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(Adnkronos) - Stretta sui cambi di casacca, voto di fiducia in tempi più rapidi, Statuto delle opposizioni. Sono alcune delle novità del nuovo Regolamento della Camera che approderà in aula da lunedì 16 febbraio per la discussione generale per essere approvato in settimana. Le nuove regole sono frutto di una lunga discussione e di un lavoro bipartisan in Giunta del regolamento e, se approvate dall'Aula con la necessaria maggioranza assoluta dei componenti, entreranno in vigore dalla prossima legislatura. Per quel che riguarda il passaggio dei deputati da un gruppo parlamentare a un altro in corso di legislatura, vengono introdotti una serie di disincentivi. Il più rilevante è quello di natura economica: il deputato che cambia casacca, salvo alcune eccezioni, non porterà più in dote al nuovo Gruppo tutta la quota di contributi previsti dalle regole di Montecitorio ma solo la metà, lasciando l'altro 50% al Gruppo in cui è stato eletto e che ha deciso di abbandonare. Inoltre, altra forma di disincentivo, è prevista la decadenza dall'Ufficio di presidenza del deputato che ne fa parte ma che decide di cambiare gruppo. Anche qui sono previste eccezioni. Sulla fiducia, viene eliminato lo stop dei lavori di 24 ore tra il momento in cui viene richiesta la fiducia in aula e il voto della stessa. D'altro canto, però, le nuove regole cercano anche di limitare il ricorso a decreti legge del governo, con relativo voto di fiducia e compressione dei tempi di confronto parlamentare. Viene infatti previsto il "contingentamento dei tempi" per l'esame dei Dl senza fiducia, con la possibilità di conversione in tempi certi. Tra gli obiettivi del nuovo regolamento, anche quello di arginare gli interventi fiume dei deputati, con una stretta sulla richiesta di parola sul regolamento, sugli Odg, sull'ordine dei lavori, ammessi solo quando "vertano in modo diretto e univoco sullo svolgimento e sulle modalità della discussione in corso" o per "questioni di eccezionale rilevanza e urgenza". Per i deputati, oltre a prevedere un rafforzamento dello Statuto delle opposizioni, è prevista l'introduzionbe del Codice di condotta con "principi e norme di condotta ai quali i deputati devono attenersi nell'esercizio del mandato parlamentare". Sono previste sanzioni per le violazioni. Sulla condotta dei deputati vigilerà un Comitato consultivo a composizione bipartisan presieduto da un deputato designato dal presidente della Camera. Introdotte anche una serie di disposizioni per implementare il coordinamento tra Camera e Senato, come la possibilità di convocare congiuntamente le Giunte del regolamento per la definizione di regole comuni.
(Adnkronos) - "Ministro, presidente, noi sottoscritti, rappresentanze studentesche di università Mercatorum, università telematica Pegaso e università San Raffaele Roma, con una lettera pubblica e aperta alla sottoscrizione di tutta la comunità studentessa (e quindi di qualsiasi ateneo, telematico e tradizionale), desideriamo portare alla vostra attenzione una questione che sta generando incertezza reale e preoccupazione diffusa tra tutti gli studenti delle università telematiche: il futuro delle modalità di svolgimento degli esami, e in particolare la possibilità di svolgerli online". E' quanto si legge in una lettera aperta al Mur e al ministro Bernini. "Scriviamo -continua la nota- con rispetto delle Istituzioni e con spirito costruttivo. Non per rivendicare eccezioni o scorciatoie, ma per chiedere finalmente una scelta politica e di sistema coraggiosa, organica e definitiva sul tema didattica in remoto ed esami online, che preservi la qualità e allo stesso tempo garantisca a tutti certezza e trasparenza. con un dibattito pubblico, aperto e costruttivo che coinvolga tutte le componenti dell'università (e in primis noi studenti), e che non finisca per restringere l'accesso effettivo allo studio universitario di una parte significativa (e sempre più maggioritaria) di studenti e studentesse per prese di posizioni perlopiù ideologiche e strumentali", spiegano. "Siamo pienamente consapevoli (e anche gli atenei del gruppo Multiversity sono sempre stati chiari su questo) che le Linee generali di indirizzo relative all’offerta formativa a distanza (D.M. n. 1835 del 6 dicembre 2024) prevedano, come regola, lo svolgimento in presenza delle verifiche di profitto e dell'esame finale, ammettendo deroghe puntuali e contemplando la possibilità che tali fattispecie possano essere integrate in base all'evoluzione delle tecnologie disponibili", continuano gli studenti. "Comprendiamo anche la ratio: garantire integrità delle prove, uniformità e credibilità, con controlli adeguati. È una finalità che condividiamo. Lo diciamo con chiarezza: la qualità dell'assessment non è negoziabile. Proprio per questo, riteniamo essenziale evitare che la discussione si riduca a un'alternativa impropria tra "rigore" e "flessibilità". Il vero obiettivo dovrebbe essere un altro: stessi standard, più accesso. In coerenza con l’idea (più volte espressa pubblicamente anche dal Ministero) che la qualità debba essere assicurata 'a prescindere dalle modalità di erogazione' e che il sistema debba avere regole comuni", si legge nella lettera.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.