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(Adnkronos) - Se è vero che dietro un grande uomo c’è spesso un grande partner di vita, la storia di Valentino Garavani non fa eccezione. Ed è nella Città Eterna che il destino dello stilista si intreccia a quello di Giancarlo Giammetti, giovane romano, figlio della borghesia capitolina, diviso tra studi di architettura mai davvero amati e le giornate leggere di via Veneto, nel pieno della Dolce Vita. L’incontro avviene alla fine di luglio del 1960, al Café de Paris. Valentino lo racconterà anni dopo con naturalezza: una sera come tante, nessun tavolo libero e sguardi incrociati. Pochi giorni più tardi i due si ritrovano a Capri. Da lì inizia una vita condivisa, sul piano sentimentale e su quello professionale, destinata a durare decenni e a segnare la storia della moda italiana. Come Yves Saint Laurent ebbe in Pierre Bergé il suo alter ego, Valentino non sarebbe diventato Valentino senza Giancarlo Giammetti. Se Garavani incarnava l’estro, la visione, l’emotività quasi febbrile della creazione, Giammetti ne è stato il contrappunto razionale: un lucido stratega, capace di trasformare un talento purissimo in una maison internazionale e strutturata. Non solo compagno di vita, ma architetto silenzioso di un impero. Giancarlo è stato l’altra metà di Valentino. Giammetti ha sempre saputo leggere e contenere l’animo effervescente del creativo, proteggendolo senza ingabbiarlo, anzi, amplificandone i punti di forza. Lo capiva e lo completava. “Stare con Valentino? Un miracolo” raccontò in un’intervista al ‘Corriere della sera’ qualche anno fa. Il loro rapporto durato oltre 50 anni era fatto di un raro equilibrio, nel quale l’amore non è mai stato separato dal lavoro. Insieme hanno vestito le donne più belle del mondo. Diana Vreeland, storica direttrice di ‘Vogue Us’ li aveva ribattezzati “The Boys”. La loro è stata una storia di moda, certo, ma prima ancora una storia di alleanza. Due personalità diverse, unite dalla stessa idea di bellezza e ambizione. Per stare con Valentino “devo avere molta pazienza” ha sempre detto Giammetti. Liti e sfuriate erano all’ordine del giorno con tanto di piatti volati in casa ma poi tutto tornava subito alla normalità. Di certo c’è che insieme hanno costruito un linguaggio estetico riconoscibile e un modello imprenditoriale duraturo, dimostrando che dietro una grande visione, spesso è necessario ci sia qualcuno che sappia metterla in pratica. (di Federica Mochi)
(Adnkronos) - “Il comparto dell'oreficeria, soprattutto per il distretto di Vicenza, ha dimostrato di avere dei numeri molto importanti, anche in controtendenza rispetto ad altre realtà nazionali. Pertanto, siamo orgogliosi di poterne far parte oggi e di incontrare chi tutti i giorni vive questa realtà. Sono qui anche per ascoltare le loro richieste e le loro prospettive. Si tratta di un settore capace di internazionalizzare ed è un fiore all'occhiello per il nostro territorio veneto”. Lo ha detto Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, all’inaugurazione di Vicenzaoro January 2026, la fiera dedicata all’eccellenza della filiera del settore orafo, gioielliero e orologiero in svolgimento fino al 20 gennaio nel polo fieristico della città veneta. In questo momento, il settore dell’oro vive alcune difficoltà che, secondo il presidente di Regione Veneto "sono da affrontare in sinergia. Proprio per questo motivo abbiamo aperto in Regione dei tavoli di confronto con il mondo dell'impresa - spiega - Il 26 gennaio sarà il primo giorno del primo tavolo sulla sburocratizzazione, ma ce ne saranno anche molti altri che verranno realizzati già nei primi giorni del prossimo mese”. “Vi è la necessità di guardare alle emergenze che hanno le imprese: tra le principali, si annovera la manodopera qualificata: entro il 2030, infatti, mancheranno in Veneto 280mila lavoratori qualificati. Per risolvere questa grande emergenza c'è la necessità di integrare sempre di più gli istituti di formazione professionale e gli istituti di formazione tecnica con il mondo delle imprese del nostro territorio - dichiara Stefani - Non è necessario laurearsi per forza nella vita: credo che un giovane possa essere valorizzato e possa sentirsi realizzato anche se fa parte di un percorso professionale e, soprattutto, grazie ad un percorso professionale o tecnico nella sua fase di studi superiore possa essere integrato nel mondo dell'impresa”. “Oggi, un giovane che entra all'interno del mondo dell'impresa contribuisce al benessere del proprio territorio e al progresso imprenditoriale di questo straordinario territorio. Pertanto, questa forma di integrazione, su cui già stiamo lavorando, è importante - continua - Oltre a questo stiamo accompagnando un percorso con i rettori delle università per lanciare un progetto di trattenimento dei talenti nel nostro territorio. Recentemente abbiamo aperto, infatti, un tavolo proprio con i rettori e continueremo questo lavoro nei prossimi giorni e nel corso del tempo lanceremo un programma di iniziative”.
