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(Adnkronos) - La Sezione Sanità di Unindustria aderisce con convinzione alla conferenza stampa dell’Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità privata (UAP) che si terrà il prossimo 28 gennaio presso la Clubhouse di piazza di Montecitorio. “Insieme a tutte le principali associazioni di categoria del comparto della sanità privata a livello nazionale riunite sotto la sigla Uap saremo presenti il 28 per rappresentare in modo unito e compatto le criticità e per affrontare e chiarire temi di grande rilevanza per i cittadini e per l’intero sistema sanitario.” dichiara Luca Marino Vicepresidente della sezione sanità di Unindustria. “Nel corso dell’incontro verranno illustrati, in particolare, i problemi legati alle tariffe, il ruolo e lo sviluppo delle farmacie dei servizi e le ricadute di tali questioni sulla qualità delle cure garantite alla popolazione. Sarà inoltre posto l’accento sul tema della sicurezza delle prestazioni sanitarie, oggi messa a rischio dall’erogazione di servizi in assenza di controlli adeguati e di requisiti omogenei su tutto il territorio. Le associazioni evidenzieranno come sia indispensabile garantire che le regole per l’erogazione dei servizi sanitari siano uguali per tutti, a tutela dei cittadini, della qualità delle cure e della corretta concorrenza tra operatori. Non possono esistere scorciatoie o modelli differenziati che producano disparità di trattamento e abbassamento degli standard assistenziali”. L’obiettivo della conferenza stampa è fornire un’informazione corretta e trasparente alla cittadinanza, evidenziando le criticità che il settore sta attraversando e le possibili soluzioni per tutelare l’accesso alle prestazioni sanitarie, la sostenibilità del sistema e l’elevato livello di assistenza. La Sezione Sanità di Unindustria conferma il proprio impegno a collaborare con le istituzioni e con tutte le realtà del comparto per individuare percorsi condivisi che mettano al centro i bisogni dei cittadini, la sicurezza delle prestazioni e la valorizzazione del sistema della sanità privata.
(Adnkronos) - Grande partecipazione per l'Opening Festival di Oulu2026, la cerimonia che ha dato il via all'anno che vede la città finlandese di Oulu detenere il titolo di Capitale europea della cultura, insieme con la slovacca Trenčín. Una tre giorni, dal 16 al 18 gennaio, che ha attratto 250mila visite per 200 eventi che hanno animato il centro tra esperienze culturali, hockey sul ghiaccio, acrobazie, dibattiti, mostre e balli sulla neve. Ad aprire ufficialmente l'anno della Capitale europea della cultura, venerdì scorso nella piazza del Mercato di Oulu, di fronte a novemila persone, il Presidente della Repubblica di Finlandia, Alexander Stubb, che, durante la sua visita, ha potuto esplorare i temi centrali dell'ampio programma, incluso il nuovo Centro culturale infantile Kotilo. “L'Opening Festival ha davvero riscaldato i cuori delle persone attraverso la regione. Stando ai numeri dei visitatori, il Festival si può considerare il più grande evento nella storia di Oulu. E questo è un inizio meraviglioso per continuare l'anno della Capitale europea della cultura", ha dichiarato Piia Rantala-Korhonen, Ceo della Fondazione culturale Oulu2026. Per Sandy Kantola, produttore esecutivo di Oulu2026, "un Festival invernale su questa scala non era mai stato organizzato prima a Oulu: le persone hanno dimostrato che si possono celebrare festival anche a gennaio". Gli eventi si sono svolti in circa 20 locations nel centro della città. E allo Shopping Centre Valkea il numero di visitatori è rimasto elevato per tutto il weekend, andando ben oltre le aspettative. “Dal nostro punto di vista, il weekend è stato un successo. Il numero dei visitatori ha persino superato i periodi più pieni della stagione di shopping natalizia. Rispetto a un normale weekend di gennaio, una presenza quasi raddoppiata. Quindi, l'evento ha superato le nostre aspettative, che erano già alte", ha affermato Johanna Kylli, Marketing and Events Manager dello Shopping Centre Valkea. Presenti, durante le celebrazioni, numerosi volontari e studenti: durante il weekend di inaugurazione i volontari di Oulu2026 hanno contribuito per un totale di 1.187 ore di lavoro volontario, supportando le attività di guida, assistenza, comunicazione e accompagnamento