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(Adnkronos) - Il presidente americano Donald Trump ha espresso in un'intervista con Axios la sua opposizione alle misure di Israele in direzione dell'annessione della Cisgiordania. Le dichiarazioni del presidente Usa arrivano a due giorni dalle decisioni del gabinetto di sicurezza israeliano sulle misure che ampliano in modo significativo il controllo israeliano sulla Cisgiordania, comprese le aree controllate dall'Autorità palestinese. Queste misure, che violano gli accordi di Oslo, rendono più facile per i coloni ebrei acquistare terreni in Cisgiordania e per la polizia israeliana demolire case nelle aree sotto la giurisdizione dell'Autorità palestinese. Interpellato in proposito, si legge su Axios, Trump non ha commentato i dettagli, ma ha affermato: "Sono contrario all'annessione". "Abbiamo già abbastanza cose a cui pensare. Non abbiamo bisogno di occuparci della Cisgiordania", ha aggiunto. Le decisioni del gabinetto di sicurezza israeliano contraddicono le richieste avanzate da Trump e dai suoi inviati, Jared Kushner e Steve Witkoff, che avevano esortato il primo ministro Benjamin Netanyahu, durante un incontro a dicembre, ad allentare la tensione in Cisgiordania, ricorda Axios. Funzionari statunitensi hanno dichiarato ad Axios di essere preoccupati per la decisione del gabinetto israeliano e hanno detto che stanno ancora valutando le sue implicazioni. "Una Cisgiordania stabile garantisce la sicurezza di Israele ed è in linea con l'obiettivo di questa amministrazione di raggiungere la pace nella regione", ha affermato un funzionario della Casa Bianca. Sul fronte Gaza, gli Stati Uniti chiedono che Hamas consegni tutte le armi in grado di colpire Israele, ma consentirebbero al gruppo di conservare alcune armi leggere, almeno inizialmente. A rivelare i contenuti della bozza del piano per Gaza sono funzionari e persone a conoscenza della questione citati dal New York Times. Un team guidato dagli Stati Uniti, che include Jared Kushner, genero del presidente Trump, Steve Witkoff, inviato speciale degli Stati Uniti per le missioni di pace, e Nickolay Mladenov, ex alto funzionario delle Nazioni Unite, intende condividere il documento con Hamas entro poche settimane. Le fonti citate dal giornale sottolineano che i dettagli potrebbero ancora cambiare e che potrebbero emergere diverse bozze. Tuttavia, se il piano venisse presentato ad Hamas, rappresenterebbe uno sforzo significativo verso la smilitarizzazione del gruppo armato, un elemento chiave del piano in 20 punti di Trump per Gaza che ha costituito la base dell'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas dopo due anni di guerra, sottolinea il giornale. Secondo quanto riporta il sito di notizie Ynet, Netanyahu ricevette già nell'aprile 2018 rapporti di intelligence delle Idf che descrivevano dettagliatamente i piani di battaglia di Hamas, citando documenti di intelligence e testimonianze di alti funzionari. Secondo Ynet, a partire da quell'anno, il Movimento islamico di resistenza sviluppò fino al 2022 un piano operativo completo per un attacco coordinato e multifronte contro le basi militari israeliane e le comunità civili nel sud di Israele. Il piano di attacco, che in seguito fu elaborato in un documento noto come 'Muri di Gerico', prevedeva di attraversare il confine di Gaza in decine di punti e di schierare migliaia di combattenti. Secondo Ynet, a Netanyahu furono fornite informazioni sui piani di Hamas più volte nel corso degli anni, nonostante le sue ripetute smentite pubbliche di aver mai visto o sentito parlare dei 'Muri di Gerico' prima del 7 ottobre. Il rapporto sostiene che il primo trasferimento noto del piano alla leadership israeliana avvenne nell'aprile 2018, quando la divisione di ricerca della direzione dell'intelligence militare distribuì uno speciale documento ad alti funzionari, tra cui i segretari militari del primo ministro e del ministro della Difesa, il Consiglio di sicurezza nazionale, i capi dello Shin Bet e del Mossad e l'ufficio del capo di stato maggiore delle Idf. Secondo i documenti citati da Ynet, il rapporto del 2018 poneva la seguente domanda nel sottotitolo: "L'ala militare di Hamas sta rafforzando la sua