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(Adnkronos) - In collaborazione con David Lloyd Club Malaspina David Lloyd Leisure, gruppo leader in Europa nel settore della salute, dello sport e del benessere, annuncia il rilancio del David Lloyd Club Malaspina, situato nell’area est di Milano, a seguito di un importante intervento di ristrutturazione sostenuto da un investimento complessivo di 4 milioni di euro. Un'operazione strategica che si inserisce in una più ampia visione di consolidamento e sviluppo del brand in Italia, con l’obiettivo di elevare ulteriormente la qualità dei servizi e dell’esperienza proposta ai soci, in linea con gli standard internazionali del Gruppo. Il progetto di rinnovamento ha coinvolto numerose aree chiave del Club, rafforzando il ruolo di David Lloyd Malaspina come punto di riferimento per il wellness, lo sport e il tempo libero a Milano, e confermandone la vocazione a luogo di benessere integrato, dove allenamento, socialità e relax convivono in modo armonico. L’investimento da 4 milioni di euro ha permesso un ammodernamento profondo degli spazi, con interventi progettati per migliorare concretamente l’esperienza quotidiana all’interno del Club e rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più attento a qualità, comfort e flessibilità. In particolare: Dl Kids ampliato e completamente rinnovato, con ambienti progettati su misura per i più piccoli e un’offerta di attività ancora più ricca e stimolante; nuova Clubroom, ripensata come hub centrale del Club, capace di accogliere famiglie e soci di ogni età, e arricchita da una family lounge confortevole e da un business hub dedicato al lavoro flessibile; restyling completo del ristorante e della terrazza, con nuovi arredi e spazi concepiti per favorire convivialità, relax e socialità in ogni momento della giornata; palestra ampliata e dotata di macchinari all’avanguardia, con un layout ottimizzato per garantire comfort, funzionalità e performance; nuova sala cycling attrezzata con le più moderne tecnologie per le lezioni di gruppo ad alta intensità; nuova sala Mind & Body, uno spazio dedicato alla cura del corpo e della mente, che ospiterà corsi di yoga, meditazione, pilates e l’innovativo Reformer Pilates, tra le novità più attese dai soci. "Questo intervento rappresenta un investimento concreto nella qualità dell’esperienza che offriamo ogni giorno ai nostri soci -commenta Giulia Mira, general manager del David Lloyd Malaspina-. Il nostro obiettivo è creare un ambiente contemporaneo e funzionale, in cui allenamento, benessere e tempo libero convivano in equilibrio, con una forte attenzione al comfort, alla socialità e alle esigenze delle famiglie". A soli 20 minuti dal centro di Milano, David Lloyd Malaspina si conferma una vera e propria oasi di benessere immersa nel verde. Il Club si sviluppa su una vasta area e offre un’ampia gamma di servizi premium, tra cui 15 campi da tennis, 4 campi da padel, piscine interne ed esterne, palestra e sale corsi, area spa e centro wellness, oltre a servizi dedicati ai bambini con aree gioco e attività Dl Kids. L’approccio family friendly resta un elemento distintivo della proposta David Lloyd, anche in questa fase di evoluzione, con l’obiettivo di garantire un’esperienza integrata, inclusiva e di alta qualità per tutti i membri della famiglia. Con il rilancio del David Lloyd Club Malaspina, David Lloyd Leisure conferma la propria volontà di investire in modo strutturato e continuativo nel mercato italiano, portando avanti un piano di sviluppo fondato su innovazione, qualità del servizio e centralità del benessere della persona. L’intervento su Malaspina si inserisce infatti in un più ampio progetto di crescita del Gruppo sul territorio nazionale, che prevede il rafforzamento della rete di Club esistenti e l’apertura di nuove strutture in aree strategiche del Paese nel corso del 2026. In quest’ottica, Milano continua a rappresentare un hub chiave per lo sviluppo di David Lloyd in Italia: dopo Malaspina, il Gruppo è pronto ad annunciare una nuova apertura nell’area milanese, prevista nei prossimi mesi, che andrà ad ampliare ulteriormente l’offerta David Lloyd sul territorio e a consolidarne la presenza in una delle città più dinamiche e strategiche d’Europa. Un percorso di espansione che conferma l’impegno del Gruppo nel portare anche in Italia il proprio modello di wellness premium, combinando sport, benessere e socialità all’interno di spazi innovativi e di alta qualità.
