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(Adnkronos) - "Le mie politiche non cambieranno mai". Donald Trump tira dritto, i dazi introdotti dagli Stati Uniti non si toccano. Mentre la Cina annuncia tariffe del 34% speculari a quelle adottate da Washington nei confronti di Pechino, il presidente americano ribadisce la sua posizione con un post sul social Truth. "I cinesi se la sono giocata male. Sono andati nel panico. L'unica cosa che non possono permettersi di fare", dice riferendosi in particolare alla decisione del gigante asiatico. Il messaggio indirizzato "ai tanti investitori in arrivo negli Stati Uniti con enormi quantità di denaro" è perentorio: "Le mie politiche non cambieranno mai. E' un grande momento per diventare ricchi, più ricchi che mai", dice Trump, che rimarrà in Florida alcuni giorni per un evento legato al golf. Il presidente rivendica la validità della strategia che avrebbe già effetti sul mondo del lavoro, con 228mila nuovi occupati a marzo. "Numeri eccellenti sull'occupazione, molto meglio del previsto". I dazi "stanno già funzionando. Teniamo duro, non possiamo perdere", afferma. I messaggi sui social sembrano andare in una direzione diversa rispetto alle dichiarazioni del presidente sull'Air Force One nel volo da Washington alla Florida. Nella serata americana di giovedì, Trump ha apparentemente aperto ai negoziati con gli altri paesi, evidenziando che "ogni nazione ha chiamato" dopo il varo dei dazi. La possibilità di dialogare dipende dall'eventuale offerta "fenomenale" da recapitare agli Usa: "I dazi ci danno grande potere negoziale". Tra una giravolta e l'altra, Trump - ovviamente sempre su Truth - torna a ipotizzare il dialogo con i partner commerciali. "Ho avuto una telefonata molto produttiva con To Lam, segretario generale del partito comunista vietnamita: mi ha detto che il Vietnam vuole azzerare le tariffe se riuscirà a concludere un accordo con gli Stati Uniti. L'ho ringraziato a nome del nostro paese, aspetto di incontrarlo presto", scrive il presidente. Il Vietnam, che ospita le fabbriche di molti brand di abbigliamento, secondo Trump adotta tariffe del 90% nei confronti degli Usa e per questo è stato colpito da dazi del 46%. In un diluvio di post, Trump si rivolge anche al presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, sollecitandolo a tagliare i tassi di interesse. "Questo sarebbe un momento perfetto", dice Trump. "E' sempre 'in ritardo', ma ora potrebbe cambiare la sua immagine, e in fretta. I prezzi dell'energia sono in calo, i tassi di interesse sono in calo, l'inflazione è in calo, persino le uova sono scese del 69% e i posti di lavoro sono in aumento, tutto nel giro di due mesi", prosegue Trump, parlando di "una grande vittoria per l'America", con la chiosa in maiuscolo: "Taglia i tassi di interessi, Jerome, e basta fare politica!".
(Adnkronos) - “Il comparto agroalimentare campano ha raggiunto un valore di esportazioni di 5,49 miliardi di euro, in crescita del 5,4% rispetto al 2022. È un trend positivo che dura da oltre un decennio, ma le tensioni commerciali globali rappresentano una seria minaccia. Se le esportazioni verso gli Stati Uniti dovessero calare significativamente, l’intero comparto ne risentirebbe”. E' preoccupato per il futuro del settore agroalimentare campano Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania, intervistato da Adnkronos/Labitalia, dopo l'annuncio di ieri dei dazi Usa. “L’imposizione dei dazi da parte degli Stati Uniti -sottolinea- è un duro colpo per un comparto che negli ultimi anni ha consolidato una forte presenza sul mercato americano. Parliamo di un export che supera i 200 milioni di euro all’anno, con prodotti di eccellenza come la mozzarella di bufala campana Dop, il vino e l’olio extravergine d’oliva. Il rischio concreto è una contrazione delle vendite, con effetti negativi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione”. E Marzano ricorda che “secondo le analisi di Svimez, il nostro export potrebbe subire una contrazione superiore all’11%, con oltre 3.000 posti di lavoro a rischio immediato. Inoltre, si stima che l’impatto complessivo sull’economia campana possa raggiungere i 500 milioni di euro. Il settore agroalimentare è un pilastro dell’economia regionale e queste misure rischiano di comprometterne la crescita”. Quali prodotti saranno maggiormente penalizzati? “Proprio quelli che meglio rappresentano l’identità e la qualità dell’Italia e, nel nostro caso, della Campania. Beni apprezzati negli Stati Uniti, ma un aumento dei prezzi al consumo a causa dei dazi potrebbe ridurne la competitività, favorendo alternative di altri paesi", sottolinea. E per Marzano è necessario che "come avvenne nel 2018 per il contenimento dei dazi, serve un’azione diplomatica forte per scongiurare l’entrata in vigore di questi dazi o almeno per ridurne l’impatto. Inoltre, il sostegno agli agricoltori e alle aziende attraverso misure di compensazione potrebbe aiutare a limitare i danni”. E il messaggio agli imprenditori agricoli è chiaro. "Restare uniti e continuare a lavorare sulla qualità e sull’innovazione. Ma anche aprire ai nuovi mercati come gli Emirati Arabi, l’India e il Brasile che stanno emergendo con forza. L’agroalimentare è un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, e questo non cambierà. Serve però il supporto delle istituzioni per affrontare questa sfida e garantire che le nostre imprese possano continuare a crescere”, conclude.