culturale. Inoltre, molte associazioni e studenti del college Osao hanno prestato il loro aiuto, in diversi ruoli, per migliaia di ore, compresa la produzione di contenuti per l'account TikTok di Oulu2026. “Un enorme grazie per il successo va a volontari e studenti che hanno aiutato in molti diversi compiti. Senza il loro contributo, non avremmo potuto raggiungere questo risultato", ha detto il produttore esecutivo Sandy Kantola. Il programma dell'Opening Festival è stato realizzato da un grandissimo numero di persone e di organizzazioni della regione di Oulu2026, ma anche di altre aree della Finlandia e dall'estero. Il Festival ha offerto una esaustiva preview di come il programma dell'intero anno prenderà forma. “Gli eventi dell'anno si possono consultare nel calendario di Oulu2026, scoprendo sin da ora cosa offre e prenotandosi i preferiti", ha spiegato Piia Rantala-Korhonen. Molti eventi sono stati trasmessi anche in diretta streaming sul sito web di Oulu2026. L'Opening Festival ha totalizzato 30mila visite, con un picco durante l'intervento del Presidente. Gli eventi sono stati realizzati da numerosi artisti, professionisti, compagnie e comunità. Il programma complessivo è stato coordinato dalla Fondazione culturale Oulu. A condividere la festa di apertura anche l'altra Capitale europea della cultura, la slovacca Trenčín, che avrà la sua inaugurazione il 13-15 febbraio, ma che durante lo scorso weekend è volata con una sua rappresentanza proprio a Oulu. Palcoscenico è stato, nel cuore di Oulu, Bar Ihku, animato da un colorato programma in cui artisti slovacchi si sono esibiti dando una prima idea della ricchezza delle tradizioni culturali della regione. "La cooperazione tra le città che detengono il titolo di Capitale europea della cultura è più di una formalità; è un processo vivo di scambio di esperienze, ispirazione e, soprattutto, persone. Lo scambio di artisti, progetti congiunti e la partecipazione di Trenčín a Oulu sono esempi di come la cultura può unire l'Europa", ha rimarcato Martin Mojžiš, manager di Trenčín 2026 per la dimensione europea e le relazioni internazionali. E dopo il successo di Oulu, Trenčín si prepara per il suo di Opening Festival, nel weekend 13-15 febbraio, durante il quale l'intera città si trasformerà in un grande palcoscenico. Il programma comincerà venerdì 13 febbraio con attività animate da studenti di tutte le età nelle scuole, nelle istituzioni culturali e negli spazi pubblici. Nel pomeriggio seguiranno gli eventi organizzati da comunità locali e centinaia di volontari del progetto Trenčín 2026. Sabato 14 febbraio la città, da mattina a sera, sarà animata da parate, performance e dalla serata di gala. Domenica 15 febbraio sarà dedicata principalmente alle famiglie, ai bambini, con rappresentazioni teatrali, musica, eventi letterari e dibattiti.
(Adnkronos) - Dalle Alpi al plateau antartico per conservare la storia del clima. E' stato inaugurato l'Ice Memory Sanctuary, l'infrastruttura scavata sotto strati compatti di neve dove sono state trasferite le due carote di ghiaccio alpino estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia) e dal Grand Combin (Svizzera). Contenenti la memoria dell'atmosfera del passato, le carote di ghiaccio sono ora conservate in sicurezza alla Stazione Concordia in una grotta nel ghiaccio progettata per preservare i campioni dei ghiacciai montani per le future generazioni di scienziate e scienziati. L'apertura in Antartide del primo archivio per la conservazione delle carote di ghiaccio - spiegano i partner fondatori di Ice Memory Foundation - segna un momento storico per il progetto Ice Memory, lanciato nel 2015 da Consiglio Nazionale delle Ricerche e Università a Ca' Foscari Venezia con Cnrs, Ird e Université Grenoble-Alpes (Francia) e Paul Scherrer Institute (Svizzera). Dopo un viaggio di più di 50 giorni a bordo della rompighiaccio Laura Bassi, salpata da Trieste, due preziosi campioni di ghiaccio provenienti da ghiacciai alpini in ritiro, prelevati con il supporto della Ice Memory Foundation, hanno raggiunto la Stazione italo-francese di Concordia, nel cuore dell'altopiano antartico. Avvenuto nell'ambito del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (Pnra), il trasporto è stato gestito dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs). Arrivate a destinazione, le carote di ghiaccio sono state archiviate