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(Adnkronos) - Smart working, velocità ridotta in auto, più mezzi pubblici. La guerra tra Stati Uniti-Israele e Iran incide sul mercato del petrolio, sulle quotazioni del gas e sul prezzo dell'energia. L'Ue raccomanda agli Stati membri, Italia compresa, di attingere allo strumentario dell'Agenzia internazionale per l'energia per trovare degli spunti di riduzione della domanda, come sottolinea commissario Ue Dan Jorgensen nel corso di una conferenza stampa al termine della riunione straordinaria dei ministri dell'Energia. "Sappiamo che ci sono circostanze nazionali diverse, dunque non possiamo imporre una soluzione unitaria a tutti, però è chiaro che quanto più si riuscirà a economizzare il petrolio, soprattutto il diesel, tanto meglio sarà per tutti", sottolinea. Come ricorda il commissario Ue, l'Aie ha raccomandato un piano in 10 punti che include il ricorso al telelavoro, la riduzione dei limiti di velocità di almeno 10 km in autostrada, incoraggiare il ricorso ai mezzi pubblici, ridurre l'accesso delle automobili alle città e utilizzare un tipo di guida efficace con meno consumo di carburante. "Non è che ci aspettiamo che tutti i Stati membri applichino tutti i 10 di questi punti per la riduzione della domanda ma rappresenta già un buon strumentario, e quindi raccomando che ogni Paese verifichi quali sono le sue possibilità per applicarlo". "Questo è un mio incoraggiamento chiarissimo per gli Stati membri: occorre fare tutto il possibile per generare più energia da fonti rinnovabili", dice Jorgensen. "Ci sono alcuni progetti che sono quasi finiti, ma per l'assenza di stoccaggio, per problemi di rete, eccetera, non si sono ancora conclusi. Quindi incoraggiamo caldamente gli Stati membri a accelerare queste procedure affinché si concludano", aggiunge. A ogni modo, Jorgensen evidenzia che la crisi non sarà di breve durata anche se il conflitto dovesse cessare a breve: "comunque ci saranno delle conseguenze, perché le infrastrutture energetiche nella regione sono state distrutte e continuano a essere distrutte dalla guerra. Quindi, naturalmente, tutti speriamo che si giunga la pace quanto prima, però mi sembra estremamente importante dire quanto più chiaramente possibile che anche se ci fosse la pace domani, non potremmo comunque tornare alla normalità in un futuro prossimo. Il commissario Ue anticipa che a breve la Commissione presenterà delle proposte sulle tariffe di rete e sulla riduzione delle aliquote fiscali sull'elettricità, nonché la facilitazione del ricorso a strumenti finanziari già esistenti per sganciare i prezzi del gas dai prezzi dell'elettricità e agli aiuti di Stati per i settori industriali più colpiti. Dopodiché, dal momento che non è chiaro quanto durerà la crisi, "stiamo anche preparando varie opportunità e possibilità che sono più simili a quelle a cui abbiamo fatto ricorso durante la crisi del 2022", prosegue, sottolineando che l'Ue è "meglio attrezzata" rispetto ad allora grazie al consistente aumento di energia rinnovabile prodotta in casa e alla diversificazione dell'approvvigionamento energetico.
