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(Adnkronos) - E' ufficiale: il Policlinico Tor Vergata è azienda ospedaliera universitaria integrata con il Ssn in Italia. Ne dà notizia la Gazzetta Ufficiale che riporta la comunicazione da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri della "costituzione, nella Regione Lazio, dell'Azienda ospedaliera universitaria integrata con il servizio sanitario nazionale 'Policlinico Tor Vergata', in Roma", con Dpcm del 23 dicembre 2025. "Con orgoglio - afferma il rettore dell'università di Roma Tor Vergata, Nathan Levialdi Ghiron - registriamo lo splendido risultato per il nostro policlinico universitario, realtà d'eccellenza nel territorio per la cura, per la ricerca, per la formazione, costituito in azienda ospedaliera universitaria integrata con il Servizio sanitario nazionale, per la prima volta con decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri. Il percorso che ci ha portati ad essere azienda ospedaliera universitaria di 'tipo A' è durato diversi anni. Uno sforzo importante per rispettare tutti i parametri necessari, un lavoro congiunto e complesso e un risultato eccellente raggiunto grazie all'impegno e la professionalità delle colleghe e dei colleghi che vi si sono dedicati". Il riferimento al 'tipo A' che caratterizza l'azienda ospedaliera universitaria Policlinico Tor Vergata - chiarisce l'ateneo in una nota - prevede una governance condivisa tra università e Regione, una integrazione strutturale che, di fatto, valorizza le competenze di entrambe le istituzioni. Il Policlinico Tor Vergata è quindi definito come struttura ospedaliera universitaria integrata, con finalità di eccellenza assistenziale e di ricerca, grazie a una collaborazione importante fra Ssn e università. Alla luce della piena integrazione funzionale, organizzativa e gestionale, l'Aou Ptv presenterà presto un assetto unitario volto allo svolgimento congiunto delle attività di assistenza, didattica e ricerca, garantendo uniformità nelle scelte strategiche, nella gestione delle risorse e nella responsabilità organizzativa. La normativa richiamata nel decreto disciplina i rapporti fra Ssn e università e definisce gli organi della nuova azienda ospedaliera universitaria: è prevista la figura del direttore generale; il collegio sindacale; l'organo di indirizzo; il collegio di direzione. Il Policlinico Tor Vergata rappresenta uno dei principali poli ospedaliero-universitari del Lazio, prosegue la nota. L'integrazione tra alta specializzazione, formazione e ricerca, unita all'attuazione del Dm 77/2022, consolida il ruolo del Ptv quale punto di riferimento per la sanità pubblica e la rete territoriale regionale e integra le funzioni di assistenza, didattica e ricerca, in stretta connessione con la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'università di Roma Tor Vergata. E' un presidio di alta specializzazione e si pone come riferimento per la Regione Lazio in numerosi ambiti clinico-assistenziali e scientifici. Il Ptv opera in un contesto territoriale di ampia dimensione e complessità, con un bacino di circa 850mila residenti diretti e oltre 1,5 milioni di abitanti serviti per funzioni di alta specialità. Ha una capacità di 583 posti letto ed è organizzato in 6 dipartimenti (Benessere della salute mentale e neurologica, dentale e organi sensoriali; Emergenza e accettazione; Oncoematologia; Processi assistenziali integrati; Scienze chirurgiche; Scienze mediche); 39 unità operative complesse, con oltre 2mila persone al lavoro. Nel 2024 - si legge - il Ptv ha garantito oltre 2 milioni e 400mila attività ambulatoriali tra visite, prestazioni laboratoriali e diagnostica per immagini; in degenza ordinaria sono stati superati i 17.600 ricoveri per oltre 155mila giorni di degenza. Per quanto riguarda il pronto soccorso generale e odontoiatrico, ci sono stati circa 46mila accessi. Il Policlinico Tor Vergata è Dea di II livello ed è hub ad alta specializzazione, presente nella rete per il trattamento dell'ictus con dotazione di un Utn di secondo livello, la rete di emergenza cardiologica e cardiochirurgica con Utic ed emodinamica, la rete di medicina trasfusionale, la terapia del dolore. il trattamento delle malattie infettive di secondo livello. Inoltre, è centro di riferimento per il trattamento del trauma grave con Cts regionale, per la rete oncologica all'avanguardia con Breast Unit, Colorectal Unit e polmone, e per le malattie rare. Il Policlinico Tor Vergata è uno dei principali poli di alta specializzazione della Regione Lazio (riconoscimento Agenas 2023 tra le migliori Ao universitarie del Lazio). I dati del Programma regionale di valutazione degli Esiti 2025 confermano l'elevato livello di qualità clinico-assistenziale del Policlinico Tor Vergata in numerose aree operative tra cui area cardiocircolatoria, area respiratoria, area osteomuscolare, area chirurgica generale e oncologica, area nefrologica.
