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(Adnkronos) - E' morto Beppe Savoldi. L'ex bomber di Napoli e Bologna si è spento all'età di 79 anni. La notizia è stata data sulla sua pagina Facebook, dal figlio Gianluca. "Se ne è andato in altra dimensione il nostro grande Beppe. I suoi luoghi, la sua casa e i suoi affetti lo hanno accompagnato fino all'ultimo momento lasciandoci custodi dei valori e dell'amore che hanno sempre costituito la cifra del suo percorso terreno. Siamo molto fieri di tutto ciò, pur travolti dal dolore" si legge nel post. "Ringraziamo di cuore i medici e gli infermieri del Papà Giovanni XXIII e dell'Istituto Beato Palazzolo di Bergamo che hanno avuto cura di lui pur tra le sue amate mura domestiche. Eliana, Gianluca con Valentina, Guya, Gabriella, e i suoi adorati nipoti Lorenzo, Ludovico e Giorgio". Savoldi è stato uno dei centravanti più prolifici della sua generazione e simbolo del calcio italiano degli anni Settanta. Nato a Gorlago il 21 gennaio 1947, si è spento a Bergamo dopo una lunga malattia. Fece scalpore nel 1975 il suo trasferimento al Napoli per una cifra record che gli valse il soprannome di "Mister due miliardi", primo grande trasferimento milionario del calcio italiano. Con la sua scomparsa si chiude il capitolo di una delle figure più significative del calcio italiano che aveva costruito la sua leggenda con una combinazione di forza fisica, fiuto del gol e un’infallibile presenza nel gioco aereo, caratteristiche che lo resero uno dei bomber più riconosciuti e prolifici della sua epoca. È morto nella sua abitazione ai piedi della Maresana, nella bergamasca, circondato dall’affetto dei suoi cari, come sottolineato dal commovente annuncio del figlio Gianluca. La carriera di Savoldi iniziò a brillare con l’Atalanta, squadra con cui esordì in Serie A nel 1965, mettendosi presto in luce come attaccante completo e affidabile. Il suo talento esplose definitivamente con il Bologna, club che lo accolse nel 1968 e con cui vinse la Coppa Italia nel 1970, arrivando a conquistare anche il titolo di capocannoniere della Serie A 1972-73. Fu in quegli anni che Beppe divenne un punto di riferimento del campionato italiano, grazie alla sua concretezza sotto porta e alla capacità di farsi valere nei momenti decisivi. Il trasferimento al Napoli, nel 1975, segnò uno snodo epocale non solo per la sua carriera, ma per la storia del calcio italiano: la cifra pagata – 1 miliardo e 400 milioni di lire più contropartite - lo rese infatti il primo giocatore soprannominato “Mister due miliardi”. In maglia azzurra confermò la sua affidabilità e con la maglia del Napoli segnò 77 gol in quattro stagioni, contribuendo alla crescita del club negli anni precedenti all'era di Diego Armando Maradona. Rientrato poi al Bologna, la carriera fu segnata dalla squalifica per il caso Totonero. Tornò in campo nel 1982 con l'Atalanta prima del ritiro. In Serie A ha collezionato 405 presenze e 168 reti, entrando tra i migliori marcatori di sempre del campionato italiano. Capocannoniere nella stagione 1972-73 e tre volte miglior realizzatore della Coppa Italia, detiene anche il primato delle presenze nella top ten dei cannonieri stagionali, ben dodici. Con la maglia della Nazionale poche le presenze, appena 4 con un gol. Tra la fine degli anni 1980 e i primi anni 2000 si è dedicato all'attività di allenatore, guidando formazioni di Serie C1 e C2 quali Carrarese, Lecco, Leffe, Massese, Siena, Spezia e Telgate, e conseguendo il suo miglior risultato nel campionato di Serie C2 1994-1995 quando, subentrando a stagione in corso a Roberto Bacchin sulla panchina del Saronno, vinse i play-off ottenendo la promozione in C1. "Savoldi fece epoca con il passaggio a Napoli e il soprannome 'mister due miliardi', abbiamo avuto un periodo bello insomma trascorso insieme, fece pure quella canzoncina e la sera ci divertevamo. Era una bravissima persona e un caro amico", dice all'Adnkronos Giuseppe Bruscolotti, compagno del bomber al Napoli. "Un grande