(Adnkronos) - Un'ondata di colore, solidarietà e partecipazione sta attraversando la scuola primaria Leonardo Da Vinci di Milano grazie a 'Il bosco invisibile', un progetto promosso dall'associazione dei genitori 'Amici della Leonardo' e realizzato in collaborazione con l'associazione 'We Are Urban! Milano', che lo ha già portato a termine in quattordici scuole. L'obiettivo è semplice, ma potentissimo: migliorare la qualità dell’aria e degli ambienti scolastici ridipingendo tutte le 36 classi in uso nell’istituto con Airlite, una speciale pittura che purifica l’aria, elimina in modo permanente muffe e batterie migliora la vivibilità quotidiana. L’impresa sta coinvolgendo oltre 200 genitori e volontari, decisi a regalare, nei primi due weekend di aprile, tempo, energie, braccia e buona volontà per dipingere la scuola di oltre 700 bambini, che è anche un punto di riferimento per tutta la zona Città Studi con i suoi oltre 90 anni di storia. Il risultato atteso? Classi più sane, pulite e accoglienti per alunni e insegnanti: "Il bosco invisibile è un progetto che trasforma la scuola, ma anche la comunità che la abita -spiega il preside della scuola Leonardo Da Vinci, Antonio Re-. Non solo muri ridipinti, ma relazioni che si rafforzano, alleanze educative che crescono e un esempio concreto di cittadinanza attiva". "Vogliamo che sia prima di tutto un momento di aggregazione -spiega l'associazione genitori Amici della Leonardo, che ha coordinato il progetto e lo ha finanziato per la maggior parte-. Abbiamo messo a frutto le competenze di ognuno nell’organizzazione e abbiamo scommesso sulla volontà di reinventarsi pittori per qualche ora per la realizzazione. Abbiamo scoperto un forte senso di comunità che aspettava il progetto giusto per emergere". L’iniziativa viene realizzata con il supporto di Wau! Milano, associazione che promuove la cura del bene comune, comprendendo anche la risorsa 'aria', attraverso la partecipazione diretta dei cittadini. "Siamo felici di aver incontrato tutti gli studenti della scuola per un momento didattico che promuove la cultura del bene comune a partire dall’importanza di un elemento vitale che non vediamo e che non dovremmo sentire -commenta Andrea Amato, presidente di Wau! Milano-. Un progetto che deve essere spiegato per meglio comprendere il valore un gesto di volontariato che presenta molteplici aspetti positivi". Tra i sostenitori del progetto, anche YesMilano, l’agenzia di promozione del Comune, che ha abbracciato Il Bosco Invisibile come esempio virtuoso di integrazione e attivazione territoriale: "Abbiamo coinvolto la nostra rete di studenti internazionali, oltre 11.000 a Milano, per mostrare come i progetti di comunità siano uno straordinario ponte di integrazione -afferma la direttrice generale di YesMilano, Fiorenza Lipparini-. Il bosco invisibile è un modello da raccontare e replicare". Innamorata del progetto anche l’associazione Officine Rousseau (realtà educativa storicamente riconosciuta fra Milano e provincia come ex cooperativa Centri Rousseau dal 1968) che ha deciso di dare supporto al progetto Bosco invisibile degli Amici della Leonardo regalando due ore di attività nel parco della scuola per i figli dei volontari. Fondamentale anche il contributo degli sponsor e dei partner locali. Vittoria Pirovano di Leonardo Frontero-Frontero Case, ha scelto di sostenere con un contributo economico l’iniziativa: "Abbiamo creduto da subito nella forza di questo progetto. E' raro vedere così tanto entusiasmo, concretezza e impatto positivo in un’unica iniziativa. Era naturale volerla supportare". Anche i fornai di zona, da Viale Romagna a Piazza Piola, hanno voluto partecipare, donando teglie di pizza e focaccia per le giornate di pittura, mentre il Carrefour di via Spinoza ha offerto le bevande e gli snack per chi ha esigenze alimentari particolari, dimostrando la sua consolidata affinità elettiva con gli studenti di tutte le età che popolano Città Studi. Il progetto, realizzato nei primi due weekend di aprile,trasforma la scuola Leonardo Da Vinci in un esempio concreto di collaborazione tra famiglie, istituzioni, associazioni e attività del territorio. Un bosco invisibile che ha reso visibile la forza di una comunità unita.