nell'Ice Memory Sanctuary inaugurato oggi: una grotta ricavata nel ghiaccio e progettata appositamente per diventare un archivio naturale e permanente di campioni di ghiaccio. Anche qualora i ghiacciai dovessero scomparire, queste carote di ghiaccio rappresentano un'eredità per le generazioni future: costituiranno una risorsa a lungo termine per la ricerca scientifica e per i processi decisionali basati su evidenze scientifiche. Vere e proprie capsule del tempo, racchiudono l'atmosfera del passato che da oggi sarà protetta per i decenni e i secoli a venire. Le due carote di ghiaccio alpine sono state estratte dal Monte Bianco (Col du Dôme, Francia, 2016) e dal Grand Combin (Svizzera, 2025). I due campioni sono salpati a metà ottobre 2025 a bordo della nave rompighiaccio italiana Laura Bassi, nell'ambito della 41esima campagna del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra). Operato dall'Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (Ogs), il carico di 1,7 tonnellate di ghiaccio è stato mantenuto a una temperatura costante di -20 °C / -4 °F per l'intera durata del viaggio. Ha attraversato il Mar Mediterraneo, l'Oceano Atlantico, il Pacifico, quindi l'Oceano Meridionale e il Mare di Ross prima di raggiungere la Stazione Mario Zucchelli il 7 dicembre 2025. Da qui, un volo speciale reso possibile dall'Enea nell'ambito del Pnra e operato senza riscaldamento nella stiva di carico per garantire l'integrità dei campioni a -20 °C, ha trasportato le carote di ghiaccio attraverso l'interno del continente antartico fino alla Stazione italo-francese Concordia, a 3.233 metri di altitudine. L'Ice Memory Sanctuary è una grotta lunga 35 metri e alta e larga 5 metri, scavata interamente negli strati di neve compatta a circa 5 metri sotto la superficie, per una profondità totale di 9 metri. Sotto il coordinamento tecnico e la progettazione dell'Unità Tecnica Antartica dell'Enea e con la collaborazione dell'Istituto Polare Francese (Ipev), sono stati condotti diversi test (a partire dalla campagna estiva 2018-2019) per garantire la massima durata possibile del deposito, limitando al contempo l'impatto della costruzione sull'ambiente antartico, in conformità con il Protocollo di Madrid. La struttura non ha richiesto materiali da costruzione, fondamenta né sistemi di refrigerazione meccanica. La sua stabilità è assicurata dalle temperature antartiche estreme e naturalmente costanti, che tutto l'anno si mantengono prossime a -52 °C. La condizione di conservazione delle carote di ghiaccio garantisce che i campioni siano protetti dalle fluttuazioni ambientali e dalle contaminazioni. In risposta alla fusione irreversibile dei ghiacciai del mondo, la Ice Memory Foundation ha individuato ghiacciai a rischio di scomparsa e siti di particolare rilevanza e, dal 2015, ha già coordinato, realizzato o sostenuto dieci campagne di perforazione di carote di ghiaccio a livello globale, coinvolgendo team scientifici di oltre tredici Paesi. "Salvaguardando campioni fisici di gas atmosferici, aerosol, inquinanti e polveri intrappolati negli strati di ghiaccio, la Ice Memory Foundation garantisce che le future generazioni di ricercatrici e ricercatori possano studiare le condizioni climatiche del passato utilizzando tecnologie che magari non esistono ancora", spiega Carlo Barbante, vicepresidente della Ice Memory Foundation, professore all'Università Ca' Foscari Venezia e senior associate member del Cnr-Isp. Decine di altre carote di ghiaccio del patrimonio Ice Memory provenienti da tutto il mondo - Ande, Pamir, Caucaso, ecc… - si uniranno a queste prime due nel loro nuovo 'rifugio' negli anni a venire. Il patrimonio Ice Memory è concepito come eredità comune dell'umanità. "Affinché queste carote possano continuare a servire la scienza tra cento anni, devono essere gestite come un bene comune globale. La creazione di un simile modello di governance rappresenterebbe un risultato fondamentale del Decennio delle Nazioni Unite per l'Azione nelle Scienze della Criosfera", dichiara Thomas Stocker, Università di Berna, presidente della Ice Memory Foundation. "Siamo l'ultima generazione che può agire - afferma Anne-Catherine Ohlmann, direttrice della Ice Memory Foundation - È una responsabilità che condividiamo tutti. Salvare questi archivi di ghiaccio non è solo una responsabilità scientifica: è un'eredità per l'umanità".