forza per un attacco su vasta scala nel profondo del nostro territorio?". Il rapporto del 2018 sottolineava la gravità della minaccia, definendo "la portata del piano e la sua complessità come eccezionali". Netanyahu ha negato di aver ricevuto informazioni secondo cui Hamas stesse pianificando un attacco su larga scala negli anni precedenti il 7 ottobre 2023 e, quando interrogato dal revisore dei conti e difensore civico dello Stato di Israele Matanyahu Englman a riguardo durante un'indagine sui fallimenti che hanno reso possibile l'attacco, l'ufficio del primo ministro ha affermato che "il primo ministro non ha mai ricevuto né è mai stato informato sul documento 'Muri di Gerico'" fino a dopo lo scoppio della guerra e che "non gli è mai stato presentato alcun piano di Hamas per un raid di massa nel territorio israeliano". Tuttavia, i materiali pubblicati da Netanyahu sembrano contraddire tali affermazioni. Nel documento di 55 pagine inviato la scorsa settimana all'Ufficio del revisore dei conti, ha ammesso di aver ricevuto il rapporto di intelligence dell'aprile 2018, ma ha citato selettivamente solo la valutazione più contenuta, secondo cui Hamas aveva "una capacità di base per effettuare diversi raid simultanei", ma che, a causa di vari fattori, "al momento ciò non è probabile". Il documento omette la frase conclusiva del paragrafo che avvertiva che il piano segnala le ambizioni future del gruppo terroristico e che quest'ultimo intendeva rafforzare significativamente le proprie forze.
(Adnkronos) - Il mercato Ict italiano si trova di fronte a una sfida cruciale: mentre l'adozione dell'intelligenza artificiale nelle imprese con almeno 10 addetti è cresciuta dal 5% all'8,2% nel 2024 e del 16,4% nel 2025, persiste un preoccupante gap di competenze digitali che rischia di compromettere la competitività del Paese. Un divario che emerge con forza anche ai livelli istituzionali, dove la comprensione delle tecnologie emergenti risulta spesso carente rispetto alle sfide che il sistema Italia deve affrontare. In questo contesto si inserisce la nuova strategia di Assinter Italia, l'associazione che rappresenta le società Ict in-house regionali e nazionali, guidata dal neo-presidente Pier Paolo Greco. "C'è ancora poca cultura sulle tecnologie digitali e sull'intelligenza artificiale in particolare che crea preoccupazioni, non solo nel cittadino ma anche nelle istituzioni", afferma Greco, sottolineando come la carenza di competenze rappresenti un ostacolo significativo per lo sviluppo digitale del Paese. Le società in-house regionali, spesso sottovalutate nel dibattito pubblico, gestiscono in realtà servizi digitali fondamentali per la vita quotidiana dei cittadini. Dal Fascicolo sanitario elettronico ai servizi di e-government, dalla cybersecurity alla gestione dei data center regionali, queste strutture rappresentano un patrimonio di competenze e infrastrutture che conta complessivamente 8000 dipendenti e genera un fatturato aggregato di circa 2 miliardi di euro. "Le regioni - spiega il neo presidente - hanno un enorme impatto sulla gestione digitale nella vita di tutti i giorni. Quando un cittadino riceve servizi sanitari digitali, documenti online o informazioni turistiche dalla sua regione, normalmente c'è una società in-house che li gestisce". Il mercato Ict italiano, previsto in crescita del 4,5% nel 2025 per un valore complessivo di 44,3 miliardi di euro, vede nel cloud computing (+16,2%) e nella cybersecurity (+7,2%) i settori trainanti. Proprio su questi fronti Assinter sta sviluppando progetti innovativi come il Cloud federato, un sistema di interscambio tra le varie strutture regionali che permette una maggiore protezione dei dati attraverso la distribuzione delle risorse. "Stiamo lavorando per mettere insieme una potenza di calcolo distribuita invece di avere singoli data center maggiormente vulnerabili", illustra il presidente. La nuova visione di Greco si basa su quello che lui stesso definisce il 'modello Barbarians', ispirato alla celebre squadra di rugby dove ogni giocatore contribuisce attivamente al successo collettivo. Questo approccio prevede cinque direttrici strategiche: advocacy presso le istituzioni, alliance tra i soci, networking con il