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(Adnkronos) - "La presentazione di questo manifesto, nato dalla collaborazione tra Federbio e Agrofarma, ha degli obiettivi molto importanti. Investire per allargare i prodotti del biocontrollo. Si tratta di agrofarmaci basati su principi attivi di origine naturale, che sono fondamentali per l'agricoltura biologica. Ma non solo. Negli ultimi dieci anni, proprio secondo i dati dell'Osservatorio Agrofarma, gli agrofarmaci di sintesi chimica si sono ridotti del 18%, mentre l'utilizzo di agrofarmaci per il biocontrollo è aumentato di oltre il 130%. Questo significa che sono prodotti efficaci e che non vengono utilizzati solo nell'agricoltura biologica, che non può utilizzare altro tipo di fitofarmaci, ma sono utilizzati anche dal resto dell'agricoltura". Sono le parole di Maria Grazia Mammuccini, presidente di FederBio, intervenendo oggi a Roma durante la presentazione del Manifesto per il Biocontrollo nato dalla collaborazione tra Agrofarma, Associazione di settore di Federchimica che rappresenta le imprese degli agrofarmaci, e FederBio, Federazione che riunisce le organizzazioni di tutta la filiera dell’agricoltura biologica. "Ci sono delle emergenze - prosegue Mammuccini - la crisi climatica, nuovi patogeni che aggrediscono le colture, che hanno bisogno di prodotti diversificati e in questo senso avere più possibilità più alternative è fondamentale. Poi c'è un altro aspetto importante: con le crisi geopolitiche che si susseguono una dietro l'altra, i prodotti derivanti dalle fonti fossili diventano sempre più difficili da approvvigionare, aumentano e creano impatto negativo sull'agricoltura". "Il biocontrollo si basa su sostanze di origine naturali, più facilmente reperibili e quindi molto più resilienti. In grado di assicurare prodotti adatti all'agricoltura e di garantire sicurezza alimentare ai cittadini", conclude.
(Adnkronos) - In occasione del suo 60° anniversario, Danone Italia festeggia un traguardo d’eccellenza riconfermando la Certificazione per la parità di genere (Uni/PdR 125:2022), rilasciata da Bureau Veritas, uno dei principali organismi di certificazione accreditati a livello internazionale. La certificazione, ottenuta per la prima volta nel marzo 2023, evidenzia l’impegno concreto dell’azienda nel promuovere un ambiente di lavoro equo, inclusivo e attento a valorizzare le persone in tutte le fasi della loro vita professionale e personale, grazie a politiche di sostegno alla genitorialità e alle attività di cura, all’empowerment femminile e all’inclusione. Questo risultato importante è stato celebrato durante l’evento '60 anni di Danone: crescere creando valore. Oltre la parità di genere: salute, persone e cura per un impatto positivo', svoltosi presso la sede di Milano dell’azienda. L’iniziativa ha offerto un’occasione di confronto su come la parità di genere possa generare valore per le persone e per la società. All’evento hanno preso parte rappresentanti delle Istituzioni – tra cui Alessandra Locatelli, ministra per le Disabilità con un contributo video; Simona Tironi, assessora all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia e Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo economico e alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano - e del mondo aziendale, arricchendo il dibattito con testimonianze dirette su inclusione, lavoro e valore condiviso. Per suggellare simbolicamente la giornata, si è inoltre svolto il taglio del nastro dei nuovi uffici aziendali, progettati con attenzione al benessere dei 'danoners', come amano chiamarsi le persone che lavorano in Danone, a conferma della centralità del capitale umano nella strategia di Danone Italia. Nel 2026 Danone ha raggiunto un punteggio di ricertificazione pari a 95,7 su 100, registrando un miglioramento di 5 punti rispetto all’anno precedente: un risultato significativo che testimonia un percorso in continua evoluzione, guidato dalla convinzione che la valorizzazione delle persone sia la base per costruire organizzazioni più inclusive, innovative e sostenibili. La ricertificazione per la Parità di genere ottenuta da Danone Italia è stata resa possibile grazie a risultati tangibili: nel 2025 le donne costituiscono il 62% dei dirigenti, il 73% delle promozioni totali del 2025 è stato assegnato a donne, il 68% delle donne ha una delega di budget rispetto al 32% degli uomini e il 100% di chi lavora nell’organizzazione, donne e uomini, beneficia di una remunerazione variabile che assicura la corresponsione equa del salario. Questi dati testimoniano la