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(Adnkronos) - Ghali censurato? I fischi a J.D Vance e l'assenza - ampiamente prevista - di Jannik Sinner. Nel day after, Andrea Varnier, amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026, risponde alle domande sui casi - veri o presunti - che hanno caratterizzato la cerimonia d'apertura dei Giochi andata in scena a San Siro. "Io ho visto le immagini e ho trovato le immagini veramente molto belle del segmento di Ghali", dice in conferenza stampa sulle polemiche social sul cantante, che - secondo utenti e telespettatori - sarebbe stato quasi 'censurato' dopo le polemiche legate ad un post pubblicato alla vigilia dell'evento. Ghali si è lamentato in particolare per la mancata autorizzazione a recitare la poesia di Gianni Rodari anche in arabo. "Il segmento di Ghali era una coreografia molto poetica, di ragazzi che danzavano e che poi hanno formato una colonna olimpica. Credo che l'idea della regia televisiva fosse quella di vedere insieme piuttosto che singolo, per cui io l'ho trovato un segmento molto poetico e che ha dato un contributo importante all'intera cerimonia", dice Varnier. Capitolo fischi e buuu: nella serata, il pubblico ha sonoramente fischiato la delegazione israeliana e il vice presidente americano J.D. Vance, presente sugli spalti. "Ieri non ho sentito i fischi a JD Vance, ho letto in seguito i commenti e le polemiche", dice Varnier. "Non posso dire di essere un sostenitore di questo tipo di manifestazioni, posso dire che dallo stadio ho sentito solo il supporto per gli atleti statunitensi e tantissimi applausi per loro". Una battuta sull'assenza di Jannik Sinner: "Non era previsto che partecipasse alla cerimonia d'apertura". Varnier spiega che "Sinner è stato il nostro primo volontario. Ha partecipato alla preparazione dei Giochi, dando la sua disponibilità per lanciare il programma volontari, che ha avuto un successo incredibile. Ci ha dato un contributo fenomenale nella fase iniziale", conclude.
(Adnkronos) - Il Consorzio di Tutela fa il suo esordio alla Bit di Milano, dove racconterà la mozzarella di bufala campana non solo nella sua attualità di eccellenza mondiale ma valorizzandone le radici storiche. Grazie alla collaborazione con l’Archivio di Stato di Caserta della direzione generale Archivi del ministero della Cultura, lo stand del Consorzio (Padiglione 11 - H45) farà immergere i visitatori nell’epoca borbonica. Lo spazio, infatti, è stato allestito con la riproduzione di documenti storici e pannelli espositivi provenienti dalla mostra 'La Dama Bianca alla tavola del Re. Mozzarella e allevamento bufalino negli archivi dei Borbone', in corso fino al 28 febbraio all’Archivio di Stato nella Reggia di Caserta e realizzata con il contributo del Consorzio di Tutela Mozzarella di Bufala Campana Dop. Fu proprio nel Settecento che ebbe impulso la commercializzazione della mozzarella di bufala. E attraverso manoscritti e registri contabili emergono tante curiosità, dalla cura per le bufale alle tecniche di trasformazione del latte e perfino un disciplinare ante-litteram. Fulcro dell’allevamento era la Reggia di Carditello, in provincia di Caserta. La ricostruzione storica è abbinata a una gallery che mette in mostra le bellezze artistiche e paesaggistiche dell’area di produzione della mozzarella Dop, che, oltre a gran parte della Campania, si estende fino al basso Lazio e parte della provincia di Foggia. L’obiettivo del Consorzio è incentivare il turismo Dop: “Alla Bit portiamo il legame indissolubile che c’è tra il nostro prodotto e il suo territorio, proponendo percorsi alla scoperta di un’area straordinaria da ogni punto di vista, dall’arte alla natura”, sottolinea il presidente dell’ente, Domenico Raimondo. “L’enogastronomia è sempre più motivo prioritario per mettersi in viaggio e decidere le mete. I tanti turisti che arrivano da noi ci chiedono delle vere e proprie experience, per riportare a casa un ricordo unico. In questo scenario di cambiamento del turismo, la nostra mozzarella di bufala campana può giocare un ruolo da protagonista anche in futuro. La presenza alla Bit è il segnale dell’impegno del Consorzio in questa direzione”, commenta il direttore Pier Maria Saccani. “La collaborazione tra l’Archivio di Stato di Caserta, custode e promotore della memoria storica del territorio, e il Consorzio, ha dimostrato che la ricostruzione storica, quando agganciata alle sue persistenze nel presente, può diventare accattivante anche per il pubblico generalista. Ci auguriamo che questo esperimento rappresenti un felice precedente per la promozione del nostro territorio, che vanta una storia costellata da innumerevoli eccellenze”, auspica la direttrice dell’Archivio di Stato di Caserta, Fortunata Manzi.
(Adnkronos) - "Estrarre l’ultima goccia di olio dalle emulsioni oleose è la nostra missione quotidiana. La Bottari si occupa prevalentemente dalla nascita della raccolta e trasporto e lo smaltimento degli oli usati.” Così Davide Bottari, amministratore delegato di Bottari S.r.l, ha descritto a Roma l’attività della sua azienda, intervenendo alla presentazione della terza edizione del progetto di Legambiente “L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy”. L’incontro ha messo in luce le best practice italiane nella transizione ecologica e il ruolo delle imprese nazionali nell’implementazione di un’industria più sostenibile, innovativa e competitiva. “Ogni anno l’azienda raccoglie circa 60.000 tonnellate di emulsioni oleose, miscugli complessi di acqua e olio a bassa concentrazione, dai quali riesce a estrarre circa 7.000 tonnellate di olio, destinato alla rigenerazione industriale. Questo processo consente di evitare lo smaltimento per termodistruzione o altre soluzioni ad alto impatto ambientale.” “Il nostro contributo al Clean Industrial Deal Made in Italy non è solo tecnologico, ma anche culturale”, spiega Bottari. “Partecipiamo ai cantieri della transizione ecologica perché rappresentiamo un esempio concreto di come l’industria possa operare in maniera sostenibile, senza compromettere la competitività. Tutto il nostro processo è rigorosamente Made in Italy, dal macchinario alle procedure operative. L’azienda fa parte del Gruppo Italium, interamente italiano, che coordina diverse attività di raccolta e rigenerazione di materiali industriali complessi.”