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(Adnkronos) - "Abbiamo vinto". Bastano due parole a Elly Schlein per intestare al centrosinistra l'esito del voto sul referendum per la giustizia. I leader di opposizione chiudono la giornata in piazza, insieme sul palco che Maurizio Landini ha convocato a urne ancora aperte insieme ai Comitati per il No. Poi, alla testa di un corteo improvvisato per le strade del centro di Roma, direzione piazza del Popolo. Tutti a festeggiare un risultato che sempre la segretaria del Pd definisce "oltre le aspettative". I conti li fa subito Goffredo Bettini: "Il no supera in voti quelli ottenuti dalle liste del centrosinistra nelle precedenti elezioni europee e politiche". In numeri, a conteggi terminati, parlano di oltre 14 milioni per il no. Due i milioni di scarto sul fronte del sì. Talmente tanto carburante nel serbatoio delle opposizioni da rilanciare, un po' a sopresa, anche le primarie del centrosinistra. Il più lesto a dare la lettura politica del voto è Matteo Renzi: "Una sconfitta sonora per la Meloni. Io mi sono dimesso, lei da cosa si dimette?", sentenzia l'ex premier, che aveva dato a Iv libertà di voto ma che mostra pochi dubbi su come interpretare il referendum. "Da oggi Meloni è un'anatra zoppa, per lei parte un anno di via crucis", prosegue Renzi. Entusiasmo anche in casa Avs, con Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli che non si sottraggono: "Da qui in avanti cambia il vento, la musica, si comincia a guardare alle elezioni con altro spirito", dice il leader di SI. Bonelli gli fa eco: "Un segnale politico rilevante, una sconfitta per Giorgia Meloni". Ma a dare il colpo di gas al campo largo è Giuseppe Conte, che non solo raccoglie l'assist di Renzi sulla primarie ("il centrosinistra vada rapidamente alle primarie, è in condizione di vincere le elezioni politiche", dice il leader di Iv), ma rilancia: "Si apre una nuova stagione, una nuova primavera politica, i cittadini vogliono voltare pagina, segnalano la richiesta di un'altra politica, più attenta ai bisogni delle persone e il M5s ha tutto il diritto, con le altre forze progressiste, di interpretare questa nuova primavera", è la premessa di Conte. Per l'ex premier, il voto è un "avviso di sfratto a questo governo". Secondo Conte "è evidente che oggi c'è uno spartiacque, non solo per quanto riguarda una battuta forte di arresto per il governo ma anche per quanto riguarda i contenuti e il progetto progressista". Quindi, "ci apriamo anche alla prospettiva delle primarie. Non primarie di qualche organizzazione, di qualche apparato partitico, ma veramente aperte" per "individuare il candidato, la candidata che possa essere più competitivo", dice. Schlein lascia agli altri leader una prima ribalta, ed è l'ultima a presentarsi alla stampa per una valutazione del voto. "Abbiamo vinto. Abbiamo fermato una riforma sbagliata ed è una vittoria ancora più bella perche partivamo da sconfitta annunciata”, è la premessa della segretaria, che individua subito l'elemento chiave della vittoria referendaria: "I giovani hanno fatto la differenza" e "il Pd ha avuto l'elettorato più compatto, al 90% tra tutti i partiti". Un messaggio, quest'ultimo, che suona anche diretto a quella parte del partito che si è mostrata non completamente sorda alle ragioni del sì e delle riforme. "Anche la giustizia si può migliorare, ma non così", sottolinea la leader dem. Schlein non chiede le dimissioni della Meloni: "Dal voto arriva un messaggio politico chiaro a Giorgia Meloni, ascolti il Paese e le sue priorità”, ma "ribadisco che la batteremo alle prossime politiche". Ma è alle prospettiva del centrosinistra che la leader dem dimostra di guardare: "Il voto è anche un messaggio per noi. Il Paese chiede un'alternativa e noi abbiamo la responsabilità di organizzarla. C'è già una maggioranza alternativa al governo. Questo voto ci consegna una grande responsabilità. Lavoreremo con le forze della coalizione progressista per costruire l'alternativa". Quindi, sottolinea, "sono certa che ci mettera d'accordo sia sul programma che sulle modalità per la guida" della coalizione, "io ho già detto che in caso di primarie ci sono".