solidità e la maturità del percorso intrapreso dall’azienda a sostegno delle pari opportunità e dell’inclusione. “Esperienze come quella di Danone - ha commentato Simona Tironi, assessora all’Istruzione, Formazione, Lavoro di Regione Lombardia - dimostrano che la parità di genere si costruisce con politiche strutturate, misurabili e continuative nel tempo Il punteggio raggiunto e i risultati ottenuti in termini di crescita professionale e valorizzazione delle competenze rappresentano un segnale importante anche per il nostro territorio. Regione Lombardia è oggi la prima in Italia per numero di certificazioni e per strumenti di sostegno attivati su questi temi, a conferma di un impegno concreto e continuativo. In questa direzione, lavoriamo per rafforzare un ecosistema in cui imprese e istituzioni collaborino per creare condizioni di lavoro sempre più inclusive e capaci di sostenere le persone in tutte le fasi della vita”. La certificazione attesta quindi l’adozione di un sistema strutturato e misurabile per la promozione delle pari opportunità, basato su indicatori che riguardano cultura e strategia aziendale, governance, gestione delle risorse umane, opportunità di crescita professionale, equità retributiva e tutela della genitorialità e dell’equilibrio tra vita privata e lavoro. “Mi fa molto piacere - ha affermato l’assessora allo Sviluppo economico e Politiche del lavoro Alessia Cappello del Comune di Milano - festeggiare con Danone Italia, un doppio traguardo di eccellenza, da un lato la presenza dell’azienda da sessant’anni in Italia, dall’altra il conseguimento della ricertificazione per la parità di genere, che rappresenta concretamente l’impegno verso i dipendenti e anche verso il contesto in cui l’azienda è inserita Policy concrete e attente alle esigenze dei collaboratori, come quelle che attua Danone, non sono solo un buon esempio per le altre organizzazioni, ma costituiscono dei veri e propri modelli per sperimentare formule innovative di conciliazione vita lavoro in un’epoca in cui c’è sempre maggior bisogno di “cura” verso le persone, specie i propri dipendenti”. Per Danone, la parità di genere si inserisce in una visione più ampia e profondamente umana: costruire un ambiente di lavoro capace di accompagnare e sostenere le persone nei passaggi più significativi della loro vita. Un impegno che prende forma in un modello strutturato su quattro pilastri. Il pilastro culturale promuove una cultura fondata su rispetto, inclusione e autentica valorizzazione delle diversità lungo tutto il percorso professionale. Quello psico-affettivo si prende cura della dimensione emotiva, offrendo supporto attraverso sportelli psicologici e spazi di ascolto e condivisione all’interno delle community aziendali. Il pilastro economico si traduce in strumenti concreti di welfare e in forme di sostegno finanziario pensate per i momenti di maggiore bisogno. Infine, il pilastro organizzativo garantisce flessibilità e attenzione all’equilibrio tra vita privata e lavoro, grazie a congedi e programmi dedicati. Un sistema integrato che mette al centro la persona, riconoscendone bisogni, aspirazioni e unicità. Questo impegno si traduce in politiche strutturate pensate per accompagnare situazioni di fragilità, cambiamento e responsabilità familiari. Oncology Recovery Policy: un impegno che si fa presenza, accanto alle persone che affrontano un percorso oncologico. Un sistema di tutele e attenzioni che intreccia supporto psicologico, flessibilità lavorativa, strumenti di welfare e congedi dedicati, per accompagnare con cura e continuità ogni fase, dalla terapia al rientro, restituendo serenità e dignità al tempo della guarigione. Caregiver Policy: il riconoscimento autentico di un gesto quotidiano di responsabilità e amore. A chi si prende cura di familiari o persone fragili, l’azienda offre sostegno concreto attraverso congedi retribuiti e strumenti dedicati, alleggerendo il peso di un impegno prezioso e spesso invisibile, e valorizzandone il profondo significato umano e sociale. Parental Policy: un percorso di accompagnamento che accoglie e sostiene la genitorialità in ogni suo momento. Dalla preparazione alla nascita fino al rientro al lavoro, la policy mette a disposizione servizi legali, psicologici, educativi ed economici, insieme a congedi potenziati e programmi continuativi, favorendo un equilibrio armonioso tra vita familiare e professionale e contribuendo a una stabilità organizzativa duratura. “Questo riconoscimento - ha sottolineato Pietro Paolo Origgi, hr director di Danone Nutricia - rappresenta un passo