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(Adnkronos) - L’autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale, presente al Seatrade Cruise Global di Miami, lancia il progetto per la creazione di un hub della formazione dedicato alla blue economy, con l’obiettivo di formare le figure professionali richieste dalle compagnie di navigazione e dall’intera filiera marittimo-logistica. La proposta, illustrata dal presidente Raffaele Latrofa e dal dirigente della promozione e marketing Malcolm Morini, ha riscosso un ampio consenso tra i principali operatori internazionali del settore. La manifestazione di interesse promossa dall’Adsp è stata accolta con grande attenzione e nel corso del Seatrade ha già raccolto importanti adesioni che si sono aggiunte a quelle già acquisite nei mesi scorsi: tra queste Msc Crociere, Costa Crociere, Global Ports Holding, Gnv. Ulteriori manifestazioni di interesse sono arrivate da altri grandi gruppi internazionali quali Royal Caribbean, Disney Cruise Line, Norwegian Cruise Line e SeaDream Yacht Club, che hanno avviato le procedure interne per formalizzare l’adesione al progetto. L’iniziativa dell’Adsp prevede la creazione di un polo di eccellenza capace di mettere in relazione il sistema della formazione con le esigenze concrete del mercato del lavoro, coinvolgendo non solo le compagnie armatoriali ma anche l’intero cluster portuale e logistico e dei servizi per la blue economy, tra cui i maggiori esperti in simulazioni navali. In questo quadro si inserisce la manifestazione di interesse sottoposta alle compagnie, che prevede la partecipazione al dialogo promosso dall’autorità di sistema portuale dei porti di Civitavecchia, Fiumicino e Gaeta per la realizzazione del Training Hub. L’Adsp ha, inoltre, annunciato l’organizzazione, per il prossimo mese di novembre nel porto di Civitavecchia, di una tre giorni, dal 20 al 22, dedicata alla formazione e alla filiera logistica delle provviste di bordo, con l’obiettivo di favorire l’incontro tra domanda e offerta in due ambiti strategici come la qualificazione professionale e la provveditoria marittima. Grande soddisfazione è stata espressa dal presidente Raffaele Latrofa, che fin dal suo insediamento ha posto al centro della propria azione lo sviluppo del capitale umano nella blue economy. “Abbiamo riscontrato un immediato interesse da parte non solo delle compagnie croceristiche, ma anche di tutti i soggetti che operano nella filiera dei servizi alle navi, nel cluster portuale e nella catena logistica. L’obiettivo - dichiara Latrofa - è quello di creare, insieme alle compagnie, un centro formativo di eccellenza per le figure professionali di cui c’è bisogno, che diventi un punto di riferimento nazionale e grazie al quale i giovani del territorio possano costruire il proprio percorso lavorativo nella economia del mare”. L’iniziativa rappresenta un tassello fondamentale nella strategia dell’Adsp Mtcs per accompagnare la crescita del traffico crocieristico e, più in generale, della blue economy, trasformando le opportunità del mercato in sviluppo concreto, occupazione qualificata e valore aggiunto per il territorio e per il sistema Italia.
