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(Adnkronos) - Non ha bisogno dell'oro olimpico individuale per entrare nella storia Ilia Malinin: a 21 anni il re del pattinaggio artistico è già leggenda. Ci è entrato quando nel 2022, a soli 17 anni, fu il primo nella storia a chiudere in gara un quadruplo Axel, il più difficile dei salti della disciplina. Quattro giri e mezzo a 80 centimetri da terra, che Malinin riesce a completare stringendo strette le braccia intorno al corpo e girando a una velocità pari a quella di un mixer da cucina. Ciliegina sulla torna del programma del fenomeno Usa di origine est europea (i genitori, entrambi pattinatori, emigrarono dall'Unione sovietica in Uzbekistan e da lì negli Usa, dove Ilia è nato il 2 dicembre 2004) è il salto mortale, non più vietato, ma di fatto ininfluente sul punteggio finale. Un elemento che nella storia del pattinaggio ha assunto un significato importante: la francese di origini africane Surya Bonaly lo eseguì (atterrando su un piede solo, come Malinin domenica scorsa a Milano) alle Olimpiadi di Nagano nel 1988. Certa di essere fuori dal podio per un errore precedente su un triplo Salchow e consapevole di andare incontro a una penalizzazione, Bonaly si concesse il piccolo gesto di ribellione, in uno sport che fino ad allora era stato appannaggio quasi esclusivo di americani, sovietici ed europei. Sono passati quasi trent'anni e le cose da allora sono molto cambiate, a partire dal sistema di punteggio, che ha reso più tecniche e di conseguenza acrobatiche le competizioni. Questo ha spianato la strada all'avvento degli asiatici, che negli anni successivi hanno stravolto le classifiche mondiali. Fino allo scossone finale, rappresentato dall'esclusione dalle gare della Russia, patria del pattinaggio di figura. Malinin nei 4 minuti di esibizione riesce in qualche modo a condensare tutta la storia di questo sport così particolare, che all'estrema tecnica affianca grazia ed eleganza, ma anche interpretazione e capacità di coinvolgere il pubblico. Il più grande saltatore della storia, riccioli d'oro e viso d'angelo, sul ghiaccio si trasforma in una vera rock star, con il crescendo musicale che accompagna la preparazione dei salti, i costumi da guerriero curati fino ai minimi dettagli, le espressioni del viso (linguacce incluse) e quei gesti un po' da sbruffone. Se i suoi salti (ma a essere onesti l'insieme dello show che regala a chi lo segue dal vivo e da casa) stanno rendendo il pattinaggio artistico più popolare che mai, l'atteggiamento forse un po' sfrontato di 'Quad God' (nickname che lui stesso ha scelto per la sua sempre più popolare presenza sui social, dove con la risonanza di Milano-Cortina punta a sfiorare il milione di follower) non lo protegge dalle critiche. "Arrogante", "impertinente", "sopravvalutato", "perfezionista" alcuni dei commenti che il fenomeno 21enne ha condiviso negli ultimi giorni in un video che lo ritrae negli spogliatoi, con in mano lo smartphone. Sopra la scritta 'Mental Health Matters', la 'salute mentale conta'. Un modo per far sapere al mondo che dietro la corazza da guerriero indossata in pista c'è un ragazzo con le sue fragilità. E in effetti anche in pista il 'Dio dei quadrupli' ha dimostrato di non essere infallibile: al suo esordio olimpico sabato scorso nel team event un errore sul triplo Axel lo ha fatto chiudere dietro al giapponese Yuma Kagiyama. Questa sera il principale rivale di Malinin scenderà in pista con oltre cinque punti in meno dello statunitense. Un divario che - considerando gli assi nelle maniche di 'Quad God' - difficilmente potrà essere colmato. E chissà che, sentendosi 'sicuro' di portare a casa la vittoria, per la sua ultima prestazione a Milano-Cortina il 21enne non regali al pubblico l'emozione di vedere anche alle Olimpiadi un quadruplo Axel.