(Adnkronos) - Silvia Celani è stata nominata head of innovation in Pno Digital, parte del Gruppo Pno, multinazionale europea leader nella consulenza per l’innovazione e la gestione di finanziamenti pubblici. Pno, nata nei Paesi Bassi nel 1982 per iniziativa di tre studenti, in 40 anni è cresciuta fino a vantare oggi una presenza in 10 Paesi europei con oltre 180 partner coinvolti nei progetti e una capacità di raccogliere fondi pari a 5 miliardi di euro all’anno. Opera nei principali settori dell’innovazione, tra cui agrifood & bioeconomia, scienze della vita & della salute, trasporti, mobilità e logistica, Ict, energia & ambiente e circular economy, chimica e manifatturiero avanzato. Ha uffici in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Regno Unito, Spagna, e in Italia a Roma, Milano, Napoli, Bari e Brescia con un team di oltre 600 professionisti. "Il mio ingresso in Pno Digital - commenta Silvia Celani - ha l’obiettivo di posizionare Pno come leader nel mercato italiano nell’ambito della consulenza per l’innovazione e la finanza agevolata, mettendo a disposizione dei clienti soluzioni innovative e competenze di strategic innovation advisor per costruire progetti innovativi che contribuiscono alla trasformazione digitale del Paese e orientarli a utilizzare i fondi più appropriati a disposizione a livello nazionale ed internazionale per crescere, innovare e internazionalizzarsi. Una nuova sfida che ho accettato con entusiasmo, in cui potrò mettere a disposizione di una realtà internazionale e dinamica le competenze acquisite nel campo della progettazione e dell’open innovation e una profonda conoscenza del panorama italiano". Celani vanta oltre 20 anni di esperienza declinati in ricerca e innovazione: una carriera che inizia nel mondo della finanza agevolata e del no-profit, coordinando e vincendo diversi progetti di finanziamento europeo di varia natura tematica, dalle smart cities alla circular economy alla open innovation, con rilevanti partner internazionali, per poi evolversi in area marketing e innovazione in contesti tecnologici all’interno di multinazionali quali Ibm e business partner Sap. Negli ultimi anni, in qualità di responsabile innovazione in Acea e Open Fiber, ha supportato molteplici aziende e enti della pubblica amministrazione nel loro percorso di digital reinvention, coniugando l’esperienza di finanza agevolata ai nuovi bisogni di digitalizzazione".
(Adnkronos) - “Da una decina d’anni l’olio di palma è stato oggetto di un vero e proprio attacco mediatico che ne ha determinato la demonizzazione sotto diversi aspetti. In Italia, in particolare, si è fatto leva su quello che è stato ritenuto l’elemento più sensibile per il pubblico: la salute. L’olio di palma è stato dipinto come un grasso sostanzialmente nocivo per chi lo consuma. Negli ultimi anni, le evidenze scientifiche si sono ulteriormente consolidate, portando a risultati inconfutabili che smontano completamente quelle che erano argomentazioni pretestuose utilizzate per demonizzare l’olio di palma”. Lo spiega Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione, al seminario organizzato dall’Unione Italiana per l’Olio di palma sostenibile (Uiops) e dell'Associazione italiana dell'industria olearia (Assitol), nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza, a Rimini. Un incontro organizzato per presentare il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. L’esperto sottolinea come “la sostituzione dell’olio di palma con altri grassi, per motivi nutrizionali o salutistici, non comporta alcun beneficio. Anzi, ricerche molto recenti dimostrano che questo boicottaggio non è servito nemmeno a ridurre l’assunzione di grassi saturi nella popolazione italiana - sottolinea - nonostante la quasi scomparsa dell’olio di palma da molti prodotti, infatti, l’assunzione complessiva di grassi saturi è addirittura aumentata”, afferma. Davanti agli allarmismi, come quello che per Donegani ha interessato l’olio di palma, “il consumatore dovrebbe esercitare il pensiero critico e ricordare che esistono fonti autorevoli e accreditate a cui fare riferimento - suggerisce - il ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, la Società Italiana di Nutrizione Umana, il Crea (il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) che ha elaborato le Linee guida per una sana alimentazione della popolazione italiana. I documenti seri esistono - conclude - sono basati su evidenze scientifiche e non su suggestioni: basta consultarli e fidarsi di quelli”.