calciatore con un stacco di testa incredibile da fermo e poi mi piaceva quando calciava i rigori perché lui era capace di cambiare fino all'ultimo passo e mandava sempre dall'altra parte il portiere. Però ha giocato poco in nazionale? E' vero ma non è stato solo lui, un 'problema' che abbiamo avuto in parecchi...", aggiunge. "Ho giocato con Beppe Savoldi a Bologna. Una persona straordinaria, di un'umiltà incredibile, un bergamasco vero, taciturno, silenzioso, di poche parole e di sagge parole poi quando aveva modo di esprimersi, un po' come tutti di quell'epoca, bastava uno sguardo, un'occhiata per far capire agli altri che cosa voleva dire. Un giocatore con uno stacco di testa impressionante, come saltava...", dice Beppe Dossena all'Adnkronos. "Io ho avuto modo di giocare con lui un anno. Mi spiace per la famiglia e soprattutto per il nostro ambiente. Io ho un bellissimo ricordo, ero molto giovane, mi stavo affermando però devo dire che era una persona molto corretta dentro lo spogliatoio, positiva", prosegue l'ex centrocampista. "Sì, perché era un giocatore particolare, con alcune caratteristiche, e poi lì dipende dagli allenatori. In nazionale avrebbe potuto avere qualche partita in più. Però io credo che, come sempre, quando lasci un bel ricordo vuol dire tanto. Lui si sarà arrabbiato però chi ci ha giocato accanto e sta ripensando a quegli anni, credo gli faccia piacere ripensarci e tutti conservino un bel ricordo", aggiunge Dossena che sui soprannomi di Savoldi scherza: "Mister due miliardi' ma anche O Maraja... E' ricordato e amato, lui è stato un generoso, in campo non si è mai tirato indietro, per niente. In campo non era taciturno, partecipava, coinvolgeva, ti riprendeva però sempre con modi garbati". "E' venuto a mancare oggi all'età di 79 anni Giuseppe Savoldi, storico attaccante degli anni '60 e '70, tra i più prolifici della sua generazione" scrive la Lega calcio di serie A. "Centravanti completo, abilissimo nel colpo di testa, dopo gli inizi nell'Atalanta, Savoldi indosserà in Serie A le maglie di Bologna e Napoli, vincendo 3 Coppe Italia (due coi rossoblù nel 1969/70 e 1973/74 e una in azzurro nel 1975/76) e laureandosi 3 volte capocannoniere della competizione nelle stagioni 1969/70, 1973/74 e 1978/79. Conquisterà inoltre il titolo di capocannoniere della Serie A nell'annata 1972/73 con 17 reti. Concluderà la sua carriera nel massimo campionato italiano con la maglia del Bologna dopo aver messo complessivamente a referto 405 presenze e 168 gol. Tutta la Lega Calcio Serie A si stringe alla famiglia Savoldi ed esprime le più sentite condoglianze".
(Adnkronos) - Il futuro del lavoro dipenderà sempre più dalla capacità di investire nelle nuove generazioni, in particolare nei giovani della Generazione Z. Una generazione in piena crescita: giovani che stanno iniziando ad affacciarsi al mondo del lavoro, cercano la propria indipendenza e iniziano a progettare il futuro, anche in termini familiari. Questa generazione mostra caratteristiche e valori ben definiti, ha molto da offrire e si confronta con un contesto complesso. È la generazione del cambiamento, portatrice di nuovi stili di vita e nuove prospettive. Il loro ingresso avrà un impatto significativo anche sul mondo del lavoro, spingendo le aziende ad adattarsi per accogliere e valorizzare questa nuova e positiva energia. Per queste ragioni la Business School Radar Academy, ha deciso di istituire il premio 'Company for generation Z' per dare risalto alle aziende che stanno investendo attraverso politiche e pratiche a favore dei giovani della Generazione Z. E sono state premiate a Milano, nella cornice dell’Excelsior Hotel Gallia, le prime 44 aziende (classificate prima, seconda e terza per ciascuna della categorie individuate) che si sono distinte per aver realizzato piani concreti di valorizzazione dei giovani in 10 ambiti, quali: il numero di assunzioni di giovani nati dopo il 1995, numero di stage attivati, percorsi e prospettive di carriera, percorsi di formazione e