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(Adnkronos) - "Sono stato bullizzato a scuola per 'colpa' della bellezza di mia madre". Francesco Oppini, ospite oggi venerdì 30 gennaio a La volta buona, ha parlato dell’infanzia e dell’adolescenza segnate dalle difficoltà legate all’essere "semplicemente il figlio di Alba Parietti". Oppini ha ricordato nel salotto di Caterina Balivo gli anni della scuola, soprattutto a partire dalle medie e poi al liceo, nello stesso periodo in cui la madre ha raggiunto il grande successo televisivo negli anni Novanta. "Non posso ripetere cosa mi dicevano a scuola, venivo insultato continuamente", ha spiegato. Oppini ha raccontato di sentirsi spesso fuori posto: "Io ero un ragazzo di campagna, stavo nel mio paesello con i miei amici, evitavo sigarette e drink. Ero felice così". A scuola, però, il confronto era continuo e difficile: "Lei era bellissima, io ero un ragazzotto magro ed esile. Mi dicevano di continuo 'Tua madre è una f**a e tu sei un cesso'". Il figlio di Alba Parietti ha ricordato anche il clima che si creava all’ingresso della scuola: "Ogni volta che entrava succedeva il caos, i ragazzi portavano i giornali con mia madre in copertina". Un trauma che è riuscito a superare grazie al supporto di uno psicologo: "L'ho colpevolizzata tanto, oggi invece la comprendo".
(Adnkronos) - “La crescita della nostra industria è un esercizio ed una missione collettiva che ci vede tutti attori protagonisti: imprese, banche e finanza, enti pubblici e privati. Ecco perché il protocollo con Cdp è una scelta strategica per l’Unione Industriali Torino”. Così Marco Gay, presidente degli industriali torinesi in occasione di una nuova tappa del roadshow di Cdp con Confindustria per illustrare le iniziative a sostegno dello sviluppo delle imprese del territorio. “Da parte nostra è costante l’impegno per la crescita dimensionale e il conseguente rafforzamento patrimoniale delle imprese”, ha aggiunto Gay ricordando che “abbiamo lanciato il progetto ‘Destinazione crescita’ per affrontare e sostenere la crescita delle nostre associate già protagoniste di filiere nazionali ed internazionali anche grazie al protocollo che abbiamo firmato con Simest. Siamo certi che la competitività oggi più che mai sia composta di innovazione, tecnologia e sostenibilità: è la nostra intelligenza industriale che dobbiamo potenziare e affermare”.
(Adnkronos) - Da rifiuto a risorsa grazie allo sviluppo di tecnologie innovative per il recupero del fosforo da acque reflue e fanghi urbani. Questo l’obiettivo di Neofos, un programma di sperimentazione con un investimento complessivo di quasi 1,5 milioni di euro, finanziato nell’ambito del bando promosso dal Mase - Materie Prime Critiche e guidato da Gruppo Cap, insieme a MM Spa, Politecnico di Milano (Polimi) e Università di Bologna (Unibo). Il progetto coinvolge tecnologie e strategie innovative per la gestione dei nutrienti e il recupero del fosforo come risorsa strategica, creando un modello di economia circolare unico in Italia per integrazione territoriale. Il fosforo è un elemento essenziale per la produzione di fertilizzanti e per alcune applicazioni industriali, di particolare interesse per il settore dell’automotive, come le batterie litio-ferro-fosfato. A causa del progressivo depauperamento delle riserve minerali globali e della sua designazione come Critical Raw Material, cresce l’interesse per le attività di Urban Mining, che permettono di produrre localmente fosforo e ridurre la dipendenza dai mercati extra Ue. In questo scenario Cap, da sempre impegnata nello sviluppo di progetti di economia circolare, ha ottenuto il ruolo di capofila nel progetto che partirà dall’impianto di Bareggio, dove sarà installato un primo impianto dimostrativo, capitalizzando l’esperienza e il know-how acquisito negli anni nella gestione della BioPiattaforma di Sesto San Giovanni. Al contempo, con il coinvolgimento di MM, gestore del servizio idrico integrato della città di Milano, il progetto si radica strategicamente sul territorio, consentendo di testare soluzioni innovative direttamente nei grandi impianti di uno dei poli d’eccellenza europei nel trattamento acque. Nel dettaglio, il progetto Neofos mira a sviluppare approcci circolari innovativi per il recupero del fosforo e per la produzione di materie prime seconde di qualità, attraverso tre direttrici integrate. Innanzitutto, si concentrerà sulla rimozione biologica del fosforo dalle acque reflue tramite la tecnologia S2Ebpr (Side-Stream Enhanced Biological Phosphorus Removal). Questo processo sfrutta batteri specifici in grado di catturare e accumulare il fosforo presente nell’acqua, riducendo l’uso di reagenti chimici e il consumo energetico, nel pieno rispetto dei nuovi limiti europei sulle emissioni di nutrienti. La sperimentazione sarà condotta su due impianti pilota, per poi verificare l’efficacia della tecnologia su scala reale. In questa fase, MM mette a disposizione gli impianti di Milano San Rocco e Milano Nosedo come casi studio reali e imprescindibili per la modellazione dei processi di rimozione biologica e per la definizione degli scenari di implementazione tecnologica su scala metropolitana. In parallelo, Neofos prevede il recupero del fosforo dai fanghi di depurazione e dalle ceneri da monoincenerimento. Il materiale estratto sarà trasformato in sali di fosforo (struvite) o in altri composti puri, utilizzabili come fertilizzanti o in processi industriali. Con l’ottimizzazione dei processi sarà possibile ottenere prodotti di alta qualità, minimizzando l’uso di acidi e migliorando la sostenibilità complessiva. Infine, il focus di indagine si sposterà sull’integrazione delle tecnologie e sulla loro scalabilità. Verranno valutati costi, benefici ambientali e possibilità di applicazione su larga scala, definendo strategie per la gestione dei materiali secondo i criteri di End of Waste e massimizzando efficienza e sostenibilità. In questo modo, Neofos punta a creare un modello replicabile di gestione del fosforo che coniughi innovazione, economia e rispetto dell’ambiente.