(Adnkronos) - L’Ufficio spagnolo del Turismo, nel suo centro multimediale interattivo di piazza di Spagna a Roma, ha accolto una delegazione istituzionale di Valladolid, per la presentazione della Settimana Santa che si svolge nella città castigliana. La 'Semana Santa' di Valladolid è una delle celebrazioni religiose e culturali più importanti della Spagna ed è stata la prima a essere dichiarata di 'Interesse turistico internazionale' nel 1980. Ad animarla un insieme di atti liturgici popolari, celebrati nelle strade e nelle piazze, che permettono al visitatore di sperimentare la profonda religiosità di radice castigliana, austera e solenne, nel contesto unico del centro storico della capitale castigliana. Venti confraternite - associazioni popolari di uomini e donne di ogni età e condizione sociale, con circa 25.000 membri - sfilano per la città accompagnando i carri processionali, che a Valladolid rappresentano un autentico 'Museo a cielo aperto' grazie alle sculture realizzate dai più grandi scultori castigliani, la maggior parte intagliate nel XVI-XVII secolo, da Gregorio Fernández a Juan de Juni. A presentare a Roma questa solenne manifestazione religiosa e culturale il sindaco di Valladolid e senatore, Jesús Julio Carnero, il presidente della Conferenza Episcopale Spagnola, Luis Argüello, il presidente della Deputazione Provinciale di Valladolid, Conrado Íscar, il presidente della Junta de Cofradías della Settimana Santa di Valladolid, Miguel Vegas, il direttore di Turismo di Valladolid, Juan Manuel Guimerans, e il direttore del’Ufficio Spagnolo del Turismo, Gonzalo Ceballos. La delegazione di Valladolid si è poi recata in visita a Papa Leone XIV proprio per presentare la Settimana Santa, portando in dono una riproduzione firmata della tela originale di Augusto Ferrer-Dalmau, creata dall'artista come immagine principale della locandina di annuncio dell'edizione 2026. Un incontro che rafforza la proiezione internazionale di Valladolid , come è stato sottolineato dai rappresentanti istituzionali, e l'elevato valore simbolico della Settimana Santa come evento religioso e culturale di riferimento e come volano per la promozione turistica della città e della sua provincia. Oltre alle solenni processioni, il cui culmine si raggiunge il Venerdì Santo nella cosiddetta 'Processione generale', con un percorso completo di oltre cinque ore, la Settimana Santa di Valladolid offre al visitatore un’atmosfera vibrante, arricchita non solo da eventi di carattere religioso, come il Sermone delle Sette Parole nella centrale Plaza Mayor, ma anche da un’ampia proposta di visite guidate ed esposizioni. Il viaggiatore interessato a conoscere Valladolid in occasione della Settimana Santa avrà inoltre l’opportunità di godere di altre grandi attrazioni, come la ricca gastronomia offerta nei suoi bar e ristoranti, incluse le rinomate 'tapas', promosse durante tutto l’anno in vista dei Concorsi nazionale e mondiale che si tengono in città da anni, e gli eccellenti vini di denominazioni di primo livello come Ribera del Duero, Rueda, Toro o Cigales, considerati tra i più prestigiosi di Spagna. La Spagna è uno dei principali riferimenti della Cristianità, con tre delle cinque Città Sante: Santiago de Compostela, Santo Toribio de Liébana e Caravaca de la Cruz. "Uno dei modi più autentici per scoprire la Spagna - ha sottolineato Gonzalo Ceballos - è attraverso le sue celebrazioni religiose, soprattutto la Settimana Santa, vissuta con grande intensità e partecipazione popolare. Questo tipo di esperienze sono al centro della nuova campagna internazionale 'Think you know Spain? Think again', che mira alla promozione del turismo slow in destinazioni meno note. In Spagna ci sono 43 manifestazioni religiose dichiarate d’interesse turistico internazionale, delle quali 20 corrispondono a Settimane Sante, a testimonianza del loro straordinario valore culturale, storico e spirituale”.
(Adnkronos) - Qualità, lotta all’evasione e sensibilizzazione sui temi dell’economia circolare. Queste le prossime sfide su cui si concentra il Conou, Consorzio Nazionale per la Gestione, Raccolta e Trattamento degli Oli Minerali Usati. L’economia circolare dell’olio usato in Italia funziona ma il Conou, che la gestisce, continua a guardare al futuro. “La battaglia della qualità è fondamentale: controllo dell'olio in ingresso, attraverso la verifica del rispetto di tutti parametri previsti (oggetto di interesse di altri Paesi perché è un sistema che copre tutti gli aspetti dei possibili inquinanti), e qualità in uscita. Le nostre basi rigenerate devono continuare ad essere allo stesso livello delle basi vergini, assolutamente intercambiabili. Se non c'è dietro uno standard tecnico dettagliato, la rigenerazione non significa niente”, spiega all’Adnkronos il presidente del Conou Riccardo Piunti. Guardando alla normativa europea, “oggi c’è un tema molto specifico che riguarda i regolamenti di controllo degli inquinanti persistenti. Nella filiera degli oli minerali abbiamo un inquinante, il Pcb, che, se rinvenuto al di sopra di una certa soglia, manda l'olio che lo contiene a distruzione. Ne troviamo molto poco dal momento che non si produce più da 40 anni e che si trova ormai solo nei piccoli trasformatori. Oggi, però, l'Europa sta cercando di inserire nel regolamento un limite molto più basso di quello attuale e noi ci stiamo battendo perché questo sia compatibile con il funzionamento della nostra filiera, magari attraverso una riduzione progressiva di tale soglia”. “L'altra sfida è il controllo dell'evasione del contributo ambientale, attraverso il quale vengono finanziate le nostre attività di raccolta e di rigenerazione: è fondamentale, quindi, che non ci sia evasione contributiva”, avverte Piunti. C’è poi il tema della comunicazione. “Noi vogliamo - sottolinea - che il modello consortile del Conou e, in generale, il modello consortile italiano per i rifiuti, sia conosciuto perché ci sono degli elementi che possono aiutare la realizzazione dell'economia circolare in tutti i Paesi, sia quelli più avanzati, come quelli europei, dove magari questo modello non è applicato allo stesso modo o non c'è, sia i Paesi più arretrati che devono mettere insieme un sistema per la raccolta dei rifiuti e in particolare dell'olio minerale usato”. C’è poi un aspetto sul quale si concentra l’attenzione del Consorzio. “Il sistema della raccolta nasce negli anni ‘50 con aziende di natura familiare: all'inizio erano veramente imprese piccole, c'era un signore con un motocarro e due fusti dietro che andava a raccogliere l'olio dai meccanici. Adesso le nostre 58 imprese sono aziende con depositi, autobotti, autisti, strumentazioni, ecc…. Però il sistema di impresa familiare, come accade da noi e come è accaduto anche in tanti altri settori dell'imprenditoria italiana, arrivata la terza generazione, comincia ad avere qualche problema. Quindi noi ci stiamo preoccupando di capire quale sarà il futuro di queste imprese familiari, come evolveranno. C'è una mutazione in corso e noi vorremmo accompagnarla: la crisi dell'impresa familiare della terza generazione è un tema che non si può trascurare”, conclude Piunti.