mentoring, politiche di talent retaining, progetti con scuole, università e business school, diversità e inclusione, responsabilità sociale, work life balance, ai per la talent attraction. Ecco le aziende vincitrici che hanno ottenuto i premi per la categoria di riferimento selezionate dalla giuria guidata da Roberta Parena, rappresentante nazionale giovani e hr&it director di Tubiflex gruppo Interpump. Categoria 'Assunzioni di giovani nati dopo il 1995': Namirial Group, Naima allscent, Aldi. Tsg italia srl, Drees & Sommer Italia. The Westin Palace, Milan, Guna s.p.a; categoria 'Stage attivati': Primadonna s.p.a., ABInBev Italy, Tapi - Sicor S.r.l. Kyowa Kirin Srl., A. Fiori spa; categoria 'Percorsi e prospettive di carriera': Enel. Tecno Group. Mag spa: categoria 'Percorsi di formazione e mentoring': Comcreta Group, Credito Emiliano. Attal Group - Agenzia per il Lavoro, Leroy merlin Italia. Olympus Italia, Adhr Group, Renault Group; categoria 'Politiche di talent retaining': Ferrero, Egnazia Ospitalità Italiana, Entain; categoria 'Progetti con scuole, universita' & business school': ManpowerGroup Italia, EY, Fmts Group, Italiaonline SpA, Clementoni; categoria 'Diversita' & inclusione': Cobar spa, Irccs Ismett-Upmc, Marsh Jointly, Perfetti VAn melle, Toto spa costruzioni generali, Amplia Infrastructures, Gruppo Ovs Spa; categoria 'Responsabilità sociale': Sheraton Milan Malpensa Airport Hotel & Conference Centre, Demant Italia, Lidl Italia, Sacchi Giuseppe S.p.a; categoria 'Work life balance': Randstad Italia. Nugnes 1920 srl. Afv Beltrame Group; Premio speciale Ai per la talent attraction: EY e Credito Emiliano. “Il premio Company for Generation Z, che anche quest’anno ha riconosciuto numerose aziende che si sono distinte per iniziative dedicate ai giovani, nasce con l’obiettivo di valorizzare un tema fondamentale per il nostro futuro: l’investimento nelle nuove generazioni, che saranno protagoniste dei profondi cambiamenti in corso", spiega Ernesto D’Amato, ceo di Radar Academy. "In questo contesto il contributo delle imprese e del mondo del lavoro sarà decisivo per accogliere, sviluppare e valorizzare il potenziale innovativo e i valori della Generazione Z. Il ruolo delle aziende, infatti, non riguarda soltanto il rinnovamento organizzativo e professionale, ma si estende anche alla crescita sociale e allo sviluppo dell’intero sistema Paese”, conclude.
(Adnkronos) - Si terrà giovedì 26 marzo 2026 alle 17.30 al Centro Studi Americani (via Michelangelo Caetani, 32 - Roma) l’evento 'Sostenibilità e competitività: due facce della stessa medaglia', in collaborazione con Asvis. La questione energetica è entrata ancora una volta prepotentemente nell’agenda politico-istituzionale e nel dibattito pubblico nazionale e internazionale - spiega una nota - Si tratta infatti di una questione centrale che impatta in modo significativo sulla vita istituzionale, economica e sociale, tanto a livello locale quanto globale. L’autonomia energetica è un elemento determinante per la sicurezza nazionale e dell’Unione, per il nostro rafforzamento nello scacchiere geopolitico mondiale, per la competitività delle nostre imprese, per la sostenibilità per le nostre famiglie. Il dibattito vuole approfondire la questione ed individuare le linee strategiche per l’Italia e l’Unione europea. Con il coraggio di guardare avanti, oltre al 'business as usual', per tenere insieme la sostenibilità economica, ambientale, sociale e istituzionale. Dopo i saluti del direttore del Centro Studi Americani, Roberto Sgalla, interverranno Giuseppe Argirò, amministratore delegato del Gruppo Cva e vicepresidente di Elettricità Futura, Enrico Giovannini, cofondatore e direttore scientifico Asvis, Agostino Inguscio, Coordinatore Undp Italy Office e Undp Rome Centre for Climate Action and Energy Transition, Aurelio Regina, presidente Fondimpresa, delegato per l’energia - Confindustria, Giuseppe Ricci, Chief Operating Officer Industrial Transformation Eni Spa. Modera Elisa Anzaldo, vicedirettrice Tg1.