(Adnkronos) - "Negli ultimi mesi abbiamo presentato al mercato risultati che confermano la solidità del nostro percorso industriale. Pur in presenza di una lieve contrazione dei ricavi, legata a una scelta strategica di uscita da attività a bassa marginalità, abbiamo registrato un miglioramento significativo della redditività. L’Ebitda è cresciuto sia in valore assoluto, raggiungendo i 16 milioni di euro, sia in termini di marginalità, mentre il gross margin ha mostrato un incremento ancora più marcato. È un segnale chiaro: stiamo privilegiando qualità e sostenibilità dei ricavi rispetto ai volumi". Così, con Adnkronos/Labitalia, Alberto Rizzi, amministratore delegato del Gruppo Dedem che oggi, a quasi 9 mesi dalla quotazione, ha fatto il punto con gli investitori. Secondo Rizzi "anche il mercato ha riconosciuto questa traiettoria: dopo la quotazione su Euronext Growth Milan, il titolo ha registrato una crescita significativa, accompagnata da un rafforzamento della nostra struttura finanziaria grazie a un’importante operazione di rifinanziamento. In sintesi, oggi Dedem è più solida, più efficiente e meglio posizionata per affrontare le sfide future". E Rizzi ha chiarito la strategia per l'anno in corso. "Per il 2026 il nostro obiettivo -ha sottolineato- è proseguire lungo una traiettoria di crescita qualitativa, consolidando i due pilastri del gruppo. Da un lato continueremo a investire nel core storico delle fototessere, accelerando ulteriormente il percorso di digitalizzazione e integrazione con i servizi della Pubblica amministrazione, rafforzando un’infrastruttura che rappresenta un asset strategico unico nel Paese. Dall’altro lato, puntiamo a sviluppare con decisione il segmento leisure, che sta dimostrando un forte potenziale di crescita e redditività. I Family Entertainment Center non sono solo luoghi di intrattenimento, ma veri e propri driver di valore per il retail, capaci di generare traffico, permanenza e fidelizzazione. Parallelamente, continueremo a investire in innovazione, servizi digitali e progetti a impatto sociale, come il progetto Blue Box, le cabine con punto di contatto contro il bullismo, che testimonia il nostro impegno verso le comunità", ha sottolineato. E in questo scenario, ha sottolineato Rizzi, "l'apertura del 22 aprile a Gravina di Catania rappresenta un passaggio molto significativo nel nostro percorso di sviluppo nel leisure. Negli ultimo sei mesi abbiamo inaugurati 4 nuovi Family entertainment center in tutta Italia. Questo di Catania è un progetto particolarmente importante, con attrazioni di ultima generazione, e incarna perfettamente il nostro modello: integrazione tra esperienza, tecnologia e gestione operativa. Non è solo un investimento infrastrutturale, ma anche un segnale concreto sul territorio: abbiamo già inserito 25 nuove risorse, contribuendo alla crescita occupazionale locale", ha continuato. "Questo tipo di iniziative rafforza il nostro posizionamento come partner strategico per i centri commerciali e come operatore capace di trasformare gli spazi retail in luoghi di destinazione. Oggi Dedem è l’unico operatore nell’entertainment che può offrire tutti i format oggi disponibili nel mercato europeo", ha continuato. Un'iniziativa che si inserisce in un percorso ben preciso. "l progetto di Gravina di Catania -ha spiegato Rizzi- non è un caso isolato, ma parte di un piano più ampio di sviluppo. Nel corso del 2026 prevediamo nuove aperture - la prossima, prima dell’estate, sarà ad Aprilia - e ulteriori potenziamenti della nostra rete di Family Entertainment Center, seguendo un modello scalabile e modulare che ci consente di adattarci a contesti diversi mantenendo elevati standard qualitativi. L’obiettivo è consolidare la nostra presenza nei principali centri commerciali e continuare a crescere in un segmento, quello dell’entertainment esperienziale, strategico per il futuro del retail e per il nostro gruppo", ha concluso.
(Adnkronos) - Che cos’è davvero l’ambiente? Non solo natura, ma un sistema complesso che include cultura, tradizioni, tecnologia e identità. È da qui che parte la riflessione di Vincenzo Pepe, ospite del podcast “Italia in transizione” di Adnkronos e Shared Ground. Professore ordinario di diritto ambientale alla Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli, presidente di FareAmbiente e responsabile ambiente della Lega, Pepe propone una visione ampia e non riduzionista: "L’ambiente è “tutto ciò che ci circonda”: natura, ma anche opere dell’uomo, cultura, lingua, tradizioni". Non è dunque solo tutela delle risorse naturali, ma qualità della vita. E dentro questa qualità rientra anche la tecnologia, che – sottolinea – non va