(Adnkronos) - "Il mare non è solo orizzonte geografico, è un’infrastruttura naturale, una via di collegamento con il mondo, una risorsa che ha fatto la storia e ha rappresentato una grande fonte economica per le nostre comunità. L’evento di oggi è frutto di un cammino iniziato da oltre un anno che ha visto la nostra consigliera Irene Sassetti e il coordinatore del GdL sull’ingegneria del mare, Andrea Ferrante, protagonisti di uno straordinario lavoro caratterizzato da visione, continuità e qualità dei risultati". A dirlo Angelo Domenico Perrini, presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, intervenendo all'evento 'Porti verdi. Politiche di efficienza e sostenibilità energetica', organizzato dal Cni, con la collaborazione di Assoporti, del Consiglio superiore dei lavori pubblici e dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Barletta-Andria-Trani. "L’Italia - ha spiegato - è un paese circondato dal mare. Oltre la metà delle merci transita attraverso i nostri porti. In un contesto geopolitico instabile la centralità delle infrastrutture portuali non è un dato teorico ma una questione di sicurezza nazionale. Il porto del futuro è una piattaforma in cui energia, logistica e digitalizzazione convergono. Su questa frontiera servono gli ingegneri". "Ringrazio il presidente Perrini - ha affermato Nello Musumeci, ministro per la Protezione civile e per le Politiche del mare - per avermi voluto invitare a questo importante momento di confronto del Consiglio nazionale degli ingegneri. L'efficientemente energetico, il progetto Porti verdi per il quale il Pnrr ha previsto alcune centinaia di milioni, è la sfida che siamo chiamati tutti ad affrontare non soltanto le autorità di sistema portuale e non soltanto le strutture ministeriali, non soltanto il pubblico ma anche il privato. Sì perché la competizione non si gioca soltanto sulla capacità di ridurre, di abbassare il tasso di emissione e quindi di rendere più vivibili i porti nelle città. La scommessa si vince anche sulla capacità di sapere individuare gli obiettivi, di saperli programmare e di saper fare un uso razionale delle risorse". "A tale proposito - ha sottolineato - credo sia significativo il rapporto della Corte dei Conti di qualche settimana fa che focalizza la gestione dei progetti finanziati dal Pnrr. Progetti che all'inizio si sperava arrivassero a 75 interventi, siamo fermi a 68, poco più di 170 milioni di euro impegnati. Però è un significativo passo in avanti. Manca, lo evidenzia anche la magistratura contabile, il criterio di omogeneità, il criterio di programmazione unitaria, al di là della specificità di ogni scalo portuale, ed è anche a questa esigenza che tende a dare una risposta il disegno di legge di riforma dei porti che presto andrà alla valutazione del Parlamento". "Il tema della portualità - ha ricordato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica dell’Italia - è essenziale per l'Italia, a partire dalla nostra posizione geografica. Il rapporto con il mare ha definito la nostra storia e oggi tale centralità è più che mai evidente. Dai porti passano tanti scambi e per un paese trasformatore come l'Italia sono l'elemento essenziale. Questo è ancora più vero in un periodo di tensione internazionale come quello che stiamo vivendo per organizzare risposte alle crisi". "Dai porti - ha ricordato - si importa e si esporta. Da essi passa anche una quota importante del nostro turismo. Siamo il quarto paese esportatore al mondo. Il governo è in prima linea per tutelare la loro centralità e renderli sempre più efficienti. Puntiamo anche alla loro sostenibilità ambientale, decisiva per le comunità portuali. Le emissioni sono come noto importanti e rilevanti ed è evidente quindi un imperativo ridurle. Lo facciamo elettrificando le banchine e dotando i sistemi portuali di mezzi a basse emissioni". "E' un intervento - ha chiarito - che punta a una sempre maggiore sostenibilità di trasporti e del cosiddetto ultimo miglio, temi centrali per la portualità italiana. Per questo sono stati oggetto di importanti investimenti da parte del Pnrr. Sono stati avviati progetti per oltre 145 milioni che hanno generato opere per un valore di un 30-40% superiore, quindi 170-80 milioni. Il settore portuale è al centro del disegno di legge di riforma portuale, ora all'esame del Parlamento. E' un passaggio che renderà più prospero il futuro della logistica italiana, dell'economia marittima. E' un grande obiettivo di sistema avere un sistema portuale moderno, competitivo, integrato. Una rete che diventa centrale a livello nazionale e europeo e che quindi riesca a sviluppare tutto quel rapporto di intermodalità - porto, ferrovia, trasporti in generale - un sistema che garantisca la capacità di essere flessibile e sostenibile, sia dal punto di vista ambientale che sociale. Una nuova realtà dei porti italiani dove anche chi ci vive e lavora possa respirare un’aria pulita". Questa è una missione importante perché l'Italia è nata, cresce e prospera sul proprio mare. Con lo specchio di porti sempre più efficienti, sempre più sostenibili, tecnologicamente sempre più avanzati". “Riteniamo queste iniziative - ha detto Roberto Petri, presidente di Assoporti - molto utili e importanti per la portualità italiana. Prevedere opere resistenti nei nostri porti è essenziale e il lavoro portato avanti dal Consiglio nazionale degli ingegneri va valorizzato e integrato con le necessità sia della sostenibilità che della competitività”. Per il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale, Francesco Mastro, “la transizione energetica e la sostenibilità ambientale rappresentano oggi una delle principali direttrici di sviluppo per i porti dell’Adriatico meridionale. Il ruolo delle infrastrutture portuali nella crescita economica dei territori e nella competitività del Paese è sempre più strategico, bisogna agevolarlo e sostenerlo con decisione. Oggi, grazie alle nuove tecnologie, sviluppo e sostenibilità ambientale viaggiano sullo stesso binario. Solo procedendo parallelamente il treno dell’innovazione potrà continuare a correre e a raggiungere traguardi sempre più importanti e strategici per il Sistema Italia”.