settore privato, training attraverso l'academy associativa e innovation per facilitare i rapporti tra pubblico e privato. Un aspetto cruciale della strategia riguarda il posizionamento europeo. Greco, recentemente confermato nel ruolo di vicepresidente di Euritas, l'associazione europea delle società Ict pubbliche, punta a rafforzare il collegamento tra Bruxelles, Roma e le regioni. "Siamo - sottolinea - l'unica struttura in tutta Europa che è riuscita ad avere una rappresentanza unitaria all'interno di Euritas. Questo ci permette di portare le istanze territoriali direttamente alla Commissione Europea". La sfida della cybersecurity emerge come priorità assoluta. Assinter sta promuovendo lo sviluppo di un progetto per federare i noc (network operations center) delle varie società regionali, creando un sistema di monitoraggio distribuito più resiliente. 'Oggi queste strutture operano molto sulla difesa cyber e questo diventa sempre più importante', evidenzia Greco, ricordando come la sicurezza informatica non sia più solo una questione tecnica ma un elemento fondamentale per la sovranità digitale del Paese. L'associazione conta tra i suoi membri la quasi totalità delle società regionali in-house ed alcuni grandi player nazionali che operano con il modello in-house providing quali Aci informatica e InfoCamere. Questa eterogeneità rappresenta una ricchezza in termini di competenze e capacità di intervento su tutto il territorio nazionale. Inoltre, Assinter ha costituito una community a cui hanno aderito 30 partner tecnologici, creando quello che Greco definisce 'una interlocuzione costruttiva' con i grandi vendor internazionali. Guardando al futuro, l'obiettivo è ambizioso: portare Assinter a diventare sempre più uno stakeholder imprescindibile per qualsiasi decisione governativa in materia di digitalizzazione. La strada per colmare il digital divide italiano passa necessariamente attraverso un rafforzamento delle competenze e delle infrastrutture pubbliche. Con l'arrivo delle Giga Factory europee per l'intelligenza artificiale, investimenti previsti nell'ordine dei 5 miliardi di euro, e la crescente importanza del quantum computing, il ruolo delle società in-house regionali diventa ancora più strategico. 'L'ingresso del sistema quantistico sostituirà quello che abbiamo conosciuto come sistema di vita fino ad oggi', avverte Greco, sottolineando l'urgenza di prepararsi a questa rivoluzione tecnologica. La nuova governance di Assinter punta quindi a valorizzare un patrimonio di competenze pubbliche troppo spesso sottovalutato, creando sinergie tra territori e favorendo l'innovazione attraverso la collaborazione tra pubblico e privato. Una sfida che richiede non solo investimenti tecnologici ma soprattutto un cambio di paradigma culturale, partendo proprio dalla formazione e dalla sensibilizzazione di cittadini e istituzioni sui temi del digitale.
(Adnkronos) - "Il Consorzio è un'eccellenza di economia circolare, raccoglie la totalità dell'olio minerale usato italiano e lo rigenera al 98%". Così Riccardo Piunti, presidente del Conou – Consorzio nazionale degli oli minerali usati – ha spiegato a Roma la forza e la peculiarità del Consorzio, intervenendo al Terzo Forum nazionale 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy', promosso da Legambiente. L’evento ha riunito istituzioni, aziende e stakeholder della green economy per discutere le strategie di rilancio industriale e sostenibile del Paese. “Le medie di altri paesi avanzati sono circa la metà di questo risultato. Si tratta di un modello che combina efficienza tecnologica e cooperazione spontanea delle imprese italiane da oltre 40 anni – spiega Piunti –. L’olio usato viene consegnato al raccoglitore, che lo porta agli impianti di rigenerazione, e il sistema funziona in maniera automatica, lineare e controllata”. Secondo il presidente del Conou, la chiave del successo risiede nella struttura consortile: “Noi non siamo direttamente parte in causa, ma facciamo da arbitri e controllori del sistema. Forniamo linee guida e indicazioni, ma il processo funziona autonomamente. Questo è ciò che distingue la nostra eccellenza nel mondo, l’industrializzazione sostenibile basata su cooperazione e rigore tecnico”.