demonizzata, ma resa sostenibile. Uno dei punti centrali della puntata è il rapporto tra ambiente ed economia. Pepe rifiuta sia il negazionismo sia il catastrofismo, proponendo una terza via: il realismo. Il concetto chiave è semplice: “Rischio zero non esiste. Rifiuto zero non esiste". La sostenibilità, nella sua visione, è mitigazione del rischio: scegliere il rischio minore compatibile con una buona qualità della vita. Un’impostazione che si oppone tanto alla “decrescita felice” teorizzata da Serge Latouche, quanto agli approcci puramente produttivisti. Lo sviluppo è inevitabile – e necessario – ma deve essere governato. Nel confronto con Giorgio Rutelli, vicedirettore Adnkronos, emerge uno dei grandi dilemmi della transizione: chi deve guidarla? Da un lato il Green Deal europeo promosso dalla Commissione di Ursula von der Leyen, con il suo impianto regolatorio ambizioso; dall’altro le preoccupazioni industriali di Paesi come Italia e Germania. La risposta di Pepe non è ideologica: la sostenibilità parte dai comportamenti individuali, ma deve tradursi anche in scelte collettive informate da metodo scientifico, non “dalla pancia”. In questo quadro, critica sia gli eccessi regolatori sia le illusioni di autoregolazione del mercato. Il punto è trovare un equilibrio tra responsabilità individuale e politiche pubbliche efficaci. Uno dei passaggi più netti riguarda la scuola. Pepe denuncia l’assenza di una vera educazione ambientale: “Sappiamo tutto di Dante, ma non sappiamo come rapportarci quotidianamente con le risorse naturali". Per lui, l’educazione ambientale dovrebbe diventare una disciplina obbligatoria, una nuova forma di educazione civica capace di incidere sui comportamenti concreti: rifiuti, energia, consumi. La tecnologia è al centro della riflessione, ma sempre accompagnata da una domanda: come gestirne le conseguenze? L’esempio è quello dei rifiuti ospedalieri o radioattivi. Non possono essere eliminati, perché servono anche a salvare vite. Il problema diventa allora dove e come gestirli, evitando atteggiamenti come il “not in my backyard”. È qui che emerge la dimensione etica dell’ambientalismo: "Responsabilità significa accettare il problema e gestirlo, non spostarlo altrove", Sul cambiamento climatico, Pepe rifiuta sia il negazionismo sia l’allarmismo: sì alla riduzione delle emissioni, per la salute delle persone; ma anche attenzione all’adattamento, spesso trascurato nel dibattito pubblico. Cita i dati dell’Organizzazione mondiale della sanità sulle morti legate alle polveri sottili per sottolineare un punto cruciale: le politiche ambientali servono anche a migliorare la salute qui e ora, indipendentemente dall’impatto globale. Uno dei passaggi più geopolitici riguarda il ruolo dell’Europa tra Stati Uniti e Cina. Secondo Pepe gli Stati Uniti tendono a un approccio più “negazionista”, la Cina combina uso intensivo di carbone e leadership nelle tecnologie green, l’Europa rischia di restare schiacciata. La soluzione? Realismo industriale e investimenti in ricerca, evitando sia la deindustrializzazione sia la dipendenza tecnologica. Sul tema energetico, Pepe è netto: serve un mix. Accanto a rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, geotermico), propone di investire anche nel nucleare: ricerca su fissione e fusione; sviluppo di piccoli reattori; riduzione della dipendenza dall’estero. L’Italia importa già energia nucleare da altri Paesi, senza produrla direttamente. Una contraddizione che, secondo Pepe, va affrontata. La conclusione della puntata: "La vera transizione non è solo energetica o ambientale, ma culturale". Serve tempo, gradualità e capacità di evitare effetti di rigetto sociale. Le politiche troppo spinte, senza consenso e senza realismo, rischiano infatti di produrre reazioni opposte. Anche i movimenti come quelli di Greta Thunberg – riconosce Pepe – hanno avuto il merito di portare il tema al centro, ma la fase successiva richiede pragmatismo. Il filo conduttore della puntata è chiaro: superare le polarizzazioni. Né catastrofismo né negazionismo, ma scienza al posto dell’ideologia, responsabilità al posto della rimozione, equilibrio tra sviluppo e sostenibilità. Un ambientalismo che, nelle parole di Pepe, è prima di tutto cura della “casa comune”, riprendendo l’insegnamento di Papa Francesco. E che si traduce in una domanda di fondo: qual è il rischio accettabile per vivere meglio, oggi e domani? YouTube: https://youtu.be/VQFB0n1K3ac?si=1G9aUzb__iXT_9kj Spotify: https://open.spotify.com/episode/6ICBNds4DypQu34puFsM1x?si=C7xd_IPkS127U5pWdOMPiA Podcast Adnkronos: https://podcast.adnkronos.com/podcast/ep-2-custodire-per-progredire-con-il-prof-vincenzo-pepe/