(Adnkronos) - Nasce TT2 - Travel Tech 2, fondo di investimento internazionale, con sedi in Spagna, Olanda e Italia, specializzato in TravelTech B2B e SaaS, con una missione chiara: intercettare e sostenere startup italiane ed europee capaci di sviluppare soluzioni tecnologiche concrete per la filiera del turismo, riportando valore, competenze e controllo strategico in Europa. Oggi, infatti, una quota significativa della spesa turistica viene assorbita da commissioni, fee di distribuzione, piattaforme di prenotazione, sistemi di gestione e infrastrutture digitali asiatiche e statunitensi. Un esempio per tutti: in Italia, circa il 70% delle prenotazioni è intermediato con quote del 42% per Booking e del 28% per le altre Ota. Quindi solo il 30% delle prenotazioni può essere considerato diretto. Questo significa meno margini per gli operatori, meno dati proprietari, minore capacità di innovare e differenziarsi. "Il turismo è uno dei pilastri dell’economia italiana, ma continuiamo a comportarci come semplici fornitori di asset fisici, destinazioni, strutture, esperienze, lasciando ad altri il controllo della tecnologia e quindi del valore. Se la componente digitale resta esterna, la crescita dei flussi non si traduce automaticamente in crescita economica strutturale", spiega Leonardo Saroni, General Partner di TT2. TT2 nasce con un approccio selettivo e industriale. Il fondo investe esclusivamente in startup B2B, evitando modelli B2C ad alta intensità di marketing, e punta su soluzioni che incidono sui nodi chiave della filiera: prima fra tutte l’Ai come abilitatore orizzontale per automatizzare processi, efficienza operativa e gestione dei dati. Ma l’investimento non è solo finanziario. "Il capitale è una condizione necessaria, ma non sufficiente", sottolinea Saroni. "Per competere davvero - prosegue - servono accesso al mercato, validazione industriale e relazioni di alto livello. Noi mettiamo a disposizione delle startup partecipate un ecosistema solido di contatti, partner, corporate e operatori del settore (85 investitori industriali da 15 Paesi diversi, catene alberghiere, compagnie aeree e società tecnologiche), accelerando in modo concreto crescita e adozione delle tecnologie. Il nostro modello mira a creare le basi per una sovranità tecnologica nel turismo". Il turismo continuerà a crescere, ma la vera sfida non è aumentare i flussi: è trattenere valore. Senza una filiera tecnologica forte, il rischio è che l’Italia resti una destinazione di successo, ma un attore marginale nella catena del valore globale. "La legge di Bilancio 2026, approvata dal Parlamento e sostenuta dal ministero del Turismo pone un primo tassello per rafforzare la nostra infrastruttura digitale nazionale nel turismo, riconoscendo che il futuro della competitività passa anche attraverso la capacità di gestire dati, servizi e relazioni in modo integrato. TT2 opera sulla stessa traiettoria. Investire in questo settore significa difendere competitività, margini e occupazione qualificata. È una scelta industriale, prima ancora che finanziaria", conclude Saroni.
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.