(Adnkronos) - Superare l’approccio ideologico che ha spesso caratterizzato il dibattito sull’olio di palma, proponendo una valutazione integrata e basata sulle evidenze scientifiche, che tenga conto di nutrizione, sicurezza alimentare, sostenibilità ambientale e food security globale. E’ l’obiettivo del posizion paper “Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare”, documento approvato dal Comitato tecnico scientifico dell’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile e redatto da un gruppo di lavoro composto dal prof. Sebastiano Banni, ordinario di fisiologia all’Università di Cagliari, dal dott. Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione e dal prof. Andrea Poli, presidente della Nutrition Foundation of Italy. Il documento è stato presentato in collaborazione con Assitol in occasione di Sigep 2026, durante un incontro in cui sono intervenuti due degli esperti che hanno redatto il documento, Giorgio Donegani e Sebastiano Banni, il direttore generale di Assitol, Andrea Carrassi; e Lucia Gramigna, R&D Oil and Fats Manager di Unigrà, che ha approfondito gli aspetti tecnologici dell’uso dell’olio di palma nell’industria alimentare. Il Comitato Tecnico Scientifico dell’Unione è un organismo interdisciplinare esterno di esperti scelti per assicurare autorità, rigore scientifico e obiettività nei contenuti pubblicati o adottati dall’associazione stessa. Ha una funzione di supporto scientifico e di validazione oggettiva per tutte le attività di comunicazione e posizionamento dell’Unione sui temi dell’olio di palma sostenibile (in termini di sostenibilità ambientale, nutrizionale, sociale e di filiera). Tra i principali contenuti del documento: il ruolo fisiologico e nutrizionale dei grassi e dei grassi saturi all’interno di una dieta equilibrata; la neutralità dell’olio di palma rispetto al profilo lipidico quando inserito in un’alimentazione normocalorica e bilanciata; e le evidenze scientifiche più recenti sui grassi saturi ed in particolare sull’acido palmitico, naturalmente presente anche nell’organismo umano e coinvolto in funzioni biologiche essenziali. Focus anche sull’evoluzione normativa e tecnologica che ha portato a una drastica riduzione dei contaminanti di processo negli oli e grassi vegetali, oggi regolamentati da limiti europei stringenti; sul contributo dell’olio di palma sostenibile alla sicurezza alimentare globale. Il position paper evidenzia inoltre come l’eliminazione di un singolo ingrediente non garantisca automaticamente un miglioramento del profilo nutrizionale della dieta e sottolinea l’importanza di politiche alimentari fondate su analisi complessive del bilancio nutrizionale e di sostenibilità. “Il dibattito sull’olio di palma deve evolvere da una contrapposizione ideologica a una valutazione scientifica e integrata, che tenga insieme nutrizione, sicurezza alimentare e sostenibilità. L’olio di palma sostenibile è una materia prima strategica per l’equilibrio del sistema agroalimentare globale. Solo informazioni corrette e basate sulle evidenze possono guidare scelte consapevoli. Questo documento, disponibile da oggi sul sito dell’Unione Italiana per l’Olio di Palma Sostenibile, rappresenta uno strumento di riferimento per istituzioni, operatori della filiera, media e comunità scientifica”, ha sottolineato a conclusione dell’incontro il presidente dell’ Unione italiana per l’olio di palma sostenibile, Vincenzo Tapella.