia per i pazienti che non controllano in modo adeguato la patologia. Aggiunge Maria Dolores Listanti, insegnante mindfulness ed ex fisioterapista, in rappresentanza dell'Associazione dei pazienti con Bpco: "Affianchiamo queste persone con un percorso di mindfulness, che vuol dire consapevolezza e presenza mentale. Utilizziamo il respiro proprio in chi ha problemi di respiro. Facciamo emergere le risorse sopite che ognuno di noi ha, anche in una situazione di difficoltà come quella dei pazienti con Bpco. Li supportiamo in questo percorso con fiducia e con l'idea che la vita può essere vissuta pienamente anche quando ci sono problemi gravi come questo". Come rimarca Barbaglia, "ciò che maggiormente temono i pazienti è la riacutizzazione, perché ogni volta che ne hanno una si rendono conto che la loro autonomia e qualità di vita è compromessa. L'impatto di questa malattia sulla qualità di vita del paziente è molto forte, soprattutto nelle fasi più avanzate". A ogni riacutizzazione il loro "mondo si rimpicciolisce sempre di più. Queste persone hanno limitazione nelle passeggiate, non riescono più a fare le scale, o a fare la spesa, devono obbligatoriamente appoggiarsi a qualcuno e iniziano a sentirsi un peso per la famiglia. A ogni riacutizzazione la loro autonomia si riduce, e spesso temono che le famiglie non riescano più ad occuparsi di loro e scelgano la soluzione dell'inserimento in strutture. Si tratta di una morte emotiva, oltre che fisica". A causa della malattia Barbaglia ha già perso il padre, "accanito fumatore per oltre trent'anni", e recentemente segue la madre che ha avuto una diagnosi di Bpco causata da "un'esposizione professionale", avendo lavorato nel tessile. "Per fortuna - dice - ora ci sono terapie differenti da quando è stata diagnosticata questa patologia a mio papà. Siamo più determinati di prima nel sostenere la mamma nel suo viaggio con questa patologia e speriamo che il suo esito sia molto diverso rispetto a quello del papà".
(Adnkronos) - La firma del protocollo segna “l’inizio di una collaborazione virtuosa finalizzata a tutelare i contribuenti, anche quelli fragili, contro il lavoro nero e il caporalato. Tutelare la legalità e difendere il lavoro regolare vuol dire tutelare la dignità del nostro Paese”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Gabriele Fava, in occasione dell’incontro organizzato nella sede della Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Milano, per formalizzare il protocollo che segna l’inizio di un percorso di collaborazione finalizzato alla ricerca e alla repressione delle violazioni in ambito contributivo, previdenziale e assistenziale, al potenziamento delle azioni di prevenzione e allo sviluppo di sinergie informative e investigative su notizie di reato anche con il coinvolgimento di altre Istituzioni. “Un lavoro di squadra - dice il presidente Fava - che darà frutti in tempi accettabili, ragionevoli e rispettosi dei cittadini. Questo protocollo va letto come un ulteriore mattone a favore della legalità. Con questa firma, alla quale concretamente daremo attuazione - conclude Fava - cercheremo di lavorare sempre di più e sempre meglio a favore di tutti i cittadini, della legalità e della correttezza dei rapporti di lavoro”.
(Adnkronos) - Su 40.388 rifiuti raccolti e monitorati dal 2021 al 2024, in 10 spiagge e 10 parchi urbani della Penisola, l’80% è costituito da plastica tradizionale, nella forma di imballaggi e oggetti usa e getta. E' il risultato del nuovo studio di Legambiente 'Beach e Park Litter', frutto del primo monitoraggio su spiagge e parchi a scala nazionale che ha previsto un focus specifico sulla presenza di materiali in bioplastica dispersi nell’ambiente. Tra i rifiuti usa e getta più trovati ci sono soprattutto tappi, buste, bottiglie e bicchieri in plastica, ma non solo. Oltre alla plastica, sono stati trovati metalli (6,8%), carta e cartone (5,9%), vetro e ceramica (3,6%), gomma (1,3%), vestiti e tessuti (1,1%), legno (0,5%), rifiuti da cibo (0,3%), rifiuti in materiali misti (0,2%) e, infine, quelli in bioplastiche compostabili e biodegradabili (0,2%), un materiale - spiega Legambiente - ancora non contemplato nei protocolli di monitoraggio ufficiali e che non fa parte della lista che viene utilizzata a livello europeo. “Con questo studio - commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente - vogliamo riportare l’attenzione sul tema dei rifiuti dispersi nell’ambiente a partire da quelli in plastica tradizionale ma non solo. Si tratta perlopiù di rifiuti monouso che sono tra le cause primarie di littering. Come emerge dal nostro studio, l’inquinamento da littering continua a restare un’emergenza costante in Italia e una minaccia per biodiversità, ambiente ed ecosistemi, nonostante il recepimento della direttiva europea Sup. È importante che l’Italia si impegni per la riduzione dei rifiuti in plastica applicando la direttiva Sup ma anche colmando allo stesso tempo il vulnus normativo creato dalla mancata definizione del concetto stesso di 'riutilizzabile' nella direttiva Sup e nel decreto legislativo 196/2021 di recepimento". Sul fronte bioplastiche, "la cui esenzione dalla direttiva quattro anni fu criticata e non compresa anche a livello europeo, vogliamo ricordare che rappresentano una valida soluzione che ha permesso al paese di ottimizzare la gestione dei rifiuti organici in maniera differenziata e non sono diventate un problema, come confermano i numeri dell’indagine. Conoscere la tipologia e i quantitativi delle bioplastiche, permette di affinare sistemi di raccolta e politiche di prevenzione anche su questi materiali con la sfida appena cominciata con la nascita del consorzio dedicato”.