ENTRA NEL NETWORK |
ENTRA NEL NETWORK |
(Adnkronos) - Giovanni Franzoni medaglia d'argento e Dominik Paris medaglia di bronzo nella discesa libera maschile alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026. I due azzurri oggi 7 febbraio salgono sul podio a Bormio nella gara vinta dallo svizzero Franjo von Allmen, che trionfa in 1'51''61: l'elvetico conquista la medaglia d'oro ed è il nuovo campione olimpico. Franzoni chiude in 1'51''81, a 0''20 dal primo posto. Paris è terzo in 1'52''11, a mezzo secondo dall'oro. Per 'Domme', che al traguardo si inchina al pubblico, chiusura di una cerchio con la prima medaglia olimpica (unica mancante nel suo palmares) a 36 anni. "Che roba... E' stata una gara strana, in questi giorni non ho avvertito tensione. Poi prima della partenza invece è arrivata, avevo le gambe dure. Ho visto il tempo di von Allmen, ho pensato sarebbe stata durissima. Sono partito decisissimo, la pista era bellissima. Non ho fatto una traiettoria pulitissima alla Carcentina, credo di aver lasciato lì la vittoria", dice Franzoni ai microfoni della Rai. "Ci ho provato così tante volte, forse quest'anno non ero sempre davanti o in grande forma ma stavo crescendo durante la stagione, è una cosa bellissima essere riuscito a fare una sciata del genere su una pista così difficile", le parole Paris, Appuntato Scelto del Gruppo Sportivo Carabinieri, che sul compagno di squadra aggiunge: "E' bellissimo, lui si vede che è in gran forma, ha fatto vedere anche oggi che resiste anche quando c'è pressione e questo fa piacere. Vuol dire che abbiamo un altro giovane che gareggia per il podio, così l'Italia è sempre presente".
(Adnkronos) - "Nel 2025 registriamo una crescita di volumi del 9% e transazioni a +7,7%: un risultato sostenuto dall’ingresso di nuovi clienti (+27%) e da un tasso di fidelizzazione del 98%, che conferma la solidità del nostro modello e il valore riconosciuto dal mercato. Il nostro portafoglio clienti è sempre più diversificato, le aziende continuano a viaggiare, ma con un controllo più stringente della spesa. Utilities, trasporti e logistica e pubblica amministrazione guidano il mix, a dimostrazione della nostra capacità di gestire esigenze settoriali complesse e fortemente regolamentate. Guardando al 2026, la priorità è l’espansione internazionale, siamo l’unica travel management company italiana con un progetto così ampio". Così, con Adnkronos/Labitalia, Giorgio Garcea, Chief commercial and operations officer di Cisalpina Tours International (Cti), sull'andamento dell'azienda in un mercato, quello del business travel, che come emerso dall'Osservatorio business travel 2026 (mercato Italia), attraversa una fase di rallentamento in Italia nel 2025, a causa di dazi, tensioni geopolitiche, differenziazione di strategie aziendali e politiche commerciali protezionistiche da parte dei governi. Fenomeni che hanno spinto le aziende a privilegiare trasferte locali o in Paesi con minori criticità. In questo contesto, secondo gli analisti emerge un picco di viaggi verso gli Stati Uniti nel primo semestre 2025, probabilmente legato alla chiusura di contratti prima dell’introduzione di nuove tariffe doganali. Ma le strategie di Cisalpina per il futuro sono chiare: "affiancheremo lo sviluppo di servizi premium e vip concierge, visto che la domanda evolve verso soluzioni sempre più tailor made: trasferte mirate per top management e funzioni tecniche e una maggiore razionalizzazione degli spostamenti del middle management". In un mercato complesso, Cti registra quindi risultati in controtendenza. Dal travel value (volume d’affari lordo) di 300 milioni di euro del 2015, la società ha raggiunto 640 milioni nel 2025 e opera già in 9 Paesi. La composizione delle aziende clienti evidenzia una maggiore attenzione alla spesa pur mantenendo frequenza di trasferte: al vertice utilities (29%), trasporti e logistica (25%), servizi (16%), a conferma della capacità di Cti di gestire esigenze verticali e complesse. Secondo Garcea "le aziende oggi viaggiano in maniera più consapevole: i top manager e i responsabili tecnici si spostano con maggiore frequenza, ma il middle management pianifica le trasferte con attenzione, ottimizzando i costi". Altro tema in evidenza, l’Osservatorio evidenzia criticità sul Duty of Care, con il 45% delle aziende che ne ha conoscenza parziale o nulla e solo il 45% delle aziende consapevoli che dispone di una travel policy conforme agli obblighi di legge. Garcea sottolinea: "Proteggere i dipendenti in viaggio non è solo un dovere morale o legale, ma un investimento nella continuità operativa e nella reputazione aziendale. Il nostro approccio proattivo intende preparare le imprese al rischio, offrendo soluzioni orientate alla mitigazione, andando oltre la gestione dell’emergenza. Dal periodo post-Covid, le trasferte verso destinazioni con fattori di rischio sono aumentate del 36%: consapevolezza e prevenzione diventano prioritarie per tutti", conclude.
(Adnkronos) - "Serve tutelare l’industria europea, rendendo possibile la sfida digitale e green e nel contempo aprire a nuovi mercati, per una chiara politica strategica". Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, a margine dell’evento 'L’Italia in Cantiere' organizzato da Legambiente. "Nel nostro Libro bianco mettiamo la duplice sfida della digitalizzazione e dell’economia green che si deve coniugare con il pilastro dell’economia strategica", sottolinea il ministro Urso."Dobbiamo bloccare l’esportazione dei rifiuti che contengono materie prime critiche. Il nostro Paese è nella short list per avere un deposito strategico di stoccaggio di materie prime". Il ministro ha poi precisato che probabilmente "sarà nel Nord Italia, per essere vicino ai porti, perché l’Europa è circondata da conflitti" e dunque è necessario garantire "un’autonomia strategica".