(Adnkronos) - Misurare il valore generato dalle attività di stakeholder engagement per imprese e comunità locali, dimostrando che la Just Transition è un percorso che conviene al territorio e imprese. È questo l'obiettivo dell’Engagement Value Index, il Report con cui A2A ha misurato gli impatti generati sui territori, con Sda Bocconi School of Management e sul business, con il contributo di Teha (The European House – Ambrosetti), proponendo due indici complementari. Lo studio, basato sul programma di dialogo e ascolto annuale sviluppato da A2A nelle aree in cui è presente, rivela che il coinvolgimento degli stakeholder migliora la qualità della relazione con l’azienda di quasi il 30% e che, nell’80% dei casi, i benefici reputazionali si riflettono sull’intera organizzazione. Le iniziative di engagement favoriscono la condivisione delle conoscenze e facilitano la nascita o il rafforzamento di sinergie tra attori diversi su tematiche che richiedono un approccio cooperativo. Oltre il 75% dei partecipanti allo studio dichiara di sentirsi più motivato e sicuro nella propria capacità di contribuire concretamente alla transizione sostenibile e il 65% si dichiara intenzionato a riprendere o consolidare i contatti con altri partecipanti per avviare progetti in ambito sostenibilità. In apertura dell’evento, tenutosi nella sede di Assonime è intervenuto Roberto Tasca, Presidente di A2A e Stefano Firpo, Direttore Generale di Assonime. “Il coinvolgimento degli stakeholder è una leva strategica nel perseguimento della Just Transition ma affinché sia realmente efficace deve essere integrato sistematicamente nei processi decisionali e nella cultura aziendale” commenta Roberto Tasca, Presidente di A2A. “Nel nostro Gruppo, dal 2015 il Comitato Esg e Rapporti con i Territori affianca il Consiglio di Amministrazione nella definizione delle iniziative di engagement e, nel 2022 ha promosso la redazione di una policy strutturata che ne definisce il quadro strategico e operativo. L’impegno a misurare gli effetti di questi processi sull’azienda e sui territori coinvolti è per noi una conseguenza naturale. I ritorni sono tangibili nel dialogo e nella partecipazione ma abbiamo voluto valutare impatto concreto e capacità di empowerment che abilitano. Per questo abbiamo accolto con partecipazione le ultime linee guida emanate dal Comitato per la Corporate Governance, che mirano a rafforzare il ruolo del board nella definizione delle strategie di ascolto e coinvolgimento degli stakeholder. Ci riconosciamo in queste indicazioni che confermano l’importanza degli strumenti di engagement per la creazione di valore a lungo termine e la centralità del dialogo per innescare dinamiche di sinergia per lo sviluppo sostenibile”. Nel suo intervento, Stefano Firpo Direttore Generale di Assonime ha sottolineato come: “Il dialogo con tutti gli stakeholder rilevanti è diventato un asse portante del modello di impresa contemporaneo e costituisce uno strumento essenziale per una creazione di valore che tenga conto della sostenibilità ambientale e sociale. Le analisi di Assonime mostrano un impegno crescente delle imprese in questa direzione ma anche l’esigenza di rafforzare l’integrazione del dialogo con gli stakeholder nella definizione delle strategie e del modello di business. In questo senso va la raccomandazione del Comitato per la Corporate Governance dello scorso dicembre che invita le società quotate ad adottare una specifica “politica di stakeholder engagement” nella quale il consiglio di amministrazione svolge una funzione fondamentale di indirizzo e di monitoraggio”.