significativo nell’ormai consolidato percorso di Danone verso un ambiente di lavoro sempre più equo e inclusivo. È il risultato di un impegno collettivo che negli anni ha rafforzato politiche, processi e iniziative a sostegno delle nostre persone: interventi misurabili che confermano la solidità del nostro impegno e la maturità del nostro modello organizzativo. Per le persone, questo si traduce in fiducia, trasparenza e opportunità reali. Per il business, significa maggior attrattività dei talenti, processi decisionali più efficaci, un vantaggio competitivo in sede di gare, nei bandi e nei rapporti con clienti e stakeholder, una reputazione più solida e un modello organizzativo credibile verso l’esterno, oltre all’accesso a benefici e incentivi, tra cui sgravi contributivi previsti per le aziende certificate, contribuendo alla sostenibilità del nostro modello”. “Siamo orgogliosi - ha dichiarato Nicoletta Palese, business unit manager della divisione certificazione Nord di Bureau Veritas Italia - di valorizzare, con i nostri audit di certificazione, le best practice delle organizzazioni in prima linea per diffondere le pari opportunità. La testimonianza di Danone, particolarmente emblematica sui temi della genitorialità condivisa e del caregiving, è in grado di ispirare le aziende della filiera e del settore, promuovendo quell’evoluzione culturale che oggi non solo è necessaria, ma anche improrogabile”. Nel loro insieme, queste policy all’avanguardia raccontano una visione chiara e coerente: costruire un ambiente di lavoro in cui le persone possano sentirsi veramente sostenute nei momenti che contano, con fiducia e serenità. Momenti come malattia, genitorialità e cura diventano dimensioni riconosciute e supportate, contribuendo a un ambiente di lavoro più inclusivo, sostenibile e orientato al benessere delle persone.
(Adnkronos) - Dopo l’avvio a Udine il 6 marzo scorso, la 14esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, il principale appuntamento italiano dedicato alla sostenibilità, prosegue il suo percorso con la tappa territoriale di Bologna, in programma martedì 31 marzo 2026. Come tutte le tappe territoriali del Salone, sarà un momento di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, parte integrante di un viaggio attraverso l’Italia che si concluderà a Milano, dal 6 all’8 ottobre 2026, con l’edizione nazionale all’Università Bocconi. La tappa bolognese, in programma il 31 marzo dalle 10 alle 12.30, in presenza presso il Das - Dispositivo Arti Sperimentali (Via del Porto 11/2), è organizzata in collaborazione con Impronta Etica e Scs Consulting ed è dedicata al tema 'Oltre i confini: costruire catene di valore per superare le sfide', in linea con il filo conduttore dell’edizione 2026 del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, dal titolo Andare oltre. Al centro dei lavori saranno le catene del valore, dimensioni complesse e sfaccettate che coinvolgono una molteplicità di soggetti e stakeholder legati da relazioni commerciali e strategiche. Le organizzazioni diventano così dei soggetti dinamici che interagiscono costantemente con il contesto in cui operano. Imprese, istituzioni e associazioni del Terzo Settore, insieme, possono dare vita a filiere virtuose, basate su rapporti di collaborazione e fiducia reciproca, in cui la condivisione di criticità ed esperienze diventi la base per un percorso di crescita responsabile e condivisa. “Creare filiere sostenibili è un obiettivo considerato strategico da molte imprese - commenta Rossella Sobrero del Gruppo promotore del Salone - perché aumenta l'interesse del mercato nei confronti di organizzazioni e prodotti con basso impatto ambientale e alto impatto sociale. Un cambiamento che porta a una maggior collaborazione tra le imprese di un territorio per creare sistemi di produzione sempre più efficienti e responsabili”. Il programma della tappa di Bologna si aprirà con i saluti istituzionali di Rossella Sobrero che inquadrerà il senso della tappa bolognese nel contesto più ampio dell’edizione 2026 del Salone, di Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica, e di Simona Ceccarelli, Head of Area Sostenibilità di Scs Consulting. Di seguito, Matteo Mura, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e direttore del Centro per la Sostenibilità e i Cambiamenti Climatici di Bologna Business School, offrirà una lettura strategica del ruolo delle catene di valore come leva per affrontare le sfide della sostenibilità contemporanea. Seguiranno due tavole rotonde di confronto multistakeholder. La prima, dedicata al punto di