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(Adnkronos) - Non c'è pace per Narges Mohammadi, attivista iraniana vincitrice del premio Nobel per la pace del 2023. E' stata condannata a sei anni di carcere con accuse di "raduno" e "collusione" - riferisce Iran International sulla base di quanto reso noto dal legale di Mohammadi, Mostafa Nili - a un anno e sei mesi di carcere per attività di propaganda e per due anni non potrà lasciare il Paese e per altrettanti anni dovrà stare lontana dalla città di Khosf. Mohammadi, 53 anni, è stata arrestata il 12 dicembre a Mashhad insieme ad altri attivisti dopo essere intervenuta nel corso di una cerimonia in ricordo di un avvocato trovato senza vita. In dichiarazioni all'agenzia Afp, il legale ha precisato che è possibile fare ricorso e ha auspicato che alla luce delle sue condizioni di salute Mohammadi possa essere "liberata su cauzione per le cure" necessarie. Negli ultimi 25 anni per Mohammadi ci sono stati più volte processi e carcere a causa del suo attivismo contro la pena di morte in Iran e il codice di abbigliamento per le donne. Ha trascorso buona parte degli ultimi dieci anni dietro le sbarre e dal 2015 non vede i figli, che vivono a Parigi. Secondo la sua fondazione, Mohammadi non ha voluto parlare davanti ai giudici. "Considera questo procedimento come una farsa", ha scritto in un comunicato da Parigi il marito Taghi Rahmani. Mohammadi ha comunicato la notizia della condanna durante un colloquio telefonico con il suo legale, il secondo contatto con il mondo esterno dall'arresto di dicembre. Il 2 febbraio Mohammadi aveva iniziato uno sciopero della fame in segno di protesta contro le condizioni di detenzione e il divieto di contatti con parenti e avvocati. "Ha posto fine oggi allo sciopero della fame, al sesto giorno", ha fatto sapere la fondazione. Al suo legale, secondo le notizie riferite, Mohammadi ha riferito di essere stata ricoverata tre giorni fa in ospedale "per il peggioramento delle condizioni di salute" prima di essere riporta nel centro di detenzione.
(Adnkronos) - "Inps è tutto il welfare in Italia. La sua trasformazione sta andando avanti e per questo sono molto felice. Tutti i nostri dipendenti ci stanno credendo fortemente. Vogliamo restituire al Governo, allo Stato, un istituto che sia sempre più trasparente, efficace, dinamico e fruibile, cioè sempre più al servizio dei nostri cittadini”. Lo ha detto il presidente dell'Inps, Gabriele Fava, durante la Conferenza nazionale della Dirigenza Inps intitolata "La forza dei valori" che è iniziata oggi a Roma. Punti chiave, spiega Fava sono: “Responsabilità, senso del dovere, senso del sacrificio e soprattutto il benessere dei cittadini. Il loro interesse che corrisponde al nostro lavoro”. Due giorni ricchi di incontri e approfondimenti: “Queste due giornate sono importantissime perché i protagonisti sono le nostre risorse umane, tutti i nostri dipendenti, dal primo all’ultimo. Vogliamo passare con loro questi due giorni per andare incontro al futuro del nostro Istituto e quindi al nuovo modello di servizio che stiamo portando avanti” conclude Fava.
(Adnkronos) - In una posizione strategica, direttamente all'uscita di Brunico Est, è stata inaugurata oggi, giovedì 29 gennaio, la prima stazione di rifornimento combinata di idrogeno ed energia elettrica in Italia. L'impianto, realizzato da Alperia, rifornisce sia veicoli a idrogeno che elettrici con energia da fonti rinnovabili. La stazione di rifornimento di idrogeno, progettata e costruita da Alperia e Iit Hydrogen, con quest’ultima che ne avrà in carico anche la gestione, è pensata per garantire un rifornimento giornaliero di 800 chilogrammi, quantitativo che all’occorrenza può essere ampliato. L’impianto dispone di due distributori da 350 bar per autobus e autocarri e di un altro distributore da 700 bar per auto, minibus e furgoni. L'idrogeno verde proviene dall'impianto di produzione di Bolzano e viene trasportato tramite rimorchio. Completano l’infrastruttura, due colonnine di ricarica elettrica con una potenza di 400 kilowatt ciascuna, che consentono di ricaricare in brevissimo tempo sia le auto che i mezzi pesanti. “La mobilità sostenibile è una priorità per l'Alto Adige e progetti come questo dimostrano concretamente come sia possibile renderla realtà", osserva l'assessore provinciale alla mobilità Daniel Alfreider. La località di Brunico è stata scelta appositamente poiché la zona era priva di infrastrutture adeguate per i trasporti alternativi e Brunico è anche un importante snodo economico con un'alta densità di traffico. “Con questo impianto creiamo un'infrastruttura che non è solo ecologica, ma sostiene anche il trasporto pubblico, l'economia locale e il traffico pesante nel loro percorso verso un futuro a basse emissioni”, affermato la presidente di Alperia, Flora Kröss. I costi per la realizzazione della stazione di rifornimento green ammontano a 12,6 milioni di euro, finanziati in parte dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Pnrr. Questo investimento infrastrutturale fa parte di un piano più ampio per promuovere l'idrogeno come fonte di energia a basse emissioni, il che contribuisce a sviluppare soluzioni concrete per la decarbonizzazione dei trasporti e a ridurre l'impatto ambientale del settore della mobilità. “L'attenzione all'idrogeno non è casuale. In Alto Adige, una zona di transito fortemente turistica, i trasporti sono responsabili di una parte significativa delle emissioni di CO2 - spiega il direttore generale di Alperia, Luis Amor - Per questo motivo sosteniamo attivamente il Piano Clima Alto Adige e la creazione di una filiera completa per l'idrogeno verde. Alperia fornisce un contributo fondamentale in tal senso, sia per quanto riguarda l'approvvigionamento di idrogeno per il trasporto pesante, sia per l'elettrificazione del settore dei trasporti". La nuova stazione di rifornimento di Brunico andrà ad affiancarsi a quella già esistente a Bolzano Sud, entrambe gestite da Iit Hydrogen."Con Brunico consolidiamo un percorso decennale iniziato a Bolzano Sud, portando l’idrogeno nella mobilità reale, oggi potenziata dalla sinergia tra i due impianti. Per questa nuova stazione, realizzata chiavi in mano, abbiamo integrato diverse tecnologie in un’unica infrastruttura all’avanguardia, efficiente e sicura. Insieme agli altri quattro progetti Pnrr in corso, questa esperienza ci posiziona come riferimento nazionale nell'intera filiera dell'idrogeno verde, dalla progettazione alla gestione operativa", ha dichiarato Claudio Vitalini, Ceo di Iit Hydrogen.