(Adnkronos) - "Noi auspichiamo che si possa arrivare a una chiusura del terzo contratto con grande rapidità. So che ci sono ottime probabilità di una chiusura rapida. Questo è importante, non c'è mai astato un governo che abbia chiuso tre contratti in un legislatura". Lo ha detto Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del Merito, a margine del Xiii congresso Snals -Confsal a Roma. "La scuola torna ad essere protagonista. E' importante il dibattito e ma i si è parlato così tanto di scuola come in questa legislatura e questo sta a significare che abbiamo rimesso la scuola al centro. Per me - ha sottolineato Valditara - è fondamentale insistere nel processo di valorizzazione del personale scolastico, ridare autorevolezza ai docenti, da lì passa veramente il futuro della nostra società. Credo quindi che le tante misure che abbiamo messo in campo siano utili per questo fine che è strategico per l'Italia del futuro". "L'autorevolezza dei docenti, l'autorevolezza del personale della scuola non si esaurisce soltanto nel contratto, nell'aspetto economico. Innanzitutto c'è un ripristino di autorità del docente all'interno delle classi. Ecco perché ho voluto insistere sul tema della condotta, sul tema di quelle norme che ridanno concretamente dei poteri al docente all'interno delle classi. Anche questo è un passaggio culturale importante. Dobbiamo ripristinare il fatto che il docente non è colui che esprime delle opinioni ma è colui che trasmette un sapere con cui si avvia il dialogo necessario con cui si apre un approfondimento, un docente che suggerisce, che stimola lo spirito critico ma è innanzitutto il docente che deve essere ripristinato nella sua figura come un tempo si usava la parola maestro con la M maiuscola e il professore con la P maiuscola è il docente che è colui che possiede le conoscenze e le competenze necessarie per far crescere le conoscenze e le competenze nello studente. E guardate che questo non è un passaggio di poco conto è una piccola rivoluzione culturale". Ha aggiunto il ministro. "Poi c'è un altro aspetto che mi sta molto a cuore la difesa della figura del docente del personale scolastico del dirigente scolastico nei confronti del mondo esterno nei confronti anche di quei genitori che non hanno capito che ci deve essere una grande alleanza una forte alleanza fra famiglie e scuola perché senza questa grande alleanza non si va da nessuna parte e allora ecco perché alcune misure come l'arresto in flagranza nei confronti o in semifagranza nei confronti di chi aggredisca personale scolastico, il risarcimento del danno di immagini la difesa dell'avvocatura dello Stato la difesa legale, l'incremento delle sanzioni nei confronti di chi aggredisce personale scolastico e voglio dire che queste misure stanno iniziando a funzionare perché se andiamo a guardare le statistiche le aggressioni fatte da genitori, fatte da esterni a personale scolastico si sono ridotte di un terzo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno", ha aggiunto Valditara.
(Adnkronos) - “Alla quarta edizione di Key - The Energy Transition Expo, parliamo di Ultranet, la start up del Gruppo Hgm, dedicata allo sviluppo e alla digitalizzazione dei distretti industriali e a portare negli stessi i progetti di energia green per dare alle Pmi, che nel nostro territorio nazionale rappresentano oltre il 96% delle imprese produttive, un saving sui costi dell'energia, oltre che a rendere disponibile la fibra ottica, oggi abilitatore necessario e fondamentale per tutti i progetti di sviluppo, compresa l’intelligenza artificiale”. Sono le parole di Francesco Sangiovanni, presidente e Founder del Gruppo Hgm - Ultranet, in occasione dell’evento 'Il Progetto Edd - Ultranet nei Distretti Industriali', organizzato dalla stessa azienda nel contesto della quarta edizione di Key – The Energy Transition Expo, la manifestazione di Ieg - Italian Exhibition Group di riferimento in Europa, Africa e bacino del Mediterraneo sulla transizione energetica, svoltasi dal 4 al 6 marzo alla Fiera di Rimini. (VIDEO) Il Gruppo Hgm Spa è attivo in Italia nel settore delle infrastrutture di telecomunicazioni con la mission di offrire servizi integrati ai principali operatori Tlc e alle Utilities. La società Ultranet Srl, totalmente posseduta da Hgm, agisce in qualità di operatore iscritto al Roc, progetta reti Tlc in fibra e offre in Iru i diritti d’uso di circa 15mila km di rete in fibra ottica spenta e/o di cavidotti vuoti già realizzata o da implementare secondo le esigenze dei propri clienti. Ultranet offre anche il noleggio di centrali telefoniche e di redistribuzione ottica proprietarie, con la possibilità di adibirli a mini Hub (Edge Data Center) sul territorio. “Il Gruppo Hgm nasce trent'anni fa ed è di proprietà della famiglia Sangiovanni, di cui sono onorato di essere non solo il presidente, ma anche il maggiore di tre fratelli che hanno costruito questa bella realtà. Siamo presenti in Italia, ma anche in Brasile con progetti analoghi, in cui portiamo l’energia green e la fibra nei distretti e soprattutto nelle smart city - spiega - Il Gruppo Hgm è un'azienda con oltre 500 dipendenti, un fatturato in continua crescita e, soprattutto, con il proprio headquarter in Italia è basata sui principi degli imprenditori tradizionali”. “Il progetto Edd - Energy Digital District è stato studiato appositamente, quattro anni fa, dal nostro Gruppo per favorire la digitalizzazione e l'energia green dei distretti industriali - sottolinea Sangiovanni - poiché le piccole e medie imprese si trovano spesso in difficoltà sia sull'innovazione digitale sia sul costo delle bollette, che aumenta e non dà alle aziende la possibilità di fare saving sulle loro produzioni”. “Pensiamo che fra dieci anni passeremo da oltre il 40% di aziende dotate di fibra ottica all'80% e che porteremo 300mila imprese a non essere più dipendenti esclusivamente dalla bolletta energetica degli operatori, ma ad approfittare, anche grazie alle comunità energetiche, dei contributi che il governo sta mettendo a disposizione per poter dare loro la possibilità di poter essere indipendenti dai costi energetici, che diventeranno sempre di più, a livello globale, l'ago della bilancia sulle aziende di produzione”, conclude.