vista delle imprese, sarà introdotta da Alice Molta, coordinatrice di Impronta Etica, e vedrà gli interventi di Elisa Dellarosa, Head of Corporate Governance and Sustainability di Crédit Agricole Italia, Matteo Zompa, Director di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, e Myriam Finocchiaro, Communication, External Relations and Sustainability Manager di Granarolo, che porteranno esperienze concrete su sfide, buone pratiche e opportunità legate alla gestione sostenibile delle filiere. La seconda tavola rotonda, con un focus sulla dimensione territoriale, sarà introdotta e coordinata da Daniela Longo, Senior Manager Area Sostenibilità di Scs Consulting, e vedrà il contributo di Sergio Lo Giudice, capo di Gabinetto del sindaco del Comune di Bologna, Simone Fabbri, responsabile Relazioni Esterne e Sostenibilità di Legacoop Bologna, e Giovanni Melli, presidente di Civibo - Cucine Popolari, per approfondire il ruolo delle connessioni di filiera come leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. A chiudere la mattinata, la presentazione del report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata', a cura di Giorgia Vernocchi, Project Manager di Impronta Etica, che illustrerà i principali risultati emersi dal laboratorio realizzato nel 2025 insieme a Scs Consulting con il coinvolgimento attivo delle imprese socie. Il laboratorio ha messo le imprese al centro di un percorso di lavoro condiviso, volto ad approfondire in modo concreto e operativo la gestione sostenibile delle filiere. Il report raccoglie i risultati di questo percorso, integrando contenuti teorici, strumenti metodologici ed evidenze emerse dai laboratori, e racconta un impegno comune per estendere la sostenibilità oltre il solo perimetro aziendale, nella consapevolezza che solo un’azione che coinvolga l’intera catena del valore può generare un impatto più ampio e duraturo. “Siamo immersi in tempi complessi, dove i rischi geopolitici connessi impongono nuovi equilibri e sfide sistemiche, la sostenibilità si afferma più che mai come una risposta solida e strategica alla costruzione di organizzazioni ed ecosistemi resilienti, responsabili e competitivi - commenta Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica - Raggiungere questi obiettivi osservando solo la propria individualità non è più possibile: serve costruire catene del valore e filiere fatte di collaborazioni lungimiranti e condivisione di risorse. Per questo motivo la tappa bolognese del Salone della Csr decide quest’anno di esplorare questo tema cruciale, raccontando anche il lavoro svolto da Impronta Etica nell’ultimo anno con le proprie imprese socie, racchiuso nel report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata'. Un percorso attivo che ha coinvolto aziende eterogenee, accomunate dalla volontà di guardare oltre le operazioni proprie ed ampliare l’impatto del proprio agire sostenibile”. Il lavoro realizzato da Impronta Etica, che quest’anno celebra i 25 anni di attività, ha permesso di far emergere numerosi aspetti cruciali per le organizzazioni di oggi: la necessità di superare una visione miope, guardando oltre le sole operazioni dirette e ampliando lo sguardo da monte a valle del processo produttivo, dall’approvvigionamento delle materie prime fino al fine vita del prodotto. Il report approfondisce inoltre il quadro normativo europeo, con particolare riferimento alla Csrd e alla Csddd, che introducono obblighi stringenti di rendicontazione e due diligence lungo l’intera catena del valore, ridefinendo il ruolo delle imprese nella prevenzione e mitigazione degli impatti negativi. “Dall'osservatorio di Scs Consulting è ormai chiaro che, in un contesto economico e sociale sempre più interconnesso, la capacità di operare in rete e di valorizzare il dialogo lungo l’intera value chain rappresenta oggi un fattore competitivo e strategico imprescindibile per imprese e istituzioni - afferma Simona Ceccarelli, responsabile Area Sostenibilità presso Scs Consulting - La collaborazione tra attori diversi come aziende, enti pubblici, organizzazioni del terzo settore e comunità locali consente di costruire filiere più resilienti, trasparenti e sostenibili, in grado di generare valore condiviso e di rispondere con efficacia alle nuove sfide ambientali e sociali. Promuovere un approccio fondato sul dialogo e sulla co-progettazione significa favorire innovazione, fiducia e responsabilità diffusa: elementi decisivi per accompagnare la transizione, rafforzare la competitività dei territori e creare impatti positivi duraturi nel tempo per le comunità”.